giovedì 22 ottobre 2015

AL VIA #SUMPONT2015

PAROLE DI BENVENUTO DEL PELLEGRINAGGIO
SUMMORUM PONTIFICUM 2015
Padre Claude Barthe, cappellano del pellegrinaggio
(Traduzione MiL)

#sumpont2015
Eccellenze, Reverendissimo Padre,
Miei Cari Confratelli nel sacerdozio,
Miei Cari Amici,

Cominciamo stasera il quarto pellegrinaggio del popolo Summorum Pontificum, noi che siamo venuti da ogni parte del mondo alla Sede di Pietro e presso la Tomba dell'Apostolo, per rendere grazia dell'atto di Papa Benedetto XVI che ha restituito la libertà alla messa romana antica. Siamo venuti anche per chiedere al Signore di aiutarci, nelle nostre diocesi, nelle nostre parrocchie, nelle nostre comunità, nei nostri istituti, e nelle nostre associazioni, a sviluppare questa santa celebrazione della quale possiamo testimoniare i frutti di fede, di santità, di conversioni, di evangelizzazione e di moltiplicazione delle vocazioni. La nostra intenzione speciale quest'anno è per la famiglia cristiana, dato che proprio in questi giorni si chiude il Sinodo dei Vescovi ad essa dedicato.

Grazie di cuore ai reverendissimi prelati che ci fanno l'onore della loro benevola presenza questa sera: Sua Eccellenza Monsignor Juan Rofdolfo Laise, che presiede oggi i vespri d'apertura, Sua Eccellenza Monsignor François Bacqué, nunzio apostolico, e il Reverendissimo Padre dom Jean Pateau, abate di Fontgombault.

A nome di tutti, ringrazio particolarmente Padre Joseph Kramer, Parroco della chiesa della Trinità dei Pellegrini e tutti coloro che lo aiutano, che moltiplicano anno dopo anno gli sforzi per accoglierci durante questa sorta di Triduo, rispondendo ammirabilmente alla vocazione principe della fondazione di questa chiesa da parte della confraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini creata da San Filippo Neri, patrono del nostro pellegrinaggio: l'accoglienza e l'assistenza ai pellegrini che vengono a Roma.

In particolare l'accoglienza dei pellegrini poveri. Non siamo forse in qualche modo poveri, noi che siamo legati alla messa tradizionale? Ci è anche capitato di essere degli esclusi, dei cristiani della periferia, secondo il termine che è caro a Papa Francesco. Ci piace dire che oggi in questo modo, a Roma, rappresentiamo il Populus Summorum Pontificum, il popolo del Summorum Pontificum, ossia l'insieme di tutti coloro che si sentono particolarmente legati alla messa tradizionale, che siano sacerdoti, religiosi, seminaristi, o fedeli. Il sensus fidelium è un po' come una preghiera insistente che chiede all'autorità di intervenire, cosa che ha fatto, nel 2007, con il Summorum Pontificum confermando la fondatezza della celebrazione dell'usus antiquior.

Ed è ciò che certamente farà ancora in futuro. Perché questa storia, la nostra storia, non è finita. Nella Chiesa di domani, una Chiesa di famiglie cristiane numerose, di sacerdoti ben consapevoli della propria identità sacerdotale, di apostoli missionari, di comunità religiose e di associazioni espressione dell'eterna giovinezza della Chiesa, la liturgia tradizionale, eternamente giovane, avrà senza dubbio un ruolo di fermento spirituale nell'ordine sacramentale.


Questa certezza che portiamo ad Petri Sedem, nella nostra grande varietà di origini, ma anche di sensibilità, con le nostre preghiere e le celebrazioni, offrendo qui a Roma gli sforzi, la costanza e i sacrifici di tutti coloro che in qualche modo rappresentiamo, implorando per noi e per tutti loro la benedizione di Pietro che riceveremo sabato mattina nella Basilica 

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