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lunedì 18 marzo 2024

Quando la Messa Tradizionale c'è ed è bella anche dall'altro capo del mondo: Auckland, Nuova Zelanda

Mi trovo per pochi giorni in Nuova Zelanda per lavoro, una breve sosta incastonata tra una visita d’affari in Vietnam ed altre in Australia.
Per la domenica cerco la messa tradizionale, controllo su internet ed eccomi servito: ad Auckland c’è un apostolato della San Pietro. Chiedo conferma degli orari via email e l’ottengo in 12 minuti.
All’entrata della parrocchia c’è un gazebo in cui i parrocchiani condividono la colazione mentre in chiesa, tra una messa e un’altra, hanno luogo le confessioni. Il cappellano è il sessantenne don Antony Sumich, ingegnere civile, ex allenatore della nazionale croata di rugby e giocatore di cricket. All’età di 35 anni, di ritorno ad Auckland, Antony scopre il rito tradizionale ed entra nella fraternità San Pietro. Presta servizio in Nigeria, negli USA e in Canada ed infine rientra in Nuova Zelanda. Come suo assistente, serve il giovanissimo Don Nathan Pospischil, laureato in economia e commercio, australiano, ex State Tax Office a Sydney.
La Messa è curata e vi partecipano con toccante devozione diversi volti europei, tanti maori e tanti orientali; alcuni di questi ultimi servono la celebrazione con grande rigore ed altri l’accompagnano con il coro gregoriano.
Finita la Messa, uscito, mi fermo a chiacchierare presso il gazebo dei dolci, conoscendo alcuni dei fedeli.
Che sollievo vedere che anche dall’altra parte del mondo resiste un piccolo ma vigoroso manipolo di fedeli legati alla tradizione! Grazie don Antony, grazie Don Nathan e grazie alla vostra splendida comunità per questa testimonianza. God bless you!


Gabriele

PS Concludo il pomeriggio visitando il museo di Auckland dove sono esposti, tra gli altri, anche i primi rudimentali oggetti con cui i maori celebravano inizialmente la Santa Messa. A destra in basso, due foto.






4 commenti:

  1. Anche celebrare nei magazzini ormai fa parte della tradizione.

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    1. Questo è perché sono costretti a farlo. Se potessero userebbero chiese più belle. I novatori invece hanno fatto l'opposto: distrutto altari e arredi per fare volutamente dei magazzini.

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    2. Non l’hanno costruita loro e sono lì provvisoriamente. L’alternativa era non celebrarla.

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  2. Interessante come non pubblichiate mai i post critici contro queste strutture.
    Come al solito: i vostri gusti (spesso inquinati di ideologia) sono la verità suprema.
    È questo uno dei tantissimi motivi per cui non siete credibili.

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La Redazione