giovedì 5 giugno 2014

Echi tridentini - Bruce Marshall (1899-1957) - II parte

Un lettore, che ringraziamo, ci segnala un'eco tridentina in letteratura, tratta da "Tutta la Gloria nel profondo", dello scozzese Bruce Marhall (24 giugno 1899 - 18 giugno 1857) che si convertì alla fede cattolica nel 1917, durante la Grande Guerra, grazie agli scritti del Card. Newmann.
Di lui, e della figura del sacerdote cattolico che seppe ritrarre nei suoi romanzi, avevamo già parlato nel 2009, in un post con altre citazioni dallo stesso libro alle quali oggi aggiungiamo un'ulteriore.
Su Marshall, lo ricordiamo era uscito anche un articolo sull'Osservatore Romano il 15.09.2009 "La figura del sacerdote nella letteratura contemporanea:  Bruce Marshall Una fede che sposta anche le sale da ballo (di paolo Gulisano) e l'Avvenire che il 16.06.2012 lo definì "il Guareschi delle Highlands".
Il libro "Tutta la gloria nel profondo" inoltre fu consigliato da Gnocchi come lettura per l'estate su Corrispondenza Romana
Roberto



"Il sacerdote Tom Smith, che all'inizio del racconto, nel 1908, è un prete ancor giovane con quindici anni di messa, è il protagonista di questo romanzo. Ambientato nella Chiesa cattolica della Scozia, in una grande città, esso segue le vicende del secolo e della nazione attraverso gli occhi innocenti e acuti di questo sconcertante prete capace di spunti audaci, di fervida obbedienza, di invincibile buonumore. L'umanità variopinta e calorosa che gli si affolla intorno offre il ritratto di un popolo passionale e sanguigno, nobile e retto, di una «povera Chiesa» e di una «grande Chiesa». Arguti e brillanti i ritratti degli ecclesiastici e dei fedeli che negli anni cambiano e camminano verso il loro destino. Anche il canonico Smith va incontro al suo destino anno dopo anno, al ritmo delle novità dei tempi, film e romanzi, guerre e invenzioni, mode e peccati vecchi quanto il mondo. E quando sarà sul letto di morte: «... gli piacque anche ricevere l'Estrema Unzione, mentre dalla finestra si vedeva il cielo con gli alberi, sempre al loro posto». È il ritratto di un uomo che è stato grato alla vita, cui la vita è piaciuta, con tutte le sue ombre, e a cui finirà per piacere anche la morte: «un render chiare le cose, un folgorare di luce...».
(Scheda tratta da ItacaLibri .it)

Ora riproponiamo il brano che ci ha indicato il nostro lettore. 


  "La messa di requiem la cantò il Canonico Smith perchè era stato il più vecchio amico di Monsignore; il Canonico Bonnyboat fungeva da diacono e il Canonico Muldoon da suddiacono. Mentre, in piedi a destra dell'altare, il Canonico Smith cantava la Colletta, il singhiozzo che aveva in cuore gli salì in gola, ma nel momento stesso in cui la voce gli tremava, gli risuonò all'orecchio l'eco delle parole che s'era sentito sussurrare a quello stesso altare: "Forza Tom! se no le vecchiette laggiù in fondo non ti sentono". Per cui soffocò il singhiozzo e cantò con tutta la forza che aveva, pregando i santi angeli di Dio ai accogliere Patrichìk Ignazio O'Duffy e di accompagnarlo alla dimora del Paradiso".

1 commento:

  1. Di Marshall vale la pena di leggere anche Il Miracolo di Padre Malachia. Spettacolare, divertentissimo.

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