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mercoledì 2 febbraio 2022

Manipolazione della simbologia cristiana al Festival di Sanremo?

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un bel post del sacerdote rev.do don Pinton che ha celermente ripreso e diffuso la coraggiosa presa di posizione di Mons. Suetta Vescovo di Ventimiglia-San Remo contro la performance dì Achille Lauro (QUI il nostro post delle ore 13  con la Dichiarazione del Vescovo).
Ci fa piacere ripresentare il testo del blog che parimenti, espone un commento coraggioso in difesa della Religione e della cultura Cristiana del nostro paese, adducendo ampie e fondate argomentazioni. 
 Grazie Eccellenza! E grazie al reverendo. 
Luigi

Manipolazione della simbologia cristiana al Festival di Sanremo?di don Daniele Pinton | 02 Febbraio 2022 CREDERE OGGI. LAQUILA  BLOG

Una manipolazione della simbologia cristiana, nell’esordio della 72ma edizione del Festival di Sanremo, con la performance di Achille Lauro?
Un festival che doveva essere ‘della normalità’, con presenza non più di palloncini, per le restrizioni governative contro il covid-19, ma con persone in sala, dotate di mascherine ffp2.
Grandi aspettative, e un’enfasi sull’evento canoro, segnate dalla presenza in prima serata, non solo di Amadeus, come conduttore, ma anche con la presenza di Fiorello e Ornella Muti.
Ma l’esordio del Festival, ha visto in apertura Achille Lauro, a petto nudo e pantaloni di pelle nera, con l’esibizione di Domenica, insieme all’Harlem Gosperl Choir, un coro gospel che richiama chiaramente, come il titolo della canzone, il contesto religioso delle comunità cristiane. Ovviamente, non poteva mancare un gesto finale, che è inequivocabile, nel suo significato: l’auto-battesimo con il quale Lauro, in ginocchio, come se fosse al fiume Giordano, si rovescia sul viso acqua, da una conchiglia battesimale.

La inconsueta sobrietà iniziale della scenografia del pezzo di Lauro, con il piccolo coro gospel, che in più occasioni mostra una tavoletta con il volto dell’artista, ha portato il pubblico a concentrare l’attenzione sul gesto finale di Lauro, che segna la sua auto-celebrazione e auto-divinazione.

Le spiegazioni dell’artista sul gesto compiuto, sono ancora più disarmanti: la gratitudine e la devozione alla madre e la sua auto-rinascita, a dispetto di una comunità cristiana, ancora una volta ‘violata’, in ciò che ha di più importante, cioè il battesimo, sacramento di nascita in Cristo Gesù a vita nuova e la Domenica, giorno del Signore.

Il vescovo della diocesi di Ventimiglia – Sanremo, Mons. Antonio Suetta, dove si sta svolgendo il festival, ha diramato poche ore fa, un comunicato stampa in cui afferma che ‘la penosa esibizione del primo cantante, ancora una volta ha deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica evocando il gesto del Battesimo in un contesto insulso e dissacrante’.

Il vescovo mons. Suetta, inoltre, sottolinea come lo stesso contesto della presenza di un coro gospel, aveva come fine quello di alludere al giorno del Signore, ‘celebrato dai cristiani come giorno della fede e della risurrezione, collocandolo in un ambiente di parole, di atteggiamento e di gesti, non soltanto offensivi per la religione, ma prima ancora per la dignità dell’uomo’.

Proseguendo il suo discorso, il presule entra in merito a come la ‘drammatica povertà artistica’, vada spesso utilizzando i linguaggio della religione, per ottenere interesse mediatico e rivendica il dovere di ‘dare voce a tante persone credenti, umili e buone, offese nei valori più cari per protestare contro attacchi continui e ignobili alla fede; ho ritenuto doveroso denunciare ancora una volta come il servizio pubblico non possa e non debba permettere situazioni del genere, sperando ancora che, a livello istituzionale, qualcuno intervenga; ho ritenuto affermare con chiarezza che non ci si può dichiarare cattolici credenti e poi avvallare ed organizzare simili esibizioni; ho ritenuto infine che sia importante e urgente arginare la grave deriva educativa che minaccia soprattutto i più giovani con l’ostentazione di modelli inadeguati’.

Oggi, sarebbe utile ricordare i grandi della musica, che forse anche Achille Lauro, avrà avuto modo, almeno una volta di ascoltare, nella sua ‘lunga vita’ artistica e che hanno segnato storia e vita di molte generazioni, i quali, spesso hanno fatto la scelta di realizzare composizioni di interesse religioso e cristiano, per segnare positivamente il loro percorso artistico, come Carl Philipp Emanuel Bach, Johann Stamitz, Franz Joseph Haydn, Johann Christian Bach, Antonio Salieri, Muzio Clementi, Wolfgang Amadeus Mozart e Luigi Boccherini, Antonio Vivaldi, Gioacchino Rossini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.

Di fronte a questi grandi della musica, che hanno fatto dell’inclusività e del rispetto del messaggio cristiano, una risorsa artistica, potremmo anche domandarci cosa ne sarà, a sipario spento, di una musica come quella di Lauro, segnata dal non rispetto di molti che professano la loro fede in Cristo Gesù, ma soprattutto perché ‘il satrapo’ Amadeus, abbia scelto di mettere come esordio del Festival, proprio un pezzo eseguito con la volontà di calpestare i segni eterni del cristianesimo.

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