mercoledì 11 giugno 2014

Cardinale Bassetti: " presa di possesso del Titolo di Santa Cecilia in Trastevere "




Celebrazione della " presa di possesso del Titolo di Santa Cecilia " di
Sua Eminenza Rev.ma il Signor Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve nella Solennità della Santissima Pentecoste,
Domenica 8 giugno 2014. 

Omelia : 

"Al carissimo fratello, cardinale Ennio Antonelli, ai fratelli nell’episcopato, al cerimoniere pontificio Mons. Marco Agostini e in, particolar modo, al carissimo Mons. Marco Frisina, rettore di questa basilica, e alla sua ineguagliabile corale, ai sacerdoti amici qui presenti, alle reverende monache benedettine di Santa Cecilia, ai miei carissimi familiari e ai carissimi fedeli di Roma e di Perugia auguro gioia, consolazione e pace nello Spirito Santo. 
La lettura degli Atti degli Apostoli descrive quello che è accaduto a Pentecoste: lo Spirito Santo ha stravolto la vita degli Apostoli e da quel momento il fuoco ha cominciato a propagarsi nel mondo. 
È quello che dovrebbe succedere anche a noi cristiani: siamo spesso paurosi, timorosi, chiusi in noi stessi, ma quando passa lo Spirito di Dio, diventiamo non solo un corpo vivo, ma creature nuove e coraggiose. 
Lo Spirito mette nel cuore dei credenti un’energia misteriosa. 
Tocca a noi alimentarla, diffonderla, perché anche tanti nostri fratelli e sorelle vengano accesi e riscaldati da Dio. 
Purtroppo, qualche volta, non ci rendiamo neppure conto dell’esistenza e dell’azione dello Spirito Santo in noi! 
C’è chi lotta per tutta la vita per spegnere questo fuoco e sfortunatamente alla fine anche la sua esistenza si spegne. 
La Pentecoste ci invita ad essere missionari, ad uscire dalle nostre case, ad abbandonare le nostre sicurezze per annunciare il Vangelo in ogni “periferia esistenziale”, come dice Papa Francesco. 
Il Risorto ci accoglie stasera in questa stupenda basilica dedicata a santa Cecilia. 
Ricevere dal Papa il titolo di Santa Cecilia è stata una vera carezza della bontà di Dio. 
Nella primavera del 1960, 54 anni or sono, il Seminario Arcivescovile di Firenze, di cui ero alunno, fu ricevuto in udienza da Papa san Giovanni XXIII. 
Si trattò di un incontro memorabile: avevo 18 anni ed era la prima volta che potevo ammirare la grandezza di Roma e lo splendore del Vaticano.
Il Papa volle parlare “a braccio” e ci raccontò diversi e simpaticissimi aneddoti. 
Il giorno successivo all’incontro, visitammo diverse basiliche fra cui quella di Santa Cecilia in Trastevere. 
Mi rimase impressa nella mente e nel cuore la statua della santa, opera del Maderno. 
Sappiamo bene la storia di questa scultura. 
Alla fine del 1500, il suo sarcofago venne aperto ed il corpo apparve in eccezionale stato di conservazione, avvolto in un abito di seta d’oro. 
Come lo scultore stesso avrebbe affermato, la statua in marmo ne era una fedele riproduzione. 
Essa appare come agnella sgozzata che, non potendo più parlare, con le dita delle mani riverse sul fianco, testimonia la sua fede in Cristo e nella Trinità. 
Quante volte, anche nei momenti più difficili del mio sacerdozio, mi si è ripresentata agli occhi del cuore questa tenerissima immagine, che, posso dire, mi ha accompagnato per tutta la vita". ...
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