venerdì 21 maggio 2010

La Risurrezione, l'Ascensione e mons. Ravasi. Con qualche disputazione.

Michelangelo Merisi d. Caravaggio, Incredulità di S. Tommaso
Bildergalerie, Sans Souci Potsdam


Alcuni anni orsono, molte critiche si levarono nei confronti dell'allora bibliotecario dell'Ambrosiana, e oggi presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, il versatile e colto mons. Ravasi (il quale, per inciso, è in predicato per la successione a Tettamanzi). L'accusa: aver messo in dubbio la realtà fisica della Risurrezione di Cristo in un articolo, pensate un po', del Sole 24 Ore (31.3.2002), dal titolo ambiguo: "Non è risorto, si è innalzato".

L'Autore spiegò che il titolo era stato scelto senza il suo parere dal redattore del giornale, come in effetti normalmente avviene, laddove il testo spiegava invece che la Risurrezione di Gesù non fu semplice 'rianimazione di cadavere' come per Lazzaro, bensì molto di più, come leggerete.

Tuttavia un
articolo di Disputationes theologicae, apparso in questi giorni, approfondisce il tema e porta a vedere un più profondo pericolo di ambiguità in molte ricostruzioni, non esclusa quella di Ravasi, che con formule non sempre nette trattano della Risurrezione di Cristo in temini che sembrano sminuire la sua evidenza naturalistica. Spieghiamo meglio: per l'orientamento della teologia liberale che si rifà a Bultmann, la Risurrezione è bensì reale (il termine viene usato ancora) ma solo agli occhi della Fede; soltanto grazie alla trasformazione soggettiva operata dalla fede in Gesù Cristo è possibile l'incontro, nel proprio animo, del Risorto. In poche parole: non c'è un Gesù Cristo risorto che può esser visto da chiunque, credente o non credente, da Pietro o da Caifa, indifferentemente. Solo chi già ha fede può vedere Gesù, con gli occhi dell'anima. Come dire, in termini terra-terra: la Fede diventa una sorta di occhialini da realtà virtuale per vivere l'incontro con Gesù (e di qui a dire che i testimoni della Resurrezione ebbero delle mere allucinazioni indotte dal fervore e dal fanatismo, c'è un passo nemmeno lungo: quello che ha compiuto il vescovo Noyer nell'articolo che abbiamo riportato poco tempo fa: vedi qui).

Tutto questo, naturalmente, si allontana dall'idea di una Resurrezione reale, dove reale sta per sensibile, concreta, naturalistica: un Corpo già morto che occupa uno spazio, che mangia, che si espone al tatto di S. Tommaso e che chiunque (anche i farisei) avrebbe potuto vedere. E naturalmente, se viene meno la fisicità della Risurrezione, perde credibilità l'evento dell'Ascensione: visto che Gesù risorto era solo un'immagine nella mente dei fedeli, non ha più senso immaginare una sua corporea elevazione dalla terra al cielo. Ecco perché il testo di Disputationes parla di dogma negato dell'Ascensione. Andate a consultarlo, e poi proseguite qui. Alla luce di quelle considerazioni e approfondimenti, si legge con qualche inquietudine supplementare l'articolo di Ravasi (che riportiamo in calce), disseminato di espressioni sicuramente ortodosse ma pure di ambigue pennellate che lasciano molti dubbi (tipo: "L'ascensione-esaltazione-innalzamento non è, quindi, da concepire in termini materialistici o 'astronautici', ma secondo categorie metafisiche e teologiche"; od anche: "con la morte Egli [Gesù Cristo] conclude la sua parabola storica, ma è 'esaltato', cioè rientra nel mondo divino").

E a questo punto ricordiamoci di quanto riferiva l'abbé Barthe (v. qui) in merito alla storicità, negata da Ravasi, del Gesù narrato dai Vangeli:

Joseph Ratzinger nella prefazione al Gesù di Nazaret aveva scritto per gli eredi di Bultmann: "Ho voluto tentare di presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il Gesù storico in senso vero e proprio." Ma nell'introduzione alla nuova edizione Gianfranco Ravasi cita così il Papa: " Ho voluto fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale". Punto. E Mons. Ravasi commenta questa citazione tronca – troncata in ciò che gli dà la sua forza - in modo sconcertante, "Notiamo l’aggettivo 'reale': non è automaticamente sinonimo di 'storico', perché noi sappiamo che molti eventi non sono registrati, suscettibili d'essere documentati e verificabili storicamente, anche se risultano profondamente reali. In Gesù coesistono varie dimensioni, storiche, mistiche e trascendenti". Seguono considerazioni destinate a dimostrare un Gesù reale nella sua complessità storica e teologica. Si può immaginare l'emozione a Roma e in Italia. "Per il Papa 'reale' è sinonimo di 'storico', per il suo Ministro della Cultura, no!" ironizzava Massimo Pandolfi ne La Nazione (21 ottobre 2008).

Leggiamo ora l'articolo di Ravasi.


di Gianfranco Ravasi

Un fatto che si radica nella storia, ma che va letto con categorie teologiche

L'immagine di un Cristo sfolgorante di luce che si libra sul sepolcro, dopo averne scardinato la pietra tombale, non è evangelica ma è attinta solo ai primi testi cristiani apocrifi. Forse una frase come questa suona eterodossa ed "ereticale" agli orecchi di non pochi nostri lettori che negli occhi hanno la possente fisicità della Risurrezione di Cristo che Piero della Francesca dipinse nel 1463 nella sala dell'antico palazzo comunale del suo paese natale, Borgo Sansepolcro. E, invece, la frase è ineccepibile ed è proprio da questa reticenza descrittiva dei Vangeli canonici che vorremmo avviarci per una riflessione sulla Pasqua, evento e articolo di fede centrale del cristianesimo.

Partiamo, allora, da quell'alba ancora incerta di una primavera tra il 30 e il 33. Tre sono gli elementi registrati dal racconto evangelico. Ecco innanzitutto farsi avanti un gruppo di donne, seguaci di Gesù. Siamo di fronte a un dato storico incontrovertibile: essendo, secondo il diritto semitico, le donne inabilitate alla testimonianza valida, giuridica o storica, gli evangelisti non avrebbero mai "inventato" una simile attestazione, affidata a persone "incapaci" di testimoniare, se essa non fosse stata nella nuda e semplice realtà dei fatti. Veniamo, così, al secondo dato: la pietra che sigillava l'apertura della tomba - secondo la rilevazione attestata da quelle donne - giace ribaltata. L'evangelista Giovanni aggiunge una nota ulteriore sull'interno di quel sepolcro così come appare a un testo successivo, Pietro: "Vide le bende per terra e il sudario, che era stato posto sul capo di Gesù, non per terra con le bende ma piegato in un luogo a parte" (20, 6-7). Dunque, una tomba vuota che conserva le tracce di un morto ormai non più presente.

Ecco, infine, il terzo elemento narrato dai Vangeli, una teofania, cioè un'esperienza trascendente, rappresentata da una figura angelica che proclama le stesse parole del successivo Credo cristiano: "È risorto!". Una formula che ha lo scopo di spiegare quella tomba vuota. Siamo, a questo punto, nel cuore del problema che suscita un grappolo di domande alle quali potremo dare ovviamente solo un abbozzo di risposta (biblioteche intere di storiografia, esegesi e teologia lo hanno già fatto in modo ben più sistematico). Che senso ha l'espressione "risorto dai morti"? La formula "risurrezione di Cristo" usata dai Vangeli e dalla tradizione cristiana comprende un evento storico o è solo una categoria ermeneutica, cioè un'interpretazione teologica di una realtà trascendente? E il termine "risurrezione" è l'unico usato per descrivere la Pasqua di Cristo?

Innanzitutto sottolineiamo che per il Nuovo Testamento la misteriosa vicenda finale di Cristo non può essere ricondotta alla rianimazione pura e semplice di un cadavere, come quelle compiute da Gesù nei confronti di Lazzaro (Giovanni 11) e del figlio della vedova di Nain (Luca 7, 11-17). Ora, noi siamo di fronte a un evento che ha contorni verificabili storicamente (la tomba vuota, i lini abbandonati, la testimonianza delle donne) ma il cui nucleo è trascendente. C'è, dunque, anche il ritorno alla vita di Gesù morto, ma ciò che accade in quell'atto, non descritto dai Vangeli, è - per usare un'immagine di Gesù - simile a quanto avviene al seme o al lievito. Si ha una trasformazione che va oltre il corpo di Gesù e incide su tutto l'essere e sulla storia. Nella lettura evangelica di quell'evento la divinità, la trascendenza, l'eterno e l'infinito, attraverso Cristo, Figlio di Dio, sono penetrati nella realtà intera dell'umanità e nell'essere cosmico trasfigurandoli; è un'irradiazione che feconda di eternità il nostro tempo.

Ora, per esprimere questo evento che incide nella storia in modo non solo episodico ma radicale, il Nuovo Testamento è ricorso a due linguaggi che cercano di esprimere ciò che è di sua natura un "mistero", ossia una realtà trascendente e superiore all'orizzonte umano. Il primo è quello della risurrezione, un linguaggio già noto all'Antico Testamento: basterebbe leggere il capitolo 37 di Ezechiele ove, in una visione surreale, il profeta descrive lo Spirito creatore di Dio che ritesse su una distesa di scheletri la carne della vita, dando origine a un immenso popolo vivente. Il Nuovo Testamento esprime la "risurrezione" con il verbo eghéirein, "risvegliare" dalla morte, simbolicamente inteso come un sonno, oppure con il verbo anístemi, "levarsi, sorgere in piedi". Dietro il velo del linguaggio simbolico si vuole le indicare che Gesù come uomo passa attraverso il segno radicale dell'umanità, la morte, "risvegliandosi" alla vita divina che gli appartiene e che ora pervade il morire, vincendolo.

C'è, però, un altro linguaggio, caro a Giovanni, a Luca e a Paolo che è definito di esaltazione o glorificazione ed è espresso con il verbo greco hypsoùn, "innalzare elevare", e con immagini di ascensione verso l'alto. Basterebbe citare tre frammenti giovannei: "Come Mosè innalzò nel deserto il serpente, cosi bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo... Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono [Nome Divino]... Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me" (3, 14; 8, 28; 12, 32). Oppure basterebbe rievocare il racconto dell'ascensione al cielo ribadito da Luca nella finale del suo Vangelo (24, 50-53) e in apertura alla sua seconda opera, gli Atti degli Apostoli (1, 6-12). Il senso del linguaggio è chiaro. Con la "risurrezione" si affermava la continuità tra il Gesù storico e il Cristo risorto; con l' "esaltazione" si celebra la gloria divina del Risorto e la novità del suo status. Venendo in mezzo a noi, Gesù è divenuto in tutto simile a noi; con la morte egli conclude la sua parabola storica, ma è "esaltato", cioè rientra nel mondo divino a cui appartiene come Figlio di Dio, attirando a sé quell'umanità che egli aveva assunto incarnandosi e morendo per condurla alla gloria. Questo è nitidamente dichiarato nell'inno che Paolo incastona nella sua Lettera ai Filippesi (2, 6-11): "Cristo, pur essendo di natura divina, spogliò se stesso assumendo la condizione di servo (...), facendosi obbediente sino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio lo ho esaltato e gli ha dato un nome che è sopra ogni altro nome (...) Così che nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra".

L'ascensione-esaltazione-innalzamento non è, quindi, da concepire in termini materialistici o "astronautici", ma secondo categorie metafisiche e teologiche: fra l'altro, in tutte le culture il cielo è l'area della divinità perché trascende l'orizzonte terreno, è il simbolo della superiorità e diversità di Dio rispetto all'uomo. Quanto accade nella risurrezione di Cristo è, dunque, un evento complesso, accuratamente rappresentato dai Vangeli. È un evento che si radica nel tempo e nello spazio, è cioè nella morte e in una tomba, e che perciò ammette una verificabilità storica; ma esso fiorisce nell'eterno e nel divino, ed è per questo che esige un'analisi nella fede e nella teologia. Nella sua sostanza la Pasqua di Cristo è una realtà trascendente e, come tale supera la pura verifica storica. Ma ha una risonanza efficace anche nella storia e nello spazio ove rimangono tracce e segni, per cui ha una sua legittimità anche un'investigazione di taglio storiografico. Ora comprendiamo perché gli evangelisti si sono rifiutati di ridurre quello che avviene al sepolcro di Cristo' entro i confini di una rianimazione di cadavere e siano invece ricorsi a linguaggi più profondi e simbolici.

Nelle sue Lettere di Nicodemo (1951) lo scrittore polacco cattolico Jan Dobraczynski, morto nel 1994, fa una considerazione che potremmo porre a suggello del nostro particolarissimo e limitato itinerario nell'orizzonte pasquail cristiano: "Vi sono misteri nei quali bisogna avere il coraggio di gettarsi, per toccare il fondo, come ci gettiamo nell'acqua certi che essa si aprirà sotto di noi. Non ti è mai parso che vi siano delle cose alle quali bisogna prima credere per poterle capire?". I racconti evangelici pasquali sono prima di tutto testi di fede e, proprio per questa via, aprono la ricerca di una comprensione che sia anche razionale e storica. Il credere e il comprendere s'intrecciano in modo complesso e delicato e costituiscono la struttura fondamentale della teologia cristiana. Un filosofo, il gesuita Xavier Tilliette nella sua opera la Settimana Santa dei filosofi (1922), scriveva che "la filosofia deve attestarsi alla soglia delle apparizioni pasquali, al sabato santo. Essa non deve testimoniare la Gloria. Occorre mantenere castamente la frontiera, diceva il filosofo Schelling". Certo, la filosofia e la storiografia non possono appropriarsi delle vie della grazia e della fede. Tuttavia questo non impedisce alla fede di agganciarsi alle vie della ragione e alla ragione di guardar oltre le sue frontiere. Scriveva Agostino: "Chiunque crede pensa e pensando crede... La fede se non è pensata è nulla" (De praedestinatione sanctorum 2, 5).

78 commenti:

  1. Rafminimi13@libero.it21 maggio 2010 08:43

    Chiunque ha pratica di religione su Internet, conosce il nome di Nicola Martella. Si  tratta di un Autore protestante fondamentalista (anche se lui respinge tale termine, come io respingo "Tradizionalista"), preferendo farsi chiamare "Cristiano biblico". Siamo stati in corrispondenza e, come gli scrissi (e lui se la prese un po') noto molto più cattolicesimo in taluni suoi testi, che in molti documenti vaticani. Ebbene, un po' di tempo fa, scrisse una lunga disamina/confutazione (che si meritò i miei complimenti) di un testo di Ravasi su gli Atti degli Apostoli, in particolare, che negava la storicità della morte per punizione divina dei due coniugi che volevano ingannare San Pietro. Se interessa, ne riparlemo

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  2. Ravasi leader dell'apostasia nella nostra Chiesa:uomo pericoloso. Altro che futuro sucessore del Tetta, sara' meglio spedirlo oltre Pantelleria e vestito da semplice prete: SUBITO

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  3. A proposito di termini materialistici e astronautici, date un'occhiata qua...

    http://donfrancobarbero.blogspot.com/2010/05/ora-tocca-noi.html

    Che ne pensate?

    Questo il commento che avevo fatto sul mio profilo di faccialibro:
    - <span>In un colpo solo, distrutti 2000 anni di Bibbia, Tradizione e Magistero, sull'Ascensione...che diventa un mero fatto simbolico, ridotta ad un piano puramente orizzontale...</span>
    Queste sono poi la risposte che ho dato a un amico che mi chiedeva perchè chiamassi eretico Barbero
    - Ridurre l'Ascensione di Gesù a mero simbolo, negare che sia Figlio di Dio e Dio Lui stesso, rendere tutto il racconto del Vangelo e degli Atti e tutta l'esperiena personale cristiana sul mero piano orizzontale e umano, non è eterodossia?
    - Innanzitutto, ciò si evince dal fatto che dice che il Nazzareno è tornato in Dio...ma in realtà, è il Figlio che è tornato al Padre, essendo il Figlio Dio Egli stesso...
    Già altre volte ho comunque letto i suoi scritti, e per sua stessa ammissione, non crede nella Trinità, nella Divinità di Cristo, nella Redenzione, nella Verginità e nella Divina Maternità di Maria...

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  4. Segnalo poi questo bel post dell'(ottimo) Cantuale Antonianum

    http://antoniodipadova.blogspot.com/2010/05/ascensione-del-signore-meditando-il.html

    - E invero il Cristo, quando fu levato in alto da terra, attirò tutti a sé (cfr. Gv 12,32 gr.); risorgendo dai morti (cfr. Rm 6,9) immise negli apostoli il suo Spirito vivificatore, e per mezzo di lui costituì il suo corpo, che è la Chiesa, quale sacramento universale della salvezza; assiso alla destra del Padre, opera continuamente nel mondo per condurre gli uomini alla Chiesa e attraverso di essa congiungerli più strettamente a sé e renderli partecipi della sua vita gloriosa col nutrimento del proprio corpo e del proprio sangue. Quindi la nuova condizione promessa e sperata è già incominciata con Cristo; l'invio dello Spirito Santo le ha dato il suo slancio e per mezzo di lui essa continua nella Chiesa, nella quale siamo dalla fede istruiti anche sul senso della nostra vita temporale, mentre portiamo a termine, nella speranza dei beni futuri, l'opera a noi affidata nel mondo dal Padre e attuiamo così la nostra salvezza (cfr. Fil 2,12).

    E questa, è la Lumen Gentium, al numero 48!

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  5. il grande buio21 maggio 2010 09:36

    un evento complesso, accuratamente rappresentato dai Vangeli. È un evento che si radica nel tempo e nello spazio, è.....

    per favore, qualcuno può spiegare ad  uomini semplici questa cosa così complessa che gli uomini di allora hanno constatato in  modo<span> semplicissimo con occhi e orecchie, e mangiando insieme con </span>
    <span>Gesù risorto ?</span>
    Oppure dobbiamo pensare che più si va avanti e più un fatto lampante e accecante nella sua evidenza debba diventare complesso e OSCURO ?
    Allora. signori, vuol dire che anche il sole si oscurerà....anzi, di fronte al sole e alla  sua luce abbagliante, noi diventeremo ciechi e diremo: "Non è una realtà reale, ma solo simbolica: io penso di vedere il sole, ma il sole non c'è, non c'è....è solo apparenza!"
    ....e sarà il <span>grande buio </span>delle menti e dei cuori!
    Egli è la Luce del mondo, venne tra i suoi, ma i suoi non lo riconobbero !

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  6. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 09:41

    Ovviamente favola anche questa, racconto - esaltazione - allucinazione ad opera della prima comunità cristiana per indurre i fedeli a non mentire. E pensare che forse è la prima condanna a morte comminata da un papa!

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  7. giovaneaiutante21 maggio 2010 09:53

    ma perchè nessuno manda a Roma questo suo scritto !!! se a milano arriva uno  cosi senzaltro si dichiarerà anche lui ANTIPAPA.. sarebbe meglio denunciarlo finchè si è in tempo ...

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  8. adesso capisco21 maggio 2010 09:58

    .....perchè parlando con una mia parrocchiana, siccome io contestavo la validità delle riforme conciliari, soprattutto dei movimenti, causa di grande confusione dottrinale e degrado della vera Fede, quella mi ha risposto: "ma che dici, vuoi sminuire la grande fioritura di fede, sviluppo di conoscenza e comprensione della Parola! specialmente pensa a tante persone dotte e illuminate come<span> Ravasi, grande dotto biblista!"</span>....
    e continuando nella dicussione, sullo stesso filo d i argomenti, mi fa:
    "Per esempio, tra le grandi aperture di cui <span>siamo grati al Concilio</span> io ho capito anche questo: che nella Chiesa di oggi
    dobbiamo rivalutare la grandezza di Lutero !....."
    :(

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  9. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 09:59

    Quando si elevano all'episcopato certe figure colte e note ma "originali", non si dica poi che i Papi non conoscono i consacrandi!
    L'articolo di Ravasi già all'atto della pubblicazione suscitò reazioni. Non c'è verità e non c'è eresia esplicitamente pronunciate, ma ambiguità ed espressioni oppostamnete interpretabili. Tipico stile da modernista. Come diceva S. Pio X: leggete una pagina e trovate
    l'affermazione verace, girate la pagina e trovate l'eresia.
    Ricordo le pagine della Nuova Esegesi in cui mons. Spadafora che menava fendenti su Ravasi biblista, che addirittura, a proposito del frammento 7Q5,  parlava di "poche lettere ebraiche" per successivamente correggersi.
    Ravasi era sodale all'Istituto Biblico di Segalla, secondo il quale S. Giovanni non scrisse alcun Vangelo, di Byrne per cui Lazzaro non fu resuscitato e Vanhoje per cui Gesù era un laico. Spadafora tutto documenta e rinvia ad altri suoi articoli.

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  10. A capo di una parrocchia vasta come una nazione? No, dai. Meglio nell'archivio storico della Chiesa Madre del paesino di provincia.

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  11. adesso capisco21 maggio 2010 10:01

    ovviamente....
                 parrocchiana molto attiva, lettrice e interprete consapevole della "Parola" nel suo gruppo del Rinnovamento!
    (ovviamente....)

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  12. Penso che sia arrivata anche l'ora che a Roma comincino ad usare internet. E' assurdo pensare che per segnalare qualcosa a Roma debba ancora scriversi a mano e sigillare la busta con la cera lacca.

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  13. adesso capisco21 maggio 2010 10:25

    <span>e a che servirebbe mandarlo a Roma ? 
    su quante delle mille e mille aberrazioni ben note <span>da decenni è mai intervenuta Roma</span> in modo chiaro netto e draastico, con provvedimenti perentori e indiscutibili, con Autorità effettiva di governo ? 
    servono a qualcosa le denunce di ogni tipo che si accumulano sulle scrivanie vaticane ? 
    legga Pastorelli qui su, e pensi un po' quante volte Roma ha chiuso un occhio e anche due in 40 anni....</span>

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  14. Redazione di Messainlatino.it21 maggio 2010 10:32

    Un po' di misura nei commenti no?

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  15. Ravasi... il pupillo di Martini21 maggio 2010 10:34

    Mons. ravasi era il "puledro vincente" della scuola di Martini, anche in esegesi biblica.

    Nella Scrittura non c'è più nulla di sicuro, ma nulla è apertamente negato.....

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  16. Ma scusate: .....Et resurrexit tértia die, secundum Scripturas. Et ascéndit in caelum: sedet ad déxteram patris,.... Perché ci si deve lambiccare il cervello per cose semplici? Beati i bambini per i quali non necessita spargere fiumi di inchiostro a giustificazione di posizioni talvolta strampalate prodotte dai dotti!

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  17. Sempre a proposito di "Concilio", Lutero e porporati ambrosiani...

    http://www.unavox.it/ArtDiversi/div089_Socci_Martini_08.htm

    PS: sia chiaro che il "Concilio" di cui parlo è quello che ci hanno propinato per decenni nel suo "spirito", non certo il Concilio Ecumenico Vaticano II...

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  18. Sunt lacrimae rerum21 maggio 2010 11:04

    Qualcuno , dentro le sacre Mura, mi dovrebbe spiegare perchè Mons. Ravasi sarebbe meritevole della Porpora Cardinalizia : per quali meriti?
    Il Papa parla tanto di penitenza e di conversione : incominciamo a mandare a lavorare in una Diocesi prelati come il Ravasi oppure lui ha qualche sponsor intoccabile ?
    La Redazione potrebbe , cortesemente, postare quanto Ravasi disse a proposito dell'allora recente Motu Proprio Summorum Pontifiocum ?
    Grazie

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  19. Mi stupisce che ci sia ancora qualche cattolico (degno di questo nome) che si interessi di cosa dica o faccia il sig. franco barbero.
    Perchè non scandalizzardi anche di cosa dice il Nando, a questo punto? Vuoi mettere? Nando, una vita nella sua bottega (ormai divenuta "storica") in centro al mio paese, tra frutta verdura, caciotte e giornali.. Un'istituzione vera e propria.
    Tra un bianchino e l'altro, ne spara di veramente grosse.
    Ma il Nando, è il Nando.

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  20. Io spero e mi auguro che non accada.
    Altro che ermeneutica della continuità, anno sacerdotale e Curato d'Ars, Summorum Pontificum e celebrazioni ad Orientem... Se poi nomina 'sti fresconi, sia cosciente che "piccoli scèm-born crescono"!
    Santità, abbia pazienza.. ci ha chiesto di pregare perchè non indietreggi di fronte ai lupi. Noi facciamo quel che possiamo.. Voglia, la Santità Vostra, almeno cercare di non promuoverli. Ci vuol veramente lasciare in mano a questi figuri, che stanno alla Verità come un giocatore alle tre carte.......?

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  21. beh!...Socci è spesso brilalnte e profondo ma questo articolo se lo poteva proprio evitare: sembra una eserciatazione di apologetica (e anche della perggiore qualità) e quello di cui ce meno bisogno oggi è proprio l'apologetica da 4 soldi

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  22. Ah, non facciamoci meraviglia di nulla, anzi, verrà mandato a succedere ai SS. Ambrogio e Carlo proprio perché è un mezzo eretico.
    Oggiogiorno nella chiesa non c'è miglior referenza per far carriera!
    Se vogliamo contrastare la nomina di quel signore forse dovremmo elogiarne la grandissima ortodossia e fedeltà al magistero di sempre*.

    :(



    *però dopo averlo fatto dovremmo correre a confessarci che avremmo sparato una balla proprio grossa.

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  23. Ma per che diavolo ci vuoi rimandare indietro Ravasi???
    Che se ne stia dov'è. E ci resti possibilmente.

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  24. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 13:54

    I dotti col puzzo sotto ilcnaso squalificano come apolegetica da quattro soldi esami seri  che a loro non piacciono. L'articolo di Ravasi è ben conosciuto a Roma, dove venivan letti i brevi saggi ed i ponderosi libri di Sapadafora ch'era stato professore alla Lateranense e perito di Ottaviani!

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  25. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 13:56

    Poi dalla S. Sede non vengan o a sparger sulle nostre spalle le lacrime di coccodrillo.

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  26. Sunt lacrimae rerum21 maggio 2010 14:09

    Bravo Professore Pastorelli : bisogna riacquistare credibilità attraverso la santità e non con i giochetti di potere !

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  27. <p><span>Dalla lettura dell'articolo di Mons. Ravasi traggo la seguente impressione (sottolineo che si tratta di un'impressione): che egli creda nella Risurrezione come fatto storico, ma, nello stesso tempo, lo giudichi poco significativo, poco rilevante, in qualche modo non decisivo per la fede, per la quale, Risurrezione o no, occorre piuttosto credere all'</span><span>ascensione-esaltazione-innalzamento</span><span> del Signore; </span><span>ascensione-esaltazione-innalzamento</span><span> che, pur </span><span>radicandosi - come egli dice - nel tempo e nello spazio, è cioè nella morte e in una tomba, e ammettendo, quindi una verificabilità storica,</span><span> ciononostante non derivano il loro valore e il loro significato religioso dall'essere un fatto storico, creduto come tale. Presentare la Risurrezione in questi termini - cioè sullo sfondo di una fede che sembra in grado di sopravvivere anche se, per assurdo, si riuscisse a negare la storicità del fatto - sembra destinato ad attrarre anche chi non è disposto a credere alla Risurrezione, quasi dicendogli che si può essere ugualmente cristiani pur senza credere alla verità storica di quell’evento, ma semplicemente accettandone il significato metafisico e teologico. Credo, dunque, che il punto sostanziale non sia se Mons. Ravasi creda nella storicità della Risurrezione (personalmente penso che ci creda, e che il suo scritto lo lasci intendere), ma se sia accettabile il suo modo di presentare la fede con riguardo alla Risurrezione e, più in generale, alla storicità di Gesù e dei Vangeli.</span>
    </p><p><span>ms</span><span></span>
    </p>

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  28. il grande buio21 maggio 2010 14:31

    <span>il guaio sa qual è, caro welcome ?  
                   che i castechisti odierni, che formano bambini e ragazzi, sono già tutti indottrinati anche indirettamente da questi dotti complicati esegeti, che FANNO SCUOLA A MONTE, e che negano l'evidenza del sole ! e se l'immagina che cosa imparano le nuove generazioni ?  
    Provi a vedere se ce n'è in giro almeno 1 su 100 che possa trasmettere le certezze della Fede cattolica, quali erano quelle del Depositum consegnato a Pietro, col preciso mandato di non togliere uno IOTA: provi a fare un test, se lei ha figli, o tra amici e parenti.....e  
    sentirà che "certezze" !  
    propri<span>o davvero in  continuità  con quelle  di 50 anni fa, </span>mi pare evidente!  </span>
    :(

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  29. <span><span><span>"Troppe volte noi cristiani /e guardiamo al cielo per fuggire dalla terra. Così diventiamo o assenti o disertori oppure ci appelliamo al cielo come simbolo del divino per spadroneggiare sulla terra" </span></span></span><span><span>dice Barbero... mi sembra una teoria poco originale, giacchè la insegna anche Carlo Marx ( evidentemente divenuto uno dei maestri di esegesi biblica di questo prete</span></span> :'( <span><span>).
    </span></span>

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  30. ma cosa può fare in una diocesi uno come Ravasi? è di una concretezza fumogena! se lo si toglie dalla macchina da scrivere non saprebbe fare neanche l'usciere. O:-)

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  31. ah....forse mons. Ravasi ritiene
    <span> la Resurrezione fatto storico, ma.... poco rilevante, </span>
     e hai detto niente ?

    ma se è vero questo allora ha proprio scrodato ciò che dice s. Paolo:
    "<span>“se Cristo non fosse risorto dai morti vana sarebbe la nostra fede” (1Cor 15,17). </span>
    <span>...e<span> n</span><span><span>oi saremmo i più miserabili tra gli uomini."!</span></span></span>
    allora ha dimenticato l'ESSENZIALE della fede cristiana, mica una bazzecola, come dicevamo a proposito di quel Vescovo che la nega apertamente, giorni fa...
    e se invece NON lo annuncia a chiare lettere, forti e da tutti i tetti, non tenendosi quella Verità centrale ed ESSENZIALE nel suo cassetto privato
    A CHE VALE LA SUA FEDE ?
    La sua sarà la lucerna spenta, o peggio, il sale che come dice Gesù, se 
    diventa scipito e <span></span>
    <span>"A null'altro serve che a essere gettato via e calpestato dagli uomini". ...</span>

    Quanti sono oggi nella Chiesa i teologi, preti, vescovi e prelati diventati ormai SALE SCIPITO E LUCERNE SPENTE ?

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  32. Nobis quoque peccatoribus21 maggio 2010 15:30

    Questo ambiguo linguaggio sembra teso a negare o ad offuscare la realta' del corpo glorioso. Il Signore passava attraverso le porte chiuse ma mangiava pesce con i propri discepoli. La realta' effettuale si articola in molteplici dimensioni ma a noi e' dato conoscerne e percepirne solo alcune.

    Per questo e' importante meditare, tra gli altri, sui Misteri gloriosi del S. Rosario della Beata Vergine Maria.

    A Roma su Mons. Ravasi sanno questo ed altro.

    FdS

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  33. A me sembra, invece, che Socci abbia colpito al cuore il problema di prelati che squalificano la storia della chiesa, riabilitando uomini nefasti come Lutero, per poi prodursi in manifestazioni di autoritaria intolleranza. I casi sono due: o è vero quello che dice Socci riguardo al processo avallato da Martini e allora taci! O è falso e allora spiegalo!

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  34. mi riferivo al mio coetaneo Maggio 55

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  35. tutto previsto21 maggio 2010 15:48

    <span><span>"Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. </span>  
    <span>La maggior parte dei sacerdoti <span>erano</span> attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione [e oggi vediamo come tanti cattolici diventano protestanti o si lasciano influenzare dalle sette evangeliche, compresi molti sacerdoti].  
    In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in <span>poche</span> famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre". </span>  
    <span><span>(1820</span>)  
    .................
    "Ho avuto <span>un’altra visione della grande tribolazione. </span>Mi sembrava che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere <span>accordata</span>. <span>Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangevano amaramente</span>. <span>Anche</span> alcuni più giovani stavano piangendo. Ma altri, e i tiepidi erano fra questi, facevano senza <span>alcuna </span>obiezione ciò che gli veniva chiesto.</span>  
    <span> Era come se la gente si stesse dividendo in due fazioni".</span>  
    <span><span>(12</span> aprile 1820)  
     
    <span></span>
    </span><span>"Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in <span>essa</span> per essere uniti ed avere uguali diritti: <span>evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova <span>Chiesa..</span></span></span><span><span><span> .. Ma</span> Dio aveva altri progetti".</span></span>  
    <span><span>(22</span> aprile 1823) </span>  
    ................  
    <span>(le <span>visioni della beata Anna Caterina <span>Emmerich continuano ad avverarsi con evidenza spaventosa)</span></span></span> 
    <span></span><span>
    </span>
    </span>

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  36. tutto previsto21 maggio 2010 15:48

    <span><span>« Che nessuno vi inganni in alcun modo,</span><span> </span><span>poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione, l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando sé stesso e proclamandosi Dio.</span>  
    <span>(San Paolo, 2Ts, 2: 3, 4)</span><span>  </span></span>

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  37. gregge disperso21 maggio 2010 15:51

    a Roma sanno questo, altro ed altro....e non battono ciglio, mai ?
    e perchè nessuno ha il coraggio di tutelare i fedeli in preda alla confusione ?
    di portare luce nel BUIO che avanza ?
    "Il Pastore è percosso, il Gregge è disperso"!

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  38. sicchè  lamentarsi on-line e in tempo reale otterrebbe più ascolto e provvedimenti ?
    =-X

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  39. <span>chi sa poi, secondo il catto-sincretista sig. Maggio, quale sarebbe l'apologetica da 8 soldi ! 
    sono i nuovi saccenti divulgatori (catechisti ahimè...) della Chiesa Rinnovata Conciliare Inclusivista 
    (ne abbiamo letto svariati assaggi, ben recepiti e assorbiti da eccelsi maestri....)</span>

    RispondiElimina
  40. anche il Papa come tutti i fedeli piccoli e grandi, dovrebbe seguire il detto:
    "Aiutati che Dio t'aiuta"!
                (a meno che quei lupi abbiano un potere così forte.....
    da legargli le mani,.....ma siamo a questo punto ?)

    RispondiElimina
  41. sinceramente definire Lutero un uomo nefasto oggi mi sembra un po' pesantino...e non mi sembra che Martini abbia mai dato adito (se ti riferivi a lui) a "manifestazioni di autoritaria intolleranza". Anzi mi sembra che in genere fra certe persone basta citare il nome del vescovo Martini e subito scattano le allergie: anche altri vescovi hanno detto parole di cui si puo' discutere ma poichè sono nelle nostre simpatie si giustifcano sempre (vedi per citare un esempio Caffarra o Bertone)?
    Anche io non mi trovo a volte con le parole di Martini pero' sento che nel sottofondo c'è sempre un forte invito alla speranza (sensazione che in altri prelati sento sempre molto fredda, accademica)

    RispondiElimina
  42. falla finita con codeste definizioni del caTTo...che senso usare sempre codesti termini per bollare le persone rischiando di non sapere più nemmeno cosa codeste parole significano..."Chiesa Rinnovata Conciliare..." bellissima definizione che non dice nulla se non tirare fuori quasi un astio verso alcuni aspetti (grazie a Dio presenti) della Chiesa attuale (per non dire di sempre).
    (L'apologeti da 6 soldi - diamo nel mezzo vai!- potrebbe essere quella che Socci ha usato ieri sera quando a fronte di violenze pedofile ha opposto la violenza subita dai cristiani nel mondo...)

    RispondiElimina
  43. Io non sparerei troppo su codesto articolo di Ravasi. E' come un "miracolo" secondo la spiegazione moderna: se lo legge uno che ha già la fede, troppo male non fa.  Certo, che se lo fai leggere come catechesi a un incredulo, il risultato sarà una gran confusione.

    E' verissimo che il miracolo da solo non produce la Fede:  i primi ad avere conoscenza della risurrezione di Gesù furono i sinedriti, ai quali le guardie andarono a riferire che il sepolcro si era vuotato in barba alla loro buona guardia. Ma essi furono anche i primi a rifiutarla caparbiamente, e a imporre la menzogna, consapevole e volontaria menzogna ("Dormivamo !" roba da plotone d'esecuzione ! ), degni eredi del loro padre di menzogna.

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  44. In questo testo Mons. Ravasi è molto simile al Noyer pensiero.

    P.S. Ma avete letto nel post " Marini celebra Coram Deo" le strampalate tesi di "Don" il quale sostiene che la Messa straordinaria è riservata solo ai conoscitori del latino ?!...Ma dico, gli scelgono col lanternino?

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  45. <span>ogni volta che sentiamo diffondere varie e diverse interpretazioni del Vangelo, sempre più fumose, che lasciano stupefatto il povero fedele medio, che col suo bagaglio dottrinale già tanto etereo, non sa più a chi dare ascolto fra tanti sofisticati  esegeti....ognuno a suo modo divergente dal Magistero bimillenario (e in ascensione verso la stratosfera metafisica ....sempre più su, sempre più sfocato e inafferrabile.....); e vedendo che dal Papa non giungono nè precisazioni e correzioni dirette a costoro, nè forti richiami <span>(allo scopo di farli ridiscendere dalle nuvole dei loro voli), </span></span>
    <span><span>noi scoraggiati siamo<span><span> indotti a pensare che le cose stanno bene così!</span>    ....che ognuno dica quello che vuole, spieghi come gli pare e piace; e allo stesso modo i fedeli leggano e ascoltino chi vogliono,<span> seguano qualunque vento di dottrina li spinga</span></span></span></span>
    OGGI qui......DOMANI là....e poi chissà, Dio sol lo sa !
    <span>Infatti, chi mai potrà spiegare al Gregge smarrito, confuso e impaurito, che il silenzio del Papa non è assenso, <span>se non lo fa lui stesso ? </span>   
    Se la sua voce non giunge, forte e autorevole ad ogni angolo della Chiesa,<span> a tutti e a ciascuno</span>, per dire espressamente:    
    "Seguite me e non costoro!"; ed anche: "Pastore ribelle, smetti di traviare le pecore a te affidate!",   come potranno i fedeli capire che devono seguire il Papa e non quelli ? seguiranno ancora e sempre la voce del più forte, o del "più quotato", o pubblicizzato, o che già ha fatto "audience", e che in qualche modo è un<span> "personaggio vincente"!</span></span>
    Non più il Magistero  perenne  conta, ma chi suona il flauto più suadente....
    (se il Pastore non li mette a tacere e <span>non li obbliga ad uniformarsi alla sua voce,</span> l'unica che le pecore dovrebbero seguire!:...il vietato vietare continua....)

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  46. la conoscenza della Scrittura deve evolvere e migliorare sempre: sono parole scritte da uomini che hanno intepretato con il loro essere l'ispirazione divina mettendoci molto anche dei loro sentimenti (per dire che le Scritture non sono le parole stenografate di Dio). Mi sembra naturale che si trovino sempre nuovi aspetti e si dia il valore corretto ai simboli usati, simboli che erano tipici della cultura e del cuore dei secoli in cui i libri dell'Antico e Nuovo Testamento venivano scritti e a volte oggi sono incomprensibili a rendere l'idea dello scrittore. Il tutto senza rivoluzionare niente.
    Sembra che qualcuno (cattolico e non) FINALMENTE stia lavorando all'idea di far leggere e conoscere la Bibbia nelle scuole (magari al posto di quei mattoni inutili come l'Orlando o la Gerusalemme..)

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  47. <span> se lo legge uno che ha già la fede, troppo male non fa.</span>
    con lo stesso ragionamento, anche a Messa NO, se la dovevanio ascoltare i cattolici a partire dal 1968, che già avevano una fede salda, troppo male non doveva fare: eppure....
    da DOVE discende quell'annacquamento e dispersione della Fede che lamentiamo da oltre 40 anni, se non da un allontanamento progressivo e inarrestabile da una Roccia di Verità a cui eravamo saldamente ancorati ?
    allontanamento dapprima impercettibile (una parola quasi insignificante, una frase rimodellata qua e là, variamente interpretabile....:ambiguità: la porta aperta alle falsificazioni), poi strada facendo, sempre più accentuato !
    Parole chiave : <span>allontanamento</span>   (dalla Verità che come Roccia, stat) e deriva....
    (cfr. la scena dell'Eden: la tentazione comincia sempre con un dubbio sul valore del poco, la quantità irrilevante del cedimento, col pensiero: "Che c'è di male, in fondo a dire o fare questo ? per così poco....che conseguenza può provocare ? facciamo un passo in là....") o anche scivolamento verso il basso....
    Per questo Nostro Signore avverte:
    <span> «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto»</span>

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  48. <span> se lo legge uno che ha già la fede, troppo male non fa.</span>
    con lo stesso ragionamento, anche a Messa NO, se la dovevanio ascoltare i cattolici a partire dal 1968, che già avevano una fede salda, troppo male non doveva fare: eppure....
    da DOVE discende quell'annacquamento e dispersione della Fede che lamentiamo da oltre 40 anni, se non da un allontanamento progressivo e inarrestabile da una Roccia di Verità a cui eravamo saldamente ancorati ?
    allontanamento dapprima impercettibile (una parola quasi insignificante, una frase rimodellata qua e là, variamente interpretabile....:ambiguità: la porta aperta alle falsificazioni), poi strada facendo, sempre più accentuato !
    Parole chiave : <span>allontanamento</span>   (dalla Verità che come Roccia, stat) e deriva....
    (cfr. la scena dell'Eden: la tentazione comincia sempre con un dubbio sul valore del poco, la quantità irrilevante del cedimento, col pensiero: "Che c'è di male, in fondo a dire o fare questo ? per così poco....che conseguenza può provocare ? facciamo un passo in là....") o anche scivolamento verso il basso....
    Per questo Nostro Signore avverte:
    <span> «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto»</span>

    RispondiElimina
  49. caro coscritto Maggio55, definisco eccome Lutero nefasto, poiché la sua idea di chiesa non è quella degli apostoli, la sua lettura delle scritture non è quella guidata dallo Spirito Santo, ma dal lume della sola sua ragione contro la tradizione. Ha stravolto la Chiesa, ha scardinato dalle fondamenta la prospettiva dell'incarnazione, negando il principio di visibilità come istituzione della Chiesa e quindi negando l'autorità, il primato del Papa, la teologia sacramentaria, il sacerdozio ministeriale e poi cosa vuoi ancora? Peggio di così... E il card. Martini osannato per la sua visione profetica, mi permetterai di condividere Socci quando lo pizzica a praticare metodi inquisitori come è successo al settimanale di CL "il Sabato"?

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  50. ambiguità: l'aspetto più pericoloso della tentazione sulla Fede, proprio perchè l'affermazione ambigua non ostenta il falso a cui tende, ma <span>lo suggerisce</span> in modo subdolo, tale da non poter accusata apertamente di menzogna; come uno che dice :
    "Qui l'ho detto e qui lo nego". Il marcio sta proprio nell'essere ambigua, come la lingua biforcuta del serpente antico.
    Rileggere l'ottimo richiamo fatto da Pastorelli:
    <span><span>...Non c'è verità e non c'è eresia esplicitamente pronunciate, ma ambiguità ed espressioni oppostamente interpretabili. Tipico stile da modernista. Come diceva S. Pio X: leggete una pagina e trovate<span> </span> 
    l'affermazione verace, girate la pagina e trovate l'eresia.<span> </span> </span></span>
    Il verme della mela avvelenata del modernismo è precisamente <span>l'ambiguità,</span> o ambivalenza, che già si mette al servizio di Satana, usando l' efficace metodo di persuasione occulta,
    e rifiutando per principio,
    il SI' SI' , NO NO , raccomandato da Nostro Signore a chi vuol seguire solo la Verità, nient'altro che la Verità.

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  51. non ha negato Cristo pero'...e l'autorità, il primato petrino non sono elementi fondamentali della fede in Cristo (i sacramenti SI pero' e su questo concordo pienamente con te..). Però la proposta di cercare nelle Scritture e cercare e cercare anche senza intermediari fu profetica...

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  52. Sono agghiacciato dall'incredibile veridicità con cui vedo avverarsi le predizioni della beata Caterina Emmerich! Avete fatto bene a postarle perchè da esse si evince come la condizione attuale in cui versa la Chiesa era già presente nei disegni di Dio. D'altronde, cose simili le aveva profetizzate anche la Madonna a Fatima e a La Salette. La questione che più importa è capire quando il Signore rimetterà le cose a posto nella Chiesa militante, ammesso che Egli lo voglia fare. Tornerà la Chiesa alla Fede autentica? E se sì, in che modo? Per mezzo o merito di chi? E quando? Con i vescovi e i preti attuali c'è ben poco da sperare, sono quasi tutti modernisti. Solo gli istituti Ecclesia Dei  si salvano.
    Riguardo a Ravasi, sono d'accordo sul fatto che egli non merita la sede di Milano, tuttavia ponetevi una domanda: quali altri candidati voi vedete di validi? Tra gli attuali vescovi italiani ne conoscete uno di decente? Io no. A parte casi rarissimi come, forse, Trieste. I candidati validi bisognerebbe pescarli tra i semplici sacerdoti, qualcuno di buono ce n'è (vedi Guido Marini e Nicola Bux). Ma vedrete che il Papa vorrà accontentare qualche vescovetto assetato di potere e promuoverà lui. Non vedo motivi per sperare diversamente. E Ravasi non è neanche tra i peggiori, quantomeno è colto. La maggior parte dei vescovi italiani oltre che essere modernisti sono anche ignoranti.

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  53. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 21:18

    Fu e resta, Lutero, un nefasto eresiarca, bestemmiatore, nemico della S. Messa e della Chiesa istituita da Cristo. Ed eresiarca è chi cerca di rivalutarlo, nonostante la favola, smontata da famisi luterologi, circa il suo pentimento finale. Se n'è palrlaoto altra volt nel blog e citai in merito autori e testi.

    Meno male che c'era Socci ieri sera, Il vescovo è stato incapace di argopmentare in modo decente. Rideva, rideva senza concludere. Ma chi li manda in TV?

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  54. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 21:19

    La bocca per parlare ce l'ha, se la situazione è questa, e il popolo dei fedeli che l'ascolta, pure.

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  55. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 21:20

    Ma il Pastore ha il pastorale: lo dia in capo a chi cerca di percuoterlo.

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  56. Il prete anziano che piange nelle visioni della beata Caterina Emmerich potrebbe rappresentare Mons. Lefebvre. D'altronde, credo che la Madonna, forse a Guadalupe, non lo ricordo con esattezza, avesse a suo tempo predetto che nel ventesimo secolo la Chiesa avrebbe perso la fede e che soltanto un vescovo si sarebbe opposto all'ondata di apostasia universale. Verosimile allusione al fondatore della Fraternità S. Pio X. Poichè ritengo che, probabilmente, l' autentica fede cattolica di sempre risorgerà nel tempo grazie agli istituti Ecclesia Dei, i quali sfornano miriadi di sacerdoti specialmente in paesi dove il cattolicesimo conciliare è in crisi come la Francia, tenuto conto che tali istituti sono sorti grazie all'opera indiretta di Marcel Lefebrve, cioè come risposta allo scisma da lui causato, vedo un nesso logico, un collegamento diretto tra la rinascita della Chiesa di sempre e l'unico vescovo che si è apertamente opposto all'apostasia post-conciliare.
    Le due fazioni in cui si sarebbe divisa la Chiesa, probabilmente alludono allo scontro che potrebbe avvenire in futuro tra l'anima tradizionalista e quella progressista-modernista già esistenti nella Chiesa attuale.
    Perdonate questi miei azzardi interpretativi, forse sono solo illazioni, io non sono un teologo. Ma, personalmente, ritengo verosimile l'interpretazione che ho dato per le profezie accennate.

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  57. Guardia Svizzera21 maggio 2010 22:13

    Nonostante tutto cio' il Ravasi  sara' il futuro Arcivescovo di Milano. Oramai infatti anche il Pontefice e'ridotto a puro simbolo. Notasi lo sfregio rivoltogli dal Montezemolo ( quello prete) che elimino' la Tiara dallo stemma del Santo Padre.

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  58. detto nel 191721 maggio 2010 22:17

    La Madre di Dio e della Chiesa aveva detto a Lucia tutto ciò vediamo accadere ormai da un secolo (e ancora vedremo....); si avverano giorno per giorno gli avvisi sull'apostasia e la sofferenza crescente della Chiesa, (confermata essere in pieno svolgimento, dal Papa a Fatima): tutto quel contenuto mai divulgato del 3. segreto, che riguardava la china discendente della Fede e che il card. Pacelli, dopo averlo letto, con tutta evidenza, ripetè al suo amico conte Galeazzi:<span>
    “Ebbene, mio caro amico, ho la convizione che la Chiesa di Pietro deve rivendicare il suo passato; altrimenti si scaverà la fossa.
    “Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, in cui
    la Chiesa dubiterà come Pietro ha dubitato.
    Essa sarà tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che il Suo Figlio non è che un simbolo, una filosofia come tante altre, e nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta” .

    v.
    www.unavox.it/ArtDiversi/div064_Fedeli_Fatima.htm

    I sacerdoti e i teologi  "si interrogano" sulla Fede...
    e ci trasmettono il DUBBIO, non più la FEDE con le sue certezze, fondate sulla Roccia!
    E noi fedeli confusi e sgomenti ci ricordiamo quella triste domanda di Gesù:
    "Quando il Figlio dell'uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?"</span>
    (Gesù, Unico Salvatore e Redentore, nelle parole astruse dei teologi moderni, un po' alla volta, senza che noi ce ne avvediamo, sta per essere considerato un simbolo, allineato e affiancato alle religioni e filosofie umane: in nome dell'uguaglianza, dell'inclusività, dell'ecumenismo....e di che altro? di un amore umano universale e livellato sull'orizzonte materiale ? La Madonna aveva dato un secolo fa questo avviso: Gesù, il Signore, verrà oscurato nell'anima dei suoi ministri, dei suoi fedeli, ridotto a simbolo. Ella disse anche: "La Chiesa sarà offuscata"; ecco la grande apostasia che "iniziata dai vertici", oltre 40 anni fa, ancora, cresce e dilaga oggi: la Chiesa dubita sempre di più sulle Verità di Fede, e quasi tutto il gregge è attirato dai pastori nel dubbio, mentre pochi fedelissimi resistono, perseveranti, tenendo accesa la lampada, come le vergini prudenti).

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  59. Ma cosa significa questo continuo ricorso alle rivelazioni private, in più interpretate privatamente? E' molto peggio della 'libera' interpretazione della Bibbia: almeno in quest'ultimo caso c'è sempre una traccia della parola di Dio, mentre qui assistiamo alle fantasie più sfrenate e prive di ogni fondamento.
    Quanto a concepire la resurrezione come un fatto fisico ce ne vuole, dato che il corpo glorioso di Cristo si comporta in maniera tutt'altro che fisica (entra a porte chiuse etc.) e non penso che , ascendendo al cielo, si sia sollevato come in levitazione, salendo poi fin dove? in un luogo fisico lontano fisicamente dalla terra una certa quantità di chilometri? Forse leggere i padri greci e le loro interpretazioni spirituali non farebbe male

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  60. Vero, vero e ancora vero! Confermo e sottoscrivo. L'attuale crisi della fede era già nei piani di Dio per un imperscrutabile mistero che a noi non è dato sapere. Noi, però, possiamo collaborare per restaurare la fede cattolica di sempre, nel nostro piccolo.
    Permettemi ora di sognare: quanto bello sarebbe se il Papa decidesse di nominare Mons. Guido Marini prossimo arcivescovo di Milano? In questo caso l''ermeneutica della continuità avrebbe un futuro radioso e forse avremmo già trovato il prossimo Papa!
    Marini sarebbe il nuovo Carlo Borromeo, sarebbe perfetto per quell'incarico! Preghiamo, preghiamo e preghiamo!

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  61. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 23:26

    Il Primato Petrino è una Veritùà di Fede.  "elementi fondamentali": la teologia dei  punti fodndamentali è stata condannata come contraria alla Fede Cattolica da Pio XI nell'infallibile Mortalium Animos.
    Certo l'Incarnazione e Morte di Cristo è una Verità "superiore" rispetto al Primato Petrino, volgarmente parlando, come anche, che so, l'Assunzione: ma nega il Primato Petrino e cade la Chiesa che su Pietro è fondata; nega l'Assunzione e cade l'Immacolata Concezione. Se neghi l'Immacolata Concezione neghi il verginale parto di Maria, neghi la nascita di Cristo, le profezie ecc. ecc. Tutte le verità sono intimamente collegate: tutte sono necessarie allo splendido edificio della nostra Religione. Insomma si arriva a Mancuso e alla sua negazione , come favola, anzi mostro agostiniano, del peccato originale: dopo di che s'arriva a negar la necessità dell'Incarnazione e morte di Cristo e su su la Trinità e l'esistenza stessa di Dio.

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  62. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 23:29

    Di chiese stravaganti ce ne sono a bizzeffe.

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  63. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 23:30

    Certo, la Resurrezione è un miracolo, anzi il miracolo per eccellenza: prova della divinità di Cristo, compimento della redenzione e pegno della nostra resurrezione.

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  64. DANTE PASTORELLI21 maggio 2010 23:54

    Dunque, neanche noi risorgeremo, il nostro corpo non si riunirà all'anima per raggiungere la perfezione e nella beatitudine e nella dannazione, essendo essenziale alla completezza della persona umana, l'unione di anima e corpo. Se non può risorgere fisicamente Cristo dopo tre giorni, come faremo a risorgere noi dopo millenni? Dove, dopo millenni, saran finite le briciole del nostro corpo?
    La II Cor 2,18 mostra Paolo difendere la somaticità della resurrezione contro Imeneo e Fileto. Anche il nostro corpo avrà proprietà e doti naturali e preternaturali.

    RispondiElimina
  65. <span>l'ospite  indichi con esattezza quali sono le "<span>fantasie più sfrenate" e infondate che sta menzionando.
    </span></span>

    RispondiElimina
  66. Caro Pastorelli, certo che risorgeremo e siamo proprio noi, nella nostra identità personale che vedremo il Salvatore. Ma come risorgeremo? Con quale corpo? Quello con cui siamo morti a settanta, ottanta, novanta anni? E il nostro corpo risorto respirerà? Avrà sangue venoso ed arterioso? Secrezioni biliari? Sudore? E' evidente che nessuna delle funzioni biologiche fondamentali rimarrà, così come evidentemente non è rimasta nel corpo di Cristo. E dunque si tratterà di corpi 'trasfigurati' e come dice la Scrittura, attualmente non sappiamo come saremo. Dunque perché insistere tanto su di una 'fisicità' che non ha più niente di fisico e trattare da eretici tutti quelli che credono sì alla resurrezione di Cristo, ma pensano che essa sia molto di più di un cadavere che torna a vivere e ad esercitare nuovamente le sue capacità di nutrirsi, crescere, digerire etc. (tra l'altro l' iconografia caravaggesca travisa il brano della Scrittura cui si ispira. Tommaso non ha messo il dito nella piaga di Cristo)
    Quanto alle fantasie sfrenate chiederei a Francesco B se ha avuto anche lui una particolare rivelazione, o un dono tutto suo di profezia per applicare a Lefebvre le predizioni assai poco chiare della beata Caterina (cui peraltro nessun cattolico è obbligato a credere). E comunque tutto questo rinchiudersi nelle rivelazioni private, tutte sempre catastrofiche, e considerarsi come facenti parte di una piccola minoranza di puri,< mentre tutto il resto della Chiesa è ormai in apostasia, meriterebbe il giudiziodi Agostino sui donatisti : un branco di rane che gracidano attorno ad uno stagno credendo che sia l'Oceano

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  67. è vero ma non ci credo22 maggio 2010 07:07

    <span>non penso che , ascendendo al cielo, si sia sollevato come in levitazione,</span>

    questa chiara affermazione di non-pensiero equivale a dire  proprio <span>"non credo nell'ascensione di Gesù al Cielo", </span>con la sua Persona visibile e tangibile come il Vangelo ce la racconta, e come diciamo nel Credo della Messa domenicale "è salito al Cielo, <span>siede alla destra del Padre</span> ecc...";
    significa dire "<span>non credo" </span>che il Signore Gesù sia Re e Padrone dello spirito e della materia, del Cielo e della Terra, dello spazio-tempo-materia e del mondo eterno a noi (per ora) invisibile, delle cose visibili e invisibili,  che sia Signore della creazione e della intera storia umana (per mezzo di Lui tutte le cose sono state create), "non credo" che possa incarnarsi, morire come tutti gli uomini muoiono, e risorgere come solo Dio può risorgere, avendo Egli detto a chiare lettere:
    “Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro liberamente, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio” (Gv 10,17-18)

    non penso = non credo che Dio sia capace di fare certe cose,...
    e quindi tutto quello che ci raccontano gli evangelisti sono (mezze) favole da snobbare parzialmente o reinterpretare secondo la nostra ragione evoluta e illuminata di cristiani adulti (e tecnologizzati) del 3. millennio.
    Questa è la "<span>fede incredula"</span> e fumigante (prossima a spegnersi) che si è diffusa nella Chiesa di Cristo, dal 1965 ad oggi:
    non credere all'Onnipotenza di Dio manifestata in Cristo Gesù<span> veramente fatto Uomo, veramente morto, veramente risorto, veramente asceso al Cielo,</span> dove prepara ciò che anche per noi dovrà essere compiuto per mezzo della sua Redenzione, poichè Egli ci ha preceduti come
    Primogenito dei risorti, che ci ha riaperto del porte del Paradiso, dopo che il peccato di Adamo ce le aveva sbarrate.
    Io piccolo uomo, "Non penso" che Dio possa fare A....D...F : stabilisco io con i miei ragionamenti ciò che Dio può fare e non può fare (e talora immagino un Dio che è mezza verità o verità che si evolve nel tempo dietro alle mie filosofie e ideologie, e contraddice se stesso per far comodo alle mie idee...): metto io i limiti a Dio Onnipotente!
    Il <span>"non penso</span>" include -ovviamente- anche il non credere che la Madre di Dio Immacolata sia stata Assunta in Cielo in anima e corpo, che sia Regina in Cielo, con tutta la sua persona glorificata in eterno, e Beata nel seno della SS.ma Trinità; ma che anche possa essere incaricata da Dio stesso ad apparire ad anime scelte come messaggeri di aiuto divino misericordioso, per soccorso e protezione paterna e materna all'umanità, che spesso e volentieri s'incammina verso il baratro della perdizione, della distruzione materiale e spirituale, in tutta la storia, ma in modo speciale dal secolo 20.mo ad oggi!
    (le rivelazioni private sono sempre servite al bene di tutti gli uomini, oltre che alle persone scelte da Dio: basta pensare che Papa GPII ascoltò e diede retta a S. Faustina che -per conto di Gesù Cristo stesso- gli chiedeva di istituire la Festa e la devozione della Divina Misericordia, a vantaggio di tutta l'umanita, non per un singolo privato).

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  68. al di là del tempo22 maggio 2010 07:37

    infatti S.Paolo dice: "si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale", ma si tratta di materia spiritualizzata, cioè con qualità e facoltà superiori alle leggi della materia, ad es. libere dalla forza di gravità.
    I corpi risorti, vivendo AL DI LA' dello spazio-tempo-materia, cioè nel mondo eterno, non subiranno più le leggi del ciclo di trasformazione-distruzione a cui oggi <span>la materia è soggetta, fino alla fine di questo mondo.</span>

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  69. le profezie dei santi -e di Gesù Cristo stesso quando ci parla degli ultimi tempi- servono NON A CHIUDERSI, ma precisamente ad aprire occhi e orecchie alla vera volontà di Dio, che parla sempre attraverso gli eventi della storia e i profeti (veri) di ogni tempo, sulla scia di quelli antichi: parla per il nostro bene, ma è l'umanità che spesso preferisce diventare cieca e sorda per ascoltare solo le voci che le promettono una salvezza e realizzazione materiale, <span>nell'aldiqua, "tutto e subito".</span>
    L'uomo moderno, attaccato solo alla ragione (razionalista) chiusa alle realtà eterne, NON vuol sentir più parlare dei Novissimi, da 45 anni in qua: una delle malattie della Chiesa post-conciliare, secolarizzazione e appiattimento sull'orizzonte terreno, questa è la vera chiusura !

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  70. <span>i corpi risorti sicuramente saranno trasfigurati, a somiglianza del Corpo del Signore, e non avranno certamente le funzioni bio-fisiologiche che servivano nella vita terrena, nel ciclo della materia che si trasforma e muore; saranno immortali e potenti, con una forma aderente alla loro forma precedente, ma glorificata (cioè partecipe delle facoltà soprannaturali che Dio stesso comunicherà loro, nella sua Gloria, rendendoli capaci di vedere Lui e vivere in Lui, nel gaudio senza fine). Certamente è un mistero di fede, infatti S. Paolo stesso ci dice: "Quello che noi siamo non è ancora apparso" e anche:  

    "Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza" (Ro. 8:18-25).  
    -------------  
    Questa è la Speranza cristiana: risorgere in Cristo, con <span>corpi redenti</span> dal Redentore, simili al Suo,
    </span>
    <span>dopo che saremo vissuti e morti in Lui e per Lui !</span>

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  71. Guardia Svizzera22 maggio 2010 09:09

    Chi sei ? Ravasi forse? Che beato siede sulla cadrega domenicale di Rete 4 , spalle al Santissimo,  a parlare di Bibbia?

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  72. Nicola Martella22 maggio 2010 15:22

    Un amico mi ha mandato preoccupato l’articolo del biblista cattolico Gianfranco Ravasi «Anania e Saffira, puniti per avarizia» (2005), che è presentato come «Approfondimento della Bibbia». Tale articolo non si trova più sotto il link, in cui l'avevo letto (novena.it), ma la San Paolo lo riporta qui nella rubrica «La Bibbia per la famiglia». A quel tempo, Ravasi era solo monsignore e docente di Esegesi Biblica, mentre oggi è arcivescovo…
    [Continua la lettura: ► Anania e Saffira puniti per avarizia?: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Anania_Saffira_avarizia_Avv.htm] (Nicola Martella)

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  73. DANTE PASTORELLI22 maggio 2010 21:18

    Ti consiglio di leggere non testi particolarmente complessi, ma semplici dizionari teologici, ad es. quello del Piolanti ed avrai la risposta e la mai troppo lodata Enciclopedia Cattolica.

    Il corpo glorioso con cui risorgeremo avrà proprietates naturali e preternaturali: immortalità (preternaturale); integrità (naturale) e quest'ultima comporta la distinzione dei sessi, con la restituzione delle membra del corpo, e la perfezione dei sensi; la bellezza e la prestanza fisica, come l'uomo nel fiore della sua esistenza perfettamente intatta(proprietà naturale): Nihil vitii in corporibus existet (S. Agostinio, De Civ. XXII,19; PL, 41,748).
    Questi corpi avranno doni soprannaturali, le dotes: impassibilità o incorruttibilità a causa della supremazia dell'anima sul corpo con relativa esclusione d'ogni dolore; la chiarezza che riflette lo splendore dell'anima che li rende conformi, anche nel corpo, al Verbo incarnato; l'agilità, corpi liberi senza la pesantezza del corpo terreno: deriva dalla sottomissione del corpo all'anima come motore; la sottigliezza che permette ai corpi gloriosi di penetrare senza difficoltà e lesioni gli altri corpi dell'universo ecc.
    Cfr Paolo I Cor; lLuca , 20,215; Apoc. 21,4; Is. 25, 8; 49,10; Apoc, 7,16-17;21,4; Phil, 3,21;  S. Tommaso Q 83aa1 e 6; Contra Gent. IV, 86 ec. ecc.).
    E poi: restate contenti umana gente al quia. La nostra mente limitata non può tutto comprendere.

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  74. assalto al Deposito23 maggio 2010 07:39

    <span><span>"Ecco il risultato, quando un biblista si arrende al cosiddetto metodo storico-biblico e perciò </span>non prende sul serio le testimonianze storiche dei testimoni oculari. Ecco il risultato, quando il verme del relativismo interpretativo intacca la valutazione esegetica dei testi biblici! <span>Lo scrupolo metodologico e deontologico seguito da Luca per il suo Evangelo e per gli Atti (Lc 1,1ss; At 1,1), viene messo fuori uso con il </span>proprio soggettivismo e il proprio arbitrio, ormai proni all’interpretazione liberale. "   
       
    (dal link cit.: questo è il    
    lucido giudizio espresso da Nicola Martella sul metodo esegetico di Ravasi: validissima considerazione purtroppo applicabile anche all'articolo postato dalla Redazione....)    
    Il relativismo, inganno diabolico dell'intelletto umano, ha contagiato gli studiosi non solo agnostici e illuministi, anticlericali e scienziati materialisti d'ogni risma, ma anche i teologi e illustri uomini di Chiesa, ministri di Dio e pastori di anime: non da oggi, ma almeno da 50 anni, favorendo la semina del dubbio su tutto l'annuncio della Buona Novella e, con passi felpati e furtivi, trovando le porte socchiuse della coscienza dei pastori del Gregge, privata dei suoi custodi antichi, ha fatto il suo ingresso <span>tra i seggi della Chiesa Docente,</span> insediandosi dappertutto, diventando padrone di tutte le cattedre, distruggendo inesorabilmente la Fede in Cristo Gesù Unico Salvatore (come detto essenzialmente dalla Madonna di Fatima nella frase "il dogma della Fede"), dopo aver intaccato e corroso, in molti punti, anno per anno, tenacemente, senza trovare più validi difensori e oppositori, il<span> Depositum Aureo, non più salvaguardato</span> da custodi divenuti infedeli, opportunamente "distratti" e incantati o narcotizzati dal Nemico di sempre !    
    A guardia del Deposito stavano ormai solo i cani muti descritti da Isaia (<span> 56:10-12)</span></span>

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  75. abbiamo opinioni diverse...buona domenica

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  76. scusami non condivido quello che dici: cosa c'entra l'incarnazione col primato petrino? Come dire che gli ortodossi sono hanno una fede di serie b...un po' troppo orgogliosa come affermazione, troppo razione se vogliamo. "Le verià collegate" come  le definisci si basano su immagini e simboli che sono il linguaggio (del loro tempo) con cui gli scrittori del Nuovo Testamento hanno inteso presentare un mistero mergaviglioso e sono veri in quanto descrivono quei misteri senza pero' esaurirne la definizione e forse una revisione del linguaggio li renderebbe pià adatti alla cultura dei nostri tempi. In quanto a parlare del mostro agostiniano non ci vuole poi tanto rigore per spiegarlo e/o renderlo più sublime e/o smontarlo (in quei concetti Agostino mise moltissimo delle proprie esperienze negative, del ricordo del rapporto pessimo che la madre aveva avuto e subito col padre e delle successive influenza sempre della madre...ce una letteratura infinit su questi argomenti che porta per lo meno a parlare in termini critici accettabilissimi del concetto di peccato originale come da allora è stato portato avanti:non è queto il posto ma se vuoi iniziamo una corrispondenza epistolare sull'argomento ben volentieri). Tristina l'espressione "splendido edificio della nostra Religione"...gli edifici possono cadere...

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  77. Se gli aspetti trovati sono nuovi e non tradizionali sono dubbi perchè umani.

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