sabato 18 gennaio 2014

Lottiamo non solo su internet per amore a Cristo e alla Chiesa : mettiamoci la nostra faccia !

Pubblichiamo assai volentieri l’articolo di Federico Catani su Campari e De Maistre facendolo precedere da alcuni interrogativi per una serena comune riflessione ( purtroppo il sistema informatico non permette di accogliere i commenti da parte dei numerosissimi Lettori ). 
- Federico ha scritto : “oltre ad essere quattro gatti (alla gente non piace la messa in latino, facciamocene una ragione!) …”. 
Forse il Giornalista ha ragione ma alcuni Parroci, che conosciamo e stimiamo altamente , asseriscono che quando si tiene conto delle legittime esigenze dei fedeli ( senza quell’innaturale arroccamento su posizioni elitarie e snob  che sono del tutto contrarie allo spirito tradizionale – che fa rima con popolare - ) la preghiera e l'actuosa partecipatio sono avvantaggiate  . 
A tal proposito non potremo mai smettere di lodare ( sforzandoci di imitarla) l’efficace pastoralità liturgica di Saint-Nicolas-du-Chardonnet a Parigi!
Il Giornalista ha anche scritto : “Il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, nota che in Italia, nel giro degli ultimi mesi e in particolare a partire dal vergognoso e luciferino commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata, sono state soppresse ben 33 Messe celebrate secondo il Messale del b. Giovanni XXIII”. 
Domandiamoci serenamente in che modo abbiamo attuato il Motu Proprio “ Summorum Pontificum”. 
Nella mia Regione ( le Marche ) ad esempio esisteva  solo un gruppo ecclesiale ( riconosciuto canonicamente in una Diocesi ) che celebrava dai tempi degli Indulti di Giovanni Paolo II  con l’antico Messale della Chiesa . 
Dopo il Motu Proprio per soddisfare anche nelle vallate più a sud  il legittimo desiderio  di una più ampia spiritualità   ci siamo affidati, con fanciullesco entusiasmo alla generosa ospitalità dei  Padri Francescani dell’Immacolata di Campocavallo ( v. foto che si riferiscono al Pontificale del Card. Brandmueller , febbraio 2011) . 
In un primo tempo alcuni Vescovi pensarono : “ concentriamoli tutti là …” ma dopo l’inserimento nella Conferenza Episcopale di un giovane e geniale Vescovo, che ci ha fatto benevolmente capire che era ora di valorizzare anche i NOSTRI preti diocesani, abbiamo fatto fruttificare la nostra devota creatività mettendoci bene in testa che le Messe debbono essere celebrate nelle nostre parrocchie e non solo nelle " riserve indiane " . 
Grazie a questa mutata concezione pratica le cose cambiarono fino a giungere ad un successo insperato : l’inserimento nei programmi ufficiali del Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona delle celebrazioni nell’antico rito nella vicina Campocavallo ( assieme ad una mezza promessa che alcuni nostri ministranti avrebbero ricevuto l’accolitato ). 

Alcuni giovani, e meno giovani ( soprattutto i nuovi   " convertiti benedettiani " preti e laici) sentono il pericolo di  abbassare il loro entusiasmo iniziale per la buona causa liturgica   : comprendiamo questo loro stato d'animo .
Notiamo però che la scure del conformismo clericale,  che abbiamo previsto e temuto fin dai primi giorni dell'attuale pontificato,  s' è abbattuta con assai più pesantezza su quegli iper-prudenti Sacerdoti e Religiosi - spesso nemici giurati della tradizione liturgica tridentina -  fino ad arrivare ( risum teneatis ) ai laici " impegnati ". 
Vale la pena sottolineare che in una Diocesi  l'Arcivescovo ha dissuaso ( nel nome dell'opportunismo e dell'adeguamento al presunto stile papale ) l'allestimento di una mostra di paramenti sacri curata dall'Amministrazione Comunale .    
Casule e piviali modernissimi e non pianete baroccheggianti !!! 
In questo confuso clima ecclesiale  chi ha sofferto durante la prima ondata persecutoria ai tempi di Papa Paolo VI ( a quell’epoca eravamo tutti divisi e senza Internet … aiutati solo dai bollettini ciclostilati di Una Voce …) riesce a dire " magna voce "   :  Coraggio ! Resistiamo, resistiamo, resistiamo !
Non lasciamo  che la Vigna del Signore sia devastata dal “ cinghiale del bosco e se ne pasce l'animale selvatico”. 
Cum et sub Petro !
A.C. 
Cari tradizionalisti, basta navigare sul web: scendiamo in piazza!

Vengo subito al dunque, senza tanti preamboli, per esprimere il profondo disagio di un cattolico che si trova a vivere la sua fede nella Chiesa dell'Anno del Signore 2014.
Il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, nota che in Italia, nel giro degli ultimi mesi e in particolare a partire dal vergognoso e luciferino commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata, sono state soppresse ben 33 Messe celebrate secondo il Messale del b. Giovanni XXIII. 
Tra le celebrazioni annullate c'è anche quella del primo sabato del mese nella cappella Cesi della Basilica Patriarcale di S. Maria Maggiore, che era iniziata ben prima del Motu proprio, cioè nel lontano 2001. Il signor cardinale che è responsabile del più importante luogo di culto mariano (in cui peraltro sono sagrestani alcuni Francescani dell'Immacolata traditori e posseduti dallo spirito dell'Iscariota) non ha dato alcuna motivazione della soppressione. 
Non solo, ma alla supplica dei fedeli di ripristinare quella Messa, è stato risposto picche, sostenendo che a Roma c'è pur sempre la parrocchia personale di SS.ma Trinità dei pellegrini, vista pertanto come un ghetto in cui rinchiudere quei quattro pazzi tradizionalisti che si ostinano a non cogliere le magnifiche sorti e progressive non tanto del Concilio, ma del pontificato di Papa Francesco.  
Ma che fastidio può dare una messa celebrata in una cappella una volta al mese e nemmeno in giorno festivo??? Sono sempre più convinto del fatto che l'opposizione alla liturgia preconciliare non abbia altra motivazione se non un odio satanico verso ciò che di più santo, vero e bello esiste nella Chiesa. Fortunatamente, i fedeli legati al rito antico hanno intenzione di farsi sentire e per questo è stata indetta la pubblica recita del Rosario davanti S. Maria Maggiore sabato 25 gennaio alle ore 16: un  modo per rivendicare i propri diritti e per chiedere il rispetto di una legge universale della Chiesa, il cui intento non era relegare il rito tridentino nel ghetto, ma di diffonderlo il più possibile ovunque.
Francamente penso che manifestazioni di questo genere si dovrebbero moltiplicare in ogni diocesi. Poiché tutti fanno un gran baccano, anche nel mondo cattolico, per rivendicare diritti che non esistono affatto, non vedo per quale motivo il mondo tradizionalista, fatto peraltro da tanti giovani, non debba far sentire la propria voce. 

Confesso che non mi dispiacerebbe una bella mobilitazione di piazza magari proprio in S. Pietro, sotto lo sguardo del Papa e dei signori cardinali di Curia. 
Mi si dirà che ciò provocherebbe l'effetto contrario. Io però rispondo che, visti come siamo messi, cosa abbiamo da perdere? E poi noi non siamo e non dobbiamo essere né lefebvriani né sedevacantisti, ma semplicemente fedeli un po' incazzati che chiedono di essere ascoltati dai loro Pastori. 
Pastori a volte un po' cialtroni, che tendono non tanto a mischiarsi alle pecore, quanto piuttosto alle capre, diventando spesso più simili a queste che a quelle. 
Se nelle parrocchie e nelle diocesi tutti hanno voce in capitolo, anche chi sostiene che Benedetto XVI era un vecchio bacucco o che Pio XII ha fatto solo del male, perché mai non posso avere spazio anch'io che voglio pregare come si è sempre fatto e come la Chiesa mi permetterebbe di fare ancora oggi?  
Non possiamo continuare a chiudere gli occhi o semplicemente a scrivere qualche articoletto di fronte a quel che sta accadendo da decenni.  
Né serve fare i duri e i puri sul web e poi rifiutarsi di affrontare i problemi sul territorio, di fronte alle autorità. 
So' tutti boni a fa' i leoni da tastiera. 
Poi ci vuole la militanza fattiva, che non consiste nell'andare ai ricevimenti o alle conferenzine in qualche palazzo nobiliare. 
Perché la Tradizione non è roba da nobili, da eletti, da snob.  
Bisogna sapersi sporcare le mani. 
Altrimenti viene il dubbio che non si creda davvero in questa battaglia. 
E se qualcuno non è disposto a lottare per le proprie idee... Ezra Pound docet.
Sia chiaro, la colpa della situazione presente non è solo di Papa Francesco, che per alcuni è diventato il capro espiatorio di tutto. 
Oggi molti tradizionalisti attenti solo ai pizzi e ai merletti si scandalizzano per come si comporta il Vescovo di Roma, ma dimenticano che Benedetto XVI, oltre al grandissimo merito di aver ridato linfa e vita al movimento tradizionale, non ha voluto o saputo o potuto minimamente aiutarlo, lasciandolo in balìa dei lupi. 
Poi è vero che diversi amici della Messa antica, per il loro modo di fare purista, ossessivo e patologico non meritano altro che calci nel sedere, ma questo può valere e anzi dovrebbe valere ancor di più per i numerosi cattolici di parrocchia e di movimenti che popolano le nostre diocesi. 
Purtroppo però, l'amara verità è che noi siamo pochi, deboli e cretini, mentre gli altri sono tanti, forti e intelligenti. 
Non potremo mai vincere la guerra con le truppe che abbiamo. 
Ripeto, oltre ad essere quattro gatti (alla gente non piace la messa in latino, facciamocene una ragione!), ci perdiamo in mille divisioni, in mille personalismi, in rivoli di critiche patetiche e ridicole. 
Spesso disprezziamo gli altri, non vogliamo mischiarci, guardiamo tutti dall'alto in basso, non sappiamo relazionarci. 
Molte volte manca l'utilissima e stupenda dimensione nazional-popolare, se così si può dire. 
E allora, forse, la situazione presente è proprio quella che ci meritiamo.  

Tuttavia, benché i limiti e i difetti dei cosiddetti tradizionalisti siano innumerevoli, sono un nulla al confronto del disastro in cui versa la Chiesa. 

Sapete, per esempio, chi diventerà cardinale a febbraio? 
Non mons. Léonard, arcivescovo di Bruxelles, che per difendere la verità ha subito gli assalti delle Femen, le torte in faccia e i gavettoni e nemmeno il patriarca di Venezia mons. Moraglia, che è un buon pastore ancora cattolico, bensì mons. Nichols, arcivescovo di Londra, il quale ha offerto fiori a divinità indù, ha concesso messe per gli omosessuali, è favorevole alle unioni civili, anche tra gay, e ha in odio la messa antica.
Ebbene, nella Chiesa uscita dal Vaticano II, chi difende l'ortodossia di sempre viene odiato (sì, proprio odiato, alla faccia della misericordia tanto sbandierata), mentre chi, come i vescovi tedeschi o i preti austriaci, contesta le Verità e vuole la Rivoluzione, viene coccolato.
Ci siamo stancati di proclami contenenti buoni principi (quando va bene) da parte delle autorità più alte. 
Vogliamo i fatti. 
E se i fatti concreti dovessero portare a scissioni, scandali o scomuniche, ben vengano! 
Tanto, peggio di così si può solo morire... 
E allora superiamo paure, tatticismi, scrupoli e comodità varie. 
Alziamoci e lottiamo, ma non solo su internet, ché è troppo comodo. 
Facciamo piuttosto sentire la nostra rabbia mettendoci la faccia. 
Perché questa rabbia, che deve essere costruttiva e razionale, scaturisce solo dall'amore a Cristo e alla sua Chiesa. 

(articolo di Federico Catani, su: Campari e De Maistre)


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