Post in evidenza

URGENTE APPELLO AI GRUPPI STABILI ITALIANI: comunicateci conferme o variazioni alle vostre Messe

ABBIAMO URGENTE BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO!  Viste le ultime notizie sulla CEI e sulle risposte dei Vescovi  sul Summorum Pontificum i...

giovedì 4 novembre 2010

Il vescovo di Ratisbona: "dopo il Concilio, crisi sacerdotale paragonabile solo alla riforma protestante"

Presentazione del XII volume dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger

di mons. Ludwig Mueller, vescovo di Ratisbona

[..]
Gli studi scientifici, le meditazioni e le prediche [di J. Ratzinger] concernenti il ministero del vescovo, del presbitero/sacerdote e del diacono ricoprono un arco di quasi mezzo secolo, a partire dai primi testi che precedettero di alcuni anni l'apertura del Concilio Vaticano Secondo. A questo evento fondamentale della storia ecclesiastica più recente si è soliti associare, a seconda dei punti di vista, l’inizio di una trasformazione, consona allo spirito del tempo, oppure di una profonda crisi della Chiesa, e in particolare del sacerdozio. Il Concilio ha inserito la costituzione gerarchica della Chiesa, che si esplica nelle differenti mansioni del vescovo, del sacerdote e del diacono, in un’esauriente ecclesiologia innovata dalle fonti bibliche e patristiche (LG 18!29). Gli enunciati riguardanti il grado episcopale e presbiteriale della gerarchia sacerdotale tripartita furono approfonditi nei decreti Christus Dominus e Presbyterorum ordinis. Per quali ragioni allora, dopo il Concilio, potè verificarsi una crisi d'identità del sacerdozio cattolico storicamente paragonabile solo con le conseguenze della riforma protestante del XVI secolo?

[..] Dove crolla il fondamento dogmatico del sacerdozio cattolico, non si estingue soltanto la fonte da cui si alimenta un’esistenza al seguito di Gesù, ma vien meno anche la motivazione a rinunciare al matrimonio per amore del Regno dei Cieli (Mt 19,12), e con la forza dello Spirito Santo accettare con gioia e convinzione il celibato come un rimando escatologico al futuro mondo di Dio.

Se si trascura la relazione simbolica inerente al sacramento, il celibato sacerdotale scade a mero relitto di un passato ostile al corpo, ed è individuato ed osteggiato come unica causa della carenza di sacerdoti. Non da ultimo, scompare infine anche l'evidenza per la dottrina e la prassi della Chiesa di conferire il sacramento dell’Ordine soltanto agli uomini. Un ministero ecclesiale inteso in senso funzionale dà adito al sospetto di legittimare un potere che andrebbe peraltro motivato e limitato democraticamente.

La crisi del sacerdozio che ha colpito l’Occidente negli ultimi decenni, è anche il risultato di un fondamentale disorientamento del Cristiano di fronte a una filosofia che trasferisce l'intimo significato e l’obiettivo ultimo della storia e di ogni esistenza umana in una dimensione mondana, sbarrandogli in tal modo l’orizzonte trascendente e recidendone la prospettiva escatologica. Riporre ogni aspettativa in Dio e fondare l'intera esistenza su Colui che in Cristo ci ha dato tutto: solo questa può essere la logica di una scelta di vita che si pone con assoluta dedizione al seguito di Gesù e partecipa alla sua missione di Redentore del mondo, da lui adempiuta con la passione e crocifissione ed inequivocabilmente rivelata con la sua risurrezione dai morti.

Non vanno tuttavia trascurati anche altri fattori di natura interna alla Chiesa. Joseph Ratzinger, come mostrano i suoi primi interventi, aveva acutamente presagito le scosse che con impeto sempre crescente preannunciavano il terremoto: in primo luogo l’apertura all’esegesi protestante negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Spesso da parte cattolica non ci si rese affatto conto delle sistematiche premesse poste dalla Riforma alla base dell’esegesi. Fu così che la pesante critica del sacerdozio consacrato, apparentemente non motivabile biblicamente, investì la Chiesa cattolica (e ortodossa). Il sacerdozio sacramentale strettamente riferito al sacrificio eucaristico, come era stato affermato dal Concilio Tridentino, sembrava a prima vista non aver alcun riscontro nella Bibbia, né sotto il profilo terminologico, né per quanto concerne le particolari prerogative del sacerdote nei confronti dei laici, specialmente il mandato della consacrazione. La critica radicale del culto e quindi il vagheggiato superamento di un sacerdozio che limitava a se stesso la rivendicata funzione di intermediario – sembrava togliere terreno ad un mediatorato [sic] sacerdotale nella Chiesa.

Con la critica protestante nei confronti di un sacerdozio sacramentale che metterebbe in questione l’unicità del sommo sacerdozio di Cristo (secondo la lettera agli Ebrei) e relegherebbe ai margini il generale sacerdozio dei credenti secondo 1 Pt 2,5, si alleava infine il moderno concetto di autonomia, che guardava con sospetto ad ogni esercizio di autorità.

L’osservazione che, dal punto di vista della sociologia della religione, Cristo non era un ministro di culto e quindi, in termini anacronistici, era un laico, e il fatto che definendo i servizi e gli uffici nel Nuovo Testamento non si fosse impiegata una terminologia sacrale, ma si facesse invece ricorso a titoli ufficiali apparentemente profani, sembrarono comprovare l’"impropria" trasformazione – prodottasi nella Chiesa primitiva a partire dal terzo secolo – dei funzionari comunali ricorrenti nella Bibbia in una nuova classe di ministri di culto.

[..] Joseph Ratzinger, con gli scritti raccolti nel presente volume, ha indicato una via d'uscita dalla crisi in cui il sacerdozio cattolico era caduto a causa di impostazioni teologiche e sociologiche carenti e di dichiarazioni atte a suscitare, in molti sacerdoti che avevano intrapreso con amore e zelo il loro cammino, una personale insicurezza e sconcerto a proposito del proprio ruolo in seno alla Chiesa.[..]

Fonte: Bollettino Sala Stampa S. Sede

34 commenti:

  1. Eh quando si riduce la Messa a pura aggregazione e si pretende che il Sacerdote sia un mero capo popolo o un animatore sociale.
    Succedono queste cose !

    RispondiElimina
  2. Leggo e non ci credo! =-O

    Un Papa che rivela una delle possibili soluzioni per "uscire dalla crisi" non dalla Cattedra dove il Signore lo ha posto e dove per mandato DIVINO dovrebbe farlo per il bene di tutta la Chiesa per la salvezza delle anime, ma nello "sgabuzzino" di un giornalista che riporta la rivelazione in un libro SOLO in tedesco ad un costo credo, assai "poco" divulgativo!

    NON HO PAROLE!

    RispondiElimina
  3. Potrà non piacere, ma tanti protagonisti della riforma liturgica professavano, non in foro interno, ma pubblicamente, proprio quelle idee che Ratzinger respinge.
    Adesso è difficile dimostrare che nulla di quelle idee è entrato nella nuova liturgia.

    RispondiElimina
  4. non credo proprio, caro don Camillo, che il Papa proponga nella sua opera una soluzione diversa da quella che tutti constatiamo nel suo ministero petrino e cioè quella di un ritorno all'autentica Tradizione della Chiesa. Tu prontamente mi porterai vagonate di prove contrarie, tuttavia sono convinto che il Papa stia facendo il possibile per riportare ordine nella Chiesa senza provocare una rivolta di preti, vescovi e cardinali insubordinati che frantumerebbero la Chiesa.

    RispondiElimina
  5. ma...don gianluigi, non capisco, evitare il rischio di "una rivolta" ?
    a me pare che gran parte del clero sia GIA' insubordinata ....
    o dobbiamo fingere che tutto sia OK, e tutti siano docili, devoti e obbedienti ?

    RispondiElimina
  6. ma, scusate, come dobbiam considerare quest'opera ?
    - se è un testo scritto solo per dotti ed esperti di scienze ecclesiologiche, è scritto dal Papa in qualità di dottore privato, da un "tecnico"  ad altri tecnici, e allora non siamo tenuti a conoscerlo;
    - se si tratta di argomenti che TUTTI i fedeli hanno il diritto e il dovere di conoscere, sarà giusto e necessario che qualcuno si impegni a divulgarne i contenuti, con traduzioni e spiegazioni adeguate al vasto pubblico dei fedeli cattolici di ogni grado di cultura.
    Ma è o non è destinato a tutta la Chiesa ?
    non capisco....

    RispondiElimina
  7. Abominio della desolazione attuato da Gio 23° in 7 anni dall'ideazione che risale a poco prima dellasua morte il 3.6.63, cioè come dice Daniele "7 mesi dopo".
    Con la riforma della liturgia si sono instaurate l'apostasia e la difficoltà a celebrare matrimoni e la proibizione a mangiare certi cibi come aveva previsto San Paolo.
    Il sacerdote ora guarda verso oriente (spesso le chiese sono orientate) e occupa il posto dell'abominio. Esattamente tra l'ala del tempoi e l'altare che ora sembra un tavolo da cucina.

    RispondiElimina
  8. provate ad ostacolarmi....

    RispondiElimina
  9. sì Sì, crea cardinali come Ravasi, Romeo, Nosiglia, promuove Betori e da mano libera a Bertone per nomine di Salesiani (ultra progressisiti) in tutto il mondo, benedice Kiko e lo mette a modello per le famiglie di tutto il mondo, poi in ambito liturgico conferma con silenzi assensi gli orrori liturgici d'oltralpe da il COLPO di GRAZIA all'ultimo brandello di Tradizione Romana a San Pietro con la nomina di Palombella l'incompetente-raccomandato... ma poi QUI siamo "tutti" contenti perchè arriva il cappello rosso a Bartolucci e arriva FOLSOM a riscaldare la sedia attorno ad un tavolo che NON deciderà MAI niente! ecc ecc ecc.

    don gianluigi, scusa adesso con calma mi dici come B16 sta compiendo il tuo dichiarato ma non dimostrato "ritorno all'autentica Tradizione della Chiesa".
    <span></span>

    RispondiElimina
  10. Senza Raccomandazioni4 novembre 2010 20:27

    Scusi, in che senso?...

    RispondiElimina
  11. Perdonami, malleus, ma la numerologia non mi piace molto. mi ricorda troppo la cabala; mi piacerebbe se tu argomentassi in maniera diversa, ovvero senza tante cifre.

    RispondiElimina
  12. Perdonami, malleus, ma la numerologia non mi piace molto. mi ricorda troppo la cabala; mi piacerebbe se tu argomentassi in maniera diversa, ovvero senza tante cifre.

    RispondiElimina
  13. DANTE PASTORELLI4 novembre 2010 21:02

    Se non ci son documenti magisteriali di Benedetto XVI ma solo scritti di Joseph Ratzinger non si può parlar di opere del dottore privato, ma del dr., mons. e card. Ratzinger. Nessun obbligo di adesione.

    RispondiElimina
  14. DANTE PASTORELLI4 novembre 2010 21:03

    Evoca satana.

    RispondiElimina
  15. Siete incontentabili4 novembre 2010 21:25

    Ma non vedete il crescendo di prese di posizione a favore di una maggiore ortodossia, da parte di un numero sempre maggiore di prelati di tutti i tipi e di tutti i livelli? Avevate visto qualcosa di diverso, e di meglio, con i pontificati precedenti? E' questa la "strategia", se vogliamo scomodare questa categoria, seguita dal Papa. Credete veramente che possa agire diversamente? E credete che sia giusto chiamarlo ad un'azione che si limiti a dare soddisfazione al nostro "loavevodettismo", magari con qualche presa di posizione eclatante che verrebbe poi ribaltata alla prima occasione dopo di lui, senza curarsi di creare le premesse per un miglioramento duraturo? Non aggiungete la vostra fucileria a quella dei preti modernisti, delle catechiste d'assalto, degli antipapi in servizio permanente, dei gheipraidini, dei fratellimaggiori e  degli anticattolici laici di tutti i tipi. Gli basta quella!

    RispondiElimina
  16. ........e' semplice.......quello che hanno semminato raccolgono.....altro non meritano....grazie alla Messa nuova dove loro sono diventati attori.....bravi per andar in un teatro!!!!!!!E di questo spettacolo.....non sono piu' credibili!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! La gente la puoi una volta sola a prendere in giro.......e mi guardo di questa gente.....lazzaroni!!!!

    RispondiElimina
  17. DANTE PASTORELLI4 novembre 2010 23:16

    Nosiglia è già cardinale? e qual è la promozione di Betori?

    RispondiElimina
  18. si promuove per il sicuro prossimo cardinalato Nosiglia e Betori

    RispondiElimina
  19. malleus o malloreddus?

    RispondiElimina
  20. semplicemente te ne ricordo tre: il discorso del 2005 alla Curia, che ha riportato l'interpretazione del Conc. Vat.II nell'alveo della Tradizione, il Motu proprio, la remissione della scomunica alla FSSPX. Solo 10 anni fa per celebrare la messa di sempre dovevo farlo di nascosto e mai avrei pensato che a breve tutto sarebbe cambiato in così breve tempo, solo 10 anni fa mettere in discussione il concilio sarebbe stato una bestemmia, oggi non siamo più quattro gatti. Dunque qualcosa Benedetto XVI ha fatto.

    RispondiElimina
  21. Nobis quoque peccatoribus5 novembre 2010 02:13

    Si continua a far credere che Cristo Signore abbia lasciato scritti e non la Sua Chiesa. Le scritture, scaturite per divina ispirazione  da quella stessa Chiesa spiegano e chiariscono la funzione sacerdotale affidata agli Apostoli e a S. Pietro, sui cui la Sua Chiesa e' fondata.

    FdS

    RispondiElimina
  22. Dice il mio anagramma: <span>Se non ci son documenti magisteriali di Benedetto XVI ma solo scritti di Joseph Ratzinger non si può parlar di opere del dottore privato, ma del dr., mons. e card. Ratzinger. Nessun obbligo di adesione.</span>
    <span>Giusto. quello che è legge della chiesa è la riforma liturgica, esattamente nella forma che messa in latino aborre. Invece il il restosono chiacchere. </span>

    RispondiElimina
  23. Alexander Von Trotta5 novembre 2010 09:11

    "quello che è legge della chiesa è la riforma liturgica [...] il resto sono chiacchere".

    Curiosa stortura mentale invero, già notata più volte: una "riforma", cioè un cambiamento radicale di ciò che c'era prima (e durato duemila anni), una volta fatta diviene miracolosamente una summa lex irreformabile, intangibile, indiscutibile... Il principio di non contraddizione per qualcuno è veramente un optional.

    RispondiElimina
  24. Tornando in tema:
    fanno piacere le dichiarazioni di Muller; peccato seguano quelle di segno opposto pronunciate alla vigilia delle ordinazioni della FSSPX a Zaitkofen.
    Ma come? Si lamenta che il post Concilio ha distrutto il sacerdozio cattolico e poi si mette di traverso alle ordinazioni di Sacerdoti autenticamente Cattolici? (peraltro ora sappiamo anche a quali contorcimenti canonistici si diede corso per effettuarle...)
    Capisco che la strada per la Presidenza della Conferenza Episcopale Tedesca comporti l'attacco a tutto ciò che puzza di conservatore, ma pensa che siamo tutti scemi e dimentichiamo???

    RispondiElimina
  25. Nobis quoque peccatoribus5 novembre 2010 09:48

    Pastor ille sapra' certo che il prossimo anno entrera' in vigore la nuova traduzione del Messale in lingua inglese in quanto la vecchia a detta di Vescovi e liturgisti di indubbia fedelta' al NO conteneva "errori teologici" (sic!).

    FdS

    RispondiElimina
  26. DANTE PASTORELLI5 novembre 2010 10:24

    Occorre, però, sapere in quali parti della Messa tradotta in inglese ci siano errori. Che son sempre gravi nella più alta forma di culto pubblico della Chiesa che è la Messa, ma che invaliderbbero il Sacrificio se fossero nelle parole della consacrazione.

    RispondiElimina
  27. Secondo lei, prof., tradurre "quod pro vobis tradetur" (Messale di Paolo 6^) senza menzionare il termine "sacrificio" (come fanno tante traduzioni meno quella attuale italiana) causerebbe ipso facto l'invalidità del rito?

    RispondiElimina
  28. Redazione di Messainlatino.it5 novembre 2010 11:18

    Don Camillo, tu vuoi tutto e subito; non si può chiudere una valvola ad alta pressione da un istante all'altro, scoppierebbe tutto ( e il flusso del liquido andrebbe in ogni direzione :'( , peggio di prima). Bisogna andare per gradi, anche con soluzioni imperfette in assoluto.

    Sebastiano P.

    RispondiElimina
  29. Ma per gradi ascendenti, NON DISCENDENTI!

    RispondiElimina
  30. Christus Spes Mea5 novembre 2010 16:00

    <span>Bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu.</span>

    RispondiElimina
  31. DANTE PASTORELLI5 novembre 2010 20:26

    <span>Nelle versioni italiane di tutti i canoni effettivamente c'è "offerto in sacrificio per voi".  
    Nel rito antico non c'è tale espressione, ma l'aspetto sacrificale della Messa era più evidente. Nel tradetur a mio avviso c'è già il senso dell'offerta sacrificale per la salvezza degli uomini (il pro, a vostro vantaggio, un vantaggio evidentemente spirituale) ribadito nelle parole pronunciate sul calice. Nell'insieme, quindi, le parole della consacrazione sembrano esprimere pienamente la volontà di realizzare transustanziazione con una formula valida.
    Ma capisco che l'aggiunta di "in sacrificio per voi" chiarisca meglio ai fedeli il concetto del fine dell'offerta, meno esplicito nel NO rispetto al rito antico. 
    In ogni caso su queste delicate questioni è la Chiesa che deve pronunciarsi.</span>

    RispondiElimina
  32. Il problema, o illusi, è che...6 novembre 2010 08:21

    Il problema non è la corruzione o la presenza di cardinali e vescovi miscredenti dentro la Chiesa e nemmeno l'adulterazione della dottrina, tutte cose che il solo un tradizionalismo mitologico crede essere esclusivamente novità postvaticanosecondo. Il problema è che oggi la corruzione, l'ateismo e gli erramenti dottrinali NON PRODUCONO NE' ARTE NE' CIVILTA'. Avercelo oggi un Pietro Ottoboni!

    RispondiElimina
  33. Il problema, o illusi, è che...6 novembre 2010 08:26

    Oddio, una messa antiqua potrebbe anche decidersi a celebrarla, questo sì.

    RispondiElimina
  34. <span>Però io vedo Benedetto XVI visitare parrocchie a Roma, lo vedo andare in chiese moderne "hideuses", lo vedo celebrare la santa Messa in ambienti brutti per non dire orrendi, con davanti, dietro, sopra, accanto, "opere" di artisti che non hanno la benchè minima idea della Bellezza del Sacro, parrocchie ideate e decorate senza nessun rispetto per lo spazio sacro, per l`architettura sacra, certo il Papa si adatta e rende visita i fedeli di quei luoghi, che senza dubbio sono i primi a subire  la bruttezza di quei luoghi,  ma vorrei tanto vedere il Papa visitare anche i fedeli di San Trinità dei Pellegrini, vorrei vederlo celebrare la Santa Messa di sempre, quello sarebe un gesto CONCRETO che varrebbe forse più di tante parole, belle, profonde, che danno speranza, ma che non sono seguite da atti concreti.</span>

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.