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martedì 1 giugno 2021

A Bergamo un nuovo attacco al novello prete che si veste… da prete

A Bergamo pare proprio che ci sia una generazione di vecchi preti allergica ai titoli ed all’abito talare.
Dopo il violento attacco da parte di mons. Alberto Carrara (QUI) al novello prete che, ad agosto 2020, dopo l’ordinazione, ebbe l’ardire di farsi fotografare in abito talare, la storia si ripete, sempre nella Diocesi di Bergamo.
Protagonista della vicenda non è più l’attempato Monsignore, ma un cinquantaseienne Parroco della periferia cittadina, don Mario Enrico D’Ambrosio, il quale, dopo aver visto la fotografia di uno tre sacerdoti appena ordinati sabato scorso in Cattedrale dal Vescovo di Bergamo, ha ritenuto di accoglierlo fraternamente nell’unità presbiterale ironizzando grettamente sulla propria pagina Facebook in merito al suo abito talare, giudicato non abbastanza «approssimato alla contemporaneità».
Non insistiamo oltre sul significato e sull’obbligo dell’abito talare previsto dalle vigenti norme canoniche (di cui tante volte abbiamo scritto), norme alle quali alcuni sacerdoti si ritengono «superiori», ma esprimiamo la nostra solidarietà al novello sacerdote e a tutti, ai tantissimi giovani sacerdoti che quotidianamente sono oggetto di dileggio per la loro fedeltà a Cristo anche attraverso l’abito che indossano, quell’abito che, nella storia, è stato macchiato dal sangue di migliaia di sacerdoti e seminaristi che hanno subito il martirio proprio per difendere questa loro veste.
Compatiamo questo Parroco che vede ogni giorno dissolversi la sua illusione della chiesa post-conciliare di cui è stato alfiere e che, nella monotonia di un ministero che gli desta vieppiù noia, per sfuggire alla montante uggia altro non sa fare che riversare la sua acredine su un giovane e sorridente confratello nel sacerdozio che, attraverso il suo abito, esprime fedeltà, obbedienza e sottomissione a Cristo ed alla Sua Chiesa, sottolinea la sua gioia nel servizio al popolo di Dio e ricorda a tutti la sua nuova appartenenza a Dio e non più al mondo.
Ci rallegriamo perché il Signore continua a donare alla Sua Chiesa questi giovani sacerdoti che rifuggono dalle mode e sanno trovare il coraggio nel loro abito, giovani sacerdoti dalle cui mani consacrate la Santa Chiesa è destinata a ritrovare un nuovo slancio; ci rallegriamo perché il Signore ci dona queste «visioni future di Chiesa» sempre più concrete ed attuali.

L.V.

P.S.: prendiamo atto che dalla notte tra il 31 maggio e l’1 giugno, il post in questione - oggetto di molte critiche nelle ultime ore non solo sui social media - non è più visibile sulla pagina Facebook di don Mario Enrico D’Ambrosio.

8 commenti:

  1. Ciechi e guide di altri ciechi.. ecco cosa sono. Una generazione di preti totalmente fallimentare, che sfoga la loro rabbia repressa su dei giovani che non vogliono essere complici del disfacimento ecclesiale da loro messo in atto, e di cui dovranno rendere conto a Dio.

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  2. Ricordiamo il beato Rolando Rivi, seminarista quattordicenne, torturato e ucciso dagli "eroici" partigiani per non aver voluto rinunciare all'abito talare, dalle parti di Reggio Rmilia.

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    1. E che dire della gesta "eroiche" dei nemici dei partigiani, cioè i fascisti e nazisti, che torturavano ed uccidevano ebrei, ma anche cristiani ed atei?

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  3. Non c'è nessuno svarione grammaticale comunque. La scritta "scanzo" è un gioco di parole tra "a scanso di equivoci" e il paese del novello sacerdote "scanzo" per scanzorosciate.

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  4. Parabéns ao jovem sacerdote pela sua piedade e coragem. Nossas orações por ele. Saudações aqui do Brasil. Salve Maria Imaculada!

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  5. Mimmo di Taranto1 giugno 2021 18:30

    Sarebbe interessante conoscere a chi è titolata la Parrocchia di don Mario Enrico D'Ambrosio per poterla inondare di messaggi di dissenso all'operato del suo parroco. Ignora don Mario Enrico quanto sia edificante vedere un prete vestito da prete che non nasconde la sua identità ma ne va fiero. Il Beato Rolando Rivi nulla insegna a questi preti non più tali ma semplici funzionari del culto?

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  6. Ottimo articolo.

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  7. Guarda un po' , cade a proposito questa riflessione del maestro Aurelio Porfiri che secondo me si attaglia perfettamente anche alla questione dell'abito talare :
    https://www.marcotosatti.com/2021/06/02/il-potere-e-la-vera-umilta-che-riguarda-la-persona-privata-non-il-suo-ruolo/

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