mercoledì 11 aprile 2018

Novus horror missae: la parrocchia "liturgicamente diversa" di Sacca di Esine. Appello ai parrocchiani rimasti

Abbiamo attentamente osservato, grazie ad alcuni video presenti in rete,  il particolarissimo rito della "messa festiva domenicale"  della Parrocchia di Sacca di Esine, diocesi di Brescia,  così come viene celebrata dal parroco don Redento Tignonsini.
Si tratta di una funzione confezionata con delle vistosissime omissioni e con  le parti riservate al Celebrante recitate ad alta voce da tutti i fedeli, preghiera eucaristica compresa (eccezion fatta per le parole dell'Istituzione pronunciate solo dal prete). 
Persino la  formula del rito del Battesimo è stata mutata in modo che tutti i fedeli sembrassero co-celebranti:  "Noi ti battezziamo nel nome del..." ... e "... l'acqua che i tuoi genitori ti hanno versato sul capo...". 
Non abbiamo notato alcun cenno di benedizione dell'acqua battesimale ( forse era già stata benedetta  il sabato santo).
Un rito senza alcuna genuflessione del celebrante; senza alcun momento di intimo silenzio di preghiera, magari in ginocchio, dopo l'auto-comunione.
Dal tavolino messo nel mezzo della chiesa il prete/capopopolo  sprona continuamente di far questo o a dir questo: è il padrone assoluto della celebrazione  che  dalla preghiera di Colletta in poi è tutta recitata ad alta voce dai fedeli comprese quelle  parti riservate al Sacerdote.
Cancellati il Credo e il Gloria.
Omesso  il Prefazio che è stato sostituito da un   "cantiamo la gloria di Dio" ( seguito dal blasfemo osanna eh, osanna eh...con tanto di battimani)
La preghiera eucaristica della Parrocchia di Sacca di Esine, diocesi di Brescia, è una piccola parte della Prece II del messale di Paolo VI seppur ridotta ad un piccolo brandello...
Cancellati la Dossologia, la preghiera di Embolismo ecc ecc

Nei video si vedono invece due signore (diaconesse?) che affincano il Sacerdote portando sopra un camice delle strane stole ed hanno in mano delle ostie magne.

Sembra che a Sacca di Esine il tempo  si sia fermato alle desacralizzate, piatte e orizzontali liturgie-fai-da-te  degli anni '70...

Non ci rivolgiamo al Vescovo attuale e ai suoi predecessori che hanno  permesso l'auto-affermazione di una comunità  così "liturgicamente diversa": ne risponderanno, come essi sanno bene, direttamente a Dio.  

Non ci rivolgiamo neppure all'anziano e creativo prete: è inutile! Alla sua età egli non può cambiare:  è sicuramente contento del proprio ruolo di capo indiscusso della sua comunità anche perchè percepisce che quei parrocchiani che sono rimasti  gli vogliono bene. 
Il parroco ha infatti affermato che  «La nostra messa rafforza il senso di appartenenza. ... le persone che partecipano alla liturgia con continunità vanno dalle 450 alle cinquecento. 
Del resto la nostra messa domenicale è bella: l'altare è in mezzo alla chiesa, tra la gente. Tutti recitiamo (sic!) insieme e insieme preghiamo e cantiamo allietati da un coro di bambini e adulti. Ognuno all'offertorio porta la sua particola e poi si comunica intingendola nel vino consacrato, il sangue di Gesù. Ci sono inoltre delle occasioni particolari, come i funerali, durante le quali c'è una presenza quasi corale della comunità. In simili circostanze colgo sempre l'occasione per impartire l'assoluzione generale a tutti i presenti che, in tal modo, possono accostarsi alla comunione senza dover
fare la fila al confessionale»  ( v. QUI)

Ci rivolgiamo invece direttamente  a quella minoranza di fedeli di Sacca Esine  che non è migrata nelle parrocchie limitrofe e che ancora frequenta la funzione domenicale in parrocchia.

- Cari parrocchiani e cari catechisti: com'è possibile che assistendo  alle Messe nei Santuari, in Cattedrale o in altre chiese locali non avete notato le enormi differenze con il rito che viene proposto nella vostra parrocchia? 
- Cari parrocchiani e cari catechisti: com'è possibile che in occasione delle Cresime nella vostra o in altre parrocchie non avete constatato che la Messa celebrata dal Vescovo, il principale liturgo e custode della Liturgia, era un tantino diversa da quella del vostro parroco?

Cari parrocchiani e cari catechisti: com'è possibile che vedendo in TV   le Messe festive non vi siete posti qualche serio interrogativo riguardo il rito personalistico e personalizzato creato dal vostro parroco? 
- Cari parrocchiani e cari catechisti: com'è possibile che non sapete che "l'assoluzione generale" dei fedeli è contemplata solo in casi del tutto eccezionali?
- Cari parrocchiani e cari catechisti: non intuite che prima o poi arriverà per la vostra Comunità un nuovo Parroco che dovrà portare sulle spalle anche la pesantissima croce dell'incomprensione pur di ridonare la santificante ricchezza della Liturgia? Quando arriverà un nuovo Parroco obbedientemente fedele alla Liturgia voi cosa farete? Come lo accoglierete?

All'inizio della messa della notte di Natale 2017 il parroco don Redento ha detto " con la facoltà che ho dall'ordine sacerdotale e dal Vescovo Mons. Morstabilini (vescovo diocesano di Brescia fino al 1983 N.d.R.) vi do l'assoluzione come se foste ognuno in confessionale davanti a me , per tutte le vostre mancanze grandi o piccole che siano tante o poche se ne vanno perchè il Signore da piazza pulita e il nostro il nostro cuore si prepara così a riceverlo nella comunione... insieme cantiamo Scusa o Signore" - dopo il canto - che ha sostituito l'atto penitenziale è seguita una giaculatoria al Sacro Cuore - poi il parroco ha detto:"con la facoltà che mi è data dall'ordine sacerdotale e dal Vescovo io vi assolvo da tutti i vostri peccati nel nome del..." Video QUI

Ci è sinceramente dispiaciuto esserci occupati polemicamente di un anziano Sacerdote benemerito soprattutto per aver aiutato e recuperato tanti giovani caduti nel tremendo tunnel della tossicodipendenza.
Il modo sistematico con il quale don Redento Tignonsini - ordinato nel 1959- infrange continuamente la Liturgia coinvolgendo nell'errore l'intera Comunità dei fedeli, ci ha spinti a riflettere ed a soffrire "in spiritu caritatis": la Liturgia è  difatti lo strumento di santificazione  per il Popolo di Dio, orientato alla santità dei fedeli nel miracolo dell’Eucaristia. 
San Tommaso d'Aquino insegna infatti che "incorre nel vizio di falsificazione chi per conto della Chiesa manifesta a Dio un culto contro la modalità istituita per l'autorità divina della Chiesa e consueta in essa" (Summa Theol., II, 2, q.93, a.1). 
Se un Sacerdote è stravagante e si pone fuori dall'obbedienza verso le norme liturgiche dimostra di avere  un' idea distorta di “libertà”e di non aver compreso l' immenso valore della Liturgia. 
Il Rito e la Messa sono parte sostanziale del manifestarsi terreno del Corpo Mistico di Cristo nella Chiesa. 
Nel Rito si sostanzia il Depositum Fidei ed il Rito è la Summa del Magistero, per esso, con esso ed in esso si manifesta la presenza di Cristo in Corpo e Sangue per mano del Consacrato. 
Ogni variante personalistica non è lecita anzi diviene "ipso facto" un puro abominio e uno strumento di  perdurante errore. 

ISTRUZIONE Redemptionis sacramentum su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia 
Atti gravi [173.] 
Sebbene il giudizio sulla gravità della questione vada formulato secondo la dottrina comune della Chiesa e le norme da essa stabilite, come atti gravi vanno sempre obiettivamente considerati quelli che mettono a rischio la validità e dignità della Santissima Eucaristia, ovvero quelli che contrastano con i casi precedentemente illustrati ai nn. 48-52, 56, 76-77, 79, 91-92, 94, 96, 101-102, 104, 106, 109, 111, 115, 117, 126, 131-133, 138, 153 e 168. Si deve, inoltre, fare attenzione alle prescrizioni del Codice di Diritto Canonico e in particolare a quanto stabilito dai cann. 1364, 1369, 1373, 1376, 1380, 1384, 1385, 1386 e 1398. 
 AC

Quando il post era ultimato ci siamo accorti che tutti i video delle liturgie della parrocchia di Sacca di Esine erano stati rimossi dal web. 
Per "amore di santa carità", pur avendoli "salvati" (ad perpetuam rei memoriam), per il momento abbiamo deciso di NON pubblicarli   rispettando così la scelta di coloro che li hanno oscurati.

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