giovedì 15 giugno 2017

Vescovi siciliani: sì alla Comunione ai divorziati risposati



Se in Polonia (notizia di qualche giorno fa) la Conferenza Episcopale conferma la Familiaris Consortio di San Giovanni Paolo II e il divieto per i risposati di ricevere la Comunione poichè in stato di peccato mortale, in Sicilia (più vicina a Roma...) i vescovi allargano le maglie e la ammettono. Forse hanno subito i nefasti miasmi "pastorali" provenienti dalla vicina Malta
Apprendiamo da Rorate Caeli che un passo di questi "Orientamenti pastorali", recita: 
"Secondo la valutazione del confessore e tenendo conto del bene del penitente, è possibile assolvere e ammettere [il fedele divorziato e sposato civilmente ] all'Eucaristia, anche se il confessore sa che per la Chiesa un è un obiettivo disordine" [sparita la parola "peccato", n.d.r.]
Che poi vogliamo proprio vedere come sarà la "valutazione" del confessore. Finirà che le eccezioni saranno moltissime, tanto da diventare la regola. Ma si sa: è quello che voleva il vescovo di Roma e i suoi coriferi.
Bè complimenti davvero ai mitrati della Trinacria. Davvero un bell'atto di coerenza e di fedeltà. Sì: Bergoglio, piuttosto che a Cristo.  
D'altronde i germi erano già presenti nell'incontro dello scorso novembre 2016 a Catania. (si veda qui
Ovviamente la stampa ne dà annuncio trionfale, tacendo la gravita della cosa. Tutto viene travisato e l'accento è posto sulla notizia - dovuta alla confuzione generata dall'ambiguità di Amori Laetitia - che viene vista come piacevole e moderna rottura con il passato: adesso finalmente anche i divorziati risposati, esclusi fin'ora dai sacramenti, potranno ricevere l'Eucarestia. 
Terribile. Si veda infatti sotto:


Roberto

Dare la comunione ai divorziati risposati, i vescovi siciliani: possibile in alcuni casi
da Giornale di Sicilia  del 15.06.2017

PALERMO. Essere realisti e guardare alle situazioni concrete di fragilità delle singole persone e delle famiglie. Con particolare attenzione ai separati e divorziati che vivono nuove unioni, ma finora esclusi dai sacramenti.

La Chiesa siciliana, dopo oltre un anno di riflessione e approfondimento, offre alcuni «Orientamenti pastorali» comuni per le diciotto diocesi dell’Isola e apre in maniera concreta e irreversibile alla Comunione ai divorziati risposati. Non una fuga in avanti, ma un documento pensato e condiviso alla luce delle indicazioni contenute nella esortazione
apostolica Amoris Laetitia, con cui papa Francesco oltre un anno fa ha sintetizzato i risultati del sinodo sulla famiglia.

In quattordici pagine chiare e schematiche i vescovi della Sicilia (primi in Italia) mettono nero su bianco le indicazioni pastorali su come accompagnare, discernere e integrare la fragilità.

20 commenti:

  1. A parte il fatto che quei mitratelli adeguati, si trovano fuori del Vangelo perché contro un sacramento di Cristo, quello di dichiarare di riservare l'eucarestia solo ad alcuni casi di divorziati risposati, è un subdolo sistema, inaugurato con il CVII, per generalizzare l'eresia, giocando sull'equivoco.

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  2. Vottoria tedesca ..

    .

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  3. Stiamo inguaiati forte...

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    1. Sobre la Palabra de Dios nadie pasa, cuando estemos frente a Él no sabremos con toda certeza, para muchos será demasiado tarde.

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  4. Loro molto più di noi.......

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  5. Da siciliano prendo atto con disappunto di quanto deciso. Ma d'altronde se viene data la comunione ai mafiosi (che violano una pletora di comandamenti) non vedo perché non proseguire sulla stessa strada...
    Tra 50 anni in Italia rimpiangeremo tutti la sana dottrina quando, all'ombra della sharia, si dirà "si stava davvero meglio quando pensavamo di stare peggio"

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    1. scusi ma il paragone con la comunione ai mafiosi non calza nemmeno un po'. Infatti la questione non è nel più o meno cattivo ma nello status del soggetto. il divorziato risposato avente un matrimonio valido alle spalle ha uno status che lo stesso soggetto ritiene invincibile in quanto rimane nello status di peccato mortale (adulterio). Il mafioso non è in questo status, benchè i suoi peccati siano atroci.
      E' questione, dunque, di status rispetto alla regola ecclesiastica promulgata, peraltro, dal Signore stesso (mi riferisco all'adulterio)

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  6. Insisto col dire: 8x1000 allo stato! è l'unico strumento che ci resta per farci sentire

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    1. Eh già...dalla padella alla brace! Scelga dove si vuol far cucinare.

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    2. Lo Stato che promuove l'ateismo e il Gender fin dalle scuole materne? Bellaroba...

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  7. Un parroco qualsiasi nominato vescovo metropolita dall'oggi al domani e' ovvio che leghi l'asino dove vuole il padrone. Cosa ci si puo' aspettare da uno che al termine della Messa,con indosso I paramenti, inforca la bicicletta?

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  8. La divisione dottrinale e l'apostasia nella Chiesa Cattolica, sono ora una tragica realtà formalmente dichiarata. La zizzania bergogliana infesta la vigna del Signore e, per comando, non viene estirpata. In anni, non certo lontani, sarà evidente, senza un aperto e forte dissenso, che non esiste più una Chiesa Cattolica come l'ha voluta Cristo e professata da una moltitudine di santi.

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  9. Il ribrezzo è incontenibile. Chi c'è dietro a quei tre vomitevoli "mi piace"?

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  10. Il mi piace del pulsante, indica l'utilità della notizia, e non altro, perché in esso non vi sono espressioni di tipo personale.
    Per questa invece, inserisco un piccolissimo commento del Card. Siri :" Il sacerdozio non è un compito dei giorni festivi: è una vocazione immanente e perseverante come il catattere sacerdotale, che viene impresso." Non vado oltre.....

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    1. Il sig. Siri non ha fatto nulla per difendere la Fede, ha inchinato il capo e si è stato zitto e ha preso le distanze da Mons. Lefebvre....

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  11. Nel 1969, all'indomani della promulgazione del famigerato NO, Roma apparve tappezzata di manifesti , dove, tra l'altro si invitavano i fedeli ad affidarsi solo a sacerdoti di sicura fede. E' bene che un popolo, come quello siciliano, da sempre amante della famiglia tenga presente quel profetico messaggio.

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  12. (...) La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia. C'è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all'Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio. (...)
    San Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, n° 84

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  13. Ansiosi di adeguarsi ciecamente, questi isolani non hanno voluto tener conto che fanno parte di una conferenza episcopale nazionale, scavalcata per il timore che tanti altri vescovi italiani non siano d'accordo con il loro capo, metropolita improvvisato a bella posta in quanto disposto all'apostasia bergogliana.

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  14. In questo caos sarà sempre più difficile rispondere con argomenti seri a chi solleva ogni volta il problema dei preti pedofili che amministrano sacramenti o dei mafiosi a cui non è negata l'Eucaristia. Se i ministri di culto non torneranno loro per primi a comportarsi da CRISTIANI vedo tempesta all'orizzonte.

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