mercoledì 28 maggio 2014

Precisazioni teologiche sulle parole di Papa Francesco pronunciate allo Yad Vashem (26.05.2014)


Un lettore ci invia queste considerazioni sulle parole del Papa pronucniate il 26.05.2014 al Memoriale di Yad Vashem, durante il suo viaggio in Terra Santa. 
Alcuni giudizi sono forse un po' forti, ma in linea di massima anche noi ne condividiamo la linea di fondo in merito alle imprecisioni pronunciate dal Papa. Che, se pur dette con il miglior intento e suscitate da forti sentimenti di rispetto e dolore, purtroppo però prestano il fianco a critiche e fraintendimenti. 
Nel merito della vicenda, onde evitare polemiche da una parte o dall'altra (e ci siamo capiti bene! E guai a chi sollevasse polemiche o accarezzasse deliranti considerazioni, ahinoi!, non ancora sopite del tutto!) sottolineiamo che ci uniamo convinti alla sgomenta condanna che anche questo Papa (così come i suoi predecessori da Pio XII in poi) ha pronunciato verso i crimini commessi contro l'umanità durante la II G.M, e simboleggiati e richiamati tutti nel Memoriale di Yad Vashem. Ancora una volta rinnoviamo quindi l'accorrato appello che mai più si compiano gli sterminii nei campi di concentramento o in altre forme eseguiti. 
Ogni forma di violenza contro l'uomo e di repressione terroristica (di qualunque colore politico o per qualsiasi diabolico intento o disegno malefico perpetrate) contro i fratelli, è da condannare senza riserve! Davanti a certi ricordi l'animo rabbrividisce e raggela di fronte a cosa è stato capace l'uomo, che si era perso negli abissi nel male.
E bisogna ricordarli a lungo, questi fatti, perchè genocidi o stermini non si ripetano mai più, nè quelli contro gli ebrei, nè quelli contro zingari ed omossessuali, nè quelli contro gli ucraini (Holodomor), nè quelli contro italiani dalmati ed (nelle foibe), nè quello contro nemici politici (Russia ai tempi di Stalin),  nè quelli contro i bosniaci (Srebrenica), nè quella a Cuba, nè quella in Messico, nè quelli in Spagna, nè quella in Estremo Oriente, nè quella in Libia, in Siria, ecc. ecc. Ma non ce n'è uno peggiore (e più meritevole di essere ricordato o celebrato) degli altri.

Roberto



Cito testuale quanto pronunciato da Papa Bergoglio il 26 maggio 2014 a Gerusalemme  al memoriale di Yad Vashem  


“Adamo, dove sei?” (cfr Gen 3,9).
Dove sei, uomo?

Dove sei finito?
In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: “Adamo, dove sei?”.
In questa domanda c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio.
Il Padre conosceva il rischio della libertà; sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersi… ma forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso!
Quel grido: “Dove sei?”, qui, di fronte alla tragedia incommensurabile dell’ Olocausto, risuona come una voce che si perde in un abisso senza fondo…"

Faccio umilmente notare che quando Dio nella Genesi si pone la domanda, non stava certo pensando alla Shoa né allo Yad Vashem. Questa esegesi è eterodossa; faccio anche umilmente notare che Dio si rivolge all'uomo e non al Figlio (specie se espresso al singolare) perché il Figlio (unico e solo) del Padre (la Trinità per un papa dovrebbe essere chiara) è Cristo, l'uomo invece
è figlio adottivo di Dio e non del Padre inteso quale Persona divina e comunque lo è in conseguenza della venuta salvifica di Cristo.  Per la teologia ebraica Dio non è Trinità e l'adozione non è per tutti gli uomini ma per un popolo (quello eletto dei fratelli maggiori - sic!).
Affermare poi che "forse nemmeno il Padre poteva immaginare" l'abisso di perdizione dell'umanità è una eresia ancora più manifesta e palese.
Dio sa tutto e Bergoglio si dovrebbe ricordare almeno il catechismo: affermare che Dio è stato avventato a concedere il libero arbitrio all'uomo perché "forse non poteva immaginarne" le conseguenze, è una eresia oscena ed una blasfemia.
Il "forse" non riduce né attenua il contenuto eretico della affermazione, anzi affermare che ci sia,
in tal senso, anche una sola possibilità, ovvero non affermare chiaramente la certezza della onniscenza di Dio ed aprire al dubbio in proposito è ovviamente non cattolico.
Faccio pure presente che l'abisso di perdizione del razzismo e del terrorismo di Stato perpetrato
da Israele ai danni degli abitanti di Gaza e dei territori occupati è non meno conosciuto dal Padre
e da tutta la SS.ma Trinità, ma Bergoglio "forse" non è informato e pertanto, visto che si trova in Israele, invece di spendere una parola per la persecuzione dei cristiani o per i poveracci di Gaza porta corone e rende omaggio al fondatore del movimento sionista, anche questo è un fatto rilevante che però i papaboys preferiscono non vedere.
Siamo allo sbando totale.
Un lettore