Piace a troppi, perchè tace sulle cose che contano”da Libero, del 14.03.2015
ma semmai con il destino stesso della Chiesa. Il clima festoso che
circonda Sua Santità, a due anni dalla sua elezione, l’entusiasmo di un
“box office da tutto esaurito” non nasconde e anzi è lo specchio di
quello che attende i fedeli: “Un anno fa scrivevo che poteva finir male,
perché il fine di riconquistare il mondo è santo, ma i mezzi implicano
l’alto rischio che sia il mondo a conquistarti definitivamente,
cancellandoti come contraddizione o segno di contraddizione – scrive
Ferrara -. Mi pare che siamo un pezzo avanti su questa seconda strada”.
A differenza di Papa Giovanni Paolo II (“volto virile e conquistatore, con la ruvidezza sincera e giudicante della dottrina morale su vita e famiglia”) e di Papa Benedetto XVI
(“eletto per combattere il relativismo e raddrizzare la rotta della
barca secolare investita da ogni vento di dottrina”), Papa Francesco ha
scelto secondo Ferrara un profilo più mite e dolce ma per questo molto
pericoloso. “Con i suoi buona sera, i buoni pranzo, le borse nere con
breviario e il rasoio, le Ford Focus, i pulmini, le misericordine”, nota
l’Elefantino, il Pontefice ha attirato applausi nel nome di
“fede e amore”, rinunciando però al volto severo della dottrina, al
giudizio morale che è uno dei capisaldi della Chiesa. “Chissenefrega
dell’aborto, del divorzio, della biogenetica, altro che catechismo,
catalogazione dei peccati, definizione del credo, è tutta tradizione
pietrificata, morta e sepolta dal Vaticano II”, è il commento sarcastico
e amaro di Ferrara. Quella di Bergoglio su queste materie “è una Chiesa
del silenzio, come quella dell’est europeo durante la dittatura
sovietica”. Per “riconquistare il mondo secolare”, è questo il pericolo
(e la linea bergogliana), “devi farti perdonare quella ingerenza
spirituale del passato”. La Chiesa, cioè, accetta di deporre spada e
scudo, smette di combattere. E così “l’aborto è diventato un diritto
umano, non più una circostanza dolorosa di cui prendere atto mentre la
si combatte con le armi della cultura”.
“Questo Papa piace troppo” – Seguendo i dettami della “sola fide“,
il quadro che ne esce è per Ferrara disarmante: “Il Papa non vuole la
rogna del mondo com’è, se lo rappresenta come un cuoricino di bontà e
misericordia”. “Mi sbaglierò – è la conclusione sconsolata dell’ex
direttore – ma è tutto questo che di Francesco piace, e piace troppo. Ed
è il piacere triste della chiesa che si arrende, io preferisco il Papa
che mette allegria e spande gioia con il suo stile, ma la testimonianza
di cultura, la vera laicità come dimensione moderna, la capacità di
funzionare come contraddizione sociale, questa manca. O mi manca, se
volete”.