Ci risiamo.
Dopo la lettera a Scalfari, ecco che il Papa ne combina un’altra.
Pur avendo letto l’intervista al Papa (gesuita) fatta dal direttore p. Antonio Spadaro di Civilità Cattolica (dei Gesuiti) su Quaderno N°3918 del 19/09/2013 – (III 449-552 ), in questa sede non entriamo nel merito del testo, ma vorremmo esprimere la nostra preoccupazione sull’effetto “mass-media” in merito ai discorsi, ambigui, del Papa. Da tempo i mezzi di comunicazione mettono in giro l’eco, distorta, che le parole del Vescovo-di-Roma stanno avendo per colpa un po’ della sua superficilaità e imprudenza, e un po’ dei giornalisti.
Riportiamo, come esempio, un commento di un lettore, che è uno fra i moltissimi altri che è rimasto “sconvolto” dalla lettura dei giornali questa mattina. Come si evince, il messaggio che arriva alla stramaggioranza dei fedeli, purtroppo, è quello veicolato (e spesso manipolato, come in questo caso) dai mass-media, e non quello che espresso, se in forma incauta, dal Papa.
Se pur in molti casi Papa Francesco abbia detto cose molto ambigue (e rese ancor più tali dai giornalisti), non ha -ancora- scardinato la Dottrina. Ma l’effetto prodotto sembra proprio come se lo avesse fatto.
La Misericordia di Dio verso tutti i peccatori pentiti è cosa nota e rivelata, e non è una novità degli ultimi 6 mesi di pontificato di Bergoglio, ma molte cose, fraintese e ambigue, paiono degli squarci profondi e gravi nel tessuto millenario della Verità, confermata da un coerente Magistero millenario.
Se pur in molti casi Papa Francesco abbia detto cose molto ambigue (e rese ancor più tali dai giornalisti), non ha -ancora- scardinato la Dottrina. Ma l’effetto prodotto sembra proprio come se lo avesse fatto.
La Misericordia di Dio verso tutti i peccatori pentiti è cosa nota e rivelata, e non è una novità degli ultimi 6 mesi di pontificato di Bergoglio, ma molte cose, fraintese e ambigue, paiono degli squarci profondi e gravi nel tessuto millenario della Verità, confermata da un coerente Magistero millenario.
E allora che senso ha dire: “Ma il Papa non ha detto questo… non intendeva dire quell’altro, il Papa ha ripetuto il Catechismo…, il Papa voleva dire che” se però il messaggio che arriva alle folle è l’opposto, e suona così: “questo papa è rivoluzionario, è povero, …finalmente apre ai gay, …perdona l’aborto yout court, …è indulgente con i divorziati, …dice alla Chiesa di non ingerirsi nella vita spirituale della persone…”
Il Papa non dice affatto così! Ma è quello che sembra abbia detto.
E’ vero che Dio ama anche i peccatori, e tutti noi lo siamo! E’ vero che se il peccatore si pente, si alza, e torna da suo padre, Dio lo accoglie a braccia aperte e fa ammazzare il vitello grasso e apprezza il suo cuore contrito e affranto (parabola del figliol prodigo e salmo 50), ma, quello che non passa, dalle parole -dette o pronunciate- dal Papa, è la necessità del pentimento e il proposito di “andare e non peccare più” (come disse Nostro Signore alla adultera salvata dalla lapidazione)!
E’ vero che Dio ama anche i peccatori, e tutti noi lo siamo! E’ vero che se il peccatore si pente, si alza, e torna da suo padre, Dio lo accoglie a braccia aperte e fa ammazzare il vitello grasso e apprezza il suo cuore contrito e affranto (parabola del figliol prodigo e salmo 50), ma, quello che non passa, dalle parole -dette o pronunciate- dal Papa, è la necessità del pentimento e il proposito di “andare e non peccare più” (come disse Nostro Signore alla adultera salvata dalla lapidazione)!
Ma questa necessità della conversione, del pentimento, del chiedere perdono, non è comunicata in maniera chiara e indiscutibile dai pensieri del Papa, che presenta Dio che ama tutti incondizionatamente. E facendo questo raccoglie enormi consensi terreni, ma rischia di mettere in serio pericolo la salvezza eterna di milioni di anime!
E’ vero che questo rischio è colpa delle manipolazioni dei giornali, ma… le manipolazioni partono, purtroppo dalle frasi del Papa, già molto ambigue di per se stesse.
Chi tra i milioni di cattolici andrà a leggersi le 29 pagine dell’intervista di p. Spadaro per vedere cosa ha realmente detto il Papa? Pochissimi. E chi fra quei pochissimi, capirà veramente che, se pur ambiguo, il Papa non ha rotto con il Magistero precedente? Ancor meno.
Molti di più invece leggeranno articoli come questo STORICA INTERVISTA DEL PONTEFICE SU «LA CIVILTà CATTOLICA» Il Papa apre ai divorziati e alle donne che hanno abortito: «Misericordia, non tortura» «La Chiesa? Un ospedale da campo dopo una battaglia»
E rimarranno sconcertati e confusi.
Roberto
Angolo Terme, giovedì 19 settembre 2013
Vi scrivo con una pena enorme nel cuore. Ho letto sul sito del
Corriere della Sera la sintesi dell’intervista di Francesco a “La
Civiltà Cattolica”, sintesi reperibile al link http://www.corriere.it/cronache/13_settembre_19/papa-francesco-intervista_b16299a8-213a-11e3-abd6-3cb13db882d4.shtmlSarei tentato di dire “non ho parole”. Ma come si fa a tacere di
fronte a un abominio del genere? Ma vi rendete conto????!!!! Ma
soprattutto, il Papa si rende conto del disorientamento e dello
smarrimento che sta creando, o è talmente preso dalla sua voglia di
piacere e di rendersi simpatico a tutti i costi che neppure si rende
conto delle assurdità, dottrinali e morali, che sta imbastendo? Sono
allibito, amareggiato, deluso. I nostri pastori dovrebbero guidarci,
aiutarci, consigliarci, non mandarci fuori strada!!
Apertura ai gay, ai divorziati, a chi ha abortito, e via di questo
passo. Non si può buttare alle ortiche tutta la storia e la tradizione
della Chiesa solo perché ci si vuole fare belli di fronte ad un mondo
sempre più preda della post-modernità, del qualunquismo religioso, del
relativismo. E a questo proposito (parlando di relativismo, intendo) mi
ha colpito questa frase del Papa: «Se il cristiano è
restaurazionista, legalista, se vuole tutto chiaro e sicuro, allora non
trova niente. La tradizione e la memoria del passato devono aiutarci ad
avere il coraggio di aprire nuovi spazi a Dio. Chi oggi cerca sempre
soluzioni disciplinari, chi tende in maniera esagerata alla sicurezza
dottrinale, chi cerca ostinatamente di recuperare il passato perduto, ha
una visione statica e involutiva. E in questo modo la fede diventa una
ideologia tra le tante». Res ipsa loquitur, direbbero i giuristi.
Mi pare di cogliere una critica, tanto ingenerosa quanto del tutto
ingiustificata, indovinate un po’ a chi? E mi fermo, perché rischierei
davvero di mancargli di rispetto. Mi limito a far notare che, COMUNQUE,
un’intervista non è un atto magisteriale. Ripeto, è ossessionato dalla
preoccupazione di piacere a tutti. Varrebbe la pena ricordare però la
Lettera ai Galati: «Se anche piacessi agli uomini, non sarei più
servitore di Gesù Cristo». Perdonatemi lo sfogo, ma avevo proprio
bisogno di liberare il cuore da questo peso (anche se mi resta un nodo
in gola!!).Vi auguro un felice proseguimento del vostro lavoro, A.M.D.G.!!
L.D.