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sabato 21 febbraio 2009

Voci giornalistiche: Dolan a New York, dubbi per Westminster

Dal Il Foglio di oggi, via Papa Ratzinger blog:



Catechesi preventiva per la Pelosi.

L’insolita dichiarazione emessa mercoledì dalla sala stampa vaticana a commento della breve udienza concessa alla speaker democratica del Congresso americano Nancy Pelosi alla fine della catechesi del mercoledì ha avuto un ampio risalto su Avvenire di ieri ed è stata pubblicata – e per questo genere di comunicati non è scontato – integralmente dall’Osservatore Romano. La ramanzina del Papa alla cattolica pro-choice Pelosi – sulla legge morale naturale e sul costante insegnamento della chiesa sulla dignità della vita umana dal concepimento alla morte naturale che impone a tutti i cattolici e “specialmente ai legislatori” di promuovere “un ordinamento giuridico giusto, inteso a proteggere la vita umana in ogni suo momento” – è facilmente spiegabile: la Santa Sede, presumibilmente anche su suggerimento dell’episcopato americano, ha voluto così sterilizzare ogni tentativo della speaker di sfruttare l’udienza pontificia per poi presentarsi in patria come una buona politica cattolica.

Dolan a NYC, attesa per Westminster.

Intanto è stata già decisa la nomina del nuovo arcivescovo di New York: il nome prescelto è quello dell’attuale arcivescovo di Milwaukee, Dolan, che ha prevalso – sembra – senza creare troppi entusiasmi, su quello di Newark (Myers, vicino all’Opus Dei) e sul vescovo di Bridgeport (Lori, presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede) [Dolan ha il merito di aver preso in mano una diocesi devastata, in senso letterale, dall'ultraprogressista Arcivescovo Weakland - criticissimo verso Giovanni Paolo II già per il primo restrittivo indulto sull'antica Messa Quattuor abhinc annos - e poi travolto dallo scandalo di aver dilapidato il patrimonio dell'arcidiocesi per pagare il silenzio del suo cinedo che lo ricattava. Dolan ha riportato un poco di ordine in quella diocesi, pur ancora popolata da un clero in parte nostalgico di Weakland (è tutto dire!). In merito al motu proprio, Dolan rilasciò un curioso commento in cui, in modo scherzoso e pur senza mostrare troppo entusiasmo per la novità, ha difeso il Papa dalle cassandre progressiste: v. qui il post in merito di Father Z.]. Per quanto riguarda la delicata nomina del nuovo arcivescovo di Westminster in Gran Bretagna, ne discuterà la Congregazione per i vescovi nella sua prossima riunione. Il grande dubbio è se a questa carica sarà indicato un ecclesiastico che è già vescovo (e cioè Nichols di Birmigham, Smith di Cardiff o McMahon di Nottingham) oppure no. Il nunzio a Londra è per la prima soluzione, i settori più conservatori premono invece per la seconda, ritenendo che l’attuale episcopato inglese - seppur con rivalità interne – è generalmente di tendenza liberal e a-ratzingeriana.

Critiche da sinistra a Tettamanzi.

Le critiche all’attuale arcivescovo di Milano non vengono solo da destra. Il quindicinale cattolico ulivista Il Regno ha pubblicato infatti una lettera di un parroco ambrosiano molto critica del nuovo Lezionario (raccolta delle letture bibliche per le messe) fortemente voluto dal cardinale Tettamanzi.

Lombardi lascia il Ctv?

Il gesuita padre Federico Lombardi ha oggi un triplo incarico vaticano: è direttore della sala stampa vaticana, è direttore generale della Radiovaticana ed è a capo del Ctv, la tv d’Oltretevere. Quest’ultima carica però potrebbe passare di mano tra qualche mese. Nell’ultimo fascicolo degli Acta Apostolicae Sedis – la gazzetta ufficiale vaticana – è riportato infatti la conferma di Lombardi alla guida del Ctv, ma “ad annum”. Il biglietto porta la data del 7 luglio 2008, il che vuol dire che per il prossimo luglio la tv vaticana dovrebbe avere un nuovo responsabile.

Nuovi ausiliari a Roma.

Fibrillazione nell’Urbe per la scelta di due vescovi ausiliari. Sembra che gli occhi del cardinal vicario Vallini siano concentrati su due parroci: mons. Feroci e mons. Marciante.

Linz, ma non solo.

La decisione del vescovo ausiliare di Linz, Gerhard Wagner, di rinunciare alla nomina prima della consacrazione non è una novità. Nel primo semestre del duemilasei, ad esempio, è successo ai vescovi eletti di Girardota in Colombia e di Ratnapura in Sri Lanka [sì, ma la novità, scandalosa, è che la rinunzia a Linz dipende da una sollevazione piena di odio ideologico da parte del clero e dei vescovi]

Il Grande monaco.

Sulle pagine della Stampa di domenica scorsa fratel Enzo Bianchi ha criticato la mancanza di stile cristiano mostrata dai cattolici in prima linea per la vita di Eluana Englaro. Bersaglio non citato della critica era ovviamente anche il quotidiano dei vescovi, Avvenire, di cui pure è collaboratore. A sostegno delle sue tesi il monaco ha citato l’Osservatore Romano, sul quale però scrive rarissimamente.

4 commenti:

  1. è reperibile da qualche parte l'articolo sul Lezioanrio Ambrosiano?

    grazie

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  2. Cinedo = amasio, drudo, amante, amichetto, partner... Scegliete voi.

    Quanto all'articolo sul lezionario, è apparso sulla rivista (progressista) dei padri dehoniani Il Regno, non visionabile in internet (per quanto ci risulta).

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  3. Qualcuno dovrebbe spiegare che cosa significa l'espressione "vicino all'Opus Dei".
    E' S.E. Newark esponente della prelatura? Verosimilmente no, dunque in che cosa consisterebbe la sua vicinanza all'Opera?

    Comunque sia il fatto che a entità autocefale come OD non si dia eccessivo spazio all'interno dell'"organigramma" ecclesiastico sembra una saggia decisione. Come ha scritto qualcuno nel blog, le prelature personali possono avere un senso temporaneo, in particolari situazioni, ma a lungo termine rischiano di trasformarsi in vere chiese nella Chiesa, com'è accaduto in una certa misura con i semplici movimenti laicali.

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