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giovedì 30 marzo 2023

Difesa della Messa tradizionale: 77ª settimana. Nuove manifestazioni di preghiera davanti agli uffici dell'Arcidiocesi di Parigi #traditioniscustodes

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi

77ª SETTIMANA: LE SENTINELLE CONTINUANO LA PREGHIERA IN DIFESA DELLA MESSA TRADIZIONALE DAVANTI AGI UFFICI DELL'ARCIDIOCESI DI PARIGI

Abbiamo appena commemorato, il 13 marzo, il decimo anniversario dell'elezione di Papa Francesco. Un giornalista "conservatore" americano, Ross Douthat, ha pubblicato il 16 marzo sul New York Times un articolo molto vivace, Pope Francis’ Decade of Division, che è stato tradotto in francese dal sito Benoît-et-moi (10 ans de divisions (Ross Douthat) | Benoit et Moi (benoit-et-moi.fr)). Questo articolo è tanto più interessante in quanto dà la temperatura dell'importantissimo cattolicesimo “conservatore” americano, i cui fedeli, sacerdoti, vescovi, formano un mondo particolarmente critico nei confronti della politica di papa Bergoglio.
Le divisioni di cui Ross Douthat accusa il pontificato sono anche di stampo liturgico: «C'è la guerra su due fronti che Roma si trova a condurre su dottrina e liturgia, cercando di schiacciare i tradizionalisti della Messa latina della Chiesa mentre cerca di impedire ben più timidamente i vescovi tedeschi liberali di forzare uno scisma sul fianco sinistro del cattolicesimo”. È vero che questa grande lacerazione liturgica del corpo ecclesiale è opera prima di tutto di Paolo VI, che ha promulgato una nuova messa e ricomposto da cima a fondo tutto il culto divino. Benedetto XVI aveva cercato di ridurre questo strappo, mentre Francesco lo esacerba in un modo che non potrebbe essere più inadeguato visto lo stato attuale del cattolicesimo, atteggiamento del tutto incomprensibile per tutta una parte dei cattolici.

È che i cattolici che ancora frequentano le chiese non hanno più niente a che fare con i militanti conciliari del postconcilio. A Parigi, lunedì 20 marzo, si sono svolti nella chiesa di Saint-Pierre-de-Montrouge i funerali di un sacerdote emblematico della nuova generazione sacerdotale. Una bella figura di santità sacerdotale, padre Cyril Gordien, parroco di Saint-Dominique, è stato portato via in un anno, in grande sofferenza, da un cancro devastant. La chiesa era gremita, con tanti scout e giovani: almeno 1600 fedeli, 200 sacerdoti, un'assemblea che, per la maggior parte, era rappresentativa di questo cattolicesimo "conservatore", nel senso di un cattolicesimo che cerca di conservare ciò che può. Tra i 6 vescovi presenti, la maggior parte deve aver fatto una smorfia leggendo il testamento spirituale del sacerdote defunto che è stato distribuito agli assistenti (Le testament spirituel de l'abbé Cyril Gordien (famillechretienne.fr)). Pagine commoventissime, in cui padre Gordien ha parlato con sobrietà ma chiarezza delle sofferenze che i suoi superiori gli avevano fatto sopportare: “Dentro la Chiesa sono entrati i lupi. Sono sacerdoti, e talvolta anche vescovi, che non cercano il bene e la salvezza delle anime, ma desiderano anzitutto la realizzazione dei propri interessi, come il successo di una "pseudo-carriera". Perciò sono pronti a tutto: cedere al pensiero dominante, fare patti con certe lobby come l'Lgbt, rinunciare alla dottrina della vera fede per adeguarsi ai tempi, mentire per raggiungere i propri scopi. Ho incontrato questo tipo di lupi travestiti da buoni pastori, e ho sofferto per la Chiesa. »

Ed ha sofferto per la Chiesa, in particolare a causa della liturgia: «Come sacerdote, pastore e guida delle pecore a noi affidate, se decidiamo di curare la liturgia per onorare nostro Signore e rendergli un vero culto, è poco probabile che saremo sostenuti nelle alte sfere di fronte alle lamentele dei laici.” Quando fu lanciata l'offensiva del Traditionis Custodes, mentre nei suoi confronti si scatenava la repressione da parte delle autorità diocesane (era stato rilevato dall'oggi al domani dal suo incarico relativo alle vocazioni), stava preparando l’inizio a Saint-Dominique di una messa tradizionale settimanale, il mercoledì, per i giovani, tra i quali ben sapeva esserci una forte ricerca della tradizione.

Il suo ricordo, e senza dubbio la sua stessa preghiera, accompagnerà le nostre, che chiedono una piena e completa libertà per i fedeli e per i sacerdoti, a Parigi, per quanto riguarda la liturgia tradizionale, con il rosario dei mercoledì alle 17 a Saint-Georges de La Villette, quello davanti a Notre-Dame du Travail, ogni domenica con il rosario dalle 18:15, e anche davanti agli uffici dell'arcidiocesi, 10 rue du Cloître-Notre-Dame, dal lunedì al venerdì, dalle 13:00 alle 13:30.