giovedì 29 ottobre 2015

Parresia islamica


Da Tempi

Settembre è stato un mese di ordinaria follia a Mosul: 215 persone sono state giustiziate (dopo le 240 di agosto), 118 frustate pubblicamente, 118 arrestate e 88 hanno avuto una mano amputata per furto. Poi ci sono le tasse aumentate, i bambini reclutati per la guerra santa e altri orrori che hanno reso lo Stato islamico famoso in tutto il mondo.
IL RAPPORTO. Il resoconto dettagliato di quello che è successo nel solo mese di settembre nella seconda città più importante dell’Iraq, capitale irachena del Califfato dal giugno 2014, è stato diffuso da Mosul Eye, «l’osservatorio fondato da uno storico indipendente all’interno di Mosul e creato per comunicare al resto del mondo, minuto per minuto, che cosa succede in città». È impossibile verificare in modo indipendente le notizie contenute nel rapporto ma in precedenti occasioni l’osservatorio si è rivelato affidabile e accurato.
JIHADISTI DA CINA E RUSSIA. Nel mese di settembre dunque sarebbero arrivati a Mosul centinaia di nuovi combattenti: soprattutto uiguri provenienti dalla Cina, afghani e russi. Ciascuno è stato dotato di una speciale carta d’identità, in modo tale da evitare il pericolo di infiltrati nemici. Nel mese di settembre, infatti, c’è stato quasi un bombardamento al giorno da parte della coalizione occidentale guidata dagli Stati Uniti e tutti i residenti a Mosul rischiano di essere accusati di spionaggio.
AUMENTANO LE TASSE. A livello economico, la gestione della città da parte dei jihadisti è poco efficace e i proventi del petrolio non bastano. Almeno a giudicare dall’innalzamento delle tasse scolastiche: ogni studente paga per le elementari 10 mila dinari all’anno, 25 mila per le medie e 100 mila per le scuole superiori. Di conseguenza, rivela il rapporto, «sempre più ragazzi non possono permettersi di andare a scuola». Contemporaneamente aumenta il reclutamento nelle milizie dell’Isis di bambini: sono 176 i ragazzi tra i 13 e i 15 anni che si addestrano nei campi di Al Imam Ala’adham College e Alhai Alzira’ai, dove vengono anche indottrinati secondo la sharia. Anche curarsi è sempre più costoso. Gli ospedali si devono auto-sostenere, per questo una visita dal medico di base costa fino a 3 mila dinari, per una ecografia e una risonanza magnetica si pagano da un minimo di 30 mila a un massimo di 70 mila dinari.

ESECUZIONI PUBBLICHE. La parte più brutale del rapporto è quella che riguarda le esecuzioni pubbliche, che dopo aver colpito gli sciiti, riguardano ora i musulmani sunniti. Su un totale di 215 esecuzioni, almeno 150 persone sono state effettuate per apostasia, blasfemia o spionaggio. Una è stata invece giustiziata per aver insultato il califfo Abu Bakr Al-Baghdadi, altre per la vendita di sigarette, almeno due sono state decapitate. Tra le vittime, ci sono anche schiave yazide.
VIETATO RADERSI. Tanti sono stati anche gli abitanti di Mosul frustati pubblicamente: 42 per essersi rasati la barba, una ventina per non aver partecipato o per essere arrivati tardi alla preghiera rituale, più di 10 per aver fumato in pubblico, una ventina per non aver rispettato il vestiario previsto dalla sharia o per fornicazione, tanti altri per aver ascoltato la musica. Quattro persone sono state frustate per non aver pagato le tasse.
Per quanto riguarda gli arresti, 22 residenti a Mosul sono stati portati in carcere per un ritardo nel pagamento delle imposte; 30 dopo essersi pentiti di aver appoggiato il governo iracheno; sei per aver fumato; una ventina per essersi tagliati la barba e altri per essersi rifiutati di giurare fedeltà al califfo.


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