lunedì 24 novembre 2014

Card. Sarah al Culto divino: retroscena della nomina del prediletto di Canizares


Culto: Sarah, come annunciato.
di Marco Tosatti, da La Stampa del 24.11.2014

 Il Papa ha nominato il nuovo Prefetto della Congregazione per il Culto Divino. Come avevamo anticipato su questo Blog sabato scorso , si tratta del cardinale guineano Robert Sarah, attualmente presidente di “Cor Unum”, e con una lunga esperienza al grande dicastero di Propaganda Fide.   
  Non è stato un percorso facile, quello che ha portato alla scelta del porporato africano. Il suo nome, secondo quanto dicono nei Sacri Palazzi, era emerso subito, quando si pensava di rimandare in Spagna il “piccolo Ratzinger”, il card. Canizares. Ma era stato suggerito da un suo consigliere sudamericano al Papa di cercare prima in America Latina. Un cardinale, titolare di una grande diocesi, interpellato, ha risposto no grazie; forse anche in ragione dell’età, piuttosto avanzata.  
  Su altri due nomi possibili, sempre della stessa area geografica, dopo molta riflessione avrebbe preferito soprassedere. E anche per questioni di equilibrio in Curia (la Riforma probabilmente creerà dei cardinali di Curia “vaganti” per la scomparsa del loro istituto) il Papa alla fine avrebbe deciso per Sarah. Che è certamente su una linea di grande rispetto per la tradizione, e alieno dalle innovazioni liturgiche.  
  Forse anche per questo motivo qualche settimana fa è stato nominato [il 5 novembre 2014 come sottosegretario della Congregazione, n.d.r.] Corrado Maggioni, 58 anni, monfortano, molto amico dell’ex Maestro delle Cerimonie pontificie, Piero Marini, un grande seguace delle teorie di mons. Bugnini, il responsabile della riforma liturgica post-conciliare [Maggioni era stato nominano lo scorso anno consultore dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, n.d.r.]  I due precedenti sottosegretari, l’inglese Anthony Ward, 66 anni, e lo spagnolo Juan-Miguel Ferrer Grenesche, 53 anni, sono stati congedati il 5 novembre con effetto immediato. Quest’ultimo era un grande esperto di tradizione liturgica, in particolare antica, un vero specialista del settore, e il suo allontanamento ha creato interrogativi e perplessità.