martedì 7 luglio 2015

Cronaca di un giovane vinto dalla Bellezza ( Ordinazioni ICRSS a Firenze)

Avevamo dato giusto e doveroso spazio alle Ordinazioni Sacerdotali dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote il 2 luglio scorso nella chiesa dei santi Michele e Gaetano di Firenze. 
Un giovane studente presente al Sacro Rito dopo aver letto l’Articolo (QUI) ci ha gentilmente inviato alcune sue considerazioni che noi, ben volentieri , pubblichiamo per la nostra comune edificazione spirituale. 

  
     Cronaca di un giovane vinto dalla Bellezza 
  Chi scrive è un giovane ventunenne, cristiano e pure cattolico, che si impegna ad essere tale contutte le sue forze, in questo mondo di ambiguità, confusione e defezione della Fede. 
Mercoledì 2 luglio, ore 5,30, dopo le consuete preghiere, partenza immediata, direzione Firenze, obbiettivo le ordinazioni sacerdotali dell’ Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote. 
Ed eccoci, in un bagno di folla (più di mille gli invitati, oltre millecinquecento i presenti), alla splendida chiesa dei santi Michele e Gaetano. 
Per me è stata la prima volta, sotto tanti aspetti. 
Il fasto e l’ eleganza della domus orationis, addobbata per l’ occasione con drappi floreali sulle pareti, tutti gli altari rivestiti a festa, le antiche lampade ad olio accese, non toglieva l’ attenzione al centro di quel locus amenus: il sacro altare. 
Uno splendido massiccio, capolavoro di marmo elaborato, costruito su più livelli, slanciato verso l’ alto, dove si erge, in sommità, un grande tabernacolo, le cui fattanze richiamano la santa dimora dell’ Altissimo, nei cui atri tutti i cristiani anelano di potersi ritrovare un giorno. 
Le sacre reliquie dei santi, numerosissime, esposte sui vari balconi dell’ altare, ci ricordano con forza la potente intercessione e la reale presenza del Cielo sulla Terra, durante la perpetuazione dell’ incruento sacrificio. 
Insomma, l’ aspetto estetico della Chiesa, pedagogico in sé, già refrigerava l’ animo dal caldo torrido del capoluogo toscano. 
Chiunque, anche non cristiano, non può ignorare tanta maestosità artistica, immaginando quanto mai gli uomini di un tempo avranno speso per realizzare un capolavoro simile. 
Ma ecco che comincia la celebrazione. 
Dopo l’ ingresso commovente degli undici candidati al regale sacerdozio di Cristo Re e Sommo Sacerdote, comincia la processione introitale, al cui apice giunge Sua Eminenza Reverendissima il Signore Raymond Leo Cardinal Burke, nel fasto che si addice ad un principe di Santa Romana Chiesa, ed a seguire la lunga sfilata dei sacerdoti canonici, seminaristi e chierichetti. 
La musica che è si avvalsa dell’ organo, di trombe e di tamburi, mostra il trionfo della Chiesa di Dio in tutta la sua magnificenza, quella Chiesa che è Una, Santa, Cattolica ed Apostolica e su cui davvero le porte degli inferi non prevarranno, mai e poi mai! 
Quanta gloria, compostezza, devozione e preghiera intensa durante tutta la funzione liturgica, splendidamente ufficiata e partecipata da tutti i presenti, più di 1500. (Confesso che è stata la prima Santa Messa in cui NON ho sentito suonare un telefono cellulare!) 
Tutto “Ad Majorem Dei Gloriam”. 
Undici nuovi alter Christus, pronti a servire la Chiesa di Dio e a donarsi per la salvezza delle anime. 
Quale grande gioia per tutti i cristiani! 
Ecco che il Signore ha oggi nobilitato i suoi nuovi servitori nella vigna, ha unto con olio di letizia gli eletti fra i chiamati, ha donato la Sua Regalità e il Suo Potere ai suoi figli, che sin dal grembo materno ha amato, desiderato e chiamato. 
Terminato il lungo rito, è giusto festeggiare e ringraziare il Padre per il dono incommensurabile ricevuto. 
Cosa cambia, potrebbe qualcuno obbiettare, da una consueta ordinazione sacerdotale in diocesi? 
Qui io dichiaro di essere stato vinto dalla Bellezza. 
Le parole, i gesti, gli odori, i suoni, ogni minimo particolare della Sacra Liturgia concorreva alla glorificazione dell’ Onnipotente Trinità. 
Non vi era sentore di antropocentrismo, di sterilità, di intrattenimento folcloristico. 
A Firenze, quel giorno, a vincere è stato il Signore, che si è compiaciuto del suo popolo. 
La differenza c’ è stata. 
Provare per credere. 
Concludo citando un uomo a me molto caro, Fedor Dostoevskj, il quale scrisse :  “La Bellezza salverà il mondo.” 
Pax et Gaudium! 
L.M.P. 

Foto 1 : Alessio Cecconi Photography (cit.)
Foto 2 : ICRSS
Foto 3: uno dei Fedeli presenti al Sacro Rito

3 commenti:

  1. Grazie, gentile L.M.P!
    Aggiungo solo queste parole a quelle qui sopra, già di per sé perfette: "Nulla è troppo bello per Dio", come teneva scritto in Sacrestia ad Ars San Giovanni Maria Vianney. Ah, se ogni sacerdote cattolico seguisse sempre questa massima!
    M.D.

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  2. ho visto degli spezzoni video delle ordinazioni; m'è sembrato di sentire il Card. Burke parlare in francese durante l'omelia. Confermate?

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    1. Il Cardinale Burke ha tenuto l'omelia in francese, incentrandola sulla Festa della Visitazione (2 luglio nel calendario Vetus Ordo). Mentre l'Arcivescovo Cordileone, il giorno prima, per i Suddiaconati e Diaconati, ha predicato in perfetto italiano e un po' in inglese, incentrando l'omelia sulla Festa del Preziosissimo Sangue di Gesù e sulla frase del Vangelo "Mi ami tu più di costoro?"

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