giovedì 24 gennaio 2013

Una traduzione brutale


di don Alfredo Morselli

Domenica scorsa, la II domenica del tempo ordinario, secondo il nuovo calendario liturgico, ci è stata proposta dalla nostra buona Madre, la Santa Chiesa Cattolica, il brano evangelico che narra il primo miracolo di Gesù, in occasione delle nozze a Cana di Galiea.



Ma la goia nel leggere di questo primo miracolo, compiuto non senza l'intercessione e la mediazione della Vergine Maria, è stata soffocata da una traduzione brutale a dir poco:

“Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.  Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela"”.

Ma come si può pensare che il Nostro Signore, Salvatore e Redentore Gesù Cristo abbia potuto rispondere alla Sua Santissima Madre "Donna, che vuoi da me?" (Che Dio mi perdoni se ho osato riscrivere questa affermazione!)?

Anche se questa risposta è misteriosa, non si può scegliere la più spiritualmente angusta possibilità meramente grammaticale - per di più resa brutalmente -, ma bisogna vedere il contesto.
Di fatto, se Gesù avesse detto un secco no alla Madre, questa non avrebbe detto "fate ciò che Egli vi dirà"!

Questo quid est mihi et tibi mulier indica un altro livello superiore al quale Gesù invita la Madre, nel considerare gli eventi; e benché la peregrinatio di Maria nella fede sia sempre stata una velocissima corsa, il Verbo Incarnato la invita ora a correre ancora più veloce, e intravedere gli ormai imminenti frutti dell'"ora" non ancora giunta, ma prossima.

E tutto questo sostituito da una risposta maleducata: almeno l'umile e letterale "che c'è tra me e te, o Donna?" - della Vulgata - lascia aperta l'interpretazione di una disparità di veduta, di una precisazione, di un una nuova - ancorché crocifiggente - luce nel Cuore Immacolato di Maria, ben diversa da una brutale negazione.

Non mi meraviglio del minimismo mariano degli esegeti e dei successi che il nemico per eccellenza della Donna - da Lei sempre sconfitto - riesce a mietere tra i sapienti di questo mondo; mi addoloro, questo sì, mi addoloro!!! ... che nessuno di coloro cha hanno l'autorità per farlo si levi per denunciare o fare qualcosa, o sia stato vigile a suo tempo, prima che la frittata della nuova versione fosse fatta.

Cari fratelli, memori delle tre cose bianche da amare secondo San Giovanni Bosco, ricordiamoci che i nemici della S. Messa, del Papa, e della Madonna sono una unica e identica cosa; e che il buon combattimento della fede, in difesa del Santo Sacrificio della Messa, non può essere disgiunto dalla difesa dell'onore della Madonna Santa.

Come diceva San Luigi Maria Grignion di Montfort:

"Da buon servo e schiavo, non bisogna starsene in ozio. Si deve, al contrario, con la sua protezione, intraprendere e realizzare cose grandi per questa augusta sovrana. Bisogna sostenere i suoi privilegi quando sono contestati, difendere la sua gloria quando viene denigrata, attirare tutti in quanto è possibile ­al suo servizio e a questa vera e solida devozione" (VD 253).