lunedì 15 marzo 2010

Loreto : “ rivestiti” tutti gli altari laterali

Noi marchigiani siamo molto affezionati alla Basilica della Santa Casa di Loreto. Gli angeli nella notte il 9 ed il 10 dicembre 1294 recarono in quel luogo , allora appartenente alla Città e Diocesi di Recanati, l’umile sacello in cui la Vergine Santissima ricevette l’annunciazione da parte dell’Arcangelo Gabriele.
Nella basilica della Santa Casa «Sono in te le mie sorgenti» (Sal. 89) per ogni marchigiano.
Non si è mai spento il triste ricordo, tramandato per generazioni, di uno dei più grandi furti di opere d’arte della storia, perpetrato da Napoleone nel 1797 nel corso della Campagna d’Italia. ( Cfr Sandro Petrucci, Insorgenti Marchigiani, Il Trattato di Tolentino e i moti antifrancesi del 1797 SICO Editore). Il saccheggio sacrilego è stato abilmente preceduto degli scritti che diversi intellettuali illuministi, fra cui Voltaire, fortemente irrisori nei confronti del Santuario Lauretano.
“Piacesse a Dio che Garganelli (Clemente XIV) avesse qualche buon dominio nelle nostre vicinanze, e che voi non foste così lontani da Loreto! Bello è saper beffare questi arlecchini facitori di Bolle : mi piace farli apparire ridicoli : ma più mi piacerebbe spogliarli” – Così scriveva Voltaire al suo protettore Federico II il Grande di Prussia, l’8 luglio 1770 “ (S.Petrucci op.cit. pag.122).
Le requisizioni di Napoleone furono favorite, purtroppo, da due ecclesiastici filo-napoleonici: l’Arcidiacono Ludovico Sensi e il Canonico Giuseppe Taroni (op. cit, pag.124) i quali “non mancarono di atti di irreligiosità” (idem).
Quando Napoleone entrò nel Santuario non trovandovi il tesoro (perché era stato preventivamente nascosto ) “ fu il sagrestano del tesoro don Bernardino Capodagli a mostrare gli oggetti preziosi da requisire”. (op. cit.,pag 124). “Furono di un altro religioso, don Giuseppe Taroni, gli atti più irrilegiosi nei confronti della statua della Madonna posta nella S. Casa, che definì “ Idolo cristiano come Bottegone dei Preti”. “Sembra che venisse proposto di demolire la Santa Casa”…” (op. cit., pag. 124)
Napoleone poi fece trasportare la statua al Louvre, classificata come “statua di legno orientale di scuola egizio-giudaica”. La venerata statua fu poi riportata solennemente a Loreto nel 1814 da Pio VII di ritorno dall’esilio francese dopo la caduta di Napoleone.
Nel secolo XIX ci fu una grande rifioritura del culto lauretano a livello mondiale soprattutto per il VI centenario della Traslazione della Santa Casa.
Nel 1974 il Santuario dovette piangere il doloroso furto del “Tesoro” che, dopo il saccheggio napoleonico, era stato ridonato al Santuario grazie alla pietà e alla devozione dei fedeli.
Sono andate irrimediabilmente perse tantissime opere d’arte conservate nella “sala del Tesoro” detta anche “sala del Pomarancio”, dall'autore degli affreschi sui soffitti.
La sala fu voluta da Papa Clemente VIII per il deposito dei tesori e dei preziosi accumulati tramite i voti di fedeli. Furono così costruiti anche gli appositi begli armadi di legno tra il 1600 e il 1615.
Il furto del 1974 potrebbe avere una inquadratura ideologica come lo ebbe quello operato da Napoleone nel 1797.
Dopo il Concilio Vaticano II in molti sognavano una chiesa povera e finalmente libera da ogni residuo delle ricchezze passate.
Dopo il Concilio si era gradualmente persa ogni forma di devozione e di sacralità verticale sostituite dall’imperante dimensione sociale che, purtroppo, in alcuni casi ha sconfinato con l’ideologia marxista.
Quello che Papa Benedetto XVI ha recentemente definito “utopismo anarchico'' (Benedetto XVI, 10 marzo 2010) ha purtroppo creato una ferita in tutto il vastissimo panorama artistico-liturgico. I fedeli della Basilica della Santa Casa non hanno mai capito perché dopo il Concilio siano state fatte tante spoliazioni all’interno della Basilica Lauretana togliendo, fra l’altro, i grandi lampadari che ornavano la navata centrale e il rinascimentale pulpito.
Persino la storica Cappella Musicale Lauretana, allora diretta dal Maestro Adamo Volpi, fu annientata in quegli anni e le conseguenze si fecero sentire in tutta la Regione.
L’Arcivescovo-Prelato Capovilla, dalla grande onestà e coerenza, non ebbe, tuttavia, l’ardire di toccare l’Altare Maggiore , detto anche dell’Annunziata.
Fu il nuovo Arcivescovo-Prelato, nominato da Giovanni Paolo II, Mons. Pasquale Macchi a cambiare radicalmente l’interno della Basilica e della Santa Casa in occasione dei festeggiamenti per il VII centenario della Traslazione della Santa Casa. Pur parlando di un Presule che è stato altamente benemerito (ha finanziato, fra l’altro, la costruzione del grande Organo Mascioni, donato la macchina TAC all’ospedale Lauretano), il nome dell’Arcivescovo Macchi resterà per sempre legato allo scempio operato nel presbiterio rinascimentale lauretano in nome “dell’adeguamento liturgico”.
Con la silente approvazione della Soprintendenza è stato coperto dalla fredda “sede presidenziale” , l’altare bramantesco dell’Annunziata, su cui hanno celebrato il Divin Sacrificio Santi e Uomini di Chiesa, rendendolo inutilizzabile.
Al centro del presbiterio è stato collocato il “nuovo altare” , donato da Giovanni Paolo II e consacrato dal Cardinale Angelo Sodano.
Sul nuovo altare lauretano è impossibile celebrare verso oriente ( o verso la Santa Casa) perché è rivestito davanti da una scultura, che raffigura la Madonna, che si protende notevolmente verso l’esterno .
Difficile anche avere con questo tipo di altare un’idea di solennità liturgica perché è assai piccolo (è simile dei “cubi” che umiliano tante belle chiese storiche ed artistiche del nord Europa) …
Due amboni, realizzati con il medesimo marmo dell’altare, sempre con sculture moderne, sono stati collocati a destra ed a sinistra del presbiterio.
Penso che la visione dell’attuale area presbiteriale non meriti alcun tipo di commento emotivo da parte mia: tanto è stato criticato dalla povera gente ai più illustri Ecclesiastici, dagli alunni ai più grandi studiosi dell’arte.
Non esiste più neppure la sede episcopale che, democraticamente, viene condivisa con i “ presidenti dell’Assemblea” di turno .
Purtroppo penso che questa collocazione “manet in Aeternum” perché l’altare è stato stato donato da un Papa…
L’interno della Santa Casa è stato spogliato dei candelieri e di alcune lampade votive collocati dopo l’incendio del 1921. Anche il Tabernacolo della Santa Casa è stato rinnovato in modo assai discutibile.
Tutti gli altari laterali, privi delle croci ,dei candelieri liturgici e delle tovaglie, sono stati mutilati nei basamenti per renderli, per sempre , inutilizzabili per la celebrazione della Santa Messa.
La Soprintendenza dov’era ?
Altro che “ermeneutica della continuità”: persino la “tradizionale dalmatica” che da secoli riveste la Madonna di Loreto venne sostituita, dalla creatività dell’Arcivescovo, con un vestito appositamente disegnato e realizzato da una stilista di moda.
Partito l’Arcivescovo alla venerata statua della Madonna venne rimessa la caratteristica dalmatica come tradizione.
Dopo decenni in cui gli altari laterali, ad eccezione di quello del Santissimo Sacramento e quello di San Giuseppe, erano spogli, ora per merito dell’Arcivescovo – Prelato SER Mons. Giovanni Tonucci ci sono nuovamente la Croce ed i candelieri.
Nella cappella del Sacramento viene esposto solennemente il Santissimo ed è stata posta una tenda per favorire il raccoglimento dei fedeli.
Dopo un breve “prosciugamento” delle acquasantiere, per la ridicola paura del virus influenzale è stata rimessa l’acqua santa.
Speriamo che sia decaduto anche il diniego di comunicarsi sulla bocca…
Merito dunque all’Arcivescovo Mons. Giovanni Tonucci per aver rivestito tutti gli altari della Basilica che ora ha un aspetto decisamente più consona .
Ha destato commozione vedere dopo tanti anni nell’altare della cappella del Coro (o cappella Tedesca) la Croce e i candelieri disegnati dal pittore Ludovico Seitz, che ne ha decorato mirabilmente le pareti.
Nella cappella detta “polacca”, riservata alla Messa antica, che può essere celebrata, ad ore impossibili, solo per gruppi di pellegrini con il loro cappellano, sono stati messi dieci candelieri e le carte-gloria. Avremo modo, fra pochi giorni, di commentare la Santa Messa nell’antico rito che sarà celebrata nella cappella polacca al termine del pellegrinaggio di quaresima di un folto gruppo di giovani e delle loro famiglie.
Per ora, visto che siamo vicini alla Domenica Laetare, esultiamo per la dignitosissima rivalutazione degli altari laterali (anche se sono senza pedana, quindi non usufruibili liturgicamente ) e speriamo che qualche altro piccolo passo prima o poi possa essere fatto.
Per fortuna Santuario della Santa Casa è Pontificio : dove seguire il Papa è senz’altro motivo di gioia, più che un freddo dovere, per tutti !

Andrea Carradori

25 commenti:

  1. DANTE PASTORELLI15 marzo 2010 19:22

    Si deve seguire un  papa anche nel collaborare a distrugger un tempio?

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  2. Rerum scriptor15 marzo 2010 19:28

    Gioverebbe alla miglior comprensione dell'articolo il corredo di qualche fotografia.

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  3. Ho letto recentemente su una rivista di Dx,  che l'Italia e' il paese piu' anticlericale  d'Europa.
    A me pare una idiozia questa affermazione, tuttavia  se anche  lo fosse, nn lo e'  per colpa del popolo, ma per colpa dei Pastori.
    In questi giorni, per la prima volta in vita mia dopo circa 22 anni di tentennamenti, ho deciso di mandare un offerta per la celebrazione di 3 messe per defunti ad un priorato della FSSP X.  Non daro' piu' nulla a chi demolisce, o a chi nel silenzio a questa devastazione architettonica -culturale - teologica, oppone dei deboli lamenti.

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  4. Ce vandalisme ecclésiastique est aujourd'hui universel. Je pourrais citer le cas de dizaines d'églises en France, au Portugal et ailleurs, où des clercs en mal de changement, ou désireux d'attirer sur eux-mêmes l'attention de leurs supérieurs, se sont mis à tout casser. Beaux résultats, là aussi, de la révolution liturgique.
    Et si vous n'êtes pas content, et que vous l'exprimez, la réponse, toujours la même, est: «Vous êtes un désobéissant lefebvriste!»

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  5. Pour  Atalia.

    siete lefebristi, era la risposta che si dava fino a pocho tempo fa'.   Dopo la revoca delle scomuniche evidentemente, si doveva passare ad altro.  Qualcosa di piu' incisivo. Il plus ultra e' dare del sedevacantista. 
    Credo che se Amerio fosse ancora vivo ed analizzerebbe riga per riga il discorso del Papa alla Sinagoga, come  fece  in Stat veritas, su un testo di G.P. II, sarebbe  oggi, anch'egli un sedevacantista.
    Corbellerie di chi  nn e' libero!!!!!!  Corbellerie dei nostri tempi...
    Ancora un po' di pazienza e tutti i nodi saranno al pettine.

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  6. Vous avez raison.

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  7. Il caso di Loreto è paradigmatico delle piccole mutilazioni inferte, poco a poco, alle nostre chiese. Pietro de Marco osservava, giustamente, che ciò che rende chiesa un edificio non è solo la struttura, o gli arredi principali, ma tutte quelle cose (come candele, balaustre, il conopeo, lampadari, reliquiari...) oggi ritenute superflue e che invece contraddistinguono l'ambiente come un luogo specifico. Purtroppo, la mania di fare piazza pulita non è storia recente. La stessa basilica lauretana fu oggetto di un ripristino neomedievale (peraltro mai esistito visto che la chiesa fu completata nel 1500) che l'ha privata di tutto l'arredo rinascimentale e barocco. In questo caso si provvide a ridecorare le cappelle con spendidi affreschi in stile neogotico, preraffaellita o liberty. In altri casi (quello a me più vicino è il Duomo di Orvieto) s'è lasciato l'edificio nudo e crudo, giustificando la spoliazione con la leggenda dell'austera semplicità medievale.
    Non per essere per forza antimodernista, ma il nuovo altar maggiore è veramente brutto. Da notare però che all'interno della Santa Casa si può celebrare SOLO coram Deo, il che non è poco.

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  8. CONSOLAMINI, CONSOLAMINI POPULE MEUS...CITO VENIET SALUS TUA!
    spero avvenga quello che ha detto il mio parroco che certamente non è un tradizionalista: "tra vent'anni tornerà tutto, ance i drappi rossi sui muri delle chiese"... era felice mentre lo diceva...

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  9. bella prospettiva, per chi è giovane, indubbiamente!

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  10. venite a vedere la galleria d'   '' arte moderna ,, nella BASILICA DI SAN FRANCESCO IN ASSISI ....... vanagloria del passato padre custode P. COLI .......


    venite a vedere ....... è tollerabile un accostamento di tanta ferraglia alla purezza dell' ARTE DI GIOTTO E CIMABUE ??? 

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  11. stessa cosa per la BASILICA DI SAN FRANCESCO ........ spazzati via i lampadari in ferro battuto ... rimpiazzati da globi da discoteca , rimosse le lance sopra le cancellate di divisione .......
    calcolate che da ragazzo ho visto con i miei occhi fuori il CHIOSTRO DEI MORTI , al limite della selva , un altare in marmi policromi fatto a pezzi e gettato ai quattro venti .
    cosi pure i ceppi giganteschi i quercia delle campane , buttati a marcite alle intemperie e datati del 1700 , dei veri capolavori ...... un mio amico ne ha recuperati due ed il legno , nonostante tutto è duro come l' acciaio ......... 

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  12. non occorre andare lontano ......... nell ' Atrio della Basilica di SAN PIETRO IN ROMA ..... sono stati rimossi marmi romani rarissimi e di cui gli studiosi ignorano la provenienza ... che fine hanno fatto ??..... t

    Tutta la BASILICA , parlo di due ettari di superfice , piu o meno , è ricoperta di marmi romani ..... ogni tanto qualcuno ha la bella idea di farne sparire un pezzo .......

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  13. ......dalla nostra cara...Istria......tutta la facciata....della Chiesa a Loreto....e di pietra Istriana!!!!!

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  14. Andrea Carradori15 marzo 2010 22:41

    Posterò delle foto attuali, comparate con la basilica, altare maggiore, com' era in origine.
    Il problema è che ora si stanno accorgendo delle corbellerie fatte ma  non sanno come rimediare...
    Che squallore per noi che abbiamo visto il paradiso in quella basilica contemplare l'attuale situazione...
    Caro Fabrizio, ovvio che in Santa Casa si possa celebrare solo ad oriente , non c'è lo spazio.... altrimenti Mons. Macchi  avrebbe ....
    Quando è stato organizzato il pontificale con il Card. Hoyos ... ci siamo messi le mani sulla testa : attualmente è impossibile celebrare nel rito antico nell'altare maggiore.
    Chissà se i nostri pronipoti ...

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  15. ...eh bè per par condicio voglio un articolo anche io che in 5 anni che sono diventato sacrestano di una chiesa, (ho 21 anni) pian pianino ho rimesso su tutti gli altari le tovaglie con il pizzo e dove mancava le ho fatte fare dalle pie donne ( e nessuno si oserebbe togliere i pii lavori delle pie signore) e le ho rimesse a tutti i 6 altari laterali, ho ripiazzato croci, candelieri, pian pianino sono riuscito a far fare i vespri solenni con esposizione sull'altare coram Deo, ho rimesso in  uso veli del calice, borse, conopei del tabernacolo e delle pissidi, gran varietà di camici con pizzi almeno per le domeniche e solennità, pianete alternate alle casule, rimesso 3 tovaglie all'altare della Messa, con i pizzi a seconda dei tempi, piattino alla comunione sempre, piviali quando servono, eliminazione delle due misere candeline con mini candelierino e utilizzo dei corredi di candelieri, il tutto pian pianino, ringraziando anche che i sacerdoti presenti apprezzano...la prossima mossa che sto preparando sarà l'inginocchiatoio per comunione, anche eprchè dopo 2 anni di ritorno del piattino quasi tutti la fanno sulla lingua... :-D

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  16. PAGATE UN PAZZO PERCHè PRENDA A PICCONATE L'ALTARE POSTICCIO...

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  17. Nobis quoque peccatoribus16 marzo 2010 01:02

    Grazie per l'articolo che aiuta a riflettere. Credo che l'empieta' dei citati Monsignori superi quella di Napoleone.
    Su Mons. Macchi preferisco sospendere il giudizio (basti pensare al monumeto a Paolo VI al santuario del Sacro Monte di Varese, con la famosa pecora a cinque zampe).
    Mons. Tonucci e' stato in anni recenti Nunzio Apostolico in Svezia. Penso che vedere le devastazioni morali e spirituali del protestantesimo e del neopaganesimo, in un contesto di apparente welfare, lo abbia aiutato a riflettere e ad essere piu' prudente.

    FdS

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  18. ah si.. Macchi Pasquale... l'autore dello sfacelo del Palazzo Apostolico

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  19. Redazione di Messainlatino.it16 marzo 2010 01:31

    Dicci dove, se vuoi la gloria.

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  20. non voglio nessuna gloria, era solo una testimonianza simpatica per dire che piano piano, le cose si stanno smuovendo un po' dappertutto...scusate se non si era capito! grazie e complimenti per il sito!

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  21. mmmmmmmmmmmmmmmmmh quanta buona volonta' !!!!!!!!!!!

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  22. Si , monsignor Macchi che mise in serio pericolo la stabilità , anche in senso reale, del Palazzo Apostolico.
    Si, Monsignor Macchi che ha devastato la Cappella Paolina.
    Avevano giurato, in Vaticano, che morto lo sponsor di Mons. Macchi egli non avrebbe mai più fatto ritorno dentro le nostre sacratissime mura.
    Così è stato.
    Il Palazzo Apostolico è stato risanato, in estremis e la Cappella Paolina restaurata.
    Ora tocca ai confratelli marchigiani.
    Il primo passo sarà di spostare la sede del presidente dell'assemblea liturgica che offende l'architettura della Santa Casa.
    Nessuno piangerà anzi tutti saranno grati a colui che farà questo necessario passo.
    Ora c'è la sensibilità comune per farlo.
    Coraggio !

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  23. Grandioso! Vivissimi complimenti!  :)

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  24. un pecora a cinque zampe !!!!!!! ...... e che sta a simboleggiare il nuovo gregge del CONCILIO !!!!!!! . 

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  25. MOLTO BENE, BRAVO. SI SENTE TANTA GENTE LAMENTARSI LAMENTARSI LAMENTARSI... INVECE BISOGNA FARE FARE FARE, ANCHE S EE'  DIFFICILE. SENZA PRETENDERE TUTTO E SUBITO, PIANO PIANO, FACENDO CAPIRE, SENZA CROCIATE... BRAVO!

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