sabato 25 aprile 2020

Coronavirus, Parigi: P. de Maistre dopo l’irruzione poliziesca in chiesa denuncia « la nuova religione igienista e il clima ansiogeno adatto alla delazione »

Il sacrilegio nella chiesa parrocchiale di Saint-André-de-l'Europe a Parigi di domenica 19 aprile quando a seguito di una "spiata" tre poliziotti armati hanno fatto irruzione nella chiesa , cercando di interrompere la celebrazione della Messa domenicale alla quale assistevano tre fedeli ha ricevuto la ferma condanna dell'Arcivescovo di Parigi Mons. Michel Aupetit dai microfoni di Radio Notre Dame (leggere QUI
Sono particolarmente interessanti e  condivisibili  le riflessioni che il parroco di Saint-André-de-l'Europe Padre Philippe de Maistre ha espresso nell'intervista a Leone Grotti su Tempi (link sotto)  anche a seguito della decisione del Presidente Francese Macron di autorizzare le  Messe pubbliche solo per alla metà del mese di giugno, con un numero limitato di fedeli.  I Vescovi francesi, memori della sanguinosa persecuzione scagliata contro i cattolici  durante la Rivoluzione,  hanno contestato la decisione di Macron proponendo una controproposta:  la riapertura delle chiese per il culto pubblico
 il 17 maggio, ossia la prima domenica dopo l’apertura generale prevista per l’11 maggio. 
" ...ormai si è anche capito che un po’ ovunque - Vescovi italiani a parte che pare vivono nel mondo dell'Iperuranio N.d.R.-, approfittando dell’emergenza sanitaria, si stiano facendo prove tecniche di dittatura scientocratica. Il lupo cambia il pelo, ma non il vizio. E così i nuovi faraoni si ostinano ad impedire che i cristiani possano tornare nelle proprie chiese per il culto di Dio. Interessante segno dei tempi." ( Cfr.NBQ QUI)  
AC  

«La polizia è entrata armata in chiesa 
per interrompere la Messa. Ora basta»

di Leone Grotti
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«RIAPRE TUTTO, TRANNE LE CHIESE: È SCANDALOSO» 
L’incidente si è concluso, ma il parroco di Saint-André-de-l’Europe non è affatto tranquillo: «Qui la chiesa è stata molto docile e molto obbediente al governo», confida a tempi.it. 
«E cosa ottiene in cambio? L’11 maggio il presidente Emmanuel Macron riaprirà scuole, negozi e uffici ma non le chiese, che potranno ricominciare a celebrare la Messa soltanto a metà luglio o ad agosto. Questo è scandaloso!». 
Si teme per la sicurezza dei francesi, ovviamente, ma «io usualmente faccio tre Messe alla domenica e pur di permettere ai fedeli di tornare ai sacramenti posso tranquillamente farne dieci, in modo tale che ognuna sia meno partecipata. Così non ci saranno assembramenti. Chi ha detto che non si può fare? Questa situazione non mi piace e la gente inizia ad essere stufa: i sacerdoti non possono portare i sacramenti a chi muore, non possono dare l’estrema unzione. L’avversione dei cattolici monta e qualcuno dovrà ascoltarla».  

«SI FA STRADA UNA NUOVA RELIGIONE IGIENISTA» 
Se è vero che, continua il parroco, «al momento nessuno sta rimettendo in causa la libertà di culto, mi sembra che a qualcuno piacerebbe farlo». 
A padre de Maistre, ad esempio, non è andato giù l’incontro organizzato da Macron con i responsabili delle religioni francesi, al quale «sono stati invitati anche cinque rappresentanti della massoneria. Da quando è una religione? Non c’è un bel clima in Francia». 
Il parroco francese vede farsi strada nel paese «una nuova religione igienista che ritiene fondamentale difendere la salute e non tiene conto di tutte le altre esigenze dell’uomo, a partire da quelle spirituali e soprannaturali». 
Ecco perché il presidente ha deciso di riaprire le imprese ma di non autorizzare le celebrazioni pubbliche nelle chiese: «È ovvio che il confinamento inizia a essere pesante, le famiglie fanno fatica, in alcuni ambienti si verificano violenze. Se tutti sono d’accordo che bisogna rilanciare l’economia, però, nessuno ritiene che il culto sia indispensabile. Temo anche che la docilità dei cattolici abbia fatto passare il messaggio sbagliato, e cioè che se si cancellano le Messe non è poi un gran problema».  

«ALLA FEDE CATTOLICA NON BASTA LA PAROLA» 
Invece lo è, eccome: «La fede cattolica è essenzialmente pubblica perché si fonda sull’incarnazione di Gesù e sui sacramenti», spiega. «Di conseguenza presuppone la presenza fisica, pubblica, richiede il contatto. Impedire ai cattolici di accedere ai sacramenti è la più grande violenza che si possa fare loro. Altre religioni hanno meno problemi, perché si basano sulla parola: penso ai musulmani, ai buddisti, ai protestanti. A noi la parola non basta. Fino ad ora i cattolici hanno rinunciato a tutto questo per preservare la salute di tutti, però penso che i sacerdoti, i vescovi, non oso dire il Papa, dovrebbero cominciare a reagire e rispondere a tono. È in gioco la nostra libertà religiosa». 
Domenica padre de Maistre reciterà nuovamente la Messa in diretta per i suoi fedeli e non teme nuove denunce. «Io so chi è stato a denunciare la miaMessa clandestina”. Non è un cristiano, è un uomo stanco del confinamento e che evidentemente subisce il clima ansiogeno creato dai media. Voi infatti non fate altro che parlare del virus, come se esistesse solo quello. Così si crea un clima adatto alla delazione. Pensi che a Parigi il commissariato ha dovuto chiedere ai francesi di smettere di telefonare per denunciare altri cittadini. Ecco quale situazione abbiamo creato. Forse, è il momento di cambiare». 

Tutto l'articolo su: Tempi QUI

Foto:  Padre Philippe de Maistre

3 commenti:

  1. non metuens verbum25 aprile 2020 16:32

    Si è commentato tutto, compresa la barbarie dei sacrileghi (Blondet). Una piccolissima e marginale riflessione: il barbaro sacrilego armato entra in quello che a lui sembra un locale per eventi, sale su quello che a lui sembra un palco, e interrompe un amabile signore che parla a destra e a sinistra, e quindi può ben rispondere a lui che porta una divisa !
    Se entrasse in un locale pervaso di sacralità silenziosa, si vedesse davanti uno spazio sacro delimitato visivamente da una balaustra, all'interno dello spazio vedesse una figura ieratica che rivolta ad Deum parla con Dio e non con gli uomini, magari anche nella sua barbarie un certo qual sacro timore lo tratterrebbe.

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  2. L'episodio rientra nell'azione, da oltre due secoli a questa parte, delle forze giacobino-massoniche cui si sono aggiunte quelle marksiste oggi coalizzate sul piano operativo, di allontanare l'Europa dal cristianesimo. I papi del secolo scorso, meno i due del CVII e meno ancora l'attuale, hanno agito per difenderne l'dentità religiosa e culturale necessaria per la Chiesa universale. GPII e papa Benedetto hanno lottato perché le radici cistiane dell'Europa no fossero strappate, poco aiutati dalla imbelle gerarchia cattolica la quale ha taciuto di fronte alle imposizioni delle Commissioni europee, soprattutto all'Italia, di imporre l'aborto, l'eutanasia, l'omosessualità etc.; anzi ha insultato coloro che hanno una posizione critica per quella " dittatura del relativismo" fortemente denunciata da papa Ratzinger, oggi recepita da una Chiesa apostata.

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    1. Infatti la gerarchia non ha fatto un fiato per difendere l'Ungheria perseguitata e sabotata dalle autorità europee perche vuole rimanere cristiana e cattolica.

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