Chiesa parrocchiale di San Gottardo dell’arch. Ettore Polesel (anno 1987).
Dopo aver guardato con raccapriccio i risultati degli investimenti economici anche della Diocesi di Concordia-Pordenone, ribadiamo la domanda: se lo meritano l’otto per mille?
Lorenzo
Descrizione: A seguito del terremoto del 1976, l’antica chiesa di San Gottardo risultava inagibile. In un primo momento ci si orientava per un ripristino totale, e conservativo. Si è scelto poi di demolire per un edificio ex novo, di fattura moderna. L’architettura è iscritta nel profilo geografico del territorio: la pedemontana, e il pendio che scende verso il greto del torrente. Il profilo della chiesa è dolce, e richiama l’ondeggiare dei colli. Il campanile, geometrico e pungente, diviene il punto di riferimento che individua il luogo di culto nel piccolo centro abitato.
Nella concezione dell’architetto Ettore Polesel, l’impianto è dato dal figurato del profilo di un sasso del vicino torrente, intagliato e reso gentile dal movimento e dal gioco delle ombre.
Le fondazioni sono date da un profondo scavo capace di superare il terreno sassoso ed ancorare la colata di cemento armato alla roccia.
La chiesa è costruita su un’idea di pianta centrale, allungata nei lati, disegnata da un ideale punto nascente (l’altare) che in modo concentrico dilaga verso il perimetro.
Anche in altezza è rappresentato il concetto di pianta centrale: l’edificio è più ampio in basso; salendo, il raggio si chiude dando vita ad un corpo sopraelevato.
Dal portale centrale, un corpo sinuoso in cemento armato sale come una spirale, abbracciando sul lato sinistro il corpo centrale, e dando idea di ascesa verso l’alto.
Sul lato sinistro si apre un corpo disegnato come una cupola, che dalla feritoia consente di dar luce al matroneo; da questo corpo laterale, la copertura scende con un unico spiovente in cemento verso il lato destro, più basso.
Il presbiterio è un luogo fluido, non nettamente distinto dall’aula. L’ambiente è pensato come un contesto intrecciato, dove il popolo celebra senza essere separato, secondo il linguaggio accolto dal Concilio Vaticano II.
Il pavimento dell’intero ambiente interno è dato da un seminato alla veneziana, in cui sono inserite delle lingue di piombo che segnano un percorso di accompagnamento che dal portale d’ingresso conducono all’altare.
A sinistra dell’ingresso, una gradinata ampia e luminosa conduce al matroneo, pensato per la corale.
L’elemento decorativo principale è dato dalla luce. Secondo il linguaggio che guarda a Le Corbusier, il cemento armato è in alcuni punti chiavi tagliato, e dalle feritoie, poste in congiunzione tra i vari elementi, entra la luce calda e avvolgente.
Adeguamento liturgico: l’altare, l’ambone, il fonte battesimale e l’aula (intervento strutturale – 1990) sono opere dell’artista friulano Edo Janich, commissionata dall’architetto Ettore Polesel per il nuovo edificio costruito nel post terremoto. L’altare, pezzo intero di una fusione in bronzo, è concepito come la prua d’una nave che affronta la forza dell’acqua. L’ambone è ideato come una intricata rete da pescatore che nasce nel mare e s’innalza a sostegno del leggio per il lezionario. Volute in ferro ancorate alla parete in cemento armato sono poste a sostegno di un ampio fonte, opera di fusione in bronzo, che viene sostenuto con idea di leggiadria. Nel pavimento sono inserite lastre di piombo e tessere di mosaico a figura d’un ruscello di luce.
È stata salvata dall’antica chiesa di San Gottardo la cattedra la cattedra cinquecentesca, istoriata e lavorata a figure geometriche, restaurata e posta in presbiterio in asse con il nuovo altare (aggiunta arredo – 1990).
Testi ed immagini tratti dal sito chieseitaliane.chiesacattolica.it.
Immagini degli esterni:
Immagini degli interni:







