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mercoledì 25 gennaio 2023

Caso Rupnik. Denuncia n. Prot. 685/2019: chi ha tolto la condanna e perchè? Questa e altre news

AGGIORNAMENTO 25.1.2023 ore 18:00 Il Papa in un'intervista dichiara che non era a conoscenza nè degli abusi di p. Rupnik, nè del processo, nè della sua condanna, nè della scomunica latae sententiae e nega di essere intervenuto in favore di p. Rupnik per fargliela togliere. 
 
Nonostante siano passate diverse settimane e siano stati scritti decine, se non centinaia, di articoli (QUI i post pubblicati sul caso Rupnik da MiL) sul caso Rupnik, nessun organo ufficiale della Santa Sede si è ancora degnato di fornire una qualche spiegazione.
Ritorniamo, dunque, sulla squallida, scandalosa (e a tratti blasfema) vicenda emersa dalle testimonianze delle vittime anche perché lo scandalo suscitato nei fedeli non sembra aver provocato nella Santa Sede quella giusta reazione che tutti si aspettavano.
Infatti la denuncia presentata per assoluzione del complice de sexto, che ha assunto n. Prot. 685/2019, terminata con l'emissione del decreto che riconosceva la scomunica latae sententiae firmato (maggio 2020, si veda qui anche l'ammissione di p. Sosa) dal Card. Luis Ladaria Ferrer, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e dal Segretario Aggiunto S. Ecc.za Mons. Augustine di Noia, Arcivescovo Titolare di Oregon City, si è poi risolta in un nulla di fatto. 
Non è dato sapere perchè e soprattutto CHI abbia dato l'ordine al Card. Ladaria e al Segretario Aggiunto Mons. Di Noia di revocare la scomunica pochi giorni dopo. Pare illogico che a toglierla sia stato sua sponte il Card. Ladaria che lo aveva appena condannato. (si veda aggiornamento in testa al testo). 
Sappiamo anche che la Compagnia di Gesù aveva richiesto la sua dimissione dallo stato clericale e aveva pronto un comunicato stampa che poi non è mai stato pubblicato.
Ugualmente sappiamo anche anche che la seconda vicenda che riguarda il sacerdote sloveno e i presunti  abusi disgustosi commessi sulle suore, è finita in un nulla di fatto.
Sappiamo che il Dicastero per la Dottrina della Fede (allora Congregazione) ha un Segretario Aggiunto (Mons. Scicluna) e un Segretario (Mons. J.J. Kennedy) che sono stati appositamente nominati per occuparsi dei casi di abusi sessuali. Ci si chiede come sia stato possibile non derogare alla prescrizione violando il Vademecum sugli abusi sessuali (che prevede la non applicazione della prescrizione per quel tipo di reati, QUI).
I sopracitati monsignori non hanno nulla da dire?
Ad abundantiam  consigliamo la terribile lettura di Federica Tourn sul Domani (tramite Il Sismografo QUI) che descrive, con dovizia di particolari, l'ennesima testimonianza dell'ennesima abusata ("Mentre mi baciava [e altro, purtroppo], ripeteva che lo faceva per il mio bene"). 
Leggere anche QUI la Reuters e QUI Marco Tosatti su questo episodio..
Per fortuna Padre Rupnik è stato rimosso (QUI) dalla predicazione Esercizi Spirituali a Loreto per Sacerdoti e Religiosi, ma sostituito con un suo amico. Troppo poco. E vive ancora al Centro Aletti (tra le consacrate?)
Ancora pochi giorni fa abbiamo visto la locandina di un convegno cattolico con i mosaici di Rupnik in calce (QUI).
Ci chiediamo come mai nessuno risponda alle domande elementari che molti vaticanisti chiedono da tempo a Matteo Bruni della Sala Stampa Vaticana (sarà  in vacanza?) e al portavoce dei gesuiti. Qualcuno avrà il coraggio e l'autorizzazione di chiederlo al Papa Francesco, in aereo, nel prossimo viaggio in Africa?
Noi continueremo a chiedere, e sempre nuovi sordidi dettagli (MA  ANCHE nuove informazioni) continuano ad emergere.
Vi teniamo informati.
Luigi

1 commento:

  1. Sorvolo sui giudizi riguardo il comportamento di Padre Rupnik, reale o presunto che sia, per evitare polemiche. Credo che, qualora la Chiesa volesse andare più a fondo e dovesse scoprire reati gravi (altri) e comportamenti non adeguati al ruolo del religioso, dovrebbe prendere le distanze in maniera netta dal suo operato. Non si possono rimuovere le opere d'arte, non ci si accanisce MAI contro i prodotti dell'ingegno e della creatività imana (non evitiamo di eseguire od ascoltare la musica di Wagner solo perchè era notoriamente antisemita). Però, in maniera simbolica, si potrebbe rimuovere un piccolo mosaico e conservarlo in un museo, con la massima cura, e realizzare al suo posto un'altra opera religiosa. Questo sarebbe, a mio modesto avviso, un gesto di presa di distanza, simbolico e forte allo stesso tempo.

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