domenica 28 giugno 2009

A che serve la Congregazione dei Vescovi?


Facciamo un paragone. Immaginiamo un'agenzia di intermediazione per risorse umane che si occupa della selezione di manager da proporre alle aziende che cercano dirigenti. Si creano dossiers, si valutano i candidati, si sottopongono alle società interessate i profili dei candidati. Che direste se un numero non trascurabile dei manager proposti da quell'agenzia si rivelassero inadatti al ruolo, o peggio ancora ladri e aggiottatori? Come minimo, direste che da quell'agenzia occorre tenersi alla larga. Se poi essa agisse in regime di monopolio e non poteste cercare altrove, chiedereste a gran voce di cambiare i meccanismi e i vertici di quell'agenzia.

E veniamo alla notizia, che riporta Rorate Caeli.

Il vescovo Francisco Barbosa di Minas, Uruguay, ha rassegnato in questi giorni le dimissioni dopo essere stato ricattato da due uomini, suoi amanti. Questi, due carcerati che il vescovo aveva conosciuto nell'ambito di attività di conforto (!) ai condannati, minacciavano di rendere pubbliche alcune fotografie che ritraevano gli amplessi col mitrato. Il quale si è perciò dovuto rivolgere alla Polizia.

Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Francisco Barbosa da Silveiro era stato nominato vescovo di Minas nel 2004, il card. Re felicemente regnante alla testa della Congregazione per i Vescovi. E' qualificato come progressista per avere, tra l'altro, impedito l'attività nella diocesi di gruppi invisi ai progressisti come... il Cammino Neocatecumenale (vedi qui)

La vicenda è molto simile a quella dell'ultraprogressista Arcivescovo Weakland di Milwakee (che pagava il silenzio dell'amante con la cassa dell'Arcidiocesi, e recentemente ha scritto un libro con il suo coming out di vescovo fieramente gay), nominato nel 1977 e dimessosi, ma solo per raggiungimento dei 75 anni, nel 2002; e a quella del pure progressista vescovo argentino Juan Carlos Maccarone di Santiago del Estero, ripreso clandestinamente in un incontro con un ventitreenne.

Il vescovo Lugo, già fautore della teologia della liberazione e ora presidente del Paraguay (e per questo ridotto allo stato laicale), non è invece stato fotografato o filmato; ma le tracce delle sue prodezze (con donne, questa volta) le ha lasciate comunque, ossia la prole: in parte riconosciuta, in parte tuttora oggetto di contestazione.

Ora, il fatto che si tratti di vescovi tutti di area "modernista" non significa che i più conservatori siano immuni da scandali del genere. Anzi, vi sono stati casi clamorosi come Krenn e Groer in Austria. Ma la domanda che si pone è: possibile che la Congregazione dei Vescovi non riesca, con tutte le sue istruttorie, a prevenire casi del genere, che stanno diventando davvero numerosi e producono danni incalcolabili, già solo alimentando il sospetto contro tutto "l'ambiente"?

E non si tratta solo di questioni sessuali. C'è qualcosa, a pensar bene, di peggio, perché corrompe non il corpo, ma lo spirito. Abbiamo già presentato in questo sito (v. qui) il coraggioso vescovo di Lancaster (ora emerito) Donoghue, che invitava ad opporsi ai vescovi infedeli al Magistero. Ebbene, leggete che cosa afferma in riferimento a questi anni postconciliari (fonte: The hermeneutic of continuity):

Questo cocktail di dissenso, disobbedienza e slealtà ha portato a ciò che io chiamo una "cospirazione del silenzio" tra gruppi nella Chiesa. Non c'è vero dialogo o volontà di parlare apertamente e onestamente delle nostre differenze. Per esempio, io non so perché i miei libri Fit to Mission? [Preparato per la Missione?] hanno incontrato un muro di silenzio tra i vescovi di questo paese. Io stavo semplicemente reiterando l'insegnamento della Chiesa, ma questo è stato considerato come inaccettabile e inaffrontabile. Perché?

Forse le propensioni sessuali possono anche restare celate alle istruttorie della Congregazione. Ma le opinioni dei candidati prescelti per le terne, questo "cocktail di dissenso, disobbedienza e slealtà" che caratterizza, e sono parole di un altro vescovo, interi episcopati, è impossibile non siano già ben note prima dell'elezione a vescovo.

Tempo di cambiare, allora, alla Congregazione per i vescovi. A cominciare dal suo Prefetto, l'ormai settantacinquenne cardinale Re. Ogni riforma e la stessa rimessa in carreggiata del Concilio, clamorosamente deragliato in questi decenni nella sua interpretazione e applicazione, passano imprescindibilmente da qui. Solo così un Concilio vero, che non abbiamo mai, ma proprio mai conosciuto, potrà dare i frutti che l'assistenza dello Spirito Santo promette.

20 commenti:

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  2. Il Concilio Vaticano II è un Concilio vero, che ha goduto dell'assistenza dello Spirito Santo. Dire il contrario, è collocarsi fuori della tradizione della Chiesa. Smettetela di usare il Vaticano II come capro espiatorio di tutti i mali della Chiesa.

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  3. DANTE PASTORELLI28 giugno 2009 08:02

    1) Detto così ("minacciavano di rendere pubbliche alcune fotografie che ritraevano gli amplessi col mitrato") sembra che il disgraziato sodomizzava o si faceva sodomizzare con la mitria in testa. Nuovo gioco erotico?
    Notare che s'è dimesso, non è stato cacciato a calci nel deliziato basso loco.

    2) Non ricordo ora (di primo mattino s'è tutti più smemorati, e di domenica ancor di più) il caso Krenn. Per quanto riguarda Groer, direi ch'è un po' diverso: lo sporcaccione, sembra, l'aveva fatto da giovane rettore del seminario, limitandosi (?) a toccare i giovanissimi seminaristi mentre facevan la doccia per insegnar loro come ci si lava le parti intime. D'altro non s'è mai parlato o almeno io non l'ho letto. I presunti o reali semi-abusati son venuti fuori con le loro denunce con decine d'anni di ritardo, da uomini maturi. Il che più di qualche sospetto l'ha generato. Groer ebbe il buon gusto di farsi da parte, ritirandosi in un monastero, dopoa una lacoica dichiarazone in cui dichiarava che i fatti erano stati stravolti da denuncianti e dalla stampa.

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  4. Credo che bisognerebbe rivedere le norme per la nomina dei vescovi, perchè così come è adesso mi sembra che non funzionino. Io sono del parere che si potrebbe coinvolgere anche i fedeli nella nomina dei vescovi, inoltre, ritengo che quando a un vescovo viene assegnata una diocesi, dovrebbe rimanere lì per sempre, in modo da evitare il carrierismo, di chi vuole essere trasferito a sedi più prestigiose.

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  5. DANTE PASTORELLI28 giugno 2009 11:27

    Max la prima proposta è pericolosisima, coi fedeli impreparati e rimbambiti dalla propaganda del prete buono se dà pacche sulle spalle e parla male dei superiori.

    La seconda proposta la si sostiene da tempo e sarebbe saggia, anche se non si può impedire in assoluto al Papa di spostare in Diocesi più prestigiose vescovi che si son dimostrati veri e capaci pastori, di vita santa e di fede sicura.

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  6. Quoto in toto l'ultimo intervento di Dante Pastorelli!

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  7. Scusate, qualcuno sa dirmi quando e da chi è stata creata la Congregazione dei Vescovi? Si tratta forse di un altro frutto amaro del Concilio?

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  8. La creazione della Congregazione per i vescovi rimonta al Cinquecento, anche se aveva un diverso nome. Le Congregazioni, come organi di governo della curia romana sotto il Pontefice, in generale, risalgono al XVI secolo.

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  9. All'epoca di un concilio fatto da santi e non da teologi?
    Alessandro2

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  10. Caro Pastorelli, lo sò che coinvolgere i fedeli nella scelta dei vescovi potrebbe essere pericoloso, ma preferirei che si ascoltasse anche la loro voce, quando si deve procedere alla nomina di un vescovo, mentre invece ho sempre avuto la sensazione, che la scelta venga fatta con criteri che oserei dire politici piuttosto che pastorali. Ogni volta che si deve decidere una nomina, si scatena una guerra senza quartiere tra le gerarchie, senza tenere in nessun conto le reali esigenze dei fedeli, ma pensando soltanto ai loro intereressi. Questo secondo me non può più essere accettato, ecco perchè gradirei che anche i fedeli avessero voce in capitolo, quando si tratta di scegliere il loro vescovo.

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  11. DANTE PASTORELLI28 giugno 2009 19:08

    Condivido la tua visione pessimistica circa le nomine per motivi di equilibri tra "partiti", fazioni, interessi particolaristici, nazionali, continentali ecc.
    Ma, oggi come oggi, non esistendo più il sensus fidei nel popolo rintronato da cinquant'anni di rivoluzione anticattolica nella Chiesa e fuori d'esa, ascoltar il "popolo" sarebbe un disastro foriero di ulteriori danni.
    Quali organizzazioni del popolo dovrebbero esser consultate? L'Azione Cattolica? La Caritas? Le ACLI, i vari movimenti e cammini per strade che si sa dove portano? Faiglia Cristiana, Jesus ecc?
    Per aver un'idea dei guasti che ne deriverebbero, basta dar un'occhiata ai consigli pastorali diocesani e parrocchiali. Le anime buone che pensavano di poter davvero aiutar il parroco son sopraffatte dagli eversori che metton a tacer ogni voce che non sia allineata ai più inverecondi aggiornamenti. Ed alla fine, esauste, abbandonan incarichi e parrocchia. Tali consigli son divenuti spesso un carcere anche per paroci di buona volontà e di vita santa.
    Che sia, dunque, il Papa a provvedere alle nomine episcopali, ma avocando tutto alla sua potestà di Vicario di Cristo.
    Quando c'è da nominar vescovi, non bastan le cartelle preparate da chi magari lo vuole incastrare.
    Convochi i candidati a Roma e ne vagli la competenza e la rettitudine della fede.
    Quando non può farlo lui, deleghi persona di assoluta fiducia, non solo burocrati.
    Data l'età, meno viaggi e più attenzione alla scelta dei pastori. E pulizia in Curia.

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  12. Veritas liberabit vos28 giugno 2009 22:31

    Straquoto Dante Pastorelli!!
    Esaminare i candidati e pulizia in Curia!!!

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  13. Si, ha ragione la redazione quando si chiede a cosa serve la Congregazione dei vescovi. Io allargherei lo sguardo anche a Propaganda Fide che propone la nomina dei vescovi nei territori di missione perchè è di queste settimane la notizia che due vescovi della Repubblica Centroafricana sono stati fatti dimettere perchè avevano prole. Mi chiedo anch'io che tipo di indagine canonica conducano i nunzi (e le conferenze episcopali) prima di mandare i nomi a Roma. E che tipo di esame conducano i membri e i consultori della competente Congregazione dopo che la terna è là pervenuta. Più volte ho pensato che, nel caso della omosessualità, vi sia complicità fra qualche designatore e il designato. Quanto a Groer: per il fatto che si fosse comportato così quando era un formatore, ciò era sufficiente per escluderlo dalla nomina. Gli è mancato il coraggio di rinunciare alla porpora e a Roma di togliergliela. E il caso Wielgus? Chiaramente costui (stanco collaborazionista dei comunisti) aveva importanti aderenze in Vaticano e anche all'interno dell'episcopato polacco. E non mi meraviglio che fra ex colloborazionisti ci si voglia bene. D'altra parte il Vaticano ai tempi di Wojtyla era pieno di spie che controllavano sia il Papa che il card. Casaroli. Estermann, il comandante della guardia svizzera assassinato nel maggio 1998, era stato nel libro paga della Stasi dal 1979 al 1989. Alessandro

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  14. DANTE PASTORELLI29 giugno 2009 10:22

    ALE, di Groer s'è saputo quando ormi era un vegliardo cardinale, perché prima nessuno aveva mai fatto trapelar niente.
    Se i suoi presunti abusi (dico presunti non per voler difender l'indifendibile ma perché venuti alla luce dopo decenni, il che mi puzza un po': in USA ormai c'è un business su abusi preteschi)fossero venuti alla luce quando dirigeva un seminario, nessuno gli avrebbe conferito episcopato e cardinalato.

    In altri casi le complicità non mancano, ma qualche volta anche gl'interventi di laici fermano delle nomine.

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  15. Certo che il fatto che uno che si firma Tradizionalista non sappia nulla dell'origine delle Congregazioni Romane la dice lunga sul livello di ideologizzazione che sta dietro a certe posizioni.
    Studiate di più prima di scrivere!

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  16. caro anonimo delle 11,17: noi non siamo malati di burocrazia. Piuttosto dicci quanti pontifici consigli, comitati, commissioni etc. sono stati creati dalla fine del Concilio ad oggi. Proprio in un'ottica di burocratizzare la Curia romana e gli episcopati nazionali. Che bei tempi quando la Curia romana era formata solo dai capi delle nove Congregazioni più il Segretario di Stato! Tempi felici!Alessandro

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  17. Certo! Tempi felici.
    Ora felicemente migliori!

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  18. Tanta burocrazia non porta nè il bene nè, men che meno, la felicità. Anzi. Lo vedo io che lavoro da molti anni in una grande burocrazia. E questa regola vale anche per la Curia romana e gli episcopati nazionali. Se certi pontifici consigli fossero accorpati (A.P.S.A, affari economici, laici, famiglia, cultura, giustizia e pace, cor unum, pastorale della salute, comunicazioni sociali, rota , segnatura apostolica, interpretazione testi legislativi) e presieduti da laici (giuristi ed economisti) fidati tanti appetiti cardinalizi morirebbero sul nascere. Alessandro

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  19. DANTE PASTORELLI29 giugno 2009 15:57

    Essere "tradizionalisti" - termine che non m'è mai piaciuto per le troppe implicazioni di diverso ordine - non significa saper tutto della storia della Chiesa e del funzionamento dei suoi organi centrali e perferici.
    Questi anonimi arroganti maestrini dalla penna rossa farebbero meglio a studiare le cose essenziali di cui si dimostran digiuni.

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  20. i nunzi mandano a Roma la terna elaborata solo dalla loro mens o talvolta qualche "padrino" da Roma (magari il designatore in combutta col designando) chiede al nunzio di inserire nella terna dei nomi che preventivamente il "padrino" segnala? Insomma: la libertà da Roma dei nunzi è davvero reale o anche loro danno ascolto a qualche interessato suggeritore romano? Alessandro

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