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mercoledì 4 ottobre 2023

Nuove voci di vescovi a sostegno dei “Dubia” #dubia #sinodo

Qualche vescovo si muove.
La contraddizione, la confusione e la rivoluzione non sono caratteristiche dello Spirito Santo”.
QUI i nostri post e la rassegna stampa sui Dubia dei 5 cardinali sugli errori del Sinodo. 
Luigi

Marco Tosatti, 4-10-23

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione, nella nostra traduzione le dichiarazioni rilasciate da mons. Schneider e mons. Eleganti a Maike Hickson, di LifeSiteNews, che ringraziamo di cuore. Sono atti di coraggio nel clima Buona lettura e condivisione.
§§§

In una corrispondenza con LifeSite, il vescovo Schneider ha elogiato il testo del dubia come un atto al servizio del bene della Chiesa e ha invitato gli altri prelati della Chiesa cattolica a “sostenere pubblicamente questa testimonianza dei cinque cardinali”. La sua dichiarazione completa è la seguente:

Il testo dei cinque dubia, presentato a Papa Francesco il 21 agosto 2023, da cinque Cardinali è un atto altamente urgente e meritorio e rende onore al Sacro Collegio Cardinalizio. I Cardinali hanno agito in modo veramente collegiale e fraterno nei confronti del Sommo Pontefice e allo stesso tempo hanno dimostrato una reale sollecitudine pastorale per le necessità spirituali dei fedeli e per il bene di tutta la Chiesa (cfr. Lumen gentium, 23). La loro voce rappresenta un grido profetico nel deserto di un silenzio quasi generale tra i pastori della Chiesa e una luce in mezzo alla notte del relativismo dottrinale e della confusione che ha infettato la Chiesa dei nostri giorni. È auspicabile che molti Cardinali e Vescovi, memori della solenne promessa della loro ordinazione episcopale di difendere l’integrità della Fede cattolica, sostengano pubblicamente questa testimonianza dei cinque Cardinali, che è espressione di un vero amore per la Chiesa e la salvezza delle anime.

+ Athnasius Schneider
***

Contattato da LifeSite in merito alla dichiarazione di Müller, il vescovo Marian Eleganti ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa del prelato tedesco. Ha inviato a LifeSite la sua dichiarazione e ha spiegato: “Soprattutto la papolatria deve finire. È iniziata già con i papi precedenti, ma ha raggiunto lo status di culto con persone come il card. Fernandez. Inoltre, i papi parlano troppo e nei formati sbagliati, Francesco in particolare spesso (interviste). Questo porta a una banalizzazione delle loro dichiarazioni come semplici opinioni personali, che nel caso di Francesco sono effettivamente tali”.

Nella sua lunga dichiarazione a sostegno dei cinque cardinali dubia – Walter Brandmüller, Raymond Leo Burke, Juan Sandoval Íñiguez, Robert Sarah e Joseph Zen – il vescovo ausiliare in pensione di Coira, in Svizzera, ha spiegato che le verità di Cristo sono immutabili e non soggette allo spirito del tempo. Tali insegnamenti immutabili sono che le unioni omosessuali non possono essere benedette, che una condizione per l’assoluzione valida in confessionale è il pentimento sincero e la volontà del penitente di emendarsi, che esiste una struttura gerarchica della Chiesa e che “la Chiesa non ha l’autorità di ammettere e ordinare le donne al sacerdozio”. In questo modo, Eleganti stesso riafferma e difende la dottrina della Chiesa in modo chiaro e sfida Papa Francesco per le sue risposte equivoche ai dubia dei cardinali, dicendo: “Chi risponde a dubbi sulla propria ortodossia, che potrebbero essere fugati con un semplice sì o no, con lunghe frasi, dà ragione a chi dubita della sua ortodossia”.

Eleganti insiste sul fatto che i papi non possono contraddire il magistero dei papi precedenti e che i papi devono insegnare in modo chiaro, con un “sì” o con un “no”. E aggiunge: “La contraddizione, la confusione e la rivoluzione non sono caratteristiche dello Spirito Santo”.

2 commenti:

  1. Gesu disse il si deve essere si e il no deve essere no.noente interpretazioni

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  2. l'impressione è si starà ancora sul vago, senza direttive concrete e cogenti (sul modello dell'Amoris Letizia) .... cosi ogni vescovo (ma anche parroco) potrà dare spazio alle proprie "convinzioni dottrinali-pastorali"

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