giovedì 7 luglio 2016

7 luglio : nel IX anniversario del Summorum Pontificum la "maggiore novità" liturgica attuale (Catholic Herald)

Il Signore ci dona di festeggiare anche quest'anno l' anniversario della promulgazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum" di Benedetto XVI che disciplina la celebrazione della Santa Messa nel " ritus antiquior " mai abrogato. 
Scrive oggi la Nuova Bussola Quotidiana " Correva l'anno 2007 quando papa Ratzinger riconsegnava “piena cittadinanza” al rito della messa di S. Pio V, nella versione edita da S. Giovanni XXIII. 
Un intervento che si collocava nel più ampio movimento della cosiddetta “riforma della riforma” liturgica che il pontificato di Benedetto XVI pareva voler accompagnare. 
Perché, scriveva Ratzinger nella lettera che spiegava il Motu proprio, «le due forme dell’uso del Rito Romano possono arricchirsi a vicenda», una formula questa molto usata negli ambienti del movimento della “riforma della riforma”, a cui non erano state risparmiate critiche da ambienti tradizionalisti (purtroppo è vero: alcuni "professionisti della tradizione" autoproclamatisi primi della classe invece di sostenere  Papa Benedetto giunsero persino a boicottare il primo Pellegrinaggio "Una cum Papa nostro" N.d.R.)
Critiche, ovviamente, che non erano mancate nemmeno dagli ambienti più progressisti che, con molta virulenza, vedevano questo nuovo movimento liturgico come fumo negli occhi. 

Quest'anno la commemorazione della pubblicazione del Motu Proprio si arricchisce però di una "novità ecclesiale" in grado di cambiare radicalmente in tutto il mondo  la qualità delle celebrazioni liturgiche.

Attingiamo da Chiesa e post Concilio : "7 luglio 2016.  Nono anniversario del Summorum Pontificum. 
Quest'anno, pur nel solito panorama di avversione viscerale della maggior parte di vescovi e sacerdoti, che la Provvidenza ci aiuterà gradualmente a superare, registriamo una novità: il Card. Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha dato notizia che Papa Francesco gli avrebbe chiesto di studiare la questione della “riforma della riforma” e il mutuo arricchimento delle due forme — ordinaria e straordinaria — del rito romano. 
È accaduto, a Londra, in apertura del convegno “Sacra Liturgia UK”, secondo quanto evidenziato da vari siti di lingua inglese: New Liturgical Movement [qui], Catholic Herald [qui], Life Site [qui]". 
Da un anno l'attuale Prefetto della Congregazione del Culto Divino insiste nella ripresa della postura celebrativa "ad orientem"  
 «Contrariamente a quanto è stato a volte sostenuto, è del tutto conforme alla costituzione conciliare, è addirittura opportuno che, durante il rito della penitenza, il canto del Gloria, le orazioni e la preghiera eucaristica, tutti, sacerdote e fedeli, si voltino insieme verso Oriente, per esprimere la loro volontà di partecipare all’opera di culto e di redenzione compiuta da Cristo» (L’Osservatore Romano [qui], 12 giugno 2015). 
Ha dichiarato: «Quando sono stato ricevuto in udienza dal Santo Padre lo scorso aprile, Papa Francesco mi ha chiesto di studiare la questione di una riforma della riforma e di come arricchire le due forme del rito romano. 
Questo sarà un lavoro delicato che richiede pazienza e preghiera. 
Ma se vogliamo implementare Sacrosantum concilium più fedelmente, se vogliamo raggiungere ciò che il Concilio desiderava, questa è una questione seria che deve essere attentamente studiata e per cui occorre agire con la necessaria chiarezza e prudenza». 
Di nuovo, nella circostanza, c'è l’indicazione di una data, a partire dalla quale il cambiamento ad Orientem andrebbe attuato: la prima domenica di Avvento (27 novembre 2016). 
Ora, è apprezzabile che alcuni aspetti dell’antica liturgia siano recuperati, nella consapevolezza espressa dal cardinale che il Novus Ordo non abbia corrisposto in diversi punti alla mens della Sacrosantum concilium, già a suo tempo sottolineati anche dal Cardinale Ranjith e dal vescovo Schneider: la Messa versus Populum, la Santa Comunione nella mano, l’eliminazione totale del latino e del canto gregoriano in favore della lingua volgare nonché di canti e inni che non lasciano molto spazio per Dio, e l’estensione, al di là di ogni ragionevole limite, della facoltà di concelebrare la Santa Messa. 
Tuttavia non basta un certo recupero della sacralità del rito e alcune innovazioni più di forma che di sostanza a ripristinare la integrità teologica ed ecclesiologica garantita dal Rito Antiquior.» (MiL se ne era occupata due volte QUI e QUI )
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Anche la Nuova Bussola Quotidiana nell'Articolo (già citato) di Lorenzo Bertocchi Ritorno a oriente", il Papa vuole riformare la messa riporta le belle novità londinesi: "Secondo il Catholic Herald la proposta del cardinale Sarah alla conferenza “Sacra Liturgia” tenutasi a Londra in questi giorni, è la maggiore novità in campo liturgico dopo il Motu Proprio Summorum pontificum di Benedetto XVI.
«E 'molto importante, ha detto il prefetto della Congregazione vaticana per il Culto divino, tornare al più presto possibile a un orientamento comune, di sacerdoti e fedeli insieme nella stessa direzione - verso est, o almeno verso l'abside - verso il Signore che viene. Vi chiedo di attuare questa pratica per quanto possibile». 
Ha detto ai sacerdoti di «avere fiducia che si tratta di qualcosa di buono per la Chiesa», e ha anche suggerito di cominciare concretamente la prossima domenica di Avvento, il 27 novembre. 
A questo suggerimento è partito un lunghissimo applauso dei presenti all'incontro londinese.  
Proprio questo suggerimento del 27 novembre appare come una prima novità introdotta da Sarah, visto che già in altre occasioni il prefetto aveva caldeggiato chiaramente il culto ad orientem dall'Offertorio in poi. " (Tutto l'Articolo QUI)


  Soli Deo Gloria !

AC