martedì 10 febbraio 2009

Testo integrale dell'intervista di mons. Williamson a Der Spiegel


"Non andrò ad Auschwitz"



Domande al Vescovo della FSSPX Williamson. Wiliamson non vuole concedere un’intervista diretta, ma le domande gli sono state faxate in Argentina e le sue risposte sono arrivate via e-mail. Sono state poi confermate per telefono da Williamson e dal suo avvocato.


- Il Vaticano le ha chiesto di ritirare il suo diniego dell’olocausto e minacciato di revocarle l’ufficio episcopale. Come reagisce?
Per tutta la mia vita ho cercato la verità. Per questo motivo, mi sono convertito al cattolicesimo e sono diventato un prete. Io al momento posso chiarire, per come la vedo, che mentre molte onorevoli e intelligenti persone la vedono diversamente, io devo nuovamente esaminare le prove storiche. Ho detto invero nell’intervista alla TV svedese: “Qui non parliamo di prove storiche ma di emozioni. E quando troverò queste prove, allora mi correggerò; ma ho bisogno di tempo”

- Come può un cattolico istruito negare l’Olocausto
Mi sono occupato del tema negli anni Ottanta. Lessi allora una varietà di articoli sulla materia. Nell’intervista, ho citato il rapporto Leuchter, che mi sembrava plausibile. Ora mi si dice che esso è stato scientificamente rigettato. Desidererei perciò distanziarmi da esso.

- Potrebbe andare personalmente ad Auschwitz?
No, non andrò ad Auschwitz. Ho ordinato il libro di Jean-Claude Bressac che in inglese è intitolato "Auschwitz. Technique and Operation of the Gas Chambers" [Auschwitz. Tecnica e operatività della camere a gas]. E’ in ordine come ristampa, lo leggerò e studierò.

- La FSSPX le ha dato un termine ultimativo per la fine di febbraio [interessante informazione!]. E’ possibile una rottura con loro?
Nel vecchio testamento, il profeta Giona disse ai marinai, quando la nave era in pericolo di ribaltarsi: “Prendetemi e buttatemi in mare, così che il mare si calmi e voi siate risparmiati. So che questa tempesta possente vi ha colpito per la mia colpa”. La FSSPX ha una missione religiosa, che è stata danneggiata da me. Io controllo le prove storiche. Se queste non mi convincono, farò tutto quanto in mio potere per assicurare che non ci siano più ulteriori danno per la Chiesa e la FSSPX

- Che cosa significa per lei la revoca delle scomuniche?
Noi vogliamo solo essere cattolici, nulla più. Ci siamo sviluppati attraverso gli anni solo attenendoci a quello che la Chiesa ha sempre insegnato e predicato. E tutto quello che fu cambiato negli anni Sessanta e Settanta dopo il Concilio non è nient’altro che uno scandalo. Così siamo stati spinti ai margini della Chiesa e ora, perfino nel crepuscolo di quei cambiamenti tra un clero che invecchia e chiese vuote, noi ritorniamo nuovamente al centro. E’ quello che accade con noi conservatori: manteniamo le cose giuste, e dobbiamo solo aspettare

- Le persone in Vaticano dicono che non la conoscevano. E vero?
La maggior parte dei contatti passa attraverso il vescovo Fellay e il Concilio Generale, del quale io non sono membro. Ma tre dei quattro vescovi parteciparono ad una cena privata col card. Castrillòn Hoyos nel 2000. Era più per conoscersi vicendevolmente, ma certo parlammo di argomenti teologici e perfino un po’ di filosofia. Il cardinale fu molto amichevole.

- Il Concilio Vaticano II rappresenta uno dei grandi risultati della Chiesa cattolica. Perché non lo riconoscete pienamente?
Non è assolutamente chiaro quel che dovremmo riconoscere. Un documento importante è denominato Gaudium et Spes, ossia Gioia e Speranza. In esso, gli estensori poetizzano sull’abilità del turismo di massa di riunire le persone. Ma uno difficilmente può aspettarsi che un gruppo conservatore abbracci viaggi tutto compreso. Esso discute paure e difficoltà. E poi una guerra nucleare tra superpotenze è menzionata. Vede, molto di questo è già datato. Questi documenti del Concilio sono sempre ambigui. Perché nessuno sapeva che cosa esattamente ciò potesse significare, ognuno iniziò a fare come voleva subito dopo il Concilio. Questo ha portato al caos teologico che abbiamo oggi. Che cosa dovremmo riconoscere, l’ambiguità o il caos?

- Si rende conto che lei sta dividendo la Chiesa con le sue opinioni estreme?
Solo la violazione dei dogmi, cioè, i principi infallibili, distrugge la fede. Il Concilio Vaticano II dichiarò che non avrebbe proclamato nuovi dogmi. Oggi i vescovi liberali agiscono come se ci fosse una sorta di superdogma sovraordinato e lo usano come giustificazione per una dittatura del relativismo. Questo contraddice i testi del Concilio.

- La sua posizione sul Giudaismo è decisamente antisemitica.
San Paolo l’ha messa così: gli Ebrei sono amati per via di nostro Padre, ma nostri nemici per via del Vangelo.

- Lei intende seriamente usare la tradizione cattolica e la Bibbia per giustificare il suo antisemitismo?
L’antisemitismo significa molte cose oggi, per esempio quando uno critica le azioni di Israele nella Striscia di Gaza. La Chiesa ha sempre compreso la definizione di antisemitismo come il rifiuto degli Ebrei per causa delle loro radici ebraiche. Questo è condannato dalla Chiesa. Incidentalmente, questo è autoevidente in una religione i cui fondatori e tutte le persone importanti nel suo primo periodo erano Ebrei. Ma era anche chiaro, a causa del largo numero di Ebrei cristiani nella prima cristianità, che tutti gli uomini avevano bisogno di Cristo per la loro salvezza – tutti gli uomini, inclusi gli Ebrei.

- Il Papa viaggerà in Israele presto, dove si prepara a visitare il Memoriale dell’Olocausto. Si oppone anche a questo?
Fare un pellegrinaggio in Terra Santa è una gran gioia per i cristiani. Io auguro al Santo Padre ogni bene per il suo viaggio. Quello che mi disturba circa lo Yad Vashem è che Papa Pio XII vi è attaccato, anche se nessuno salvò più ebrei durante il periodo nazista di lui. Per esempio, fece preparare certificati di battesimo per Ebrei perseguitati per proteggerli dall’arresto. Questi fatti sono stati distorti per significare esattamente l’opposto. D’altro canto, io spero che il Papa avrà anche un occhio e un cuore per le donne e i bambini che sono stati feriti nella Striscia di Gaza, e che parlerà in aiuto della popolazione cristiana in Betlemme, che ora è rinchiusa da un muro.

- Le sue dichiarazioni hanno causato grande offesa e oltraggio nel mondo ebraico. Perché non si scusa?
Se capisco che ho fatto un errore, mi scuserò. Io chiedo ad ogni essere umano di credermi quando dico che non ho detto nulla di coscientemente falso. Io ero convinto che i miei commenti fossero accurati, basati sulle mie ricerche negli anni ’80. Ora devo rivedere tutto di nuovo e verificare le prove.

- Almeno riconosce i diritti umani universali?
Quando i diritti umani furono dichiarati in Francia, centinaia di migliaia furono uccisi in tutta la Francia. Dove i diritti umani sono considerati un ordine obbiettivo per lo Stato da applicare, ci sono costantemente politiche anticristiane. Quando si tratta di preservare la libertà di coscienza dell’individuo contro lo stato democratico, allora i diritti umani svolgono una funzione importante. L’individuo ha bisogno di questi diritti contro un paese che si comporta come un Leviatano [riferimento al filosofo Thomas Hobbes, n.d.T.]. Ma il concetto cristiano dello stato è diverso, così che le teorie cristiane dei diritti umani sottolineano che la libertà non è un fine in sé. Il punto non è libertà da qualcosa, ma libertà per qualcosa. Per il bene.

- Le sue frasi e la revoca della sua scomunica hanno causato proteste in tutto il mondo. Può comprendere questo?
Una singola intervista alla televisione svedese ha dominato le notizie per settimane in Germania. Sì, veramente mi sorprende. Succede così per tutte le violazioni della legge in Germania? Difficilmente. No, io sono solo lo strumento, in modo che si possa agire contro la FSSPX e il Papa. Apparentemente, il cattolicesimo di sinistra in Germania non ha ancora perdonato Ratzinger di essere diventato Papa.

Fonte: Spiegel.de

5 commenti:

  1. Semplicemente immorali le parole del monsignore(???)...ma sarà il suo dio a giudicarlo!

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  2. ma perchè immorali? per me sono assolutamente condivisibili!

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  3. come preferisci credere, anonimo commentatore. Ma forse hai ragione, avrei dovuto dire INDECENTI.

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  4. occorre innanzitutto riconoscere i commenti degli ebrei che si fingono anonimi e disinteressati commentatori amanti della giustizia e della verità-

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  5. Personalmente non mi fingo ne ebreo, ne tanto meno confessore di nessun credo religioso. Sono molto consapevole del mio laicismo radicale. Ciò premesso, vorrei ricordare al caro monsignore che se cerca le "prove scientifiche e storiche" dell'olocausto, allora sarà il caso di cominciare analogo percorso per giungere all'inconfutabile veridicià della figura di cristo. La fade può indurre molti a credere gesù il nazareno nacque per effetto dello spirito santo...ma nessuna prova diretta o pragmatica può far affermare a nessuno che sia in tutta coscienza mai nato. Se questo è il principio del caro monsignore, sarà il caso di ricordagli ancora che le "testimonianze" giunte fino a noi...dagli evangelisti alle scritture sacre delle altre confessioni...alla tradizione orale...fino a molti documenti (alcuni dei quali nemmeno ammissibili per il cattolicesimo)...rappresentano (fede a parte) tutto quanto sia in nostro posseso per acclamare i fatti come veramente accaduti (e non mi riferisco certo a quelli che implichino ulteriori accettazioni dogmatiche...ma semplicemente agli avvenimenti storici)...l'estremizzazione di questo pericoloso modo di porsi verso la storia...può portare a revisioni che (in tempi ragionevolmente lunghi) possano confutare l'esistenza di personaggi (da Giulio Cesare ad Aristotele) relegandoli alla dimensione del mito, della leggenda...e quindi a negare qualsiasi evento (dallo sbarco in normandia, alla presa di gerusalemme, alla scoperta delle Americhe). Dunque centinaia di testimonianze (non vecchiè di millenni, ma solo di decine di anni) di chi (su un fronte o su un altro) ha vissuto l'orrore dell'olocausto costituiscono la più inoppugnabile delle prove. Il resto è stupida demagogia, così mediocre e meschina che si mostra semplicemente per ciò che è. Ovvero la manifestazione di pochezza o di cattiva fede. Tutto qui!

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