giovedì 27 dicembre 2018

Soppressione della Commissione Ecclesia Dei: nuove informazioni




ECCLESIA DEI: PRONTO IL MOTU PROPRIO. DIVENTA UN UFFICIO ALLA “FEDE”.


Il Motu Proprio che dispone la fine di Ecclesia Dei come Commissione indipendente, e la sua integrazione come Ufficio nella Congregazione per la Dottrina della Fede è pronto, firmato dal Pontefice, e avrebbe dovuto essere pubblicato giovedì scorso. Ignoriamo i motivi per cui il documento non è ancora stata pubblicato.

È un testo di stile giuridico, piuttosto breve, in cui si dice che dal momento che l’emergenza pastorale legata alla celebrazione del Vetus Ordo, e che ha portato trenta anni fa alla creazione della Commissione Ecclesia Dei è venuta a cessare, e di conseguenza anche la Commissione nella sua forma attuale non ha più ragione di esistere. 


Ricordiamo che il Motu Proprio di Giovanni Paolo II, del 2 luglio 1988, nacque in reazione alla consacrazione di quattro vescovi da parte di mons. Marcel Lefebvre. Alcuni suoi poteri e funzioni sono stati modificati da Benedetto XVI nel 2009. Il documento di Giovanni Paolo II dava alla Commissione la facoltà di “concedere a chiunque ne faccia domanda l’uso del Messale romano secondo l’edizione tipica in vigore nel 1962, e ciò secondo le norme già proposte dalla commissione cardinalizia “istituita a tale scopo” nel dicembre del 1986 dopo aver informato il vescovo diocesano”.

La Commissione era il punto di arrivo di quanti si appellavano ad essa per ottenere la revisione dei dinieghi opposti dai vescovi alla celebrazione della Messa secondo il Vetus Ordo. 

Inoltre, a seguito del motu proprio Summorum Pontificum di papa Benedetto XVI (2007), la commissione vigila sull’applicazione del Motu Proprio, studia i possibili aggiornamenti di cui testi liturgici del 1962 venissero ad avere bisogno: per esempio la presenza di nuovi santi nel calendario. Inoltre la Commissione era l’ultima istanza per i fedeli che chiedessero la celebrazione della messa secondo la forma straordinaria, e non avessero una risposta positiva né dal proprio parroco né dal proprio vescovo.

Bisogna ora vedere quanti, e quali di questi poteri possano continuare ad essere svolti da quello che sarà il nuovo “Ufficio” Ecclesia Dei all’interno della Congregazione per la Dottrina della Fede; e il cui referente ultimo, evidentemente, non sarà più il segretario responsabile, come in precedenza, ma il prefetto a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede.

E desta qualche dubbio più che legittimo l’affermazione iniziale, secondo cui l’emergenza pastorale sarebbe terminata. Nel momento in cui durante l’Assemblea della Conferenza Episcopale Italiana si levano voci di presuli e di specialisti a negare validità giuridica al Motu Proprio “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI, e nel momento in cui ci sono vescovi che ostacolano direttamente o in maniera subdola la celebrazione della messa secondo il Vetus Ordo, dire che non esiste un’emergenza pastorale appare forse un po’ azzardato.