Con il sinodo sui giovani dal titolo "discernimento vocazionale" il Papa vuole arrivare a

mercoledì 16 giugno 2010

Riportare Gesù al centro. Sì, ma come?

Padre Scalese ha scritto un post interessante, come di consueto. Ne riportiamo un ampio estratto, che facciamo seguire da un nostro commento in corsivo.


[..] Inutile attendere riforme promosse dalla gerarchia; non è mai avvenuto nella storia della Chiesa. Le uniche riforme reali, durature, sono state quelle partite dal basso. Non attendiamo dalla gerarchia quel che essa non può dare; non carichiamola di pesi che non è in grado di portare. Accontentiamoci che essa ci indichi la strada da percorrere; il resto, poi, dobbiamo farlo noi.

È stata la grande illusione del Vaticano II: convocare un concilio che, con le sue riforme, rinnovasse la Chiesa. Sappiamo come è andata a finire. Ora attendiamo dal Papa che rimetta tutto a posto. Gli anni passano; ma, almeno per il momento, non si vede nulla: avrebbe dovuto riformare la curia, ma l’impressione che si ha è che essa funzioni sempre peggio; si attendava una “riforma della riforma” liturgica, ma, a parte qualche vecchio merletto tirato fuori dalla naftalina, non si direbbe che la liturgia abbia ricevuto un nuovo impulso nella Chiesa. Ma forse è sbagliato lamentarsi che gli anni passano e non si vede nulla; è sbagliato perché probabilmente sono quelle attese stesse a essere sbagliate. Se, invece di attendere che il Papa inizi a cambiare qualcosa (poveretto, non gli è riconosciuto neppure il diritto di proclamare il Santo Curato d’Ars patrono dei sacerdoti!), se incominciassi io a cambiare qualcosa in me stesso e intorno a me, allora forse la Chiesa inizierebbe a rinnovarsi.

[..]Se, invece di continuare a lamentarci di come ci è stata passata la palla, pensassimo a schiacciarla bene, la partita sarebbe già vinta.

Ma, direte voi, in che cosa consiste, nel nostro caso, “schiacciare bene la palla”? Qualcuno potrebbe pensare che, visto che le riforme conciliari non hanno ottenuto il loro effetto, la soluzione consista nel tornare sic et simpliciter alle forme precedenti al Concilio. Sarebbe ripetere lo stesso errore compiuto dagli ideologi del Vaticano II: pensare che il rinnovamento della Chiesa consista esclusivamente in un cambiamento delle sue forme esteriori. Mi pare che, anche a questo proposito, Ida Magli, riprendendo un’intuizione di don Giussani, abbia colto il nocciolo della questione: «La Chiesa ha cominciato ad abbandonare l’umanità perché ha dimenticato chi era Cristo...». Il problema è tutto qui: il problema non è né l’abolizione del celibato né la messa in latino (per quanto si tratti di problemi rispettabilissimi, di cui è legittimo discutere), ma rimettere al centro della nostra vita personale ed ecclesiale il Signore Gesú.

Fonte: Senza peli sulla lingua

***

E' da condividere il nocciolo del messaggio: le riforme durature e produttive partono dal basso; sappiamo dove portano le 'rivoluzioni' condotte dal vertice, o peggio ancora da minoranze elitarie (la 'volontà generale' di J.J. Rousseau, via via incarnata da giacobini, bolscevichi, nazionalsocialisti, khmer rossi, teologi e liturgisti progressisti...). L'articolo di Padre Scalese, dunque, è una buona diagnosi ma, in fatto di prognosi, desinit in piscem. E' quasi inevitabile, il Padre è un religioso e - non s'offendano l'interessato e gli ecclesiastici - vien loro naturale concludere con vuoti fervorini (si salvano da questa tendenza solo i sacerdoti anglosassoni: ma è merito del salutare senso empirico di quel popolo). Dice Padre Scalese, in sostanza, che dobbiamo rimboccarci le maniche. Giusto fin qui. Ma come? Riportando al centro Gesù! Giusto pure ma... ecché significa? Detta così, è una frase che sottoscriverebbe magari anche Hans Kueng. Certo, era in fondo il motto di S. Pio X (instaurare omnia in Christo), ma lui non si era limitato agli slogan.

Gesù si riporta al centro proprio chiarendosi le idee sul celibato e sulla 'Messa in latino': non si tratta dunque di questioni secondarie ma centrali. Chiarire che cosa sia un prete, antropologicamente e teologicamente, e ancor più praticare una liturgia solida nell'impianto dottrinale e soprattutto capace di trasmettere la pienezza dell'ortodossia, sono la ricetta, il mezzo, lo strumento per ritornare a Cristo. La Messa della Tradizione della Chiesa, ininterrotta fino al '69, lungi dal rappresentare 'forme esteriori', è l'imprescindibile, obbligato cammino "per rimettere al centro della vita ecclesiale il Signore Gesù". L'esperienza fallimentare degli ultimi quarant'anni l'ha dimostrato in maniera sovrabbondante.

95 commenti:

  1. Se si cominciasse a rimetterLo al centro de "l'aula liturgica" sarebbe già una gran cosa.

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  2. Luis Moscardò16 giugno 2010 08:52

    <span>Questo passaggio mi sembra molto fuori bersaglio (forse cerchiobottista): "...tornare sic et simpliciter alle forme precedenti al Concilio. Sarebbe ripetere lo stesso errore compiuto dagli ideologi del Vaticano II: pensare che il rinnovamento della Chiesa consista esclusivamente in un cambiamento delle sue forme esteriori."  
    Ammesso che non abbiamo la macchina del tempo e che ricreare il passato non solo è impossibile ma pure non auspicabile, tengo a sottolineare che il passare dall'errore, dalla confusione, all'ortodossia e al pacifico ordine sarebbe un grande progresso. Dunque mettere sullo stesso piano le due situazioni esposte è assai fuorviante; e questo proprio perché non è questione di forma ma di sostanza.  
    Tornare sic et simpliciter alla Chiesa del preconcilio è impossibile: vorrebbe dire negare i fatti storici; pazzesco. Tornare alla liturgia e alla dottrina sviluppata organicamente e naturalmente dalle radici della Santa Tradizione è La Soluzione. </span>
    <span>E come fai a rimettere Cristo al centro? Incomincia dal tabernacolo, incomincia dalla liturgia eucaristica, incomincia dalle omelie... hai voglia a fare!!!</span>

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  3. sottoscrivo a 4 mani (se le avessi....) il commento della Redazione !
    *DONT_KNOW*

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  4. <span>E come fai a rimettere Cristo al centro? Incomincia dal tabernacolo, incomincia dalla liturgia eucaristica, incomincia dalle omelie... hai voglia a fare!!!</span>
    condivido questo e anche il resto della riflessione; tuttavia credo che, se ognuno di noi, a partire dai sacerdoti -non a mo' di slogan come può apparire nel 'fervorino' finale di Scalese- ma concretamente partisse da sé, attraverso -rispettivamente- la celebrazione e la partecipazione ad una autentica Santa e Divina Liturgia Tridentina che possiede la Vis trasformante e santificatrice del Signore di cui è Actio, ritroverebbe il giusto rapporto Trascendente e immanente insieme col Signore Morto e Risorto per noi. Se viene coltivato e approfondito questo rapporto nella fedeltà dell'agire, nella preghiera, nella vita sacramentale, il resto è conseguenza, la stessa fedeltà si irrobustisce...

    Ecco, il "come"

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  5. Eh no, non ci siamo.
    Anche Padre Scalese porta "la sua ricetta", per quanto buona, migliore di altre. Ma è sempre UNA ricetta, di UN singolo; di fronte alla situazione generale, il reverendo Padre dice: "non aspetto "la gerarchia, io comincio da me.."
    Intendiamoci: dignum et justum!!!
    Ma non è forse quello che stanno facendo tutti da quarant'anni a questa parte? "Riportare Gesù al centro".. è vero, non solo, come dice la Redazione, è una frase che potrebbe sottoscrivere pure Hans Küng, ma è la stessa cosa che vanno dicendo da annio i vari don Vitaliano, don Farinella, don de'Capitani ecc ecc..
    E questo perchè quell'affermazione è ciò che i giuristi definirebbero "clausola in bianco": l'enunciazione di un principio generale, il rimando ad un concetto indefinito e astratto (comportamento secondo diligenza del buon padre di famiglia, la buona fede..). Il problema è e resta sempre l'arbitrio dell'interprete.
    Questo è, secondo me, il vero nocciolo: per ogni Padre Scalese, abbiamo un Don Gallo e uno Schönborn. Non è più possibile.

    Non sono d'accordo sulle valutazioni riguardo la "Gerarchia" e sull'incapacità di agire: deve solo uscire dalla sindrome di Willy il Coyote, e decidere di prenderlo, una buona volta, quel benedetto struzzo di Beep Beep.

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  6. Il problema è che non si parla più del Signore e di quello che ha fatto e opera continuamente per noi!
    Si è cominciato col 'diluire' il sacrificio: oggi in molti contesti che si dicono cattolici è completamente espunto... 

    <span>A Oberammergau, un paesino della Germania, si celebra ogni tot anni una rievocazione fedele ai Vangeli, della Passione di N.S.Gesù. Da un po' di tempo la Lega Antidiffamazione Ebraica, si è spinta a pretendere delle modifiche della rappresentazione perchè offende gli ebrei, mostrando la cattiveria del popolo quando chiese la crocifissione. Dopo vari tentativi di ammorbidire la questione, l'organizzazione è scesa a vari compromessi per non irritare la Lega ebraica. Ogni occasione è buona per cercare di modificare, e deturpare, quello che la tradizione ed i Vangeli ci propongono da secoli. Non basta l'islam, invadente da sempre, non bastano le leghe ebraiche che vogliono far pagare ai cristiani, forse per i secoli a venire, il fatto di esistere... </span><span> No! Anche i movimenti settari ci sono, che dal di dentro erodono il senso religioso!</span>

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  7. <span> Incomincia dal tabernacolo, incomincia dalla liturgia eucaristica, incomincia dalle omelie..</span>

    già....
    e a chi lo vai a dire, quando i preti sono impegnati nel lavaggio dei cervelli a ciclo continuo, dicendo
    (o a parole, o con la sostanza dei fatti):
    "Che vi salta in mente di chiederci la Messainlatino ?!....DOPO TUTTI GLI SFORZI DEL CONCILIO !!! (sic)"
    ?
    ...e si continua -sotto la supervisione episcopale- ad appiattire presbiterii, demolire altari pre-conciliari, rivendere tabernacoli ai rigattieri, per sostituirli con oggetti-UFO nascosti alla vista di chi entra in Chiesa,
    affinchè possa adorare con gli occhi il "seggio del Presidente" ?
    Non lo vediamo, direi al p. Scalese, che nella realtà concreta, il Concilio, per come è stato inteso, "continua a colpire" ?

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  8. <span>Noi abbiamo il grande tesoro della Liturgia! Chi può non indugi più e la celebri: ne ha tutto il diritto a prescindere dal Vescovo! Può darsi che ci venga richiesta la fiducia estrema di affidarci e attuare, nonostante le difficoltà, quel che il Papa ha di fatto liberalizzato e che appare l'unica fonte di salvezza e di autentico rinnovamento della Chiesa...</span>

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  9. Un vescovo, un paio di anni fa, convocò  i fedeli in chiesa iniziò a sommergerli di parole; il tema dell'incontro era: "rimettere Cristo al centro". Parlò, parlò, parlo, andò avanti e indietro, a destra e a sinistra.
    Alla fine, dopo aver stordito tutti per una buona oretta con le sue parole chiese se ci fossero domande (perbacco, dopo aver narcotizzato l'uditorio per un'ora gli si chiede pure se vogliono continuare ad ascoltarlo! tutti non vedevano l'ora che finisse!), nessuno si azzardò a porre domande.
    Un giovane però, alla fine, sollevò la mano e parlò dicendo: "Eccellenza, lei è stato un ora a parlarci di Cristo, a dirci che dobbiamo metterlo al centro di tutto e va bene; ma allora se Cristo deve essere il centro di tutto perché  lei e i preti vi piazzate il seggiolone propio davanti al tabernacolo mettendovi voi al centro?
    Il vescovo cambiò espressione, ringraziò  e chiese se ci fossero altre domande ma il giovane gli disse che ancora non aveva finito e proseguì:
    lei, eccellenza, ci ha detto che Cristo è tutto e che deve stare al centro di tutto; ebbene, lei  durante questo incontro,è passato almeno cento volte davanti al tabernacolo e mai una volta ha salutato Cristo presente nel tabernacolo.
    Il vescovo, evidentemente stizzito, tagliò corto e disse che se non c'erano altre domande si poteva finire.
    Tutto finì lì, e ancora a quelle domande il vescovo non ha dato una risposta.
    Il seggiolone clericale è sempre davanti al tabernacolo e sia il vescovo che i preti vi si siedono sopra.

    Rimettere Cristo al centro di tutto.

    Bene, ottimo. Ma fatelo però, non limitatevi a dirlo.

    Esempio eloquente della pastorale postconciliare: parole, parole, parole, solo parole..................................

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  10. <span><span>enunciazione di un principio generale, il rimando ad un concetto indefinito e astratto </span></span>

    ESATTO  !
    precisamente come il linguaggio CIRCITERICO dei documenti conciliari :
    TALI ENUNCIAZIONI usano il linguaggio conciliarista, OVVERO, NON SI ESCE PIU' dal cerchio chiuso,
    e il Concilio colpisce ancora, poichè esso è FATTO CENTRO di ogni pensiero, discorso e dicisione !

    Nelle coscienze cattoliche - nelle profondità inconsce - NON C'E' PIU'  
                                                                        lo "STAT CRUX",
    la Croce di Cristo Redentore che attira a sè tutta la storia, che viene ricapitolata in Cristo Signore,
                                                                MA
    pare ormai di dover sempre dire, dentro di sè o a chiare lettere : "stat Concilium":
    quello è il punto di convergenza di tutta la storia della Chiesa e dell'umanità (per attrazione fatale....): tutti dobbiamo fare i conti col concilio, regolare i nostri pensieri e la nostra stessa fede badando bene di
    NON DISOBBEDIRE AL CONCILIO, NON TRADIRE IL CONCILIO,
    quasi ciò fosse.....l'  XI (e nella pratica cristiana  il  più  importante)  comandamento  !!

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  11. Extra Ecclesiam nulla salus16 giugno 2010 09:55

    Dalla gerachia è bene non aspettarsi granchè, ma il problema è che la gerarchia(a parte il Santo Padre) rema contro qualsiasi odore di riforma vera. Poi il tornare a Cristo è ovviamente il centro della questione, ma Cristo si è incarnato e ha fatto della Santa Chiesa Cattolica Apostolica e Romana il luogo privilegiato dell'incontro con Lui. Il padre Scalese citando Cristo senza la Chiesa ha operato quella scissione che è tanto cara al mondo protestante, ai laicisti e agli eretici di ogni tempo, i quali affermano: "Cristo si, la Chiesa no". Tutti vogliono rinchiuderci nella devozione interiore che non abbia ripercussioni sociali; una vita spirituale da sacrestia. Questa non è la fede perchè non ci sono ambiti in cui Cristo è assente: "ciò che Cristo ha toccato lo ha anche redento".

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  12. Omnia vincit amor16 giugno 2010 09:56

    Di grazia chi sarebbe Hans Kueng? Ci si perde in un numero sesquipedale di citazioni latine per poi scrivere alla bell'e meglio il nome di un noto teologo? E sì che basta un copy and paste per scriverlo correttamente!!

    Tornando al tema: per quale motivo, secondo voi, «<span>la Messa della Tradizione della Chiesa, [...] è l'imprescindibile, obbligato cammino "per rimettere al centro della vita ecclesiale il Signore Gesù"»?</span>

    Vi lamentate che Padre Scalese dia una diagnosi senza poi lambiccarsi più di tanto per tentare di concludere con una prognosi efficace, ma non mi sembra che voi facciate molto diversamente... Per voi la soluzione è tutta nella liturgia, ma non dite perché! Cosa potrebbe mai cambiare se da un giorno all'altro si ritornasse alla liturgia pre-conciliare? Fate esempi concreti a vostra volta, per favore!

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  13. <span>pastorale postconciliare: parole, parole</span>
    postconciliare ? ma perchè, .... invece, i documenti conciliari, che cosa sono, se non parole-parole?

    quando leggiamo:
    "discerne, trasfigura e supera..." che parole sono queste ? la pastorale post-conciliare, secondo lei, non si è adeguata proprio a quel continuo SUPERAMENTO di ogni meta raggiunta, in un perenne inseguimento del
    "sempre nuovo, sempre migliore", (in un balzo in avanti....)
    una corsa continuia in avanti, verso il futuro dell'UTOPIA,  che ha fatto obliare il centro fisso della storia che E' (doveva essere e restare) la Croce di Cristo Redentore del mondo ?

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  14. Peter Moscatelli16 giugno 2010 10:02

    Eh già, tante parole, per celare il Verbo.

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  15. perché la Liturgia è ACTIO del Signore, non nostra, che TRASFORMA realmente se uno accoglie e quindi porta nella sua vita le Grazie escatologiche che fluiscono dal Sacrificio di Cristo ri-presentato al Padre e dal nostro nutrirci di Lui Risorto! 
    Non si tratta né di una rappresentazione né di una narrazione (il memoriale dei protestanti), ma di un fatto Divino penetrato per sempre nel cuore del mondo e nle nostro, che ci mette in contatto col Soprannaturale... solo questo può salvarci a trasformarci, non l'orizzontalità antropocentrica dell'Assemblea che celebra: ma cosa celebra?

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  16. Anselmo d'Aosta16 giugno 2010 10:21

    E' USCITO PER CANTAGALLI  IL LIBRO DI JONATHAN  ROBISON " MESSA E MODERNTIA - UN CAMMINO A RITROSO VERSO IL REGNO DEI CIELI'" . Vi invito a leggerlo come ho inziato io.  Insieme sentimenti di rabbia e tanta speranza che qualcosa alla fine per mezzo della provvidenza cambierà.  Una sola affermazione e Dio mi perdoni. Ma come potè sottoscrivere una riforma liturgica  che esiliava Dio il buon Paolo VI?

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  17. <span>"La miglior catechesi è l'Eucaristia ben celebrata". Lo ha detto Benedetto XVI a sacerdoti, diaconi e laici della diocesi di Roma presenti ieri sera nella Basilica di San Giovanni in Laterano per l'apertura del Convegno Ecclesiale."<span>Nella celebrazione - ha spiegato - non inventiamo qualcosa, ma entriamo in una realtà che ci precede, che abbraccia cielo e terra". Da qui l'invito a seguire "le prescrizioni liturgiche dei padri della Chiesa". "Nell'itinerario di educazione alla fede si sottolinei - ha aggiunto - che nel sacramento dell'Eucaristia Cristo è realmente e sostanzialmente presente</span>"."La dimensione verticale - ha osservato il Pontefice riferendosi sia alla messa che alla vita stessa delle comunità cristiane - eleva anche quella orizzontale", cioè l'impegno nel sociale."Quando prevale quest'ultima invece - ha ammonito - si perde il senso della celebrazione comunitaria". "Nutrendoci del corpo di Cristo - infatti - noi cristiani abbandoniamo la logica del mondo per assumere quella divina del dono e della gratuità".E la "forza diffusiva del bene può <span>trasformarci </span><span>[significa che non rimaniamo 'inesorabilmente peccatori!] </span>e innescare un cambiamento autentico e permanente nella società, nelle menti e nei cuori". "Gesù - ha continuato il Pontefice parlando a braccio - è venuto a rivelarci l'amore del Padre e che l'uomo senza amore non può vivere. Sull'esempio di Cristo viviamo per lui".</span>
    <span>---------------  
    non è che il Papa lo ha detto soprattutto per i molti presenti, prediletti del card Vallini, sparsi nella maggior parte delle parrocchie romane, che non credono nella Presenza Reale del Signore nell'Eucaristia?</span>

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  18. Senza dimenticare che, oltre al nostro nutrirci del Corpo del Signore Risorto, nella Sua Offerta c'è anche la nostra Offerta..

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  19. egli stesso disse che si era ormai avviata una GRAVE MUTAZIONE:


    <span><span>"....sarà bene che ci rendiamo conto dei motivi, per i quali è introdotta questa<span> grave mutazione: l’obbedienza al Concilio, </span>la quale ora diviene obbedienza ai Vescovi che ne interpretano e ne eseguiscono le prescrizioni;</span></span><span><span> </span></span>
    <span><span>da</span></span>
    <span><span>Allocuzione all'udienza generale ai fedeli del 26 novembre 1969</span></span>
    <span>http://blog.messainlatino.it/2009/11/30-novembre-1969-nigro-notanda-lapillo.html</span>

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  20. Già scriverlo il nome di Kueng, Kung, o quel che vuole è tanto. Io non lo definisco teologo, come fa Lei. La parola esatta sarebbe eretico.

    Sulla liturgia, esempi?
    Offertorio: non si dona pane e vino frutto del nostro lavoro, ma si offre un sacrificio come fece Cristo. Cosa comporta? Che non siamo NOI artefici della Messa ma è il Signore Gesù che si offre ancora una volta per noi.

    Posizione del tabernacolo: non relegato in una stanza attigua ma al centro della chiesa. Cosa comporta? Il centro della vita della Chiesa è Cristo, visibile appena entri, pronto ad accoglierti in ogni istante. Non un Dio rinchiuso in se stesso ma un Dio con le braccia aperte ad accoglierti.

    Direzione del celebrante: non di fronte all'assemblea a formare un cerchio ma di fronte a Dio a formare una schiera. Cosa comporta? La Chiesa è aperta al trascendente, è tutta protesa verso Cristo unico Suo pastore, il sacerdote è il mediatore tra Dio e il Suo popolo e non un oratore che parla di se e per se stesso.

    Vuole che continui?

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  21. <span>da 45 anni ormai, l'obbedienza a Dio in Cristo, MEDIANTE la Tradizione inalterata, è stata SCAVALCATA dall'obbedienza al Concilio e ai Vescovi, 
    alla quale pare che debba soggiacere anche il Papa  ! 
    :( </span>

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  22. ma di quale specie di amore si fa bandiera, sig. OMNIA ?
    di quell' amore con cui i Vescovi maltrattano sacerdoti e fedeli e si ribellano al Papa ?
    quello è il suo  <span>amore </span> ?  l'amore per il Potere e per l'arroganza di chi lo esercita, facendo del "popolo di Dio" sgabello per i propri piedi ?

    allora sì che si capisce  !

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  23. <span>non si dona pane e vino frutto del nostro lavoro</span>
    sì, Laico, condivido tutto, ma....
    SE le parole dell'Offertorio sono sempre quelle,
    che cosa può cambiare nella coscienza dei fedeli che le ascoltano ?

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  24. Non ho compreso, caro/a sisifo. Se potessi esplicitare meglio la critica, se di critica si tratta, ti rispondo volentieri.

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  25. ...da che mondo e mondo, l'ortografia germanica permette che alle umlaute ä, ö, ü si possano sostituire i dittonghi ae, oe, ue: si può dunque scrivere tranquillamente Küng o Kueng, Schoenborn o Schönborn.

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  26. Anselmo d'Aosta16 giugno 2010 11:01

    <span>Se pensiamo  che la liturgia coincida con il culto  di un Dio che è,allora la nostra pratica sarà improntata alla visione di Isaia, il quale vide il Signore "seduto su un trono alto ed elevato"; ( Isa 6,2-3)Se Invece pensiamo o agiamo come se ritenessimo che la liturgia coincida con le sempre diverse aspirazioni umane, il risultato sarà che il culto, perdendo l'impulso di avvicinarsi a Dio, si rivolge alla comunità e ai suoi scopi.</span>
    <span>Quando gli interessi della comunità prendono il posto del culto aDio, viene distrutta la centralità della liturgia nella vita cristiana. Se l'Eucaristia è "fonte e culmine" della vita della Chiesa, ma il culto è malamente degenerato, allora la missione del Corpo mistico di Cristo viene seriamente compromesso.</span>
    <span>( Messa e modernità -J. Robinson Cantagalli 2010</span>)

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  27. parroco di campagna16 giugno 2010 11:04

    Ecco ilnocciolo del nocciolo,il punto vero:non credono piu' nella PRESENZA REALE DEL SIGNORE,i vescovi,i preti e i laici....dobbiamo ricominciare da qui.Se si credesse nella presenza reale del signore Gesu'non ci  sarebbero sedie davanti ai tabernacoli,messe dette e inventate per mettere al centro se stessi...comunioni in mano,chiese senza inginocchiatoi...ministri piu'o meno straordinari.Ma Gesu' al centro c'è già.In ginocchio.Leggere la lettera di suor Lucia di fatima che ho letto su Rinascimento sacro.Tabernacolo e Adorazione

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  28. a qualcuno piace Amerio!

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  29. Luis Moscardò16 giugno 2010 11:18

    Riportare NSGC al centro prima di tutto dentro di noi (e questo vale il decuplo per un sacerdote). Da quando frequento una S. Messa celebrata con devozione e sempre nuova commozione dal nostro sacerdote (parroco d'elezione) sono letteralmente trascinato verso il tabernacolo. Bastano i gesti, la compostezza; e se qualcosa dentro di me (ahimé spesso) non funziona, mi sento ancor più umiliato e indegno di fronte alla Presenza Reale e tuttavia spinto a starLe vicino. Da qui -a mio avviso- parte tutto.

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  30. Similmente a quello narrato da Antonello, un vescovo che conosco, approfittando di alcuni lavori all'interno di una chiesa, ha fatto spostare il SS. in una cappella laterale per poter far posto, al centro dell'altare maggiore, al seggiolone, ops.., alla "sede" del "presidente" il quale - parole di Sua Eminenza - deve essere il/al centro della celebrazione.

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  31. Luis Moscardò16 giugno 2010 11:29

    Ecco, ottimo intervento sig. Omnia vincit amor: è questo il punto per i modernisti la liturgia non è una cosa concreta. Non sarebbe problema concreto -ad esempio- il miglior metodo per riuscire ad avere tra noi la Presenza Reale; si potrebbe maliziosamente insinuare che ciò derivi dal fatto che non Vi si creda molto.... Infatti la "liturgia" stravolta è intesa non come degna azione di culto ma come mera comunicazione e dunque può far tranquillamente a meno di NSGC perché il target è il pubblico che andrebbe compiaciuto, lui sì, con musiche, scenografie, coreografi, linguaggi e contenuti. Mi pare un problema assai concreto, o no?

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  32. Luis Moscardò16 giugno 2010 11:29

    Ecco, ottimo intervento sig. Omnia vincit amor: è questo il punto per i modernisti la liturgia non è una cosa concreta. Non sarebbe problema concreto -ad esempio- il miglior metodo per riuscire ad avere tra noi la Presenza Reale; si potrebbe maliziosamente insinuare che ciò derivi dal fatto che non Vi si creda molto.... Infatti la "liturgia" stravolta è intesa non come degna azione di culto ma come mera comunicazione e dunque può far tranquillamente a meno di NSGC perché il target è il pubblico che andrebbe compiaciuto, lui sì, con musiche, scenografie, coreografi, linguaggi e contenuti. Mi pare un problema assai concreto, o no?

    RispondiElimina
  33. <span>Per voi la soluzione è tutta nella liturgia, ma non dite perché! Cosa potrebbe mai cambiare se da un giorno all'altro si ritornasse alla liturgia pre-conciliare?</span>

    Oh guardi, io ci ho messo almeno un anno per scoprirlo. Se ha un anno di tempo, lo scoprirà vivendo, come cantava Battisti; effettivamente non saprei nemmeno da dove partire.. se con la lettura di "Lettera aperta ai cattolici perplessi", magari dopo un grand tour in certe diocesi tedesche, austriache e francesi (proporrei Magonza, Linz, Strasburgo ecc..).
    Forse sareebbe una terapia d'urto.. meglio consigliarle la lettura del "Breve esame critico" scritto dai Cardinali Bacci e Ottaviani, magari vedendo poi qualche messata digestiva neocatecumenale.. forse lì capiremmo che cos'è "andato storto", e perchè Ottaviani definì il Novus Ordo "un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa"..
    Forse col fare appello alla "lex orandi, lex credendi"..a sant'Agostino quando dice che: "nessuno mangia quella carne senza averla prima adorata: noi non pecchiamo adorandola, ma pecchiamo se non la adoriamo!"..
    ---->

    RispondiElimina
  34. <span>Per voi la soluzione è tutta nella liturgia, ma non dite perché! Cosa potrebbe mai cambiare se da un giorno all'altro si ritornasse alla liturgia pre-conciliare?</span>

    Oh guardi, io ci ho messo almeno un anno per scoprirlo. Se ha un anno di tempo, lo scoprirà vivendo, come cantava Battisti; effettivamente non saprei nemmeno da dove partire.. se con la lettura di "Lettera aperta ai cattolici perplessi", magari dopo un grand tour in certe diocesi tedesche, austriache e francesi (proporrei Magonza, Linz, Strasburgo ecc..).
    Forse sareebbe una terapia d'urto.. meglio consigliarle la lettura del "Breve esame critico" scritto dai Cardinali Bacci e Ottaviani, magari vedendo poi qualche messata digestiva neocatecumenale.. forse lì capiremmo che cos'è "andato storto", e perchè Ottaviani definì il Novus Ordo "un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa"..
    Forse col fare appello alla "lex orandi, lex credendi"..a sant'Agostino quando dice che: "nessuno mangia quella carne senza averla prima adorata: noi non pecchiamo adorandola, ma pecchiamo se non la adoriamo!"..
    ---->

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  35. <span>------------> continuo riportando un commento di Nike al post "Liturgia Romana":  
    <span>"..nella Messa tradizionale (e in quelle ortodosse) si fanno molti inchini, genuflessioni e segni di croce (tra parentesi: la messa moderna ha abolito quasi tutto, e si resta molto più immobili); il punto è se nei gesti che facciamo c'è lode a Dio o no. Esempio: se io salto sul posto e grido come un animale, siamo sicuri che ci sia onore a Dio, anche se lo faccio con quell'intenzione? la Chiesa preconciliare, guardando al gesto in sè dice di no; la Chiesa postconciliare, guardando all'intenzione, dice di sì. Ora, che l'intenzione sia sana o santa, magari non ci piove, sempre che nella testa del carismatico non ci sia invece la voglia molto psicologica di scaricarsi da qualcosa (stress o altro); tuttavia se il gesto non è quello appropriato, ci può essere onore a Dio? se io do un pugno ad un mio amico, credendo di dargli una pacca sulla spalla, lo onoro?"</span></span>

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  36. ..Ratzinger potrebbe dire, giacchè lo ha detto, scritto e ripetuto più volte, che la crisi della Chiesa è crisi della Liturgia..La liturgia non è uno show, uno spettacolo che abbisogni di registi geniali e di attori di talento. La liturgia non vive di sorprese “simpatiche”, di trovate “accattivanti”, ma di ripetizioni solenni. Non deve esprimere l’attualità e il suo effimero ma il mistero del Sacro.
    Molti hanno pensato e detto che la liturgia debba essere “fatta” da tutta la comunità, per essere davvero sua. È una visione che ha condotto a misurarne il “successo” in termini di efficacia spettacolare, di intrattenimento. In questo modo è andato però disperso il proprium liturgico che non deriva da ciò che noi facciamo, ma dal fatto che qui accade Qualcosa che noi tutti insieme non possiamo proprio fare. Nella liturgia opera una forza, un potere che nemmeno la Chiesa tutta intera può conferirsi: ciò che vi si manifesta è l’assolutamente Altro che, attraverso la comunità giunge sino a noi». Per il cattolico, la liturgia è la Patria comune, è la fonte stessa della sua identità: anche per questo deve essere “predeterminata”, “imperturbabile”, perché attraverso il rito si manifesta la Santità di Dio. Invece, la rivolta contro quella che è stata chiamata “la vecchia rigidità rubricistica”, accusata di togliere “creatività”, coinvolto anche la liturgia nel vortice del “fai-da-te”, banalizzandola perché l’ha resa conforme alla nostra mediocre misura.
    Il risultato [della riforma liturgica] non è stata una rianimazione ma una devastazione.

    Sono tutte parole di Ratzinger..

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  37. Qualcuno ha detto dell'Offertorio. Ha ragione. Qualcun altro l'ha definito un Offertorio "della Coldiretti". Ha straragione.
    Se la Messa è Offerta del Sacrificio, l'Offertorio è la chiave di volta del TUTTO.
    Sempre Ratzinger, e l'ha detto che già era Benedetto: "Nella Chiesa antica esisteva la consuetudine che il vescovo o il sacerdote dopo l'omelia esortasse i fedeli esclamando "Conversi ad Dominum" - volgetevi ora verso il Signore. Ciò significava anzitutto che essi si voltassero verso l'oriente, nella direzione da cui sorge il sole in quanto segno di Cristo che ritorna, all'incontro con il quale noi andiamo nella celebrazione eucaristica. Dove per qualche ragione questo non era possibile, essi volgevano lo sguardo all'immagine di Cristo nell'abside oppure alla croce, per orientarsi verso il Signore. Perché, in definitiva, si trattava di questo fatto interiore: della conversio, del dirigere la nostra anima verso Gesù Cristo e, in questo modo, verso il Dio vivente, verso la luce vera"..

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  38. <span>..Offertorio e Consacrazione:  
    .."Il celebrante, riconoscendosene indegno, offre al Padre santo, Dio Onnipotente ed Eterno, l'Ostia immacolata per i suoi innumerevoli peccati, offese e negligenze, e per tutti i circostanti, come pure per tutti i fedeli cristiani vivi e defunti, affinché possa giovare a salvezza per la vita eterna. Poi offre il Calice di salvezza, scongiurando la divina clemenza, perchè salga come odore soave al cospetto della Divina Maestà, per la salvezza nostra e del mondo intero..  
    ..Dopo il Sanctus, il campanello suona tre volte: tutti i fedeli si inginocchiano, si inizia il Canone che il sacerdote recita tutto a bassa voce. Te igitur sono le prime parole del Canone: il sacerdote, profondamente inchinato, prega affinché Dio gradisca l'offerta di Suo Figlio. Poi prega in primis per la Chiesa cattolica, il Papa e i Vescovi, i credenti; prega (memento) per tutti i presenti e per i loro cari e chiede l'assistenza (communicantes) della Vergine Maria <span></span>e di tutti i santi. Torna a chiedere a Dio di accettare l'offerta (Hanc igitur): stende le mani sull'ostia e sul calice mentre il ministro suona il campanello. I fedeli sono chiamati dal suono al più completo raccoglimento perché di lì a poco avrà luogo la conversione del pane in Corpo e del vino in Sangue di Cristo. Il celebrante consacra prima l'Ostia: dopo le parole della consacrazione si inginocchia in adorazione, poi eleva l'ostia consacrata all'adorazione dei fedeli dopo di che s'inginocchia nuovamente. Durante le due genuflessioni e l'elevazione il ministro (o l'accolito) suona il campanello; poi procede alla consacrazione del vino nel Calice con le stesse modalità. Il Canone prosegue con una nuova richiesta (Unde et memores) a Dio di accettare l'offerta del Corpo e Sangue di Suo Figlio e prega (Supplices te rogamus) perché il «santo Angelo» la porti presso Dio affinché i fedeli siano ricolmati «d'ogni celeste benedizione e grazia».Poi prega (Memento) per i fedeli defunti e (Nobis quoque) per sé e per i fedeli. Poi ha luogo la "piccola elevazione" (Per Ipsum) in cui il sacerdote offre a Dio, innalzandoli un po', l'Ostia e il Calice..."..  
     
    C'è o NO differenza col nuovo Offertorio e con la nuova Consacrazione?...</span>

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  39. DANTE PASTORELLI16 giugno 2010 12:20

    A parte il fatto che la restaurazione del sacro nella liturgia (il ritorno al rito antico ha questo significato) e la conferma del celibato sono essenziali per la vita della Chiesa per la sua stessa essenza nella sua conformazione a Cristo, vorrei sapere da P. Scalese, che ho conosciuto e che stimo, cosa possiamo fare noi. Possiamo noi preparare l'altare nelle parrocchie, mettere al centro il Crocifisso, riportare il tabernacolo al suo posto d'onore? Ricostruire altari e balaustre divelti e venduti? Sapesse quante volte con molto buon garbo l'ho chiesto a preti anche amici di seguior l'esempio del papa, di seguir le indicazioni obbliganti della Redemptionis Sacramentum. Niente da fare. E quando nelle omelie dicono stupidaggini o autentiche eresie? Io ho scritto e continuerò a scrivere le mie osservazioni all'ordinario competente. Ma quanti altri si prendono questa briga e intanto i fedeli più ingenui ingeriscono veleno?
    Non ci siamo proprio: la chiesa si rinnova dalla base se ha un Pastore che la guidi. Non dobbiamo caricar la gerarchia di altri pesi? E le congregazioni cosa ci stanno a fare? Come si sono imposte dall'alto le riforme, s'impongano le riforeme delle riforme, sotto pena di scomunica. Ma si può scomunica solo Lefebvre?
    No la Chiesa deve rinnovarsi in capite et in membris: La Riforma Cattolica avvenne con un Concilio e con l'autorità dei papi. Se la gerarchia ed il Papa non son disponibili la loro esistenza non ha senso alcuno.

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  40. ..della serie, ormai l'arte sacra teme più i Vescovi dei terremoti.
    Fosse poi solo questione d'arte.. è la Fede che viene "ricostruita" da zero..

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  41. Giovanni Mandis16 giugno 2010 12:24

    Caro AG, the Greater Roadrunner (Geococcyx californianus), nome comune italiano "corridore della strada" detto anche "Beep Beep" non è uno struzzo. Appartiene alla Famiglia Cuculidae Ordine Cuculiformes

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  42. Benissimo. Ora è tutto diverso.

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  43. Giovanni Mandis16 giugno 2010 12:38

    aggiungo solo che entrambi non volano e sono ottimi corridori. lo struzzo è molto più grande (alto 2 metri contro circa mezzo del roadrunner)

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  44. DANTE PASTORELLI16 giugno 2010 13:07

    E il coyote? Cajetan, perché coontinui co queste siggestioni?

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  45. DANTE PASTORELLI16 giugno 2010 13:09

    Non lo conosci? Beata ignoranza.

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  46. Io a scuola ho imparato che in Germania una decina d'anni fa hanno fa la <span>Riforma</span> della grafia per semplificare l'uso di computer e strumenti elettronici: la dieresi adesso andrebbe obbligatoriamente sostituita con la 'e' in Kueng, e la scharfestesse (quella fatta a beta) si sostituisce sempre con la doppia esse ( es: Strasse).
    Non scriviamo il tedesco come negli anni cinquanta: tradizionalisti sì, ma nelle cose importanti.

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  47. Ottimo Dante. La fregnaccia delle "riforme durature e produttive che partono dal basso" è al livello dei discorsi da bar. Come la storia dei pesi che non si possono portare. Siamo sicuri che sia P.Scalese?

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  48. <span>

    ma ormai è chiaro: le gerarchie esercitano il loro principale atto d'imperio nel promuovere la persecuzione dei fedeli amanti della Tradizione (tranne il Papa, che deve lasciar fare tutti come fanno, mentre "propone" le cose migliori....): essi hanno il "sacro dovere" di rispettare il Concilio, che ha promosso(pare) la DEMOLIZIONE DEL SACRO.
    e la demolizione continua (in nome del Concilio)....con PERSEVERANZA, degna di miglior causa...
    *DONT_KNOW*
    </span>

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  49. se la DEMOLIZIONE ha ormai messo RADICI, laddove prima erano ben piantate <span>le radici della Tradizione</span>,
    che nutrivano con la loro linfa perenne l'albero, dalle profondità,
    e ora invece esse sono state sostituite da una pianta caduca che cresce e muore continuamente,
    in una continua METAMORFOSI, sempre nuovo, nell' oggi diverso da ieri -AND SO ON-  ....così come XRONOS divora i suoi figli, le manifestazioni esteriori della Lituriga sono in continuo divenire....
    e se dunque l'albero perenne non trova più le antiche radici che veicolavano la Linfa Divina nativa che lo vivificava, e sta per atrofizzarsi del tutto....
    se nelle menti di clero e laici regna sovrano il PANTA REI,
    CHI MAI potrà sentirel'esigenza di rimanere nella continuità con la Tradizione imperitura ?
    NESSUNO (tranne quel piccolo gregge che si sgola a destra e a manca, CONSCIO della prossima morte dell'Albero perenne, incompreso e inascoltato, ritenuto fanatico e sorpassato....):
    ormai             da 45 anni  trionfa il pensiero del continuo superamento di cose già viste e sentite:
    avanti, avanti, sempre avanti verso il NUOVO....
    ogni nuovo diventa vecchio e chiede un altro nuovo più nuovo:
    NULLA PUO' STARE....TUTTO SI MUOVE, anche la Liturgia <span>deve superare se stessa e dimenticare ogni momento il momento già passato !</span>
    Essa è divenuta schiava del PANTA REI, COME TUTTE LE COSE UMANE  !
    :(

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  50. Ne avevamo parlato anche qui: Crisi della Chiesa..... citando appunto l'articolo per il quale padre Scalese ha sottoscritto queste eccellenti riflessioni...

    Le ricette addolcenti e la buona volontà non bastano... questa crisi va affrontata andando al nocciolo dei problemi, portarli allo scoperto e avere il coraggio di AMPUTARE, RIMUOVERE, TOGLIERE..... perchè fino a quando esisterà nella Chiesa un solo gruppo o parrocchia o diocesi che non farà questa operazione, continueremo a navigare NELL'AMBIGUITA' GIUSTIFICATA DALLA PAROLA "RIFORMA"...

    Faccio un esempio concreto...
    padre Giovanni Cavalcoli o.p. nella Prefazione del suo libro K.Rahner "il concilio tradito" a pag. 17 scrive:

    " il rahnerismo, col pretesto dell'apertura al mondo moderno, del dialogo, del pluralismo, della democrazia, della libertà religiosa e di ricerca, dell'ecumenismo, della maturità dei laici, dell'ispirazione dello Spirito Santo, ha eliminato nel Corpo di Cristo le difese immunitarie, rendendo insipida o discutibile la Parola di Dio, e ha tolto il muro di cinta della Vigna del Signore...."

    no, dico: ci rendiamo conto della gravità di questo scenario reale e che a quanto pare è ben più conosciuto di quanto non si possa pensare, ma contro il quale nessuno dei Pastori osa usare IL BASTONE DEL PASTORE (citazione all'omelia del Papa chiusura Anno Sacerdotale) per porre rimedio sicuro ed efficae e ricostruire quegli anticorpi per proteggere le Anime che sono state loro affidate?

    Padre Scalese dice bene: non aspettiamoci nulla in tal senso dai Pastori....ma io da laica mi chiedo: è normale accettare passivamente questo NON AGIRE? certo non passivamente, devo FARE, ma santa pazienza, cosa posso fare?
    Cari Padri....quanti catechisti o semplici laici, o volentorosi liturgisti saggi vengono CARITATIVAMENTE MESSI ALLA PORTA non appena osassero "FARE" quel qualcosa che AIUTI il ritorno della normalità?
    Quanti laici o catechisti o liturgisti DISSOCIATI dall'ortodossia della fede vengono invece accolti, consegnando ad essi le chiavi della parrocchia solo perchè sono CREATIVI e sanno ben INVENTARE forme di liturgia accattivanti che sappiano INTRATTENERE IL PUBBLICO NEL TEATRINO DI UNA <span>MESSA</span>-IN-SCENA? ;)

    Da ottimista quale sono è ovvio che (ma qui devo ringraziare la Grazia non è certo merito mio) restando con il Papa nel senso più pieno e non idolatrico o del culto della persona... indubbiamente è già un fare che sta portando e porterà frutti succulenti che sapranno godere i cattolici che verranno probabilmente dopo di noi, dopo di queste ultime generazioni nostre... me lo insegna anche la beata Caterina Emmerich, ma anche un san Giovanni Bosco, san padre Pio, e talune apparizioni come Fatima, La Salette, ecc...
    Tuttavia è fuori dubbio che se i Pastori non si assumeranno le loro responsabilità, usando quel santo BASTONE...per poi adoperarsi con il santo VINCASTRO come appunto ha spiegato il Pontefice, difficilmente potremo uscire da questa crisi...

    Se è vero come io credo che è giunto il momento di finirla anche di relegare le questioni al trito e ritrito "concilio si, concilio no!", è anche vero che è giunto il momento di OSARE... ossia di operare chirurgicamente come sta facendo il Pontefice ma al quale ancora nessuno ha obbedito come per esempio il ripristino della croce sull'altare e il ritorno dell'inginocchiatoio con la Comunione alla bocca...
    ma queste operazioni possono farle i Pastori, non i laici...
    Noi continuiamo ad agire come "sentille del mattino" (cfr Ez.3,16), anche se spesso invece di essere accolti, vediamo scagliarsi contro di noi i lupi travestiti da agnelli, nutriti e coccolati [...]

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  51. <span> queste operazioni possono farle i Pastori, non i laici...  </span>
    già ! ma i Pastori non lo faranno MAI perchè devono "obbedire al Concilio", e farlo obbedire (così come lo intendono loro....) sopra ogni altro valore !
    <span></span><span><span>Per ora regna la CONTINUITA' COL CONCILIO, e pare che p. Scalese non se ne accorga, ma è evidente dalle sue stesse parole, quando considera "rispettabile", ma secondario il problema della Liturgia, che è il cuore pulsante della vita della Chiesa: è il Concilio che, con le sue ambivalenze, ha permesso la grave mutazione annunciata da Paolo VI, ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo...    
    Non si riesce a prendere coscienza che l'"edificio antico fu fatto a pezzi" e che quello nuovo che lo ha sostituito è completamente diverso e non può avere continuità con quello precedente, che doveva essere<span> perenne </span>!    
    La continuità con il Depositum Fidei si è rotta dentro le coscienze, non solo nelle forme liturgiche ed architettoniche: e ricostruire le coscienze AB IMIS secondo una Dottrina perenne, RIGETTANDO IL REGNO DEL PANTA REI che le soffoca, non è impresa umana  !    
    (solo una Mano dal Cielo potrebbe farlo....)  </span>  
    Con la Messa riformata <span><span>si era ormai avviata una GRAVE MUTAZIONE: per capirlo bisogna rileggere Paolo VI, quando nell'allocuzione del </span><span><span><span> 26 novembre 1969</span></span>  dice:</span>    
    <span><span><span>"....sarà bene che ci rendiamo conto dei motivi, per i quali è introdotta questa<span> grave mutazione: l’obbedienza al Concilio, </span>la quale ora diviene obbedienza ai Vescovi che ne interpretano e ne eseguiscono le prescrizioni;</span></span><span><span> </span></span>  ...."    
    <span><span>----------------</span></span></span>    
    La storia della Chiesa sembra tornarer continuamente a quel punto critico, dove avvenne la    
    GRAVE MUTAZIONE:    
    non ci si schioda più da lì, mi pare....    
    and so on !</span>  
    <span></span><span><span> – </span>Edit</span><span><span> – </span>Moderate</span></span>
    <span></span><span><span> – </span>Edit</span><span><span> – </span>Moderate</span>

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  52. <span>nessuno dei Pastori osa usare IL BASTONE DEL PASTORE </span>

    certo !
              perchè bisogna obbedire al Concilio, che fin dall'inizio ha detto e proclamato il nuovo corso della Chiesa
                                         NON CORREGGERE GLI ERRORI !
    (come dire  vietato vietare....)
    Correzione (come Tradizione voleva), ha assunto  il nuovo significato di "mancanza di carità":
    dunque lasciar fare, lasciar correre tutto,   eresie insieme a Verità,
    TUTTI IN CONCORRENZA, il Bene il male lanciati in pista in PAR CONDICIO e....
                              vinca il migliore  !  (= il più forte)

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  53. vizio d'origine:
    all'origine della GRAVE MUTAZIONE sta essenzialmente una
    grave MISTIFICAZIONE DEL LINGUAGGIO:
    MUTAZIONE PROFONDA DI SIGNIFICATI, imposta dall'alto alle coscienze docili e obbedienti:
    Laddove, fino al 1962 la Chiesa Docente diceva:
    Misericordia è
                 anche AMMONIRE I PECCATORI,
    (oltre che consigliare i dubbiosi e insegnare agli ignoranti)
    perchè si ravvedano, e usare pene medicinali, poichè la penitenza è purificazione dal peccato,
    dal 1962 non più !
    Si fece intendere che Misericordia sia sorvolare sui peccati e le eresie, non segnalarli, per non far soffrire il peccatore o l'errante con la segnalazione (...), e ritenendo che l'uomo sia in grado di correggersi da solo ; fu così obliato S. Paolo quando dice:
    "Perchè faccio il male che non voglio, e non il bene che voglio ?"

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  54. DANTE PASTORELLI16 giugno 2010 15:48

    Noi facciamo la nostra parte, come è doveroso, con carità e prudenza anche: lasciamo perdere se qui talvolta possiamo eccedere anche per render più vivace la discussione, ma nei comportamenti quotidiani, nei rapporti coi sacerdoti, coi parroci, quando sian persone a cui si possa parlare (il mio non lo è), coi membri della Curia, coi vescovi ecc. non manchiamo mai di rispetto pur nella ineludibile chiarezza. Apriamo il cuore di figli che s'attendono una risposta dal padre.
    Noi conserviamo ancora, e cerchiamo di trasmetterle, le difese immunitarie, il sapore della parola, la cinta di difesa della vigna che sappiamo spalancare a chi voglia ascoltarci. Quante volte, quando apro la "mia" chiesetta, vengon persone a guardar, chiedere, non solo delle nostre opere d'arte e della storia della Confraternita, ma anche della nostra spiritualità, del perché della nostra scelta. E parliamo. Saran parole al vento? Non so, qualcuno torna alla Messa, poi sparisce, poi ritorna e spesso rimane a noi vicino.
    Ma queste persone han bisogno di pastori e noi, la maggior parte qui, non lo siamo. La nostra supplenza può esser relativa e, talvolta, per le nostre deficienze di conoscenza dell'animo umano, non produttiva.
    Dunque, ad altri Cristo ha assegnato il compito di "pascere". Lo facciano: sono stati ordinati, consacrati, eletti per questo.

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  55. <span><span>chirurgicamente come sta facendo il Pontefice ma al quale ancora nessuno ha obbedito come per esempio il ripristino della croce sull'altare....</span> 
    ah....  :-D  ....)))))  :-D  ....
    e quella dunque sarebbe....chirurgia ? 
    quando un chirurgo opera su un paziente per salvargli la vita, il paziente sta sotto i ferri, in anestesia, si lascia operare, tagliare, cucire e guarire, e non replica neanche con un alito, nè muove ciglio...mi pare  ! 
    o no ?? !?</span>

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  56. ....tutt'al più, egr. Caterina,
    è come se un chirurgo avesse detto al paziente, con molto fair-play:
    "Sig. paziente, la consiglio di fidarsi del mio invito a farsi operare da me; le ho esposto le sue condizioni e l'opportunità, o, se vogliamo, la necessità che lei si faccia operare quanto prima, nelle modalità che le ho PROSPETTATO....ma, comunque, veda di seguire il mio consiglio, farà certamente cosa buona....appena però lei lo riterrà più conveniente!   I miei "rispetti"...."
    :(
    (questa è la mia impressione....) la chirurgia è di tutt'altra specie: è risoluta  e  risolutiva !....
    infatti si parla di INTERVENTI CHIRURGICI,
                                                      NON CONSIGLI CHIRURGICI, egr. Caterina  !

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  57. ...ovvio che il mio era solo un esempio, ne avrei potuti fare altri... se magari si cominciasse anche da questo non sarebbe mica male...
    se a ragione padre Scalese invita a riportare Cristo al centro, bene, cominicamo DALL'ALTARE, perchè è da li il primo posto da cui l'hanno tolto...e da qui sono cominciati la maggiorparte dei nostri problemi... ;)

    Quanto alla reazione, sono stata sotto i ferri diverse volte e posso assicurare che nonostante l'anestesia, pare che io abbia avuto (o il mio organismo) delle reazioni ... :-D
    ad ogni modo, l'operazione chirurgica in tal senso NON RICHIEDE AFFATTO L'ANESTIA, la consapevolezza è un gran dono e permette così l'uso del CONFESSIALE.....  oppure, non siamo dei robot ai quali basta togliere le pile o la corrente per apportare delle modifiche... no qui l'operazione non potrà mai essere indolore... ;)  il problema è che a parte il Papa, sembra che non abbiamo medici capaci di osare questa chirurgia a...."cuore aperto"...

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  58. ...ovvio che il mio era solo un esempio, ne avrei potuti fare altri... se magari si cominciasse anche da questo non sarebbe mica male...
    se a ragione padre Scalese invita a riportare Cristo al centro, bene, cominicamo DALL'ALTARE, perchè è da li il primo posto da cui l'hanno tolto...e da qui sono cominciati la maggiorparte dei nostri problemi... ;)

    Quanto alla reazione, sono stata sotto i ferri diverse volte e posso assicurare che nonostante l'anestesia, pare che io abbia avuto (o il mio organismo) delle reazioni ... :-D
    ad ogni modo, l'operazione chirurgica in tal senso NON RICHIEDE AFFATTO L'ANESTIA, la consapevolezza è un gran dono e permette così l'uso del CONFESSIALE.....  oppure, non siamo dei robot ai quali basta togliere le pile o la corrente per apportare delle modifiche... no qui l'operazione non potrà mai essere indolore... ;)  il problema è che a parte il Papa, sembra che non abbiamo medici capaci di osare questa chirurgia a...."cuore aperto"...

    RispondiElimina
  59. P.S.
    o se preferisce: riportiamo il Tabernacolo al CENTRO togliendo il tronetto del sacerdote protagonista....
    insomma, chirurgicamente parlando le opzioni sono tante, per quanti sono gli abusi apportati e legittimati in nome del Concilio e della Riforma...

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  60. La grafia preferenziale continua di fatto a prevedere l'uso della dieresi. Ciò non toglie che l'uso di quest'ultima forma sia più che digerito (lasciamo perdere le riforme degli ultimi anni: sappiamo come vanno queste cose, vero?) specie se a ricorrervi sono scriventi che non dispongono di tastiera tedesca. Scrivere Kueng non è quindi un errore, anche se l'ereticoide in questione si firma senz'altro K<span>üng e, a parità di mezzi, tale forma andrebbe privilegiata.
    </span>

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  61. Ha un bel dire l'amico Scalese. Perché dovremmo sgravare allegramente i primi responsabili della dignità liturgica dalle loro responsabilità? O forse dobbiamo rifugiarci tutti quanti nell'istituto della Missa Sicca? La Chiesa prevede che ognuno faccia la sua parte, e il clero, a partire dalle alte gerarchie DEVE fare la sua. Noi, tuttalpiù possiamo assestargli qualche pedata nei fondelli, come fanno i rozzi alpigiani coi muli indolenti. Ma il basto in vetta devono anzitutto portarlo loro.

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  62. <span>ottimo, Pastorelli !  
                 infatti è ora di rendersi conto che oggi, e da 45, anni le pecore è come se fossero senza pastore,  visto che il pastore non governa con fermezza, scacciando i lupi e segnando il sentiero sicuro, impedendo alle pecore di deviare, col vincastro, cioè agguantandole, con dolce fermezza, acciuffandole se si stanno AVVENTURANDO sul ciglio di un burrone, per impedir loro di sfracellarsi o perdersi lontano dalla BUONA PASTURA, a nutrirsi di erbe velenose e acque inquinate !  
     
    UN PASTORE non può in alcun modo dire:  
    "Seguitemi, se ritenete opportuno farlo, oppure seguite<span>, a vostro piacimento, </span>un <span>pastore diverso da me e rivale e concorrente dichiarato e sfrontato </span>che porta le pecore SU STRADA DEL TUTTO DIVERSA DA QUELLA che io vi indico, nel nome del Signore !"  
    Non può fare questo: non può lasciar andare le pecore su  
    PERCORSI E ITINERARI DIVERSI  
                                         EQUIVALENTI  
                                             E  FACOLTATIVI riguardo alla scelta e alla meta,  
    lasciando coltivare l'ILLUSIONE PERNICIOSA  
                                  CHE TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA !  
     
    Questo modo di pascere che ho rappresentato è invalso nell'uso fin dal 1965, e teorizzato, con grande fiducia nella prossima Nuova Pentecoste, nel 1962 !</span>
    (è in voga la strana fiducia che le pecore si guidino da sole per il retto sentiero....., sull'onda di quella fiducia proclamata 48 anni fa: ci si limita ad indicare il buon percorso, lasciando poi che scelgano con auto-deteerminazione, parola di moda.... )

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  63. Oremus et pro perfidis judaeis..

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  64. rileggo le parole di p. Scalese:
    <span>"Non attendiamo dalla gerarchia quel che essa non può dare; non carichiamola di pesi che non è in grado di portare. Accontentiamoci che essa ci indichi la strada da percorrere;"....</span>
    e rimango di sasso:
    è la più grave conferma di ciò che ho detto poco fa !
    secondo p. Scalese,  Gesù Cristo quando ha detto a Pietro:
    "Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle", dopo avergli chiesto 3 volte: "MI ami tu?"
    intendeva dire solo che
    il Pastore suo Vicario deve esclusivamente <span> indicare la strada da percorrere....</span>
    e basta ? SOLO INDICARE ? ? e non deve fare nessun altro avviso circa strade buone o cattive, vitali per la Fede o pericolose per la Fede e per tutto il Gregge e per l'intera Chiesa  ? nessun ruolo di cura di anime, guida nei punti oscuri del sentiero, tra spine e sassi ecc....
    Non devono più il Papa e i Vescovi fare come quel Divino Pastore che ha detto:
    <span>
    <p><span><span><span> "Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.</span></span></span>
    </p><p><span><span><span>Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore." ?</span></span></span>
    </p><p><span>non vale più questo esempio per i Pastori, piccoli e grandi nella Chiesa ?</span>
    </p><p> 
    </p><p>quali sono, secondo p. Scalese, i pesi di cui non dobbiamo caricare la Gerarchia ?
    </p><p>dobbiamo noi fedeli essere PASTORI DI NOI STESSI ?
    </p><p>è  ciò che stiamo facendo, con grave affanno, da tanti anni, e con miseri esiti, perchè
    </p><p>                       ESSERE PASTORI NON E' COMPITO DELLE PECORE  !
    </p></span>

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  65. <span>Di grazia chi sarebbe Hans Kueng? Ci si perde in un numero sesquipedale di citazioni latine per poi scrivere alla bell'e meglio il nome di un noto teologo? </span>

    Se la grafia è complicata ricorriamo a un'antonomasia: chiamiamolo Strunz

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  66. S'io fossi lo storico terzino del Bayern mi offenderei a tale paragone.

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  67. Però.. mi piacerebbe proprio vedere il Santo Padre nelle vesti del mitico Trap mentre urla e tuona contro Strunz-Küng in conferenza stampa!

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  68. caro ospite sei proprio un pozzo di cultura, dobbiamo tutti inchinarci di fronte alla luce che irradi con le tue sapienti parole su Kung ...ma va a....

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  69. <span>ma per favore, Caterina, badi alla sostanza di ciò che dicevo:   
    è chiaro che intendevo che il PAZIENTE NON SI OPPONE di solito al chirurgo che lo sta operando per salvargli la vita, ma accetta l'intervento e/o la cura, non si ribella, se ha capito che la cura è vitale per lui !  
    QUI invece, IL PAZIENTE-CHIESA si sta ribellando alla cura;  
    e il primario, cioè il Papa, propone la cura, ma non la impone: lascia il paziente libero di curarsi o....  
    morire contento di essersi AUTODETERMINATO, cioè aver deciso di rifiutare la cura e scelto liberamente la malattia, perchè nella sua superbia, ritiene di star bene  !  
    Il chirurgo ha consigliato, prospettato gli interventi, MA NON HA IMPOSTO D'AUTORITA' ai medici di eseguirli, non ha organizzato nessuna equipe, non ha stabilito CALENDARI OPERATIVI circa gli interventi, e <span>il reparto non funziona</span>....e il malato va in cancrena e inagonia, non so se ce ne siamo accorti tutti o no !  
    quindi è come se non avesse deciso niente (in particolare per la cura Motu Proprio: a che serve promulgare, se non lo si rende effettivo, cioè LO si lascia alla facoltà libera dei medici ribelli ?); se non usa l'Autorità per far rispettare le sue decisioni, è come se non avesse l'autorità !  
    (spero di aver chiarito il malinteso circa la "reazione del paziente": intendevo RIFIUTO DELLA CURA, e lei sa benissimo a quali/quante RIBELLIONI mi riferisco.....; per la precisione: sono ribellioni da parte dei Vescovi che ostacolano l'iniziativa del Papa e la combattono aspramente, e mancanza di coraggio da parte di molti sacerdoti che aderirebbero volentieri, ma sono vessati e ricattati dai vescovi restii, come spesso sentiamo riferire.....)</span>

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  70. ...non è il PAZIENTE-CHIESA....ma solo il PAZIENTE-FEDELE....una doifferenza molto importante... ;)
    ho compreso cosa intendesse, è ovvio che quando si propone un esempio non si intende trascinarvi tutta la sistematica che lo rappresenta, ma solo una citazione tanto per far comprendere... basta vedere del resto come ha fatto Cristo per comprendere di quale medico parliamo, di quale cura e di come essa deve essere applicata...
    A chi non vuole essere curato c'è anche il famoso detto: lascia che i morti seppelliscano i propri morti....oppure: se in quella casa non ti ascoltano, scrollati la polvere da sotto i sandali, e vattene...
    Credo che a suo tempo questi moniti del Papa daranno i loro frutti...noi al momento descriviamo ogni negatività che viviamo dimenticando o sottovalutando le piccole vittorie sparse qua e la...

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  71. Ogni mattina caro e ti esorto a fare altrettanto.

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  72. Hans Küng, si può scrivere Hans Kueng...e se ve lo dice una svizzera ...
    "ue"...può sostiture "ü"! E succede sovente!

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  73. Maggio: toccategli tutto, ma non il King Kung.

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  74. Esattamente. Bravi Sisifo, Pastorelli e tutti gli altri che sottolineano la non surrogabilità e la non intercambiabilità dei reciproci ruoli. Provvedere a una decisa bonifica della liturgia è preciso dovere della gerarchia... o forse i laici dovrebbero mettersi tutti quanti a recitar missa sicca? La gerarchia si deve assumere i propri oneri, tra i quali rientra in primissimo luogo la corretta amministrazione del culto.

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  75. Filippo Burighel17 giugno 2010 03:38

    Cajetan, ma perché offertorio "della Coldiretti", come se il paragone con questa storica e benemerita associazione di categoria fosse deteriore? Sarebbe più saggio dire che è "della FIOM" visto che è l'offertorio della Messa tanto amata dei preti progressisti ex preti-operai.

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  76. "Quante volte, quando apro la "mia" chiesetta,"

    er problema sor Pastorelli è
    quanno glià apri

    gliè (quasi ?!) sempre chiusa
    cciaì messo l'avviso
    in busta dè cellophane
    attaccato ar portone
    con scritti gli orari (solo a Domenica)
    in italiano francese inglese
    mà n'te se vede (quasi ?!) mai

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  77. Luis Moscardò17 giugno 2010 10:06

    Da una scritta sul muro della "chiesa" valdese della mia città: "Dio disse Kung... e Kung fu"

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  78. "...quali sono, secondo p. Scalese, i pesi di cui non dobbiamo caricare la Gerarchia ?".

    Non mi è chiaro.
    Personalmente suggerirei di allegerirla dal carico della gestione dell'8 x mille, dalla gestione dello IOR e dalla gestione dell'immenso patrimonio immobiliare, affidando gli incarichi a parsone di comprovata rettitudine e allergia agli intrallazzi.

    http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_17/appalti-e-favori-il-dossier-al-papa-piu-controlli-sulle-case-del-vaticano-gian-guido-vecchi_725414cc-79d0-11df-b10c-00144f02aabe.shtml
    <span><span> </span></span>

    RispondiElimina
  79. non è per polemizzare caro Lore ma l'epiteto "strunz" puo' essere applicato a molti prelati prima che a Kung...e non ti immagini quanti

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  80. Omnia vincit amor17 giugno 2010 13:39

    «<span>ma di quale specie di amore si fa bandiera, sig. OMNIA ?»</span>

    Del vero amore, sisifo, lo stesso che (spero) ha cambiato la sua vita.

    <span>«di quell' amore con cui i Vescovi maltrattano sacerdoti e fedeli e si ribellano al Papa?»</span>

    <span>Se per «ribellarsi al papa» intende non essere entusiasti del motu proprio e non prodigarsi perché nella propria diocesi vi siano tante più messe in forma straordinaria possibili, beh non mi sembra ribellione, quanto «questione di gusti», assolutamente lecita e contemplata dal motu proprio!</span>

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  81. Omnia vincit amor17 giugno 2010 13:42

    <span>Cajétan AG questo poteva avere un senso quando non esisteva Unicode ed era pressocché impossibile scrivere le umlaute, ma ora, nel 2010, credi davvero che si tratti di una lecita alternativa?</span>

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  82. Omnia vincit amor17 giugno 2010 13:46

    Luis Moscardò stai implicitamente dicendo che nella forma ordinaria della Santa Messa non vi sia la Presenza Reale di Nostro Signore Gesù Cristo, il che, oltre che eretico, è inaccettabile. Se di problema concreto si tratta, esso è un altro: voi non attribuite valore alla messa in forma ordinaria, dunque non capisco come facciate a dirvi dentro la Chiesa Cattolica!

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  83. Omnia vincit amor17 giugno 2010 13:46

    Luis Moscardò stai implicitamente dicendo che nella forma ordinaria della Santa Messa non vi sia la Presenza Reale di Nostro Signore Gesù Cristo, il che, oltre che eretico, è inaccettabile. Se di problema concreto si tratta, esso è un altro: voi non attribuite valore alla messa in forma ordinaria, dunque non capisco come facciate a dirvi dentro la Chiesa Cattolica!

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  84. Omnia vincit amor17 giugno 2010 13:55

    Cajétan AG scripsit: «<span>se con la lettura di "Lettera aperta ai cattolici perplessi", magari dopo un grand tour in certe diocesi tedesche, austriache e francesi (proporrei Magonza, Linz, Strasburgo ecc..)»</span>

    Leggerò la lettera... Quanto alle diocesi da te indicate: Strasburgo la conosco bene (mio fratello ci vive da anni e sono andato spesso a trovarlo), e ho frequentato numerose parrocchie della città: tutte celebravano in rito ordinario! A quale ti riferisci?

    «<span>meglio consigliarle la lettura del "Breve esame critico" scritto dai Cardinali Bacci e Ottaviani, magari vedendo poi qualche messata digestiva neocatecumenale.. »</span>

    <span>Messe neocatecumenali già "viste", e non ho "gradito". Però noterai che sei "costretto" a citarmi articoli scritti pochi anni dopo il Concilio... Qualcosa vorrà dire? Quante Eminenze degli ultimi 10 anni puoi citarmi che sottoscriverebbero ancora quel'esame critico? E se sono un'esigua minoranza, credi davvero che ciò sia da attribuire ad un "lavaggio del cervello" compiuto dalla riforma conciliare?</span>

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  85. Redazione di Messainlatino.it17 giugno 2010 14:01

    Lecita? Mmh guardi, stiamo quasi pensando di bannarlo... conosce un sito di grammatica online adatto ai suoi standard, per un'eventuale recupero?

    Siamo seri perfavore, e smettiamola di fissarci su queste baggianate (tra l'altro la fissa è tutta sua). Grazie.

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  86. Omnia vincit amor17 giugno 2010 14:04

    Cajétan AG scripsit: «<span>C'è o NO differenza col nuovo Offertorio e con la nuova Consacrazione?»</span>

    Indubbiamente!! Continuo a non capire perché però la forma ordinaria sarebbe (per voi) «sbagliata»...

    RispondiElimina
  87. Dissento.
    Cosa c'entrano i metalmeccanici col pane e col vino? col grano e l'uva?
    La FIOM è, al momento, l'unica che difende la dignità dei lavoratori, l'unica che si oppone - emarginata da tutti - alla totale riduzione in schiavitù di esseri umani, riguardante al momento un settore ma che, se passa,  sarà estesa in tempi brevissimi a tutti gli altri.

    Veritatem facientes in caritate.

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  88. Omnia vincit amor17 giugno 2010 14:10

    sisifo come pensi che siano stati istituiti i precedenti riti della Santa Messa? Pensi che i precedenti Concilij, a cui hanno partecipato i Vescovi del passato, non abbiano minimamente influito?

    Ora alla luce di ciò, che senso dai alla tua affermazione? E non sono polemico, voglio cercare di capire cosa intendi....

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  89. Omnia vincit amor17 giugno 2010 14:20

    Fissarci su queste baggianate? Scusami tanto, voi avete tirato su un intero blog per portare avanti la vostra idea (eretica) per la quale il Concilio avrebbe snaturato la liturgia di Santa Romana Chiesa, eppoi sarei io a fissarmi su baggianate?

    Di grazia, la prossima volta usatelo quel copia incolla...  ;)

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  90. Redazione di Messainlatino.it17 giugno 2010 14:37

    Capisco che per lei la scrittura del nome "Kueng" sia una questione di vitale importanza. Apra un blog sull'argomento, e vedrà che farà il picco, invece che star a perder tempo tra noi eretici, oltretutto sgrammaticati.

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  91. Omnia vincit amor17 giugno 2010 14:40

    «<span>Capisco che per lei la scrittura del nome "Kueng" sia una questione di vitale importanza.»</span>

    Eggià, il bane quotidiano me lo dà l'ISO  8-)

    Tornando seri, resterò qui perché comunque (nonostante le vostre posizioni da fondamentalisti) qui si trovano tante notizie interessanti, per cui vi ringrazio dello sforzo quotidiano che fate per mantenere attivo il blog!

    Un cristiano cattolico che spera restiate sempre fedeli al Santo Padre e alla Chiesa tutta!

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  92. Redazione di Messainlatino.it17 giugno 2010 15:11

    Ho cancellato il commento.
    Rimanga pure qui, ma senza provocare i lettori con il suo atteggiamento a professorino, altrimenti sarà davvero costretto a passare i pomeriggi nel blog dello Zingarelli.

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  93. Luis Moscardò17 giugno 2010 15:31

    Lei sta cercando di levarsi un pelo dal naso usando un guantone da boxe....
    ho detto: "si potrebbe maliziosamente insinuare che ciò derivi dal fatto che non Vi si creda molto"; che la liturgia del NOM ci dia dimostrazione costante e contraria, così com'è caleidoscopicamente celebrata. Nel frattempo e soprattutto nel dubbio si vada sul sicuro: Rito di sempre che è anche più profondo. Questo è un consiglio.

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  94. DANTE PASTORELLI17 giugno 2010 21:17

    Il paziente-uomini di Chiesa a tutti i livelli.

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  95. DANTE PASTORELLI18 giugno 2010 08:53

    Per mio errore di digitazione m'è saltato il post di risposta a Tripparolo. Dicevo che io posso aprire la chiesa a giorni non fissi, a seconda dei miei impegni personali e familiari, non essendo né un prete né un sacrestano. In genere l'apro almeno 3 o 4 volte al pomeriggio (qualche settimana anche 5 o 6)  talvolta, ma più raramentre, anche si vi paso regolarmente per sbrigar affaruci, la mattina, per 2 o 3 ore: in genere tra le 16 e le 19. Negli ultimi tempi diverse domeniche anche 4 ore a pomeriggio, esendo stati sospesi i vespri a gricigliano.. A volte il portone è chiuso momentaneamente perché non posso lasciar la chiesa aperta se devo recarmi in altri locali dell'edificio per qualsiasi evenienza, anche per esigenze fisiologiche, altre perché sono impegnato in lavoretti che non mi permettono una vigilanza attenta, con tutta la delinquenza che c'è nella piazza.
    Questa setimana ho aperto martedì, mercoledì e ieri. Se ce la fo aprirò anche oggi, e,a Dio piacendo, anche domani. Domenica no: son di matrimonio. Domenica scorsa  sono stato in quel di Montespertoli: partenza alle 15 con tutto l'occorrente per la Messa in occasione della riapertura d'una cappella da molti anni chiusa e dalla quale i ladri han portato via ogni cosa:  partenza lle 15 rientro alle 20.30 circa. Altri particolari?
    Se Tripparolo viene a darmi una mano a far pulizie o a darmi il cambio, si potrà aprire anche mattina e pomeriggio.
    La Messa solo la domenica? Ad averli i preti, ed anche i sostituti sacrestani.

    Comunque, all'inizio della prossima settimana mi prenderò le ferie estive: prima in campagna (ferie per modo di dire, ci son sempre d'intorno prole e nipoti) e poi una decina di giorni al mare (ferie vere). Tornerò solo se si riuscirà a fare i turni per l'apertura di luglio cercando d'accordar i suoni dei vari confratelli, o per le incombenze burocratiche che non mancan mai.

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