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domenica 15 marzo 2020

Coronavirus: nella Basilica di San Pietro le liturgie della Settimana Santa saranno a porte chiuse e senza fedeli! AGGIORNAMENTO

La notizia che le liturgie papali della Settimana Santa saranno celebrate a porte chiuse ci fa capire quanto è grave la situazione sanitaria a causa del veloce espandersi del micidiale coronavirus.
Gli storici della chiesa ci sapranno dire  se  una cosa simile era  già accaduta nella bimillenaria storia del papato.
Queste necessarie restrizioni vaticane fanno presagire come verranno pure celebrate le liturgie della Settimana Santa "in tempo di coronavirus" nelle cattedrali di tutto il mondo.
Il Signore ci ha donato il tempo quaresimale, tempo di salvezza, di penitenza e di preghiera per invocare il dono della vera conversione dei nostri cuori, per guarire le ferite delle divisioni nella Santa Chiesa e perchè la Mistica Sposa di Cristo ritorni alla purezza della fede  detestando, con il medesimo ardore che infiammò i Santi, le scellerate tentazioni mondane/idolatriche che ci discostano dal Santo Vangelo di Gesù.

Maria Santissima, Madre della Chiesa, aiutaci ad «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male». 
AC

 
PREFETTURA DELLA CASA PONTIFICIA 

NOTA

La Prefettura della Casa Pontificia si premura comunicare che, a motivo dell’attuale emergenza sanitaria internazionale, tutte le Celebrazioni Liturgiche della Settimana Santa si svolgeranno senza la presenza fisica di fedeli. 

Inoltre, si informa che fino al 12 aprile p.v. le Udienze Generali del Santo Padre e le recite dell’Angelus saranno fruibili solamente in diretta streaming sul sito ufficiale di Vatican News 


Fonte: Sito della Santa Sede QUI

AGGIORNAMENTO 15 marzo 2020 

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha affermato quanto segue: "Relativamente alle celebrazioni liturgiche della Settimana Santa, posso precisare che sono tutte confermate. Allo stato attuale sono allo studio modalità di attuazione e partecipazione che rispettino le misure di sicurezza poste in essere per evitare la diffusione del coronavirus. Tali modalità saranno comunicate non appena definite, in linea con l’evolversi della situazione epidemiologica. Qualunque sia la modalità prevista, le celebrazioni liturgiche della Settimana Santa saranno trasmesse in diretta radiofonica e televisiva, anche in mondovisione e in streaming sul sito Vatican News, e le immagini saranno distribuite da Vatican Media ai media che ne faranno richiesta." 

***

Anche la prestigiosa testata britannica Catholic Herald, fondata nel 1888,  aveva riportato la notizia:  

Amid coronavirus pandemic, pope's Easter liturgies closed to public 

Due to the coronavirus pandemic, Pope Francis’ liturgies for Holy Week and Easter, which usually include the presence of thousands of people, will be held without public attendance this year. 
According to an online notice from the Prefecture of the Papal Household, “because of the current global public health emergency, all the Liturgical Celebrations of Holy Week will take place without the physical presence of the faithful.” 
The Prefecture of the Papal Household is the office responsible for distributing the free of charge tickets which grant pilgrims access to Pope Francis’ general audiences and other public liturgies. Pope Francis’ schedule for Holy Week begins April 5 with Palm Sunday Mass in St. Peter’s Square. 
The schedule proceeds with a Chrism Mass on Holy Thursday, April 9, in St. Peter’s Basilica. Good Friday he is slated to celebrate the Lord’s Passion in the basilica before leading Stations of the Cross at the Coliseum. 
Pope Francis will also offer Easter Vigil Mass in St. Peter’s Basilica and Mass for Easter Sunday in the square before giving the traditional “Urbi et Orbi” blessing from the balcony of the basilica at 12:00 pm. 
These liturgies will all now be held without the presence of pilgrims or other visitors. It is not clear if the planned locations or times of the liturgies will change. 
The notice on the prefecture’s website also states that the pope’s general audiences and Sunday Angelus prayers will continue to be held via video livestream until April 12. 
Francis’ Angelus address on March 8 and general audience on March 11 were held via internet livestream and live television broadcast from the apostolic library due to the coronavirus outbreak. 
Italy is currently under a nationwide lockdown through at least April 3 to slow the spread of the novel coronavirus. Italian police also closed St. Peter’s Square to the public March 10. 
Italy has the highest number of confirmed cases and deaths from coronavirus outside of Asia. 

Fonte: Catholic Herald QUI

5 commenti:

  1. Mi astengo da qualsiasi giudizio o parere in merito alle decisioni de vertici della Chiesa Cattolica. I media ci inondano dalla mattina alla sera di trasmissioni in cui ognuno dice la sua contribuendo non poco a rendere la situazione caotica, oltre che, probabilmente, più drammatica d quella che è. Mi limito quindi ad esprimere una mia personalissima e fortissima perplessità: dove finisce la fede e dove comincia la preoccupazione per salvarsi questa vita terrena che in ogni caso prima o poi finisce per tutti? Mi chiedo: è davvero cristiano il timore della morte? In tempi privi di preoccupazioni si recita facilmente e in pubblico: "credo nella vita del mondo che verrà", evidentemente attribuendole un valore infinitamente maggiore di questa vita terrena. E allora per qual motivo la preghiera pubblica ha da ridursi a preghiera privata e mediatica. Che senso ha una Liturgia a porte chiuse e con il surrogato della "diretta streaming"? Preghiera e liturgia comunitaria sì, ma a patto che (prima) tutto fili liscio? Davvero conta di più salvarsi la pelle individualmente piuttosto che pregare comunitariamente? In che consiste la fede nel Gesù che guarisce? Di fronte alla pandemia neppure Lui è sufficiente? Ripeto, sono domande che mi pongo dal basso della mia personale perplessità.

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    1. Mi accodo alle domande poste da Veleno.

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  2. Ma MIL ha ambiaro qualche redattore?
    Mai sentiti articoli così pacati e acccomodanti come in questi ultime settimane!

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    1. Ahhhh Anonimo delle 12:43 i collaboratori di MiL sono sempre gli stessi... coronavirus permettendo per il futuro... ma "in tempore calamitatis" il buon senso ecclesiale ed umano ci insegna che bisogna essere più uniti e fraternamente solidali. Un caro augurio! Grazie per averci fatto sorridere: ne abbiamo bisogno!!!

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    2. Primula rossa15 marzo 2020 16:51

      Dal che se deduce che per gli uomini è più adatto il bastone della carota. Ma guarda un po' questo virus quanto bene sta facendo col suo flagellare l'umanità: sta facendo riscoprire la vita familiare, sta facendo riscoprire i patriottismo (tutti che cantano l'Inno nazionale), sta facendo riscoprire la solidarietà, sta facendo calare lo smog, sta facendo riscoprire che dopo tutto si può vivere semplicemente e senza pretese.

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