domenica 6 dicembre 2009

Il Papa ai vescovi brasiliani: state alla larga dalla teologia della liberazione

Il vescovo emerito di São Felix, il claretiano Pedro Casaldaliga, fervente fautore della teologia della liberazione, con Fidel Castro


Pubblichiamo la parte finale dell'allocuzione che il Papa ha tenuto ieri ai vescovi del sud del Brasile, in visita ad limina.

[..]
In questo senso, cari fratelli, vale la pena ricordare che lo scorso agosto, ricorrevano 25 anni dall'istruzione Libertatis Nuntius della Congregazione per la Dottrina della Fede, su alcuni aspetti della teologia della liberazione, dove si sottolineava il pericolo comportato dall'adozione acritica, da parte di alcuni teologi, di opinioni e metodologie derivanti dal marxismo. Le cui conseguenze, più o meno visibili, fatte di ribellione, divisione, dissenso, offesa, anarchia, si fanno ancora sentire, creando nelle vostre comunità diocesane grande sofferenza e grave perdita di forze vive. Chiedo a tutti coloro che in qualche modo sono stati attratti, coinvolti ed interessati nel loro intimo da alcuni principi ingannevoli della teologia della liberazione, di confrontarsi di nuovo con la dichiarazione di cui sopra, accogliendo la luce benigna che essa offre a mano tesa; a tutti ricordo che "la regola suprema della fede [della Chiesa] proviene effettivamente dall'unità che lo Spirito ha creato tra la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, in una reciprocità tale che i tre non possono sopravvivere in modo indipendente" (Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Fides et Ratio, 55). Preghiamo affinché, nell'ambito degli organismi e comunità ecclesiali, il perdono offerto ed accettato in nome e per amore della Trinità, che adoriamo nei nostri cuori, ponga fine alle tribolazioni della amata Chiesa che che cammina in pellegrinaggio nella Terra di Santa Cruz.

Venerati Fratelli nell'Episcopato, nell'unione con Cristo ci precede e ci guida la Vergine Maria, tanto amata e venerata nelle vostre diocesi e in tutto il Brasile. In Lei troviamo, pura e non deformata, la vera essenza della Chiesa e così, attraverso di Lei si impara a conoscere e ad amare il mistero della Chiesa che vive nella storia, ci sentiamo profondamente una parte di essa, diventiamo a nostra volta "anime ecclesiali", imparando a resistere a quella "secolarizzazione interna" che insidia la Chiesa e i suoi insegnamenti.

Mentre chiedo al Signore di versare molta luce su tutto il mondo brasiliano della scuola, confido i suoi protagonisti alla protezione della Beata Vergine e imparto a voi, ai vostri sacerdoti, ai religiosi e religiose, ai laici impegnati, e a tutti i fedeli delle vostre diocesi, paterna Benedizione Apostolica.


Fonte: Vatican.va. Trad. dal portoghese nostra.

16 commenti:

  1. Sarà che il Papa ha dato uuna drizzatina anche ai miei cari vescovi svizzeri?

    Nel comunicato stampa della CES dopo l`assemble ordinaria figura questa precisione:

    Précision.

    Dans la „NZZ am Sonntag“, du 29 novembre, le président désigné de la CES, Mgr Norbert Brunner a répondu à une interview. Il faut constater, en rapport avec la question du célibat des prêtres, que le titre et la présentation de l’interview ne correspondent pas avec le contenu et que le rapport qui en a été fait dans les autres médias, surtout francophones, est erroné.

    L’évêque de Sion considère toujours le célibat comme la forme de vie privilégiée pour les prêtres. Il remercie en particulier, avec les autres membres de la CES, tous les prêtres pour leur fidélité sacerdotale. Il considère cependant l’ordination d’hommes mariés (viri probati) comme une possibilité.


    Lucerne le 2 décembre 2009

    Che Roma sia intervenuta?
    Perchè le parole del caro vescovo Brunner erano chiarissime...poi lascia sempre una porta aperta.
    Insomma mi sottometto ma non completamente.

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  2. Sarà..., ma gli estimatori italiani della teologia della liberazione non hanno ancora ricevuto nessun monito ad abbandonarla, tant'è che la CEI ha chiamato, in sostituzione di padre Raniero Cantalamessa, il servita Ermes Ronchi nel già noto programma televesivo di Rai Uno del sabato pomeriggio.
    Dobbiamo sopportare l'evanescente, il poetico, le bolle di sapone e immagini di suorine che danzano attorno all'altare.
    Linguaggio forbito ma incomprensibile.

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  3. Il Papa deve SCOMUNICARE chi abbraccia la ''teologia della liberazione'' altrimenti deve rassegnarsi a tenersi gli eretici in casa

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  4. Se non ci fosse stata la didascalia avrei quasi creduto che quello a destra fosse Woody Allen.

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  5. Anonimo delle 12.15...

    in Italia ce ne sono tanti! Anche il teologo Bruno Forte, oggi vescovo.

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  6. Uebrigens, qualcuno sa che posizione hanno i Legionari di Cristo riguardo al Vetus Ordo? Sono ostili, possibilisti, favorevoli, entusiasti?

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  7. Magari il vescovo emerito claretiano in estasi per Fidel, che vediamo nella foto, è uno di quei confratelli tra i quali recentemente il padre Augé, lui pure claretiano, ha fatto un "sondaggio" sull'interesse per la liturgia antica nelle Americhe, il cui risultato, bene evidenziato da padre Augé nel suo blog, dimostrava come al di là dell'Atlantico non c'era nessun interesse per la messa antica; anzi, uno dei sacerdoti intervistati dichiarò che avevano altre cose a cui pensare.

    Mi chiesi quali fossero le cose a cui pensavano i claretiani americani. A Marx, magari! o al Ché Guevara, oppure a Fidel!

    Mario

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  8. So che i Legionari girano in talare e questo è un buon segno. Ma che posizione tengano sul Vetus mi è ignoto.

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  9. A proposito di Cuba-tra il sito unavocemalaga.com ho trovato questa notizia interessante:

    http://iglesiacubana.org/contens/hoy/hab/hab_0913.pdf

    Angel

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  10. http://iglesiacubana.org/contens/hoy/hab/hab_0913.pdf

    Angel

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  11. Conosco diversi Legionari di Cristo e, generalmente, non ho mai sentito che celebrino con il vecchio Messale. Però considerando che moltissimi di loro che vivono in comunità celebrano da soli, non lo vedrei improbabile, anche alla luce di questo:

    1- durante il periodo di formazione i Legionari celebrano in N.O. in latino tutte le settimane.

    2- sempre durante la formazione i legionari cantano spesso in gregoriano, durante tutte le Messe-

    3- la liturgia dei legionari è MOLTO curata e solenne. Non ho mai visto un legionario che prenda la comunione in piedi ( o tantomeno in mano). Inoltre i paramenti sono sempre degnissimi, come altare e tabernacolo ( nelle loro chiese sempre al centro). Conopeo, piattino per comunione, inginocchiatoio et similia ci sono pressochè sempre da loro.

    4- ho notato che un buon numero di loro usa spesso lo stesso Canone, indovinate quale :)

    non dico con questo che sono "Tradizionalisti", però nella liturgia ho visto che sono piuttosto intransigenti su serietà e correttezza.

    D'altronde a Padova la Chiesa dove si celebra V.O. è una rettoria tenuta da un legionario ( anche se non celebra lui, bensì un diocesano).

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  12. Grazie a Olatus Rooc. Allora può avere senso rivolgere ai legionari la richiesta di un Vetus.

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  13. il maggior merito del vescovo Pedro Casaldáliga è stato quello di aver preso sul serio le sfide che i poveri del mondo intero, specialmente in America Latina, ci lanciano.
    Di sicuro ha vissuto il seguente processo: prima di qualunque riflessione o strategia di aiuto, la prima reazione è di profonda umanità: lasciarsi commuovere e riempirsi di compassione. Come non rispondere alla richiesta dei poveri e non capire il linguaggio dei loro gesti supplicanti? Quando la povertà assume la forma della miseria, in tutte le persone sensibili come Pedro irrompe anche quel sentimento di indignazione e di sacra ira che si nota chiaramente nei suoi testi profetici, specialmente contro il sistema capitalista ed imperialista che produce continuamente povertà e miseria.
    L’amore e l’indignazione sono alla base delle prassi che cercano di abolire o ridurre la povertà. È effettivamente dalla parte del povero solo chi, prima di tutto, lo ama profondamente e non accetta la sua condizione disumana

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  14. Per il teologo brasiliano, tutto il mondo in cui viviamo oggi è una grande offesa al progetto di Dio. Perché in nessun versetto della Bibbia sta scritto che la povertà è gradita agli occhi di Dio. La povertà è una maledizione. È frutto dell’ingiustizia. Per questo Gesù si pone dalla parte dei poveri e li chiama beati: li considera i protagonisti della conquista di una società in cui tutti veramente avranno una vita.
    “Dobbiamo riconoscere la presenza di Dio in tutte le tradizioni religiose. Eppure noi cristiani soffriamo del complesso di superiorità che ci fa pensare di essere migliori rispetto a tutte le altre confessioni. Ed è un vero e proprio peccato. I migliori sono coloro che amano come Gesù amava. Migliore era Francesco di Assisi, che si spogliò delle sue ricchezze per andare con i poveri”.

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  15. ...e all'anima di quelli che si sono avviati sulla china del peccato mortale, che rifiutano Cristo Salvatore fino alla fine, e cadranno all'inferno; a quella povertà tremenda che sarà la privazione eterna di Dio, (anche se si è straricchi di soldi !!!) chi ci pensa? Quale teologo liberatore si fa premura di annunciare la vera ricchezza, che è il possesso eterno dell'amore di Dio e la gloria di vivere con Lui?....

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  16. "Quale teologo liberatore si fa premura di annunciare la vera ricchezza, che è il possesso eterno dell'amore di Dio e la gloria di vivere con Lui?...."
    Certo ha ragione!!!! però provi parlare di Dio a persone con la pancia vuota da giorni!!!!!altro che straricchi..

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