venerdì 14 aprile 2017

Card. Sarah: "il Summorum Pontificum, la fonte del futuro"


Gli amici di Romualdica hanno pubblicato in anteprima (su permesso della rivista Studi Cattolici) un bellissimo e recentissimo   intervento del card. Robert Sarah, Prefetto del Culto Divino, sul Motu Proprio Sunmmorum Pontificum Tale intervento ha però spaziato su tutti i temi attuali di crisi: dottrinali, morali e liturgici.
Raramente abbiamo letto delle parole così dure da parte di un esponente di altissimo livello della gerarchia: 
"«Sono convinto [...] che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipende in gran parte dal crollo della liturgia»"; 
" Si rimprovera all’Europa politica di abbandonare o negare le sue radici cristiane. Ma la prima ad aver abbandonato le sue radici e il suo passato cristiano è senza dubbio la Chiesa cattolica post-conciliare."; 
"La riforma liturgica, nella sua realizzazione concreta, si è sempre più allontanata da tale origine. Il risultato non è stato una rianimazione, ma una devastazione."; 
"Eppure non possiamo chiudere gli occhi di fronte al disastro, alla devastazione e allo scisma che i moderni sostenitori di una liturgia viva hanno causato, tanto da rimodellare la liturgia della Chiesa secondo le loro idee."; 
"Perfino il Vangelo e la Rivelazione sono «reinterpretati», «contestualizzati» e adattati alla cultura occidentale decadente. Nel 1968, il vescovo di Metz, in Francia, ha scritto nel suo Bollettino diocesano un’enormità spaventosa, quasi la volontà e l’espressione di una rottura completa con il passato della Chiesa.".

Veramente consigliamo i nostri affezionati lettori di farne una lettura meditata per questo Triduo, in questi momenti così difficili per la S. Chiesa di Dio.
Ancora grazie a Romualdica!
L

Romualdica 13 aprile 2017
Dal 29 marzo al 1° aprile 2017 si è svolto a Herzogenrath – nella regione urbana di Aquisgrana, in Germania – il simposio Quelle der Zukunft («La fonte del futuro»), nel decimo anniversario della pubblicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI, che contiene le indicazioni giuridiche e liturgiche per la celebrazione della messa in latino, celebrata secondo il Messale Romano promulgato da san Pio V. Il simposio è stato organizzato dall’Associazione Una Voce-Germania, dal Circolo cattolico di sacerdoti e laici delle Archidiocesi di Amburgo e Colonia, dall’Associazione Cardinal Newman, e dalla Rete di sacerdoti della parrocchia cattolica di Santa Gertrude a Herzogenrath. Per sopraggiunti
impegni, S. Em. il card. Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, non ha potuto intervenire di persona, ma, con i ringraziamenti agli organizzatori, ha inviato un’ampia relazione introduttiva, di prossima pubblicazione sulla rivista Studi cattolici (n. 674, aprile 2017, pp. 244-249). Con il permesso della direzione della rivista Studi cattolici, che ringraziamo, siamo lieti di offrire qui di seguito, in anteprima per i lettori di Romualdica, il testo integrale della relazione del card. Sarah (il titolo e i sottotitoli sono redazionali).


Restaurare la liturgia


Quello che, dall’inizio del XX secolo, viene chiamato «movimento liturgico» è scaturito dalla volontà del papa san Pio X, espressa nel Motu proprio «Tra le sollecitudini» (1903), di restaurare la liturgia per renderne più accessibili i tesori, facendola quindi tornare a essere fonte di vita autenticamente cristiana. Da qui la definizione della liturgia come «culmine e fonte della vita e della missione della Chiesa» espressa nella Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium del Vaticano II (cfr n. 10).
Non ripeteremo mai abbastanza che la Liturgia come fonte e culmine della Chiesa trova il suo fondamento in Cristo stesso. Infatti, nostro Signore Gesù Cristo è Sommo ed Eterno Sacerdote della Nuova ed eterna Alleanza, dal momento che si è offerto in sacrificio, e «con un’unica offerta ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati» (Eb 10, 14). Come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, «questo mistero di Cristo la Chiesa annuncia e celebra nella sua liturgia, affinché i fedeli ne vivano e ne rendano testimonianza nel mondo» (n. 1068). È nel contesto del «movimento liturgico», del quale uno dei più bei frutti è la Costituzione Sacrosanctum Concilium, che conviene considerare il Motu Proprio Summorum Pontificum del 7 luglio 2007, del quale siamo lieti di celebrare quest’anno, con grande gioia e riconoscenza, il decimo anniversario della sua promulgazione. Possiamo dunque affermare che il «movimento liturgico», avviato da san Pio X non si è mai interrotto, e continua ancora oggi per l’impulso conferitogli da papa Benedetto XVI. A questo proposito, possiamo ricordare la particolare cura e l’attenzione personale, di cui egli dava prova nel celebrare la sacra Liturgia da Papa, nonché i frequenti riferimenti nei suoi discorsi alla centralità della liturgia nella vita della Chiesa e, infine, i suoi due documenti magisteriali: Sacramentum Caritatis e Summorum Pontificum. In altre parole, il cosiddetto «aggiornamento liturgico» è in qualche modo completato dal Motu Proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI. Di che cosa si tratta? [PER CONTINUARE CLICCARE)

1 commento:

  1. Onore al card. Sarah il quale afferma che il SP è la fonte del futuro. Ma come utilizzare quel decreto per poter correggere una liturgia ormai inventata da e per l'assemblea emarginando la dottrina e il sacerdozio ministeriale? La SC, che dopo avere esaltato il ruolo della liturgia, permette delle aperture del tutto relativistiche che hanno generato il NO, come potrebbe accordarsi con il SP? Il fatto che dopo 50 anni si ripetono gli stessi concetti senza soluzioni concrete indica l'impossibilità di un accordo tipo 'riforma della riforma', 'arricchimento reciproco' etc. etc., principi scaturiti dall'esigenza di non poter rifiutare ufficialmente il NO. La riforma è il frutto di grossi errori, primo fra tutti di aver inserito la liturgia nel programma del CVII, mentre veniva emanato il Messale scaturito dalla riforma di Pio XII, come se fosse un testo transeunte ( !?!), rimettendo tutto in discussione all'insegna del 'tutto sbagliato'. Il NO e il VO sono inconciliabili. Papa Benedetto che ha parlato tante volte di sofferenza per il NO, con il SP ne ha dato un giudizio negativo e , per questo è stato aggredito ( e tradito !) da tanti altolocati prelati e dai nemici della Chiesa.

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