venerdì 13 novembre 2009

FSSPX e Anglo-cattolici, una risposta al secolarismo.

John Allen è un intelligente corrispondente da Roma che scrive per il National Catholic Reporter, un periodico americano progressista, sedicente cattolico. Per il quale egli ha scritto questo pezzo in cui collega acutamente le questioni lefebvriana e anglicana con i segni della galoppante secolarizzazione europea. E giunge persino, se non a giustificare, almeno a comprendere il Papa per quei gesti che, agli occhi di molti, sono crimini inesplicabili di leso Concilio. Ecco ampia parte dell'articolo da noi tradotto (testo originale qui).


Molto è stato detto ultimamente della apparente tolleranza di Benedetto XVI per il “cattolicesimo fai da te" di destra. Due sviluppi hanno alimentato la percezione: i colloqui tra il Vaticano e la Fraternità San Pio X, i "Lefebvriani", che ha rotto con Roma, in segno di protesta per le liberalizzazioni correnti dopo il Concilio Vaticano II (1962-65); e le nuove strutture per consentire agli Anglicani di diventare cattolici, preservando il loro patrimonio, cui i più interessati sono probabilmente anglicani conservatori, contrari all'omosessualità e all’ordinazione delle donne.

Anche se non è chiaro quanti lefebvriani o anglicani cammineranno attraverso le porte che Roma ha tentato di aprire, l'effetto su entrambi i fronti sarà quello di iniettare nuove sacche di credenti tradizionalisti nel sistema circolatorio cattolico.

Qual è la logica sottostante a tali spostamenti? Mentre può sembrare a prima vista senza alcun rapporto, una decisione controversa di martedì scorso della Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo cui esporre il crocifisso nelle aule della scuola pubblica italiana viola la libertà di coscienza, può contribuire a fornire un contesto.

In effetti, l’invito di Benedetto a lefebvriani e anglicani dissidenti fa parte di una tendenza che ho descritto come "cattolicesimo evangelico". Una pietra miliare è quella di riaffermare i caratteri della specificità cattolica--come la messa in latino e l'insegnamento morale tradizionale--come un mezzo per garantire che la Chiesa non è assimilata al secolarismo. A livello di impostazione politica della Chiesa oggi, questa difesa dell'identità cattolica è il compito principale.

Storicamente, il "cattolicesimo evangelico" è un impulso creativo, piuttosto che qualcosa di puramente difensivo, con radici nel pontificato di Leone XIII nel tardo XIX secolo e nel suo sforzo per portare una rinnovata tradizione cattolica nella vita sociale e politica. Tuttavia, la paura che il secolarismo potesse erodere la fede dal'interno è anche una potente corrente che ha spinto avanti il cattolicesimo evangelico.

Per spiegarlo in modo piuttosto semplicistico, Benedetto XVI apre la porta per i lefebvriani e gli anglicani tradizionalisti in parte perché, come che siano, sono comunque tra i cristiani meno inclini, come disse con frase memorabile Jacques Maritain, "ad inginocchiarsi davanti al mondo", ossia svendersi al secolarismo.

A questo punto, alcuni critici possono essere tentati di chiedere se la cura è forse peggiore del male--in altre parole, se il secolarismo è davvero così male.

Benedetto XVI stesso ha parlato di "laicità sana," che prevede la separazione tra Chiesa e Stato e il riconoscimento del carattere essenzialmente laico della politica. Cattolici evangelici, come il fu cardinale di Parigi Jean-Marie Lustiger, effettivamente vedono questo tipo di laicità come una precondizione per la fede autentica, perché costringe il cristianesimo ad essere una scelta personale, piuttosto che qualcosa di assorbito dalle culture religiosamente omogenee dove fede e pratica sono sostenute da parte dello Stato.

"Siamo davvero all'alba del cristianesimo," soleva dire Lustiger per parlare della transizione verso un mondo laico.

Eppure non è quella la percezione del secolarismo che tende a guidare il treno ecclesiastico in questi giorni, soprattutto in Europa. Agli alti livelli della Chiesa, c'è una crescente convinzione che è stato raggiunto un punto di svolta--che la secolarizzazione occidentale sta attraversando il confine da neutralità ad ostilità manifesta, verso la religione in generale e il cattolicesimo in particolare. Il cardinale Renato Martino, l'ex Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e pace, mette le cose in questo modo: "Sembra una nuova Inquisizione. È una Inquisizione laica, ma è così feroce. Potete liberamente insultare e attaccare i cattolici, e nessuno potrà dire nulla."

Tutto ciò ci riporta alla bomba di questa settimana della Corte europea dei diritti dell'uomo.

La Corte, che siede a Strasburgo, ha emesso la sentenza in risposta alla domanda di una donna italiana di nome Soile Lautsi, che vive vicino a Padova e che ha sostenuto che avere crocifissi nelle aule della scuola pubblica frequentate dai suoi due figli viola le disposizioni di separazione tra Chiesa/Stato della Convenzione europea sui diritti dell'uomo. La Corte le ha dato ragione, aggiudicando alla Lautsi 5.000 euro (circa $ 7,400) per danni.

La Corte non ha dato ordine alle scuole italiane di rimuovere i crocifissi, in parte perché secondo la legislazione europea non disponeva di alcuna autorità per farlo. Lautsi aveva cercato e non è riuscita ad ottenere soddisfazione dai tribunali italiani, che han respinto la sua richiesta sulla base del fatto che i crocifissi sono simboli dell'identità nazionale dell'Italia.

Il Vaticano è costernato com'era prevedibile. Il gesuita padre Federico Lombardi, il portavoce Vaticano, ha rilasciato una dichiarazione in cui accoglie la sentenza con "stupore e dolore." Lombardi ha biasimato lo sforzo di estromettere dal mondo educativo un segno fondamentale dell'importanza dei valori religiosi nella storia e cultura italiana.

È difficile non considerare la sentenza come un modo per i giudici europei di affilare un'ascia, perché qualsiasi cosa ciò significhi, certo non porterà alla fine dei crocifissi nelle aule italiane. Le autorità italiane hanno detto che faranno appello, e i politici di sinistra, destra e centro si sono scavalcati l’un l’altro per denunciare la sentenza. I sondaggi hanno dimostrato uno schiacciante sostegno pubblico per lasciare i crocifissi al loro posto.

"Nessuno e certamente non un Tribunale europeo ideologico, riuscirà a cancellare la nostra identità," ha detto il Ministro dell'istruzione italiano Mariastella Gelmini, un membro della coalizione di centro destra del primo ministro Silvio Berlusconi.

Forse il solo risultato indiscutibile della sentenza di martedì, pertanto, è che essa cementerà tra molti credenti religiosi, e soprattutto tra i cattolici, l’impressione che le élite laiche dell'Europa sono determinate a scacciare la religione fuori della vita pubblica--che la "feroce inquisizione laica", cui si riferiva Martino, va avanti velocemente.

In questo ambiente culturale, in cui l’identità cattolica viene percepita essere sotto attacco--e, tenuto conto della decisione di martedì, è difficile criticare i leader della Chiesa se tirano tale conclusione--non è sorprendente che la difesa dell'identità cattolica sia diventata una idée fixe. Che comprende gli sforzi per accogliere gruppi nella Chiesa ferocemente legati a importanti indicatori d'identità, quali le forme tradizionali di liturgia e devozione e gli insegnamenti morali tradizionali.

Uno può, naturalmente, contestare la saggezza della politica di Benedetto della porta aperta verso lefebvriani o anglicani dissidenti. Tuttavia pretendere che tali passi siano inspiegabili al di là delle predilezioni personali di un Papa conservatore, è ignorare la realtà sociale dell'Europa contemporanea.

Non è paranoia, in altre parole, se davvero ti voglion far fuori.

[..]

19 commenti:

  1. Che comprende gli sforzi per accogliere gruppi nella Chiesa ferocemente legati a importanti indicatori d'identità, quali le forme tradizionali di liturgia e devozione e gli insegnamenti morali tradizionali.

    l'amore per la Tradizione e la Fedeltà alla Rivelazione Apostolica vengono viste e indicate ai lettori come elementi ideologici, esattamente com'è ideologico tutto il discorso di John Allen

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  2. Fr. Z del blog 'What does the prayer really say' ha spesso confutato le opinioni del suo amico John Allen il quale è un forte progressista e continua a 'etichettare' Papa Ratzinger come 'il Papa conservatore' che certamente non gli fa giustizia.

    Gli indicatori d'identità sono indispensabili per la nostra Chiesa - senza questi sarebbe semplicemente una delle tante chiese protestanti!

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  3. Francamente non mi pare una posizione così oltranzista e ideologica. Il nostro Allen in parole povere dice: "Non capisco bene tutto quello che fa, ma forse quest'uomo non è così fuori strada come qualcuno pretende".

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  4. gli indicatori d' identità sono indispensabili per la nostra CHIESA .........
    sacrosanto !!!!!! .....

    .... ma con quanta sollecitudine una gran parte

    della nostra CHIESA si è data da fare al contrario , per ragguingere i risultati attuali ....

    per parlare spicciolo e andare al sodo , nel quotidiano .......
    quando un prete e lo chiamo così perchè non vedo in lui la DIGNITA' SACERDOTALE ma piuttosto un mestierante , ....
    dicevo , quando un prete ti dice '' ma che fai vecchiaccia , reciti il ROSARIO,, o sbirciando nel portafogli ti viene fuori con '' e che ci fai con tutti sti santini ,, ........ come è capitato ad un mio amico ,
    ....... mbè !!!!!!! siamo alla frutta , ma quella marcia !!!! ......

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  5. "Cattolicesimo fai da te di destra" ?!?

    Ma che cosa è questa "corbelleria"?

    Quasta è proprio nuova, conoscevo la religione fai da te, la liturgia fai da te, la teologia e la dottrina fai da te ....puri frutti spiritodelconcilioconformi di chi pensava costruire una nuova Chiesa seppellendo il passato, insomma il fai da te caratterizza, firma il cattolicesimo progressista modernista.

    Ma devo dedurre che questi frutti, imposti in modo egemonico senza correzione durante 40 anni, sono diventati la norma, la regola da seguire, alla quale obbedire a alla quale sottomettersi, e dunque per via di conseguenza chi rispetta e segue la Tradizione, il Magisetro perenne, la retta Dottrina...è un cattolico fai da te di destra?

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  6. @ Vittorio

    scrivi: "....... mbè !!!!!!! siamo alla frutta , ma quella marcia !!!! ......""

    D'accordo. Ma che si fa?
    Questo, e non lo dico certo polemicamente, sa diventando come uno dei tanti siti che, in altri campi, denunciano le malefatte degli instauratori del NWO, le nefaste conseguenze di questo progetto, ne anticipano le intenzioni, sempre e comunque foriere di ulteriori danni per il genere umano, ecc.
    Proposte? ZERO!

    Cosaà si può fare di CONCRETO? Rivolgersi con petizioni, suppliche o altro ai fautori di questo stato di cose serbe secondo te a qualcosa? Chiedere cioé ai RESPONSABILI (per nulla pentiti, ma anzi sempre piùdeterminati) dell'attuale andazzo di porvi rimedio?

    Ci vogliono azioni ECLATANTI.

    NON VIOLENTE (a scanso di ogni equivoco) ma eclatanti.

    Perché non proporre qualcosa di FATTIBILE anziché limitarsi alle lamentele e ai piagnistei?

    Altrimenti, come avviene per quegli altri siti di cui parlavo sopra, si induce in definitiva a ritenere che su tutto quanto avviene non abbiamo alcuna possibilità di intervento, a indurre alla rassegnazione perché ci si trova di fronte a qualcosa di ineluttabile .

    Io credo che le cose non stiano così.

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  7. sig CESARE ........

    il mio non è un piagnisteo ....... piuttosto la concezione reale, scientifica in cui siamo ......
    è un corpo malato .......
    chiedo scusa non so se quello che sto per dire può andar bene ......
    è come se con le battute da prete che ho denunciato sopra . si stia al microscopio e se ne vedano in batteri , i virus di tanto male ....... al momento spero solo ad un miracolo per una guarigione ....
    e non sarà subitanea .

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  8. ed ancora -----

    per arrivare a dei rimedi , si è aspettato che un corpo si riempisse di cancri .....

    ------ si è aspettato 40 anni ????? .

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  9. @ Vittorio

    Non mi riferivo a te per quanto riguarda i piagnistei.
    Cercherò, più tardi, di essere più chiaro circa quanto intendevo.
    D'accordo denunciare, d'accordissimo sulla riprovazione delle orrende offese alla dottrina, alla liturgia... in definitiva alla Fede.
    Ma limitarsi a questo porta a qualche risultato?
    Sono convinto di no.
    Occorre (FARE) altro.

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  10. di propositivo c'è un documento che si voleva presentare al convegno di Roma e che potete leggervi qui
    è stato consegnato a p. Nuara che certo non lo terrà nel cassetto;

    è chiaro che occorre qualcosa di più, anche se intanto poter aver spazi e luoghi per fare 'formazione' (che è catechesi) e 'informazione' sul VO non mi pare poco come operatività.. del resto il sondaggio ha messo in risalto di quanti cristiani neppure ne abbiano sentito parlare!

    è c'è anche una interessantissima proposta su Oriens; J.C. Rao sulll'unità dei "tradizionalisti", che Radelli ritiene sia più opportuno chianare tradizionisti per uscire dagli 'ismi'
    http://www.oriensforum.com/index.php?topic=1838.0

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  11. DANTE PASTORELLI13 novembre 2009 13:34

    Anche TRADZIONISMO è un "ismo".

    Esistono organismi internazionali, come UNA VOCE e le associazioni federate.

    Oggi via via emergon gruppi che, la stragrande maggioranza delle volte, forman un mondo a sé.
    E'inutile negare che talora non esiste volontà di aggregazioni più ampie o di inserirsi in quelle già consolidate come appunto UNA VOCE nata ai primi egli anni 60 del sec. scorso e ben nota alla S. Sede.
    Capisco la volontà di indipendenza delle Confraternite che hann'una loro spiritualità e dei loro statuti, ma il moltiplicarsi dei gruppi di poche persone, sino alla frammentazione, non risolve niente.
    Né cotesti gruppi possono trovar interlocutori ad alto livello.

    Quanto alle azioni eclatanti chequalcuno auspica, non so a cosa si alluda.
    Io credo molto nell'opera di divulgazione e formazione, e soprattutto alle azioni tese ad ottenere la celebrazione della Messa antica intorno alla quale si forma una "famiglia" che poi possa aprirsi ad una società più vasta.
    I "botti" fan rumore ma questo svanuisce presto. L'opera continua resta.

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  12. Grande Pastorelli! Condivido in toto. Comunque qualcosa pare si stia muovendo, sul versante della formazione, soprattutto delle giovani vocazioni, come dimostra questo bel blog.

    Luca

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  13. @ mic

    "...di propositivo c'è un documento che si voleva presentare al convegno di Roma e che potete leggervi qui
    è stato consegnato a p. Nuara che certo non lo terrà nel cassetto;...
    "

    Benissimo. Encomiabile. ma in definitiva si tratta di una richiesta di ripensamento i cui destinatari sono in definitiva coloro che da quarant'anni e passa hanno imposto, DICIAMOLO CHIARAMENTE: UN'ALTRA RELIGIONE.
    La situazione attuale della Chiesa, grazie agli abusi e agli abomini di tutti i tipi tollerati, quando non incoraggiati o proposti, da indegni reggitori di diocesi, grazie al proliferare di movimenti (non mi riferisco al solo NC) che sempre più in realtà allontanano dalla dottrina cattolica, protestantizzando e giudiaizzando riti e preghiere anche a livello privato, E' DISASTROSA.

    Io,e tanti altri come me,battezzati, comunicati e cresimati secondo la liturgia (e quindi la dottrina) di sempre, cosa possiamo fare? Fregarcene? No. Credo sia doveroso cercare di contrastare questo andazzo. Ma come?

    Con rispettose richieste, suppliche, denunce agli uffici preposti? Ma sono tutte azioni rivolte a ottenere un aiuto da parte di chi è, e si è dimostrato da anni, contrario a queste richieste. Che senso ha continuare a considerarli interlocutori disponibili?

    A mio avviso bisogna cercare altre forme di opposizione, e qui CONFERMO al Prof. Pastorelli: ECLATANTI, forme le cui modalità, di cui si potrà eventualmente discutere, se protratte nel tempo non potranno - a mio parere - che portare risultati più consistenti di quelli finora ottenuti.

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  14. Con rispettose richieste, suppliche, denunce agli uffici preposti? Ma sono tutte azioni rivolte a ottenere un aiuto da parte di chi è, e si è dimostrato da anni, contrario a queste richieste. Che senso ha continuare a considerarli interlocutori disponibili?

    sono gli unici interlocutori che abbiamo, sapendo che nel 'muro' della visuale egemone qualche breccia c'è, ed è nella piccola spinta possibile attraverso quella breccia, che speriamo che possa darsi l'inizio di quello che afferma Pastorelli e che condivido

    A mio avviso bisogna cercare altre forme di opposizione, e qui CONFERMO al Prof. Pastorelli: ECLATANTI, forme le cui modalità, di cui si potrà eventualmente discutere, se protratte nel tempo non potranno - a mio parere - che portare risultati più consistenti di quelli finora ottenuti.

    parlare di forme di 'opposizione', e per di più 'eclatanti' francamente mi sembra improprio, a meno che tu non faccia qualche esempio concreto che possa rivelarsi praticabile

    Secondo me ora come ora è bene operare con gli strumenti che abbiamo nella consapevolezza che, se siamo nel giusto, il Signore non può non aprirci la strada

    Per Dante Pastorelli,
    perdona la mia ignoranza e anche pigrizia(perché forse basterebbe una ricerca su google); ma è possibile contattare e raccordarsi con una Voce a Roma, per esempio?

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  15. Credo che la bomba della sentenza della Corte europea, sia solo una parte della dello sfaldamento dei diritti individuali dei cittadini.

    C'e' una europa che avanza nell'asservimento delle nostre liberta', in una visione che impoverisce completamente la dignita' umana, trasformando l'uomo in puro oggetto, o meccanismo di una macchina enorme e disumana. Una macchina illiberale e antidemocratica.

    Ancora pochi trattano questo argomento con la necessaria urgenza e attenzione.
    Uno di questi e' Blondet con il suo giornale on line Effe di Effe, a cui rinvio alla lettura.

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  16. In effetti ho trovato molto curioso che nessuno (per quanto a me è giunto) abbia sollevato il problema che un'istituzione non eletta dal popolo italiano abbia di fatto il potere di legiferare nel nostro paese. In questo modo potrebbe esserci imposta dall'esterno qualunque cosa, se ci si pensa. Un potere che ha in sostanza anche l'Unione Europea, ma almeno a quella l'Italia partecipa, eleggendo i suoi rappresentanti, il nostro parlamento vota sui suoi statuti, insomma ha molta più voce in capitolo. Alla corte di Strasburgo mandiamo un giudice su 41 ed è finita lì. La cosa è molto inquietante. Tutto sommato credo che il ricorso dell'Italia al consiglio plenario della corte di Strasburgo sarà accolto, ma questo non cancellerà l'anormalità della situazione.

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  17. E' giusto parlare della messa in latino, ma e' giusto avere anche una reale percezione di quello che intorno a noi sta' succedendo.
    Sulla UE il ritardo dei cattolici e' spaventoso, perche' la vedono ancora come il progetto di De Gasperi. Non e' cosi'.
    Questo ritardo sara' duramente pagato, con altri schiaffoni.
    Il parlamento europeo di fatto e' senza reali poteri che vengono demandati a organi non elettivi.

    Allora chi fara' il gioco e quale gioco??

    Sta' a noi cercare di capire, prima che sia troppo tardi.

    C'e' un cattolicesimo semplicemente neoconservatore che trova una delle sue spinte maggiori in un attacamento politico fine a se' stesso, ed acritico. Ma dove ci stanno portando?

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  18. C'e' un cattolicesimo semplicemente neoconservatore che trova una delle sue spinte maggiori in un attacamento politico fine a se' stesso, ed acritico. Ma dove ci stanno portando

    nello stesso luogo a cui ci sta protando il cattolicesimo progressista. Le ideologie, di qualunque colore si rivestano, non hanno niente a che vedere con la Fede

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  19. Pero' nessuno ne parla. Ci sono organizzazioni cattoliche che sono finalizzate a fare semplicemente sistema politico economico. E non si osa criticarle perche' sono forti, perche' esprimno leader politici forti.

    Ci si accontenta

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