Conf. episcopale tedesca: la FSSPX è fuori della Tradizione cattolica!
astolphus
sabato, 7 Marzo 2009, 0:19 4 min di lettura
Dichiarazione dei vescovi tedeschi sull’attuale cammino della Chiesa Cattolica
Amburgo 5 marzo 2009.
La revoca delle scomuniche de quattro vescovi della FSSPX dopo venti anni ha dato origine a molta discussione in Germania e nel mondo, sia dentro sia fuori la Chiesa ed è stata discussa durante l’Assemblea Generale della Primavera [veramente siamo in inverno ma, si sa, non esistono più le mezze stagioni] 2009. Siamo giunti a una visione consolidata, cui diamo particolare importanza.
1. La FSSPX si è separata dalla Chiesa cattolica. I vescovi e preti che le appartengono, anche dopo la revoca delle scomuniche dei vescovi, non possono celebrare la S. Messa o altri sacramenti. In particolare, le ordinazioni di preti della Fraternità annunziate per quest’anno violano l’ordine e la legge della Chiesa. Chiederemo alla Sede Apostolica una pronta spiegazione di quali conseguenze legali vi saranno per un vescovo che voglia procedervi [diamo un suggerimento: le stesse che vengono irrogate ai vescovi greco-ortodossi che, contro “la legge e l’ordine” della Chiesa cattolica (che terminologia da sceriffi), osano ordinare i loro presbiteri]. La leadership della Curia deve fare rapidi miglioramenti nella coordinazione interna e nella comunicazione con le conferenze episcopali. Questo in particolare per le situazioni di conflitto.
2. La FSPPX non è perciò in comunione con la Chiesa cattolica, poiché è fuori della tradizione cattolica [fantastico!!] e ha rotto l’unità col Papa. E’ compito della FSPPX superare lo scisma e attraverso un processo di reintegrazione accettare l’unità col Papa e la dottrina della Chiesa. Il S. Padre Papa Benedetto XVI togliendo le scomuniche dei vescovi ha porto la sua mano come gesto di buona volontà. E’ responsabilità della Sede Apostolica determinare se la FSSPX è pronta a affermare e adottare chiaramente le convinzioni religiose dell’intera Chiesa e specialmente gl’insegnamenti dei papi e dei Concilii. I documenti del Concilio Vat. II appartengono alla tradizione cattolica e non possono essere annullati, tanto meno i testi sulla libertà religiosa e le relazioni con le religioni non cristiane, sull’ecumenismo e sulla Chiesa nel mondo moderno e le dichiarazioni sulla collegialità dei vescovi nelle loro relazioni con l’autorità papale [argomento assai sensibile, per una conferenza episcopale].
3. Ci spiace che in questo contesto siano sorte incertezze sul cammino della Chiesa. Lo abbiamo percepito in conversazioni e comunicazioni. Molti vescovi hanno già dato chiarimenti da subito. Le condizioni teologiche e pastorali specie del Concilio Vat. II sono l’ovvio fondamento dei nostri sforzi di rinnovare spiritualmente la Chiesa in Germania e dare nuova forza in parole e fatti alle risposte di fede sui temi religiosi del nostro tempo. Speriamo che nelle scorse settimane un nuovo interesse nelle dinamiche e orientamenti del Concilio Vat. II sia stato risvegliato. E’ un’opportunità che vogliamo utilizzare.
4. E’ particolarmente deprimente la negazione dell’Olocausto di un vescovo della FSPPX e le corrispondenti correnti antisemitiche nella Fraternità. Manca ancora una seria presa di distanza della parte in questione da tale inaccettabile attitudine, come la Sede Apostolica ha chiesto loro dal primo momento. Papa Benedetto XVI ga in più occasioni chiaramente affermato che la Chiesa cattolica rigetta attitudini antisemitiche e antiebraiche. Ci fa piacere che il S. Padre nelle scorse settimane sia stato in grado di continuare il dialogo con alti rappresentanti ebrei. In Germania, hanno avuto luogo parecchi incontri importanti con rappresentanti ebrei in cui v’è stata un’opportunità di parlare apertamente di preoccupazioni e paure e approfondire l’impegno reciproco. Ne siamo molto grati e portiamo avanti questi sforzi.
5. Sfortunatamente, sono anche stati datti commenti sugli eventi in corso nelle recenti settimane che presentavano la situazione in modo polemico. Anche dentro la Chiesa, si sono state voci e attività prive di carità, estremamente unilaterali e perfino degradanti e hanno danneggiato l’unità. Deploriamo questo stile di trattare vicendevolmente. Soprattutto rigettiamo ogni tentativo di mettere in dubbio la reputazione e l’integrità del papa, negare la costituzione della Chiesa cattolica e lavorare per la divisione. Se la FSSPX sia in piena comunione con la Chiesa cattolica è non ancora chiarito. Molto sembra parlare contro questo ora. Ma non è questa la domanda su cui stiamo trattando in primo luogo, ma sulla preoccupazione di rafforzare e rinnovare la vita ecclesiale e testimoniare al suo servizio sostanziale e multiforme. In questo sforzo, lavoriamo con preti e diaconi, il personale in servizio alla Chiesa e con tutti i credenti, che in molti modi danno la sua forza e capacità di agire. La Chiesa vive di questa associazione di vocazione e impegno corrispondente alla missione data dal Signore risorto. Confidando in Lui con una sola voce, chiediamo la Sua benedizione.