martedì 16 maggio 2017

Caro Papa Francesco, chi va alla Messa Antica lo fa per adorare Dio, e non per nostalgia.



Non per nostalgia ma per adorazione si frequenta la Messa Tradizionale 
 Un commento di Mag. theol Michele Gurtner, per MiL



una bici con rotelle e uno
skate board alla Messa antica
a Imperia. Altro che "nostalgici"
La Chiesa vive dalla Liturgia, la quale è il suo primo e più importante compito.
 Sono proprio il Culto divino - specie la celebrazione del sacrificio divino - e la conservazione della fede rilevata da Dio nel Figlio e la sua divulgazione che sono determinanti per la Chiesa di Cristo. La Chiesa è stata costituita da Cristo innanzitutto come una liturgia perenne, come ci insegna per esempio l’Apocalisse di San Giovanni. Solo una Chiesa che entra nell’eterna Liturgia divina è a gradimento di Dio, e solo così, cioè essendo perfettamente liturgica, potrà svolgere tutti gli altri compiti adeguatamente: la cura delle anime, la catechesi, la formazione ed educazione, la carità e via dicendo. Ma tutto ciò deve partire dal suo primissimo e più centrale incarico che ha ricevuto: la Liturgia. Da lì comincia tutto, da essa dipende ogni altra cosa in successo e qualità.


Non è un caso che la Chiesa si trovi in quasi ogni singolo aspetto in una profondissima crisi, che la colpisce ormai da decenni: essa è una diretta conseguenza di una nuova valutazione della Liturgia. Quando la Chiesa cambia la Liturgia, allora cambia anche come si autodefinisce, e di conseguenza come agisce. Questi cambiamenti hanno effetti non indifferenti anche sulla fede vissuta, sui fedeli e sugli insegnamenti dei preti e dei vescovi. Fede e Liturgia cambiano sempre assieme e si influenzano a vicenda.

Il modo – o la forma esteriore ed interiore, se vogliamo definirlo così – in cui la Chiesa celebra la sua Sacra Liturgia non può dipendere allora né da gusti personali, né da una
“moda” o da effimeri influssi mondani, ma è circoscritta dalla volontà divina siccome dalla verità eterna, le quali le sono state trasmesse nella sua rivelazione. Non nei dettagli dei singoli gesti e riti ovviamente, ma nei suoi lineamenti, che non possono essere trasgrediti senza che la Chiesa (e quindi anche la fede della gente) subisca drastici effetti collaterali. Quindi non si parla su quale rito (romano, ambrosiano, bizantino, gallico, mozarabico ecc.) sia quello più adatto, dal momento che i riti possono giustamente essere diversi. Ma si deve assolutamente ripensare sui principi fondamentali quali devono essere presenti e rispettati in ogni rito cattolico, qualunque sia – ed è proprio lì che ci sono i problemi della Liturgia e della Chiesa di oggi.
Ora è successa una cosa, che fino agli anni 50 o 60 sarebbe stata del tutto impensabile: perfino in Vaticano c’è chi definisce la Messa tradizionale difettosa, che meglio non si dovrebbe celebrare, perché ora ne esisterebbe una migliore. Non è solo qualche giovane imperito e ribelle vicecappellano a Roccacannuccia a screditare chi frequenta la Messa tradizionale come “nostalgico”, ma persino qualche vescovo a Roma!

Questo cambiato atteggiamento verso il cuore della Chiesa, che è la Liturgia, è un indizio chiaro, che con esso anche la visione riguardo la Chiesa stessa è cambiata. Se uno associa l’aggettivo “nostalgico” ad uno che preferisce la classica liturgia romana, allora vede quel rito legato a sentimenti e preferenze meramente personali (come ad esempio gusti, abitudini eccetera) e non riconosce, che vi siano criteri oggettivi che indicano la forma classica come quella preferibile per via della teologia (più profonda) che sta dietro.

Può darsi che ci sia davvero qualche individuo nostalgico verso il rito tradizionale: ma questo non esclude mica che non vi siano anche altri motivi più validi (cioè quelli teologici). Per lo più, la generazione che può essere “nostalgica” sta per estinguersi. A prescindere da questo fatto, è l’argomento come tale che non regge: ci sono per esempio anche tanti preti e vescovi in giro che ammettono apertamente di aver “nostalgia” per i “bei tempi” del concilio vaticano II e della “primavera conciliare” che secondo loro sarebbe stata una “nuova Pentecoste”: Ma pur non condividendo certe loro idee non sarebbe per niente intellettualmente onesto ridurre il loro entusiasmo verso l’ultimo concilio ad una pura preferenza personale o alla nostalgia (forse) provata. Anche se di tanto in tanto troviamo tracce di nostalgia, queste né promuovono né cancellano gli argomenti sui livelli razionali. Per rimanere retti bisogna supporre, che indipendentemente da un’eventuale loro nostalgia, abbiano anche dei motivi ed argomenti seri per sostenere certe idee, valide o errate che siano. Questo vale in generale, cioè appartiene alla rettitudine intellettuale senza la quale nessun dibattito serio sarà possibile, e vale come una regola universale: per la Liturgia come per il concilio vaticano II e per ogni altra materia.

nella foto si vedono molti giovani.
nostalgici anche loro?
S. Messa antica a Imperia
Ma cosa significa in concreto per l’argomento in questione, ovvero per la Messa antica? Quale è l’argomento che supera in qualità quello attribuito falsamente a chi desidera frequentare il rito tradizionale, cioè quello di farlo per mera nostalgia? Ecco almeno qualche accenno, visto che se ne potrebbe esporre a questo punto tutta una teologia della Liturgia, paragonandola con i due riti in questione. Qui ci dobbiamo limitare a qualche “boccone” come esempio a causa della brevità dovuta, ma basta così per aprire la pista al retto pensiero.

Dal fatto che il primo dovere di ogni umano è l’adorazione di Dio risulta un doppio diritto per lui: a) che la Chiesa stessa (attraverso la quale l’uomo compie questo suo dovere) compia i suoi doveri e compiti nel migliore dei modi e rispettando minuziosamente la rivelazione divina e le conseguenze teologiche che ne risultano, e che b) la Chiesa gli metta a disposizione tutti i mezzi necessari e disponibili nel migliore e più perfetto dei modi, perché anch’egli sia in grado di corrispondere il meglio possibile ai suoi doveri, e per nutrire e preparare nel miglior modo possibile la sua anima eterna.

A differenze del rito riformato, la liturgia tradizionale favorisce attraverso il modo in cui si svolge (riti, preghiere, gesti, per l’insieme delle cose come è fatta) l’”esclusivismo divino”. La Liturgia è l’unico momento nella nostra vita, in cui conta solamente l’adorazione del nostro Creatore. Questi momenti non possono essere sostituiti da altro, visto che è proprio la Liturgia stessa che ci permette quel specifico modo di “entrare nel cielo” per qualche istante per stare da soli con Dio. Certo che in qualche modo ciò può avvenire anche tramite la Liturgia riformata: però in maniera meno completa. Perché non è soltanto l’essenziale ciò che ci permette quei momenti del “stare soli col Signore”, ma anche le circostanze esteriori devono essere adeguati per poter raggiungere quella intimità con Dio.

Il sacrificio (parlando della Santa Messa in specifico) avviene in ogni celebrazione valida, e quindi anche nel novus ordo Missae. Questo non è il punto. Il punto però è (quanto riguarda la Chiesa) quale sia il modo più adeguato di corrispondere alla sostanza del mistero divino anche nel modo di celebrare la Liturgia, e quanto riguarda le persone, come il modo di celebrare i sacri misteri favorisce meglio quei momenti della più profonda adorazione di Dio da parte dei fedeli e la loro più completa possibile partecipazione alla Liturgia celeste, alla quale ci colleghiamo attraverso quella terrestre.

La nuova Liturgia ha perso questa sensibilità per il Sacro, e di conseguenza essa ha tolto ai fedeli la possibilità di “avvicinarsi” tramite la Liturgia a Dio per adorarlo come prima – e questa mancanza si fa sentire oggi in gravi sintomi di crisi ed in una fede sempre più mancante.

La Liturgia tradizionale allora non è preferibile perché più antica, ma perché più “adorante” e più concentrata su Dio! Non perché ci ricorda a tempi migliori, ma perché è quell’unico momento in cui solo Dio ci basta - e senza la presenza di una tale Liturgia questi momenti non ci sarebbero più, perché solo una Liturgia ce li può offrire. Essa è insostituibile! È un fatto di adorazione, non di nostalgia. 


P.s.
un grazie al carissimo amico Luca P.B. per le foto prese durante la messa settimanale (ogni domenica e festa di precetto) nell'Oratorio di N.S. di Loreto a Borgo Peri di Imperia Oneglia.

16 commenti:

  1. Nostajgicos de Mendoza, Argentina
    https://youtu.be/R5pmatM-RyA
    https://youtu.be/52P-y1xifiE


    https://youtu.be/7pgYRb7piUc


    https://youtu.be/7wW7j9J6NGc

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  2. Non solo nella benemerita diocesi di Albenga-Imperia, ma in tante diocesi d'Italia e in tutto il mondo!

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  3. Ma perché chi ama la liturgia antica e la Messa di sempre (quella di Paolo VI è al massimo la messa dell'altro ieri) sentono il bisogno di difendersi dalla accusa abbastanza ottusa (notare la rima) di essere dei nostalgici? E' forse un insulto? Nella mente bacata dei vaticanosecondisti forse, ma la nostalgia è un sentimento nobile, è la partecipazione del cuore alle cose belle e autenticamente spirituali; le cose che davvero innalzano l'anima verso Dio!!! Ma perché questi rompiscatole di modernisti non vanno a farsi friggere?

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  4. Quando Bergoglio accusa di nostalgia i difensori del VO, ne da un giudizio fortemente negativo accusandoli di essere non in comunione con la Chiesa ma una setta alla ricerca di una narcisistica distinzione solo culturale, rivelando le sue subdole intenzioni contro coloro che difendono una tradizione millenaria. Non si vuole riconoscere che il NO, imposto ai fedeli, è stato un fallimento!

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    1. L accezione è talmente negativa da divenire vietata questa forma per i commissariati f.i. e per me è assurdo, fuori dal mondo, anzi fuori dalla dottrina e dalla rivelazione...

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  5. Non comprendo il senso dello skateboard e del triciclo in Chiesa....dobbiamo fare la messa-pop anche per quella tridentina?

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    1. Ma che dice? Lo skateboard e il triciclo sono i segni importanti della gioventù che frequenta la Messa di sempre e a cui non partecipano soltanto degli incartapecoriti "nostalgici" ma anche le nuove generazioni! D'accordo?

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    2. Basta fare le foto delle persone....sono gli ignorantoni pensano che è una cosa "solo per vecchi..." sono più i giovani alle messe che le persone anziane che ormai sono lobotomizzate dalla Nuova Messa....

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  6. E' stata completamente disattesa l'applicazione del Motu Proprio di Papa benedetto XVI per cui invece di celebrare in ogni parrocchia, come era previsto che fosse, la Messa in Rito Tridentino di fatto i celebranti sono stati segregati in "riserve indiane" all'uopo create creando di fatto una discriminazione latente. I due riti dovevano compenetrarsi in ogni parrocchia alternandosi ad orari diversi: tutto ciò è stato completamente disatteso.

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  7. Luca Pavan Bresciano16 maggio 2017 20:55

    Il senso è che alla Santa Messa partecipano anche tante giovani famiglie Cattoliche con bambini anche piccoli che "parcheggiano" i loro giocattoli per seguire la Messa.

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  8. Alla faccia "dell' esclusivismo divino", la diocesi ci vieta di inginocchiarci o restare inginocchiati per adorare il nostro Dio.

    DECRETO CIRCA ALCUNE NORME DA OSSERVARSI DURANTE LE CELEBRAZIONI LITURGICHE NELLA NOSTRA DIOCESI. (Mons.Francesco Cavina diocesi di Carpi ).

    RITI DI COMUNIONE

    -" (..) i fedeli si inginocchieranno alla preghiera di epiclesi (..) e si rialzeranno al momento dell'anamnesi (mistero della fede). Non è bene prolungare tale tempo di adorazione in ginocchio per evitare di vivere in modo troppo INDIVIDUALISTICO la celebrazione."

    -" Si eviti di favorire (..) gesti eccessivamente devozionali ed INTIMISTICI : cadere in ginocchio ai piedi del ministro, farsi il segno della croce dopo che si è ricevuto il Corpo di Cristo, fare inchini e genuflessioni prima di tornare al proprio posto."

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  9. Ma vi considerate tradizionalisti. .....e non vi hanno insegnato il rispetto per il Sommo Pontefice.?

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    1. Anonimo 14,58, che lo sappia o no, che lo voglia o no, lei è un bergogliano misericordioso inguaribile. Ma ... ha la minima idea di cosa implichi la parola "rispetto"?

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    2. Un 'Sommo Pontefice' è al servizio della Chiesa e della sua dottrina come predicata da Cristo, che deve confermare, e non delle sue ideologie mutuate dall'uomo.

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    3. Anonimo 14:58 si rilegga prima il Magistero della Chiesa e poi ne riparliamo.

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