Dalla pagina Classic Catholic un’efficace sintesi visiva sul destino delle orazioni variabili (secondo il temporale o il santorale o votive) nel passaggio dal rito tradizionale a quello riformato:
il 53% delle orazioni variabili è omesso, sparito, non c’è più;
il 17% ha subito modifiche notevoli;
il 7 % ha subito modifiche minori;
il 10% è stato riassemblato in nuove preghiere;
…e soltanto il 13% è rimasto intatto.
Eppure, qualcuno ci aveva detto che “chi volesse celebrare con devozione secondo l’antecedente forma liturgica non stenterà a trovare nel Messale Romano riformato secondo la mente del Concilio Vaticano II tutti gli elementi del Rito Romano, in particolare il canone romano, che costituisce uno degli elementi più caratterizzanti” (Francesco, 16 luglio 2021).
Citando una canzone di Battiato verrebbe da chiedersi: “Che resta dunque / di tutto ciò, / ditemi un po’?“
Ciascuno tragga le sue conclusioni.
Stefano
