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giovedì 2 febbraio 2023

Controstoria del movimento liturgico #62 - p. Carlo Braga C.M., il liturgista dietro le quinte, assistente di Bugnini (1927-2014) di A. Porfiri

Un altro interessante medaglione liturgico del M° Aurelio Porfiri. Quest'oggi ci presenta Carlo Braga
 Qui i post precedenti.

Un liturgista discreto: Carlo Braga (1927-2014)

Se per molti liturgisti che hanno giocato un ruolo importante nell’ambito della riforma liturgica, come padre Bugnini, esistono scritti e biografie, ce ne sono altri che sono meno conosciuti al pubblico ma che comunque svolsero un ruolo significativo.
Uno di questi era il vincenziano Carlo Braga, che fu attivamente coinvolto nella commissione piana per la riforma della Settimana Santa e poi nelle varie commissioni che porteranno alla Sacrosanctum Concilium. Egli fu assistente del suo confratello padre Bugnini, a cui rimarrà sempre devoto.
Di padre Carlo Braga posso parlare per testimonianza personale, avendolo conosciuto ed incontrato in varie occasioni e avendo discusso, da posizioni diverse, gli esiti della riforma liturgica. Molti anni fa, al tempo in cui collaboravo alla rivista La vita in Cristo e nella Chiesa, fui uno degli organizzatori di un convegno per celebrare, mi sembra, i 40 anni della Sacrosanctum Concilium. Lo invitai ad essere fra i relatori e lui accettò molto volentieri. Inoltre, per un libro uscito nel 2004 negli Stati Uniti (Voices from the Council) lo intervistai, insieme ad altri protagonisti, sulla sua esperienza al Vaticano II.
Per la mia conoscenza diretta con lui devo dire che padre Braga era un sacerdote di grande umiltà e mitezza, veramente una persona molto gradevole e per nulla altezzosa, malgrado la sua statura di studioso della liturgia. Lo hanno definito “liturgista dietro le quinte”, proprio per la sua grande discrezione. Credeva profondamente nella riforma liturgica del Vaticano II e con i suoi studi ha cercato di difenderne la solidità. Mi rimane sempre impresso, quando io gli facevo le mie rimostranze per il modo in cui la riforma liturgica ha preso forma, che lui mi dicesse come quello che noi abbiamo oggi non era quello che i padri conciliari desideravano.
Fra i suoi stidi vanno ricordati quello sulla liturgia delle ore e quello in cui raccoglie i documenti importanti della riforma liturgica dopo il Vaticano II. Si dedicò anche a studiare la riforma della Settimana Santa, di cui come detto fu testimone diretto.