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venerdì 17 maggio 2024

Ercolano (NA), giovedì 23 maggio: conferenza «Perché non possiamo non dirci “cristiani”»

Riceviamo dagli amici di Napoli e con piacere condividiamo la segnalazione della conferenza organizzata dalla  Fondazione Ente Ville Vesuviane con il dott. Gennaro Miranda, l’on. Luciano Schifone, l’avv. Gaetano Esposito, l’avv. Giovanni Formicola e l’avv. Carmine Ippolito.

L.V.

Giovedì 23 maggio, ore 18:00

Villa Campolieto
(Ercolano - corso Resina, 283)

Perché non possiamo non dirci «cristiani»

Letture e dispute sul celebre saggio di Benedetto Croce

Interventi:
- dott. Gennaro Miranda, presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane;
- on. Luciano Schifone, consigliere del Ministro della Cultura;
- avv. Gaetano Esposito, Officina Forense - sezione di Napoli;
- avv. Giovanni Formicola, coordinatore dell’associazione Opzione Benedetto;
- avv. Carmine Ippolito, consigliere della Fondazione Ente Ville Vesuviane


Il saggio di Benedetto Croce comparve sulle pagine della Critica il 20 novembre 1942 e da allora non ha cessato di essere al centro di interesse e dibattiti. Afflitto dallo spettacolo delle atrocità della guerra nella sua Napoli ma, più in generale, angosciato dalle sorti della nostra civiltà, Croce volle affidare al saggio questi suoi sentimenti, con l’intento di suonare un allarme e risvegliare nelle coscienze il senso del dovere di non essere passivamente acquiescenti. Ma il saggio, bollato dalla stampa fascista e comunista, volle essere anche un appello, sia pur velato, a tutte le forze sinceramente amanti della libertà, in vista dello sperato ritorno alla vita democratica. Dalle note del Diario di Benedetto Croce si comprende anche il tormento nella ricerca di un titolo adeguato, passato dalla prima formulazione in termini interrogativi, alla seconda in termini affermativi, alla definitiva, in cui affermarci diventa dirci, ma soprattutto si appongono le virgolette a «cristiani», per render chiaro, fin dal titolo, che il termine veniva assunto in un senso particolare, diverso da quello connotante formali appartenenze confessionali. Il saggio si rivelerà espressione altissima e sofferta, a un tempo, della passione civile dell’autore, della incompiutezza d’ogni sistema filosofico e dell’insondabilità dei tanti misteri che avvolgono l’uomo.

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La Redazione