martedì 24 maggio 2011

L'involontario elogio di Monsignor Lefebvre ad opera di un sacerdote modernista

In questi mesi, nelle librerie francesi, è reperibile un volume decisamente interessante ed esplicativo, si tratta del lavoro realizzato da don Philippe Béguerie, dal titolo Vers Écône. Mgr Lefebvre et les Pères du Saint-Esprit. Chronique des événements 1960-1968 (Desclée de Brouwer, Parigi 2010, € 36,00), ovvero Verso Écône. Mons. Lefebvre e i Padri dello Spirito Santo. Cronaca degli avvenimenti 1960-1968. L’originalità del libro è dovuta non tanto agli eventi narrati, che erano già sufficientemente conosciuti, quanto al fatto che l’autore, nel tentativo «di fare l’ “esegesi” del pensiero di Marcel Lefebvre!»(1), in direzione critica e polemica, approfondisce, suo malgrado, sia la coerenza di pensiero e di azione del prelato francese, sia l’effervescente clima esistente in molti ambienti ed istituti religiosi cattolici già prima della convocazione del Concilio Vaticano II. Vi si può così respirare tutto il sibilante vento della ribellione a metodi considerati ormai superati e vetusti, noiosi e sorpassati, da sostituire con regole e criteri, usi e costumi al passo con la modernità. Tali aspirazioni erano già penetrate, come abbiamo accennato, in molte realtà religiose e tra queste addirittura nella congregazione dei padri dello Spirito Santo.
Quei sistemi, che fino ad allora avevano garantito l’ordine di idee e di prassi, parevano non essere più adatti alla mentalità sedicente moderna delle anime più innovative, anche all’interno della Chiesa. Pareva essersi alla vigilia del trionfo, anche all’interno dei Sacri Palazzi, di quella modernità contro la quale Papi e santi si erano eretti per più di un secolo e mezzo e che ora infettava le coscienze con il liberalismo, il positivismo, il soggettivismo e il modernismo (il pericoloso e pernicioso tentativo di sposare la Chiesa al mondo). Di fronte a tali rivolte e sovvertimenti, Monsignor Marcel Lefebvre (1905-1991) reagì subito, prima in Africa in qualità di Arcivescovo di Dakar, poi come candidato alla direzione dell’Istituto dello Spirito Santo e, infine, come superiore generale della stessa congregazione missionaria.
Fu così che Lefebvre si espose immediatamente, senza prudenza per sé e incurante di ogni tipo di ricaduta sulla sua carriera ecclesiastica, e ciò avvenne fin dal cambiamento di linea della Chiesa sotto il pontificato di Giovanni XXIII (1958-1963; Angelo Roncalli 1881-1963), che non mancò di fargli personalmente presente i rischi a cui andava incontro. Il Vescovo interveniva con forza e determinazione con le parole, gli scritti, gli articoli… Ma quella forza e quella coerenza disturbavano troppo: «C’est la méthode Lefebvre!» (2), cioè un metodo “non politicamente corretto”, certamente non “alla moda” e refrattario a qualsiasi tipo di compromesso; insomma, si potrebbe dire, in sintesi, punibile e punendo per «eccesso di fede», come ebbe a dire il Cardinale Silvio Angelo Pio Oddi (1910-2001).

Le minacce moderne

In un’epoca in cui le intellighenzie laiche e persino cattoliche del mondo occidentale incominciavano a strizzare l’occhio al nemico comunista, in nome di una presunta comunanza di valori umani e di servizio all’uomo, Monsignor Lefebvre, forte dell’ininterrotta condanna della Sposa di Cristo nei confronti del materialismo ateo e del Comunismo, in ogni sua forma, condanna ribadita da ultimo con il decreto di scomunica per i seguaci di tale perversa dottrina, emanato dal Sant’Uffizio in data 1° luglio 1949 per volontà di Pio XII (1939-1958; Eugenio Pacelli,1876-1958), nella lettera pastorale che scrisse l’8 febbraio 1950, precisò che il suddetto decreto non era di ordine politico e neppure sociale, ma di ordine religioso e sottolineò come il Comunismo «è basato su una dottrina materialista e anticristiana» (3).
Monsignor Lefebvre vede le minacce del soggettivismo e del relativismo in tutti i campi, compreso quello religioso, soprattutto quando i principi liberaldemocratici sono traslati dal campo politico a quello metafisico: «È tempo di comprendere che questa Età dovrà avere una forte autorità per difendere la vera libertà e interdire i fautori del disordine. L’autorità e la vera libertà sono complementari e non contrarie», inoltre «il comunismo dei giovani governi» africani, sotto l’egida di una democrazia, nascondono «la demagogia e l’anarchia» (4), così scrive in un articolo del giornale «Le Devoir», il 18 dicembre 1959, dal titolo «Les États chrétiens vont-ils l’Afrique noire à l’Étoile?».
Erano anni cruciali, sia per i rivolgimenti culturali della civiltà occidentale, bramosa di gettare alle spalle valori e principi considerati vestigia di un passato da dimenticare o, addirittura, da distruggere, sia per gli accadimenti che interessarono direttamente la Chiesa, pronta, secondo Giovanni XXIII, ad aprire con l’euforia e l’entusiasmo tipici degli anni Sessanta, le porte al mondo moderno. Ecco, quindi, che nel XXI Concilio (1962-1965), problematico nel suo svolgimento e nelle sue conseguenze, confluirono tutte le istanze del mondo contemporaneo: esso fu ammantato da una filosofia e da una teologia che avevano posto una cesura con la Tradizione, nell’intento di offrire al mondo, con formule ottimistiche e, a volte, illusorie, un nuovo maquillage alla Chiesa, più allettante e proponibile, secondo i nuovi criteri e gusti della cultura dell’epoca. Il Concilio Vaticano II, in definitiva, sarebbe stato una nuova Pentecoste (5). Quella problematicità insita nell’Assise pastorale a tutt’oggi non è stata risolta, come dimostrano studi, libri, tesi di laurea, tavole rotonde, conferenze… «A differenza dei precedenti Concili, il Vaticano II pone però agli storici un problema nuovo. I Concili esercitano, sotto e con il Papa, un solenne Magistero in materia di fede e di morale e si pongono come supremi giudici e legislatori, per quanto riguarda il diritto della Chiesa. Il Concilio Vaticano II non ha emanato leggi e neppure ha deliberato in modo definivo su questioni di fede e di morale. La mancanza di definizioni dogmatiche ha inevitabilmente aperto la discussione sulla natura dei documenti e sul modo della loro applicazione nel periodo del cosiddetto “postconcilio”. Il problema del rapporto tra Concilio e “postconcilio” sta perciò al cuore del dibattito ermeneutico in corso» (6).

Superiore degli Spiritani

Il libro di don Béguerie getta una luce su un periodo ancora poco esaminato della vita di Monsignor Marcel Lefebvre, quando il Vescovo francese divenne superiore, dal 1962 al 1968, della Congregazione missionaria dello Spirito Santo e quando l’autore preparò un faldone proprio sul Monsignore tanto discusso per la sua fedeltà alla Chiesa di sempre, dunque sulla sua “intransigenza”, dallo spirito tutto paolino (come dimostrerà la stessa epigrafe che il Vescovo francese vorrà sulla sua tomba: «Tradidi quod et accepi», «Vi ho trasmesso quel che anch’io ho ricevuto», 1 Cor 11,23), al fine di impedirne l’elezione a superiore generale degli Spiritani. Occorre precisare che Béguerie è un sacerdote che un tempo fu membro della congregazione dello Spirito Santo, ma poi fuoriuscì nel 1963 perché in forte contrasto con le linee del suo superiore, Monsignor Lefebvre, e venne incardinato nell’Arcidiocesi di Parigi come prete secolare, occupandosi di teologia, con un’impostazione di marcato stampo progressista. L’ex spiritano ha oggi recuperato, negli archivi della congregazione nata nel 1703 a Rennes ad opera di Claude-François Poullart des Places (1679-1709) e fusa (1848) con l’Istituto del Cuore Immacolato di Maria di François Libermann (1802-1852), importanti documenti, dove emerge il pensiero di Monsignor Lefebvre, prima della grande avventura di Écône.
Dagli studi di padre Béguerie risulta in maniera impressionante come l’impostazione di Monsignor Lefebvre si sia mantenuta costante nel tempo, prima, durante e dopo il Concilio. Ciò è particolarmente rilevante, anche perché proviene da un autore assolutamente ostile al prelato francese, in quanto smentisce in maniera plastica l’immagine di un Vescovo che estremizza progressivamente le proprie posizioni con il passare del tempo. Questa vera e propria caricatura di Monsignor Lefebvre era tesa a lasciare intendere come le sue posizioni ultime potessero essere dettate dalla debolezza mentale e di carattere dovuta all’invecchiamento ed all’arrendevolezza nei confronti delle pressioni dei suoi seguaci.
Non ci sarebbe stato, ovviamente, bisogno dello studio di padre Béguerie, se la calunnia di cui sopra non avesse assunto, come nella celebre aria del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (1792-1868), le dimensioni di un «colpo di cannone» o, nella fattispecie, di una vera e propria salva di artiglieria. Ma tant’è: la Grazia divina si serve dei mezzi più inaspettati per far trionfare la verità sulla menzogna e, come recita un antico adagio popolare, «il tempo è galantuomo», anche se, a volte, occorre attenderne parecchio.
Il testo è diviso in cinque parti, ognuna delle quali è corredata da documenti inediti compilati dallo stesso Monsignor Lefebvre: in tutto sono 53 atti.
Nel 1961 la congregazione degli Spiritani, il cui Seminario si trova tuttora a Chevilly, alle porte di Parigi, contava 3.381 religiosi sacerdoti, con 46 vescovi, convocati al Concilio Vaticano II. Dal volume emerge nettamente che prima del Concilio Monsignor Lefebvre era considerato un modello da seguire, sia come sacerdote che come membro della congregazione dello Spirito Santo, quanto, infine, come Vescovo, tanto da divenire uno degli uomini di Chiesa più stimati da Pio XII, che lo nominò, oltre che Arcivescovo di Dakar, nel Senegal, anche Delegato apostolico dell’intera Africa francofona.

L’importanza della talare

Decisamente significativa è la lettera, datata 11 febbraio 1963, nella festa di Nostra Signora di Lourdes, che Monsignor Lefebvre scrisse ai «Mes chers confrères» a riguardo della talare. In essa si evince tutto il significato che acquista la divisa di chi ha scelto la strada di e per Dio:
«Le misure prese da un certo numero di vescovi nei diversi Paesi circa l’abito ecclesiastico meritano qualche riflessione perché possono avere delle conseguenze non indifferenti.
Di per sé l'uso della talare o del clergyman ha senso solo nella misura in cui questo abito segna una distinzione rispetto all’abito secolare. Ciò non è soltanto una questione di decenza. Inoltre, il clergyman mostra una certa austerità e discrezione, figuriamoci la talare» (7). L’abito è manifestazione visibile del distacco dalle vanità di questo mondo e il superiore della congregazione insiste su tale aspetto perché è il segno distintivo del sacerdote o del religioso «allo stesso modo dei militari, degli agenti di polizia o del traffico. Questa idea si manifesta in tutte le religioni. Il capo religioso è facilmente riconoscibile per la sua divisa, spesso dal suo seguito. I fedeli attribuiscono grande importanza a questo marchio distintivo. […]. Il sentimento molto legittimo dei fedeli è in particolare il rispetto del sacro e in più il desiderio di ricevere le benedizioni del cielo, in tutte le legittime occasioni, da parte di coloro che ne sono i ministri. Di fatto, il clergyman fino ad ora sembrava essere la divisa che designava una persona consacrata a Dio, ma con il minimo di distinzione visibile, soprattutto nei Paesi dove questo abito corrisponde esattamente a quello di un laico. […]. La talare del prete raggiunge questi due obiettivi in maniera chiara e senza equivoci: il prete è nel Mondo senza essere del Mondo, egli si distingue da tutti i viventi, ed egli è inoltre protetto dal male. Io non vi chiedo di toglierli dal mondo ma che voi LI PRESERVIATE DAL MALE, perché essi non sono del mondo, come io non lo sono più (Gv 17,15-16)» (8).
Il clergyman non è adatto allo scopo, in quanto ricalca l’abito utilizzato dai pastori protestanti ed utilizzabile anche dai laici. Qui Monsignor Lefebvre dimostra tutta la sua apertura intellettuale e culturale e tutta l’indifferenza che il cattolico deve nutrire nei confronti dei mezzi materiali, purché buoni ed efficaci. Egli non contesta la possibilità di un mutamento della divisa del sacerdote, purché il nuovo abito abbia la medesima efficacia del precedente nel distinguere l’ordinato dal laico e, quindi, nel preservare e difendere il prete dalle insidie del mondo, oltre ad agevolarne l’apostolato, con il perenne richiamo ai fedeli. Il problema del clergyman risiede nella finalità del mutamento: si vuole avvicinare il prete cattolico al pastore protestante e, quindi, favorire la sua laicizzazione. Dunque è evidente che l’opposizione non è legata ad una questione estetica e neppure di decenza, ma ad una importante questione dottrinale, vale a dire al ribadimento del carattere sacro che il sacramento dell’ordine imprime al sacerdote.
Quanto all’eliminazione di ogni specifico abito per il prete, essa cancella tutte le distinzioni, rendendo compiuta l’omologazione visiva del sacerdote con il laico, ossia la sua laicizzazione; aumenta, quindi, le difficoltà dell’apostolato e diminuisce le difese del prete nei confronti del mondo. È evidente che tale mutamento è dettato dal misconoscimento e dal disprezzo della condizione sacerdotale, condizione di cui vergognarsi al punto da nasconderla.
Il documento termina con alcune direttive pratiche al riguardo, fra cui l’obbligatorietà dell’abito religioso sia all’interno che all’esterno della residenza della comunità. I dissensi furono tanti, quei dissensi che porteranno, non appena possibile, a seppellire, con soddisfazione, in molti giardini di seminari e conventi, le sacre vesti sacerdotali.

Il confino a Tulle

La considerazione e l’ammirazione nei confronti di Monsignor Lefebvre subiscono un brusco capovolgimento di rotta quando sale al Soglio Pontificio Giovanni XXIII. Il 7 maggio 1961, in un’udienza durata un’ora, il Papa lo riprende e lo avverte:
«Vedete quando ero professore di Sacra Scrittura a Bergamo, ho difeso la tesi di Padre Lagrange e sono stato marcato con l’etichetta di “modernista”; questo mi ha nuociuto tutta la vita. Ho visto il mio fascicolo e ho letto: “tendenza modernista”; io non sono modernista! Per questo motivo non sono mai stato chiamato a Roma, mi hanno sempre tenuto lontano dalla Curia romana perché ero – dicevano – modernista. Allora, fate attenzione a non attaccarvi da solo, e nettamente, l’etichetta di conservatore» (9).
Le voci circolavano: Lefebvre aveva una “cattiva” fama fra i vescovi francesi, che lo temevano e lo detestavano: la sua serietà, la sua correttezza, il suo rigore dottrinale li spaventavano… La punizione non tardò ad arrivare: il 23 gennaio 1962 fu relegato quale Vescovo, quantunque Arcivescovo, della piccola diocesi francese di Tulle. Fatto decisamente grave, non solo perché da una giurisdizione di una diocesi enorme passava ad un minuscolo territorio, ma perché il fatto avvenne prima della creazione della Conferenza episcopale, perciò, essendo la guida della Chiesa francese esercitata dall’Assemblea dei cardinali e degli arcivescovi, è evidente che egli ne fu categoricamente escluso, pur avendo i titoli per farne parte.
Dal volume che Béguerie ha scritto emerge, grazie proprio ai documenti originali trascritti, la figura di un sacerdote e di un superiore rimasto fedele, con coraggio e abnegazione, alla dottrina di sempre, di un Vescovo che venne attaccato prima dell’apertura del Concilio Vaticano II, proprio per le sue idee, tutte cattoliche.
Il dossier Lefebvre si aprì, dunque, già alla morte di Pio XII ed egli venne confinato a Tulle per silenziarlo: non era ammissibile lasciar parlare ed agire questo Vescovo testardamente cattolico. Non gli veniva perdonata la sua contrarietà alle avanguardie teologiche, liturgiche, pastorali e sociali. Inoltre, quando era ancora in Senegal, non gli perdonarono la sua aperta contrarietà all’islamizzazione dell’Africa, che, peraltro, avevano paventato, già nel XIX secolo, altre personalità della Chiesa, come, per esempio, il missionario e Cardinale Guglielmo Massaja (1809-1889).
Nel già citato articolo del 2 novembre 1959 sul quotidiano canadese «Le Devoir», dal titolo «Gli stati cristiani consegneranno l’Africa alla Stella?», egli scrive: «Sono i Paesi a maggioranza musulmana che si staccano più rapidamente dall’Occidente e fanno appello ai metodi comunisti». L’Islam è una minaccia per i Paesi cattolici: nel 1959 dichiara, infatti, che «i metodi comunisti [sono] piuttosto simili a quelli dell’islam: fanatismo, collettivismo, schiavismo nei confronti dei deboli sono la tradizione stessa dell’islam» (10).
Léopold Sédar Senghor (1906–1959), cattolico praticante, nel 1959 divenne presidente della Federazione del Mali (Senegal e Sudan francese) ed espose la dottrina della cosiddetta «via africana del socialismo», un socialismo che doveva essere africanizzato. Fu così che nel 1960 l’Arcivescovo intervenne scrivendo una lettera pastorale «Sul dovere di vivere secondo la verità e di evitare gli equivoci». Il socialismo africano di Senghor era per l’Arcivescovo di Dakar una contraddizione in termini: «Socialismo religioso, socialismo cristiano sono delle contraddizioni: nessuno può essere contemporaneamente un buon cattolico e un vero socialista» stava scritto nell’enciclica Quadragesimo anno (15 maggio 1931) di Pio XI (1922-1939; Achille Ratti 1857-1939). Nella lettera pastorale il presule dichiarava che non basta professare Dio, occorre riconoscere che il fondamento del diritto è Dio e non lo Stato, uno Stato che sopprime ogni iniziativa privata, che tutti divora sotto un burocratismo mostruoso e che si appropria delle ricchezze, dell’intelligenza d’impresa, dell’arte e della carità per statalizzarle e sterilizzarle. Senghor s’infuriò e convocò l’Arcivescovo, il quale dichiarò che egli non faceva altro che ripetere quel che avevano detto i Papi a proposito del Socialismo. Precedendo le disposizioni vaticane, scrisse a Roma per chiedere un coadiutore africano; ma non arrivò nessuna risposta ed apparve chiaro all’Arcivescovo che si attendevano soltanto più le sue dimissioni…
Altro “incidente diplomatico” venne causato dalla difesa di Monsignor Lefebvre alla Cité Catholique, l’associazione cattolica contro-rivoluzionaria guidata da Jean Ousset (1914-1994), ma combattuta strenuamente dai vescovi francesi di ferma posizione progressista. Molto bella e toccante la lettera che Monsignor Lefebvre scrisse da Parigi il 4 marzo 1962 al direttore della Cité Catholique (11) per fargli sentire tutta la sua vicinanza contro una campagna di stampa diffamante ai danni della stessa testata e si compiacque per l’ammirabile coraggio di proclamare lo spirito della Fede dalle colonne del suo giornale; la lettera si conclude così: «infine, preghiamo cari amici perché è la preghiera che vi donerà le grazie necessarie per continuare il vostro magnifico compito in uno spirito sempre più profondamente unito e sottomesso alla Nostra Santa Madre e Signora, la Chiesa cattolica e romana.
Possano queste righe portarvi la testimonianza ed il conforto della mia rispettosa e profonda simpatia
Marcel Lefebvre
Arcivescovo, vescovo nominato di Tulle» (12).

Rimanere saldi nella Tradizione

Di notevole interesse sono anche le lettere di richiesta di esclaustrazione di alcuni elementi refrattari alle direttive di Monsignor Lefebvre, dove si evince l’insofferenza per l’ordine e l’ubbidienza: «Davanti all’evoluzione del mondo, la Chiesa, attraverso il suo Concilio, ci invita a prendere un atteggiamento missionario molto più aperto» (13) afferma, per esempio, Bernard Foy il 24 febbraio 1964, in una lettera indirizzata al suo superiore.
Per un ritorno all’autentica formazione sacerdotale e religiosa, per il superiore degli Spiritani erano fondamentali «l’esercizio delle virtù dell’obbedienza, dell’umiltà, della semplicità, della modestia, che si sviluppano sotto l’influenza delle virtù teologali» (14), ma tutto ciò veniva mefistofelicamente minato. Considerava essenziale in un sacerdote la «pietà profonda, la vita d’unione con Dio, la stima dei sacramenti della penitenza e dell’eucaristia, la devozione per la Vergine Maria» (15), inoltre suggeriva di mantenere «fermamente l’uso della lingua latina nelle cerimonie» e la «giornata termini con la preghiera di Compieta e non con la televisione, che dovrà essere limitata alle notizie del giorno» (16), inoltre le uscite dei religiosi dovevano essere delimitate… ma queste norme, ormai, erano davvero mal digerite da un gruppo nutrito di Spiritani pretenziosi, capricciosi e invocanti usi lassisti.
Importanti poi le sue considerazioni sulla liturgia che egli compie nella lettera pubblicata sul Bollettino degli Spiritani, nel numero di marzo-aprile 1963, riferendosi esplicitamente alla prima sessione del Concilio. Egli parla del carattere umano e divino della liturgia che viene espresso nella lingua universale della Chiesa cattolica, quella latina. Nella Santa Messa la lex orandi è specchio della lex credendi e «la lingua unica protegge l’espressione della fede, contro gli adattamenti linguistici nel corso dei secoli e, conseguentemente, la fede stessa» (17). Fine ultimo della liturgia è l’unione fra Dio e l’anima in preghiera che si abbevera alla sorgente della vita; importante sarà, per mantenere tale unione e dunque la sacralità del rito il cui fine è proprio quello di aiutare ogni anima a trovarsi di fronte al suo Creatore e Salvatore, l’atmosfera ed il contesto della celebrazione: «D’altra parte l’anima semplice, poco istruita, veramente cristiana troverà la sua unione con Dio tanto attraverso un canto religioso e celestiale, quanto per l’ambiente generale dell’azione liturgica, la pietà e il raccoglimento del luogo, la sua bellezza architettonica, il fervore della comunità cristiana, la nobiltà e la pietà del celebrante, la decorazione simbolica, il profumo dell’incenso, etc.» (18), è pertanto contrario «alla stessa finalità dell’azione liturgica, tendere ad esasperare l’attenzione verso la comprensione dei testi in modo che essa divenga ostacolo all’unione con Dio» (19).
L’autore di Vers Écône, testo che riporta una postfazione di Florian Michel, che afferma: «la testimonianza di padre Béguerie non è neutrale» (20), ha dedicato il libro a padre Louis Ledit e con compiacimento gli dà il merito di aver scalzato l’autorità di Monsignor Lefebvre evitando così che la Congregazione del Santo Spirito diventasse un’«armata di riconquista» (21) distante, quindi «dai grandi nomi della teologia, come de Lubac sj, Chenu op, Congar op, Lyonnet sj» (22), le cui dottrine vennero esplicitamente condannate nell’enciclica di Pio XII Humani generis del 22 agosto 1950. I libri della Nouvelle Théologie vennero rimossi, per volere di Monsignor Lefebvre, dalla biblioteca del Seminario di Chevilly e per quella decisione molti Spiritani reclamarono e insorsero.
A Monsignor Lefebvre si rimprovera di essere stato contrario ai «prêtres-ouvriers», “buoni” perché disponibili al dialogo, alle allettanti moine del mondo contemporaneo e pronti ad ascoltare le ragioni dei “lontani”. Sta di fatto che l’intento di Philippe Béguerie di screditare, con documenti alla mano, la figura di Monsignor Lefebvre si polverizza e, anzi, offre nuove carte vincenti alla figura integerrima e trasparente di un pastore che ha speso tutta la sua vita per la Chiesa, per la protezione e difesa della sua pienezza e della sua integrità.




Cristina Siccardi


NOTE
1 P. Béguerie, Vers Écône. Mgr Lefebvre et les Pères du Saint-Esprit. Chronique des événements 1960-1968, Desclée de Brouwer, Parigi 2010, p. 35.
2 Ibid., p. 53.
3 Ibid., p. 66.
4 Ibid., p. 73.
5 Cfr. R. de Mattei, Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, Lindau, Torino 2010, p. 11; cfr. anche J. Ratzinger, Les principes de la théologie catholique. Esquisse et matéraiux, tr. fr. Téqui, Parigi 1985, p. 410.
6 R. de Mattei, op. cit., p. 6.
7 P. Béguerie, Vers Écône. Mgr Lefebvre et les Pères du Saint-Esprit. Chronique des événements 1960-1968, Desclée de Brouwer, Parigi 2010, p. 215.
8 Idem.
9 Monsignor M. Lefebvre, conversazione con A. Cagnon; conversazione con Marziac, in P. J.-J. Marziac, Monseigneur Lefebvre, soleil levant ou couchant?, NEL 1979, I, p. 5
10 P. Béguerie, Vers Écône. Mgr Lefebvre et les Pères du Saint-Esprit. Chronique des événements 1960-1968, Desclée de Brouwer, Parigi 2010, pp. 71-72.
11 Ibid., pp. 110-113.
12 Ibid., p. 113.
13 Ibid., p. 207.
14 Ibid., p. 241.
15 Idem.
16 Idem.
17 Ibid., pp. 291-292.
18 Ibid., p. 292.
19 Idem.
20 Ibid., p. 471.
21 Ibid., p. 9.
22 Ibid., p. 27.

78 commenti:

  1. Molto, molto, molto interessante. E tremendamente attuale.

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  2. I santi non sono solo quelli scritti sul calendario... Tremenda frattura nel nostro animo: riconosciamo le virtù eroiche di Lefebvre, ma sappiamo che è scomunicato. Scomunicato per disobbedienza al Papa, ma obbediente a Dio in un momento in cui tutti facevano dileggio del Primo Comandamento. Tradidi et quod accepi, chi ha veramente potuto dirlo se non lui negli ultimi 50 anni? Arcani e misteriosi sono i disegni della Sapienza, che si servono anche di arcivescovi disobbedienti al fine di preservare la Fede... O Dio, DIO!!!!! Quanta confusione nei nostri cuori, che non sanno più dove andare mentre il pastore è stato percosso, e le pecore disperse!
    Sì, io lo credo,nunc scio vere, un giorno la Chiesa dovrà riconoscere quanto si spendette per lei San Marcel.

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  3. :-D che Donna sta Cristina!!!!! IL VERO GENIO FEMMINILE!!!!

    Placentinum...sveja!! Paolo VI per la questione con gli Ortodossi ha ribadito che la Chiesa ha sempre insegnato, del resto, che la scomunica ad personam DECADE CON LA MORTE DELLA PERSONA la quale viene affidata alla Giustizia di Dio e per la Chiesa quella scomunica decade....
    se vale per Lutero come vanno dicendo gli ecumenici, perchè non dovrebbe valere per mons. Lefebvre? :-D

    Certo la RIABILITAZIONE del nome sarebbe un passo importante.....ma non sarebbe politicamente corretto....vedi che macello per il SP, figuriamoci per la riabilitazione del suo ruolo... ;)

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  4. OT (ma sino a un certo punto...)

     Un'immagine che vale più di mille parole:

    http://1.bp.blogspot.com/-A1K6M_rXEYc/TdrWcYr3AQI/AAAAAAAAAsI/nhGYPYH2J10/s1600/04.JPG


    da: http://www.newliturgicalmovement.org/2011/05/fssp-confirmations-in-fribourg.html


    " The Mass was celebrated by Fr. Arnaud Evrat, F.S.S.P., in the presence of His Excellency Pierre Farine, the Auxiliary Bishop o<span>f Lausanne, Geneva and Fribourg</span>, who performed the Confirmations. These photographs give a good idea of the particular ceremonies of the <span>Missa coram episcopo...</span>"


    [Segnalo anche, dal Belgio stavolta : http://www.rectorsaintanne.com/ ]



    (Per la serie..: non solo trahison des clercs!)

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  5. Ho delle convinzioni <span>personali</span> che qualificano Mgr Lefebvre come strumento della Provvidenza.
    Ma...
    La Chiesa, storicamente, a parte l'eccezione di Frate Francesco, anche per i santi pià acclarati in vita (S.Filippo Neri , S. Ignazio, ecc. ) riteneva opportuno ponderare per decenni se non secoli la Santità di un qualcuno, anche perchè vero santo è colui che non solo ben semina, ma dal cui seme provengono frutti duraturi.
    Perciò, per cortesia, risparmiatemi la sceneggiata del "santosubbbito" almeno per il Monsignore, perchè questa pantomima, almeno di recente, non ha dato frutti splendissimi

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  6. <span>dal cui seme provengono frutti duraturi.  </span>
      ....e chi è in grado, secondo lei, di giudicare i frutti dell'opera di mons. Lefebvre, in questa Chiesa geneticamente modificata dal CV2, e la cui grave mutazione fu sancita da Paolo VI?
    chi ha ancora oggi  i criteri, i punti di riferimento, il metro, la scala dei valori buono/cattivo, vero/falso, giusto/ingiusto   ....santo/sacro/perverso/diabolico.....per poter giudicare in modo corretto  i frutti duraturi di un'opera e poter dire che quell'opera è buona e i suoi frutti sono buoni e santi ?
    lei si è accorto che siamo coinvolti in una marcia inarrestabile di una Chiesa che si accinge a compiere un grande passo -irreversibile- di apostasia eclatante, insinuata nelle coscienze come  invocazione buona e necessaria di pace mondiale,  e lo riterrà (già lo ritiene) un atto giusto e santo, perchè fu compiuto da un Papa ritenuto santo e già beatificato ?
    chi avrà ancora gli occhi aperti per giudicare la qualità delle semine e dei frutti ottenuti  ?

    quali sono i nuovi criteri di giudizio di questa Chiesa?  ciò che piace a Dio o ciò che piace al mondo ?
    se è solo il  "duraturo", badi bene che anche dall'opera ecumenista onni-inclusiva del CV2 e dei suoi grani promotori, da Giovanni XXIII ad oggi, sono nati frutti  "duraturi", li vediamo: eresia e apostasia galoppanti. Fino a quando ?
    Sarà necessario forse vedere se tra il nemico della Chiesa (che lavora ormai insediato dentro di Essa stabilmente, indisturbato e approvato in tante forme catechetiche e liturgiche....) e il suo Fondatore  la lotta durerà a lungo prima che siano chiare le sorti della battaglia e il Vincitore manifesti la sua Pottenza, mettendo tutti i nemici sotto i suoi piedi. Forse solo i nostri pronipoti ne vedranno l'esito, e potranno allora dire  DI CHI era la buona semina e i buoni frutti.
    Per oggi vediamo che il male è chiamato bene, l'apsotasia è ritenuta un gesto di pacificazione univeresale, proposto al mondo come "cosa santa", gesto venerabile perchè compiuto da un pontefice beatificato.
    Per ora vediamo solo questi frutti,  ancora DETTI E CONSIDERATI BUONI, dalla stragrande maggioranza dei cattolici, che vedono gli ESEMPI dati dall'alto, e che nulla più ormai capiscono circa il discernimento del Bene dal male : questo criterio di giudizio infatti, non viene più insegnato dalla Chiesa Magistra, da quasi 50 anni, grazie al mitico CV2, che voleva aprire le porte della Chiesa al mondo, al suo spirito, a tutte le sue esigenze.
    Anche a quelle contrarie a Dio, che saranno considerate sempre più "buone e sante".

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  7. <span><span>dal cui seme provengono frutti duraturi.  </span>  
      ....e chi è in grado, secondo lei, di giudicare i frutti dell'opera di mons. Lefebvre, in questa Chiesa geneticamente modificata dal CV2, e la cui grave mutazione fu sancita da Paolo VI?  
    chi ha ancora oggi  i criteri, i punti di riferimento, il metro, la scala dei valori buono/cattivo, vero/falso, giusto/ingiusto   ....santo/sacro/perverso/diabolico.....per poter giudicare in modo corretto  i frutti duraturi di un'opera e poter dire che quell'opera è buona e i suoi frutti sono buoni e santi ?  
    lei si è accorto che siamo coinvolti in una marcia inarrestabile di una Chiesa che si accinge a compiere un grande passo -irreversibile- di apostasia eclatante, insinuata nelle coscienze piano piano, dai media (=cattedre di formazione permanente delle masse: abbiamo visto come dicevano "DOBBIAMO PREPARARE la gente ad accettare Assisi3") come  invocazione buona e necessaria di pace mondiale,  e lo riterrà (già lo ritiene) un atto giusto e santo, perchè fu compiuto da un Papa ritenuto santo e già beatificato ?  
    chi avrà ancora gli occhi aperti per giudicare la qualità delle semine e dei frutti ottenuti  ?  
     
    quali sono i nuovi criteri di giudizio di questa Chiesa?  ciò che piace a Dio o ciò che piace al mondo ?  
    se è solo il  "duraturo", badi bene che anche dall'opera ecumenista onni-inclusiva del CV2 e dei suoi grani promotori, da Giovanni XXIII ad oggi, sono nati frutti  "duraturi", li vediamo: eresia, empietà e apostasia galoppanti. Fino a quando ?  
    Sarà necessario forse vedere se tra il nemico della Chiesa (che lavora ormai insediato dentro di Essa stabilmente, indisturbato e approvato e promosso in tante forme catechetiche e liturgiche, in alti GRADI DI AUTORITA'....) e il suo Fondatore  la lotta durerà a lungo prima che siano chiare le sorti della battaglia e il Vincitore manifesti la sua Potenza, mettendo tutti i nemici sotto i suoi piedi. Forse solo i nostri pronipoti ne vedranno l'esito, e potranno allora dire  DI CHI era la buona semina e i buoni frutti.  
    Per oggi vediamo che il <span>male è chiamato bene, </span>l'apostasia è ritenuta un gesto di pacificazione univeresale, proposto al mondo come "cosa santa", gesto venerabile perchè compiuto da un pontefice beatificato.  
    Per ora vediamo solo <span>questi frutti,</span>  ancora DETTI E CONSIDERATI BUONI, dalla stragrande maggioranza dei cattolici, che vedono gli ESEMPI dati dall'alto, e che nulla più ormai capiscono circa il discernimento del Bene dal male : questo sano criterio di giudizio infatti, non viene più insegnato dalla Chiesa Magistra, da quasi 50 anni, grazie al mitico CV2, che voleva aprire le porte della Chiesa al mondo, al suo spirito, a tutte le sue esigenze.  
    Anche a quelle contrarie a Dio, che saranno considerate sempre più "buone e sante", e pervertiranno ancora milioni di anime.</span>

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  8. <span>non sarebbe politicamente corretto</span>

    e ti pare giusto che nella Chiesa tutto sia governato dalla politica, e tutto miri al politicamente corretto, anzichè alla salus animarum e a eseguire la volontà di Dio, secondo la sua Santità, Giustizia e Magistero del Divino Fondatore, integro e inalterato, come si era sempre fatto per 1930 anni ? riesci qualche volta a percepire l'enormità di questo clima di abominio in cui tutta la Chiesa è stata travolta, grazie al mitico concilio 21.mo ?
    io credo che la Chiesa non farà mai più un passo nè un gesto gradito a Dio finchè non sconfesserà davanti a Dio e al mondo quel concilio mitizzato, (e da tanti idolatrato) che l'ha distolta in modo sempre più grave lungo i decenni dalla Via iniziata e tracciata per Essa da Nostro Signore, Suo Sposo e Fondatore: finchè non tornerà in ginocchio davanti a Lui, a chiedere il Suo perdono per essersi ALLONTANATA dalla sua Santa Volontà, ad inseguire lo spirito del mondo che l'ha sedotta con mille menzogne  chiamate "aperture", vento di primavera e nuova pentecoste (inganno satanico) , e l'ha così inquinata in profondità, nelle falde acquifere della conoscenza retta e certa e nella comunicazione chiara e forte della Verità eterna, l'ha inquinata di spirito mondano, di ideologie umane materialiste, e l'ha fatta vacillare e DECADERE fatalmente, in una china di rapido declino, nelle sue PERENNI  funzioni di insegnare, governare , santificare.

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  9. e ridajé con la diplomazia al posto della fede...

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  10. Già  "San" Marcel? mmm... il "Santo subito domani" (msgr.Lefebvre) diceva: meglio non andare a Messa la domenica che partecipare alla Messa Novus Ordo, fosse pure celebrata da pii sacerdoti che credono nella transustanz.     Un vero santo riconosce che anche la Messa Novus Ordo produce effetti di grazia...  

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  11. <span>Un vero santo riconosce che anche la Messa Novus Ordo produce effetti di grazia...  </span>
    Se ne serve Dio per produrli, i frutti di grazia (quali e quanti me ne sa elencare?) nonostante i limiti (per usare un blando "Eufemismo") dello strumento N.O.
    Certo è che, tali limiti, sono in grado, molto spesso di interferire con i furri di grazia. Non diemntichiamo che espone, quanto meno in iTALIA e quanto meno in astratto, al pericolo di dover assistere a Comunioni in mano.

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  12. Scomunicato? Da chi? Da un Papa che baciava corani? Non penso che valgano le scomuniche per zelo di servizio a Dio, specialmente di zelo dettato da estremo pericolo di perdita della fede delle anime. I frutti del santo subito Giovanni Paolo II li abbiamo sotto glòi occhi....aimè (Assisi in tecnocolor, Movimenti strani nella Chiesa, ultramodernismo dilagante) e quelli di Lefebvre pure, ad esempio un ritorno alla sana liturgia...il  Summorum Pontificum ad esempio. Il fatto che la dottrina di sempre sia salva, assieme al sacerdozio (quello vero e santo per intendersi), per fare altri esempi. Le vocazioni, il nutrimento delle anime dei fedeli con i vari sacramenti fatti secondo rito cattolico.

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  13. Sono testimone oculare e protagonista (indiretto) di un evento tale, che se tutto l'ambaradan che è stato combinato da Mons. LEFEBVRE fosse servito solo a quell'evento là, ci sarebbe stato materia ad iosa, per accalamare un "Santo subito".

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  14. "UN GIORNO", ho scritto. Non SUBITO, ma UN GIORNO. Il che, in genere, tradisce l'attesa di molto tempo.

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  15. Ai posteri l'ardua sentenza!

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  16. Sì, ma che la scomunica ad personam decada con la morte della persona... Non è che tutti i canonisti siano d'accordo su questo punto, eh!

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  17. Si ma Lefebrve <span>non è un santo</span>!!!<span>E' morto scomunicato non dimenticatevelo per aver consumato un atto scismatico e adver costituito una gerachia parallela a quella del Romano Pontefice</span>.E' vero che la scomunica decade con la morte ma chi è fuori dalla comunione ecclesiale e muore tale è fuori anche dalla salvezza se prima della morte non si è pentito.Pertanto pregate per lui perchè se Mons.Lefebrve non si è pentito è probabile che sia all'inferno.C'è chi ha citato Lutero ma una fonte storica vuole che Martin Lutero in punto di morte abbia chiamato un Sacerdote cattolico per ricevere l'estrema unzione.

    QUINDI ANDATECI PIANO CON IL DIRE LEFEBRVE SANTO!!

    Per essere Santo canonizzato deve aver vissuto le virtu teologali ad un grado eroico!!Difficile che un fedele scomunicato lo abbia potuto fare.

    PREGATE PER MONS.LEFEBRVE 

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  18. fate più figli25 maggio 2011 11:28

    <span>L’iniziatore del Cammino Neocatecumenale difende la<span> famiglia aperta alla vita</span> el ’Enciclica  di Paolo VI “Humanae Vitae” in un momento in cui l’Europa cristiana langue in tema di contraccettivi. </span><span>Il Cammino Neocatecumenale <span>“ha il più alto numero di bambini in Europa</span>, <span>anche rispetto ai musulmani</span>, grazie a Dio”, ha detto il suo fondatore, Kiko Argüello per un migliaio di persone al seminario Moncada di  Valencia.</span>

    <span>
    </span>
    <span><span></span></span>
    Insieme con  Carmen Hernández, e alla presenza di Mons. Carlos Osorio, due ausiliari e vicario generale, Arguello ha tenuto una relazione dal titolo “Evangelizzazione e Cultura” in cui affermava che “<span>la famiglia salva la Chiesa e la Chiesa alla società</span> “. Nel suo discorso, l’iniziatore del Cammino ha difeso la famiglia cristiana in un momento in cui <span>molti cattolici in Europa hanno naturalmente accettato la contraccezione e l’aborto come misure di controllo delle nascite familiare</span>.Kiko ha accusato e segnalato l’idea della paternità responsabile, che ha colpito anche la Chiesa portando a considerare normale avere uno o due figli. Nelle parole di Benedetto XVI sullo stesso palco 4 anni fa, durante la celebrazione dell’Incontro Mondiale delle Famiglie, 2006, Arguello ha chiuso la serie di conferenze di CEU Dies Academicus ricordando che la Chiesa come madre, deve rispondere al situazione della secolarizzazione e la crisi di fede che vive in Europa.I peccati della Chiesa, come il  Papa ha detto pochi giorni fa a Fatima , sono i suoi principale nemici, perciò Argüello ha incoraggiato i sacerdoti che non hanno fede e hanno perso la speranza di vedere il Cristo risorto. Senza umiltà, ha aggiunto, non è possibile essere cristiani. Arguello ha così difeso una nuova cultura della famiglia cristiana, aperta alla vita, missionaria e che diffonde la fede.
    La secolarizzazione,  ha ammesso Argüello, non è tanto un problema di fuori della Chiesa, ma dal di dentro,un problema che porta fedeli, sacerdoti, e vescovi ad interessarsi più a questa vita, che alla vita  eterna.

    TRADIZIONALISTI APRITEVI ALLA VITA SE NON VOLETE ESSERE ISLAMIZZATI

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  19. per memory e hpoiroti: ma sapete IRONIZZARE OGNI TANTO? =-O
    non fatevi la vita triste e cercate di comprendere l'ironia.....
    ;)

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  20. Vi sono state personalità che hanno fatto (e tutt'ora fanno) del bene alla Chiesa pur vivendo in qualche modo in situazioni disciplinari o dottrinali non sempre e non del tutto chiare: Ippolito, Tertulliano, l'Areopagita, Gioacchino da Fiore, Erasmo, Pascal. Può ben essere, a grandi linee, anche il caso di monsignore. 

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  21. e ce lo so! ma l'ha detto Paolo VI :-D
    la mia era naturalmente una battuta che si insinua all'interno dell'enorme confusione (del così detto - politica corretta) che si è creata a tal punto da non distinguere più i PROPRI FIGLI..... oppure da usare un ecumenismo che trionfalizzi TUTTI tranne i Figli autentici della Chiesa....
    ;)

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  22. Ti risulta che qualcuno di questi sia stato fatto santo?A me no m,a ti prego di smentirmi

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  23. Oltretutto metti insieme persone molto diverse tra loro e con storie diverse.Mi sembra un equilibrismo.
    Lefebrve fu scomunicato perchè ribelle al Papa e scismatico.Fece nuove ordinazioni vcreando una gerarchia parallela a quella del Romano Pontefice,una chiesa parallela.Pertanto giustamente fu scomunicato.Per quale motivo dovrebbe essere considerato santo?Attendo spiegazione!

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  24. Chi volete che io liberi? Barabba o Gesù di Nazaret il re dei giudei? ed i Giudei risposero a gran voce Barabba!
    e che volete farne di Gesù di Nazaret il Re dei gidei? ed i Giudei risposero: crocifiggilo!
    e così, queste autentico seguace del verbo incarnato che è Dio, fu crocifisso dai farisei saliti sulla cattedra di Pietro. Il suo promo persecutore, assai malizioso nei metodi a quanto pare, è ricordato come l'esatto contrario di ciò che fu: il papa buono. Colui che portò a termine la sua corcifissione (ideale per carità) è ricordato per il suo esatto contrario: il papa magno santosubito senza se e senza ma.
    Quanto più il mondo vi odierà, tanto più sarete vicini a Cristo.
    Ciò che conta, è il giudizio del vero Giudice.
    per il resto c'è solo da aspettare, il tempo farà emargere la verità.

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  25. Comunque, è noto che la scomunica per aver consacrato vescovi senza mandato pontificio, la percepiamo come un peccatuccio veniale. No? Ci viene mica da chiederci: e dove sarà sto gran problema??? Certo, finchè non è un Milingo a farlo...

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  26. Uno che tenta di essere cristiano25 maggio 2011 12:49

    Anche San Pio da Pietrelcina potrebbe dirci cose interessanti a riguardo della bontà di qualche Papa...

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  27. fate più figli25 maggio 2011 12:58

    Chi sarebbe il crocefissore Giovanni Paolo II?Chi la vittima invece sarebbe Mons.Lefebvre?La storia potrà mai dire falsità o forse la falsità sta nel capovolgere le cose?Chi fa ordinazioni senza essere in comunione e sottomesso al Romano Pontefice può essere additato come santo?E allora un vero santo come Padre Pio da Pietrelcina stigmatizzato,che parlava con Gesù,San Francesco cosa avrebbe dovuto fare quando gli fu impedito di celebrare la Messa e confessare?Cosa avrebbe dovuto fare quando fu perseguitato?Ribellarsi?No di certo!!Un santo come lui NON LO AVREBBE MAI FATTO ,fu ubbidente alla Chiesa anche quando non ne condivideva le scelte.Subì  la persecuzione in silenzio e umilmente mentre avrebbe potuto scatenare uno scisma data la sua grande fama e il seguito che aveva.

    IN QUESTO STA LA SANTITA'

    QUESTI SONO SANTI NON MONS.LEFEBRVE!!

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  28. Nobis quoque peccatoribus25 maggio 2011 14:27

    L'arma della Verita' e' importante come quella della severita'.

    E' imporante conoscere anche il Lefebvre degli anni 60 e non solo quello degli anni 70 (e 80).

    FdS

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  29. di  un   papa che lo ha perseguitato e denigrato, ritenendolo un esaltato, agendo così da strumento "storico" di Dio che ha permesso la crocifissione spirituale di quel Santo, rendendolo conforme a Gesù Crocifisso, specialmente con la sospensione a divinis.....
    in quella circostanza io penso che S. Pio ridotto al silenzio, nell'annullamento dell'IO umano, unito totalmente a Gesù nella Morte di Croce, <span>abbia recitato <span>nel profondo del suo cuore il suo  "Eli Eli....."</span></span>

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  30. concordo...ma per questo abbiamo l'uso del discernimento e la base sulla quale farlo.... Milingo non è paragonabile neppure lontanamente a Lefebvre e aggiungo manco agli Ortodossi, egli è un caso del tutto associato alla moda di questo tempo, al contrario ortodossi e levebfriani no, questo fa la differenza e il discernimento... ;)

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  31. :-[ resta un monito e grande saggezza la frase con la quale il cardinale Biffi descrive il governo (giammai la persona in quanto tale) di Giovanni XIII nel suo "memorie di un cardinale italiano" e che ben si potrebbe usare altri successori: UN OTTIMO PASTORE, MA UN PESSIMO MAESTRO.... e Biffi non mette in dubbio la beatificazione di Giovanni XXIII.

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  32. Per salvare Lefebrve dobbiamo condannare Giovanni XXIII?Poi perchè sarebbe stato pessimo maestro Giovanni XXIII le dispiacerebbe spiegarcelo?Grazie!

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  33. Garda che sei informato male Padre Pio noon fu mai sospeso a divinis!

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  34. Padre Pio da Pietrelcina non fu mai sospeso a divinis chi dice questo non conosce la storia di questo santo.Gli fu impedito di celebrare la Messa pubblicamente e di confessare ma non fu sospeso a divinis.Forse s sta confondendo con Lefebrve.

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  35. :-D :-D  a qualcuno gli scritti di mons.Lefebvre riguardo alla talare non potevano certo piacere.... 

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  36. <span>io  mi chiedo da tanti anni se possa essere ottimo pastore un Papa 
    che aprì le porte della Chiesa ai "venti di primavera", senza controllare da quale direzione venissero (v. ecumenismo, modernismo e pentecostalismo); e ancor più, mi chiedo come abbia potuto un Papa rifiutare di dare ascolto alla richiesta esplicita della Madre di Dio e della Chiesa (non una qualsiasi donnetta petulante di questo mondo....) circa la necessaria divulgazione a tutto il mondo, entro il 1960, dei gravi contenuti profetici del 3. segreto di Fatima, e rifiutare così la Consacrazione della Russia, che fu (pare)  richiesta da molti Padri conciliari e negata dal papa, a quanto pare dando preferenza alla ost-politik, ritenuta ragione "superiore" a quella della Madonna, inviata  da Dio Onnipotente con quelle richieste, per il bene della Chiesa e del mondo, ma che, per "ragion politica" potevano tranquillamente essere snobbate, e seppellite come cose di minima  o nulla rilevanza sulle sorti dell'umanità.</span>

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  37. ti prego, mardunolbo...ehm...puoi eliminare un po' di spazi bianchi.....per la leggibilità della pagina, se no ci perdiamo il filo del discorso, non ti pare ? :...:)

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  38. mi chiede quali Frutti? Gliene dico Uno: la Presenza Reale di Nostro Signore nell'Ostia, anche nella Messa Novus Ordo. E quando c'è Gesù vivo e vero, c'è tutta la grazia! Le basta?

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  39. <span>ed ecco come, risalendo lungo i  FILI DELLA STORIA, 
    giorno dopo giorno si riesce a ricostruire un quadro che per decenni presentava tanti punti oscuri, o come un puzzle di cui non si erano ancora trovati pezzi   essenziali  per ricostruire il disegno generale, nella sua coerenza globale, e con una buona  leggibilità  per il vasto pubblico degli spettatori della storia; con tanti dettagli, piccoli e grandi, di cui occorre(rà...) tener conto, si riescono a capire le tante strane aperture al mondo, inopinate, improntate ad ottimismo imprudente e ingiustificato, che diedero luogo a quella proclamazione d'intenti iniziale: "Cerchiamo solo ciò che ci unisce" e alla<span> rivalutazione</span> -incredibile  e inconcepibile da parte di un papa fino al 1960- del mito del   buon  selvaggio  : questo è il  "particolare" che più  mi ha lasciata di stucco, quando ho letto per la prima volta tale discorso programmatico del CV2, su questo blog, alcuni mesi orsono !</span>

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  40. Una foto già pubblicata ma su cui "qualcuno" di Sidone obiettava che fosse un falso. Forse qui la risoluzione è migliore....

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  41. Simon de Cyrène25 maggio 2011 16:59

    Grazie, Ligusticus: è stata in effetti una cerimonia di una gran bellezza e dignità: i sacredoti della FSSP l'hanno celebrata, come sempre, con gran dignità. Ringrazio Mgr Farine per questa cerimonia della cresima alla quale ha partecipato un'assistenza molto numerosa e attenta. Questa è la vera Tradizione come l'intendevano tutti i nostri padri: cum Petro et sub Petro, cum Episcopo et sub Episcopo. I.P.

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  42. <span><span><span><span></span><span><span>i</span>n quel discorso si legge:</span></span></span>  
    <span><span><span>"....Sempre la Chiesa si è opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati con la massima severità. </span></span></span> 
    => Ora, tuttavia, la sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia piuttosto che della severità.  
     
    <span><span><span><span>==> Essa ritiene di venire incontro ai bisogni di oggi mostrando la validità della sua dottrina, piuttosto che rinnovando condanne</span></span></span><span><span>. Non già che manchino dottrine fallaci, opinioni e concetti pericolosi da cui premunirsi e da dissipare; </span></span></span> 
    <span> ma essi sono così evidentemente in contrasto con la retta norma dell’onestà, e hanno dato frutti così esiziali, **che ormai gli uomini da se stessi sembra siano propensi a condannarli, ** e in specie quei costumi di vita, che disprezzano Dio e la sua legge, l’eccessiva fiducia nei progressi della tecnica, il benessere fondato esclusivamente sulle agiatezze della vita. ….</span>  
    -------------------  
    mi son posta con sgomento questa domanda:  
    donde ha potuto un papa trarre quella certezza:  ? ....  
    <span>che ormai gli uomini da se stessi sembra siano propensi a condannarli,     ? ? </span>  
    non posso non vederla come un ottimismo inspiegabile, una ingiustificata imprudenza di valutazione.  
    Quando mai, in quale tempo della storia, o della vita dei singoli, si è verificato che gli uomini siano capaci di auto-condannarsi, se non vi è un Maestro ben superiore alla natura umana, che mostri loro il MALE insito nella natura umana, ferita dal peccato originale, e sempre portata a ricadere nell'errore, sia d'intelletto che di volontà,  (cfr.: "L'uomo è incline al male fin dalla giovinezza"....)  
    un Maestro e un Medico  che porga loro i necessari rimedi, mezzi di Luce e di Forza, potenti ed efficaci ben più che umani, come solo quelli della Grazia soprannaturale possono essere ?  
    come può l'uomo, incline al male più che al bene,  auto-correggersi e auto-sanarsi e auto-giustificarsi e redimersi  ?  
    in quelle parole è già presente una SOPRAVVALUTAZIONE  delle capacità e qualità dell'uomo moderno, che comincia ad essere mitizzato: leggendole, sembra di capire che si possa aver fiducia  nella NATURA UMANA, come capace di   farsi buona con le proprie forze e facoltà NATURALI, senza il ricorso a Qualcuno che la superi, perchè di <span>natura superiore, Trascendente ad essa</span> ! la natura dell'UOMo Moderno sembra essere ritenuta SUPERIORE  a quella degli uomini dei secoli passati: come se avesse   superato se stessa, cosa inconcepibile ....  
    pare quasi di sentire una Madre condiscendente e fiduciosa che dica al figlio:  
    "Adesso sei ADULTO [...]

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  43. Simon de Cyrène25 maggio 2011 17:12

    Si è migliore e vi si vede scritto<span><span> sul libro </span></span><span>إ<span><span>ن<span>ْ</span></span>جيل </span></span><span>مُقَدَّس</span><span>   (che significa santi vangeli) e non </span>
    <span>    <span>القُرْآنُ الكَريمُ</span>
     che significa sacro corano. Per di più si nota che il personaggio a destra è stato aggiunto a posteriori sulla foto: la tessitura del personaggio in effetti non è la stessa di quella del resto della foto, molto percepibile lungo il contorno ed in particolare il viso do costui contro il fondo scuro.  I.P.</span>

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  44. <span>"...<span><span>  Proprio per questo suo merito, il nunzio a Parigi, Angelo  
    Giuseppe Roncalli, aveva appoggiato e avallato la sua nomina a ministro dell’Ordine di  
    Malta a Parigi. Monsignor Stockalper a quella voltata aveva trasecolato e il colpo di grazia  lo ricevette quando, protestando che il canone 2335 del Diritto Canonico prevede la  scomunica per gli affiliati alla massoneria, si sentì rispondere dal suo interlocutore, fra una  boccata e l’altra di fumo profumato della grande pipa, che  </span></span><span><span>“la nunziatura di Parigi stava  lavorando in gran segreto per riconciliare la Chiesa cattolica con la massoneria”  
    </span></span>
    <span><span>Era il1950! Questo episodio sembra scoprire la connivenza di Roncalli con la massoneria.  
    La Chiesa post-conciliare si riconcilierà in effetti con la setta segreta........<span><span>  mi trovava al Santuario di Oropa, a uno dei consueti  pranzi del gruppo di Attilio Botto, industriale biellese che amava riunire intorno a se  competenti di vari rami, per discutere su diversi problemi. Quel giorno era invitato un  personaggio che conoscevo come un’alta autorità massonica in contatto col Vaticano.  
    Costui mi disse, riaccompagnandomi a casa in automobile, che “… il prossimo papa non  
    sarebbe stato Siri, come si mormorava in alcuni circoli romani, perché era un cardinale  
    troppo autoritario. Sarebbe stato eletto un papa di conciliazione. È già stato scelto il  
    patriarca di Venezia Roncalli”. Replicai sorpreso: “scelto da chi?” “Dai nostri massoni  
    rappresentati nel Conclave” mi rispose serenamente il mio cortese accompagnatore. Al  
    che mi venne detto: “Ci sono massoni nel Conclave?” “Certo”, mi sentii rispondere, “la  
    Chiesa è in nostre mani”...."  Tanto per ripigliare ogni tanto la mania complottista, perchè la Redazione non si dimentichi di noi "complottisti" anche se siamo in tanti... :-D :-D   
    </span></span></span></span></span>

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  45. <span>Ancora un po' di complottismo se la Redazione lo permette " ;) "....Diversi Grandi Maestri massoni francesi e italiani hanno confermato apertamente le  aperture del futuro Giovanni XXIII. Nel 1989 la rivista dei  </span><span><span>Franc-maçons «Humanisme» </span></span> <span><span>(nº186)</span></span><span><span>, </span></span><span><span>racconta l’incontro del nunzio Roncalli con Alexandre Chevalier, che avanzò  proposte riguardo al diritto canonico e altro. All’intesa segreta tra il futuro Giovanni XXIII e chi diventò Gran Maestro nel 1965 e fu invitato all’incoronazione di Giovanni XXIII a Roma, fa eco l’ipotesi che la loggia  
    </span></span><span><span>«L’Etoile Polaire» (l’Atelier), </span></span><span><span>“sia stata all’origine del Vaticano  II” (Jacques Ploncard d’Assac, «Présent», Parigi, 20 luglio 1989)......  </span>
    </span>

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  46. "...Una volta divenuto Giovanni XXIII, invitò il massone francese a visitarlo nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Roncalli creò un Segretariato Ecumenico che per la prima volta,contro quando stabilito dai Papi (vedi Enc. Mortalium animos), stabilì un contatto ufficiale tra la Chiesa cattolica e il World Council of Churches («Consiglio Mondiale delle Chiese»).  
    Nel 1961, cinque osservatori cattolici vennero ufficialmente inviati a Nuova Delhi per partecipare alla riunione del World Council of Churches. Il 15 maggio 1961, venne pubblicata l’enciclica di Giovanni XXIII   <span><span>Mater et Magistra </span></span> 
     <span>, che di fatto invitava ai cattolici a <span>votare per i comunisti e i socialisti, e ad entrare nelle loro file. «Entro il 1962, GiovanniXXIII aveva già incontrato più leader anglicani e protestanti di ogni prelato nella Storia [...]  
     
    .....segue  
    </span></span>

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  47. Simon de Cyrène25 maggio 2011 17:20

    Su un sito che si vorrebbe di ispirazione cattolica, mi aspetterei apologie di vescovi genuinamente cattolici invece che di scomunicati ma, immagino, questo è il frutto di una cattiva interpretazione del Concilio, come insegna il Santo Padre. Oggigiorno vanno di moda i disobbedienti di destra e di sinistra. Povera Chiesa: centriamoci sulle Tre Bianchezze DonBoschiane! Ubi Petrus Ibi Ecclesia. I.P.

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  48. Un conservatore si lamentò: "Sembra più facile vedere il papa se sei metodista"»  
    (W.Wynn, «Keepers of the Keys», Random House, NY, 1988, p. 45).Nel 1962, il Collegio dei Cardinali, già «rinforzato» da Montini, crebbe a ottantasette membri. I vecchi «conservatori» sarebbero presto accantonati affinché fossero eletti «nuovi  papi» per avanzare col Vaticano II e la «nuova coscienza» di una «nuova chiesa»illuminista, ecumenista e massonizzata per un «nuovo ordine mondiale»...... <span>Ma non si saranno scordati che il Signore si riserva un «piccolo resto» attraverso il quale, alla fine, svergognare la loro perfida trama segreta?..."</span>  Non sarà tutto vero,forse, ce lo auguriamo, ma parecchie cose coincidono :) . Sull'utlima frase penso saranno tutti d'accordo.  

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  49. Simon de Cyrène25 maggio 2011 17:26

    Qualunque scomunica cessa colla morte delo scomunicato: dopo costui o costei se la vede direttamente con il suo Creatore e Giudice per spiegargli come mai è stato cacciato via dalla Chiesa Militante fino alla morte.
    E' antica Tradizione che, se la Chiesa di pronuncia sui Santi per dare esempi a chi lotta in questa valle di lacrime, non si pronuncia mai sui dannati: ci sarebbero sempre degli spostati che li prenderebbero come esempi personali, tipo sette sataniste.
    Basta, ed avanza, che ce ne siano che rimettono la propria vita spirituale tra le mani di scomunicati e di sospesi a divinis da Santa Madre Chiesa, purtroppo. I.P.

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  50. chiedo scusa, ho dovuto fare copia incolla e correggere....mi è un po' riuscita meglio >:o  (a me!)

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  51. :-D :-D :-D :-D :-D te pareva !!!!

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  52. troppo simpatico! dimmi la loggia che ti istruisce così, voglio venirci anch'io... :-D una capacità di mentire del genere è raro a trovarsi e sollecita quasi il buon umore! La traduzione della scritta è impossibile ! :-D  ma chi ha scattato la foto era in una delegazione islamica annessa a moschea e ha scattato proprio per la situazione stupefacente, caro lei.... 

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  53. Chiedo scusa, Simoneo non è d'accordo neanche sull'ultima frase...non gli piace perchè indica una vittoria di Cristo con una Chiesa Santa e non massonica, quindi non quella attuale, un po' collusa, ma poco, poco ! ;)

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  54. Simon de Cyrène25 maggio 2011 20:24

    Ah si? Chi è che ha scattato? Quale fonte originale?  :-D

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  55. ma Simon è un artista nel negare le evidenze e nel rovesciare la verità : ha "dimenticato" che ci sono le dichiarazioni di testimoni oculari, riportate qui qualche giorno fa , convinto che i blogger siano tutti smemorati....!

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  56. Simon de Cyrène25 maggio 2011 20:26

    E perchè la trascrizione della scritta sarebbe impossibile? In questo caso chi dice (fonte originale, prego) che è un corano s ela foto stessa non lo dimostra? I.P.

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  57. Simon de Cyrène25 maggio 2011 20:29

    A no: non sono al corrente di nessuna testimonianza di fonte oculare accertata ( cioè citazione originale e non "riportata) che lo abbia dichiarato! Casomai quella del Segretario del Papa che dice che mai questo fatto avvenne e che di cui ho citato e dato il link qualche giorno fa! Mi sa proprio che lei è uno smemorato !  :-D

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  58. Simon de Cyrène25 maggio 2011 20:30

    E' lei l'artista per "Immaginare" da una foto di cui NON si conosce l'origine, che il Papa possa aver baciato un corano!!!  :-P

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  59. Stiamo scherzando???? MA QUANDO MAI??? Questa non è dottrina cattolica.

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  60. Simon de Cyrène25 maggio 2011 20:40

    Ah si? Dimostralo!  :-D

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  61. e Simon continua pervicacemente a dimenticare che ne abbiamo già parlato ampiamente giorni fa in questo thread:
    http://blog.messainlatino.it/2011/05/e-iniziato-un-po-di-repulisti.html
    dove Caterina stessa ha riferito che Enzo Bianchi ha parlato di quel gesto di GPII. dandolo come fatto CERTO,  e rammaricandosi che sia stato frainteso ! legga, simon, e tenga presente che NON TUTTI i lettori che navigano nel vasto web, (dove tante notizie girano e sono spesso verificabili) sono smemorati come a lei fa comodo credere !
    -------------------------------
    per sua comodità, ecco il post di Caterina:
    <span><span><span>"gentile ospite...a parte la foto che non è truccata, le rammento le parole del suo segretario oggi cardinale il quale, alla domanda sul bacio al corano, egli non ha smentito,<span> </span>non ha detto che era falso, ma rispose: "IL GESTO E' STATO FRAINTESO!"    
    DUNQUE IL GESTO ESISTE, IL BACIO C'E' STATO, ma "noi" lo abbiamo frainteso....parola del suo ex segretario ed oggi cardinale...    
    per questo ho riportato la citazione del gesto sopra, perchè per dirla con Enzo Bianchi, qui sono 50 anni che navighiamo NEI FRAINTEDIMENTI, NELL'AMBIGUITA', NELLA CONFUSIONE E NELL'INCOMPRENSIONE, ma nessun che si alza a dire le cose come stanno, lasciando il tutto ALLE LIBERE INTERPRETAZIONI....    
    alle personali opinioni....    
    ergo, se ha qualcosa da dire, la dica sulle parole di Bianchi, e se vuole sulle parole dell'ex segretario del nuovo Beato....  porti a Bianchi le prove che ciò che ha detto non è vero.... porti a Bianchi le risposte alle sue domande... la bufala sono LE NON RISPOSTE, come la sua....</span><span> </span> </span></span>
    <span><span>  (continua, rivolta all' Ospite che contesta...ma chissà....che fosse Simon in incognito?...)</span></span>
    <span><span><span><span>così...ad memoriam:  
    La comunità musulmana della Bosnia ha eretto un<span> </span>monumento<span> </span>in onore a Papa<span> </span>Giovanni Paolo II<span> </span>nella città capitale di Sarajevo. Il leader della comunità,<span> </span>Mustafa Ceric, ha dichiarato:<span> </span>«Giovanni Paolo II è una delle figure più importanti del 20° secolo, ha voluto bene alla nostra gente, ha dimostrato rispetto verso il Corano, lo ha perfino baciato».  
    anche Mustafa Ceric mente?<span> </span></span></span></span></span>

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  62. ...e infine, per favore, visto che non è il caso di riportare qui tutte le risposte di Caterina, AMPIAMENTE DOCUMENTATE E BEN CONSEGUENTI, sia tra loro che con le sue incoerenti e svicolanti obiezioni, (acrobatiche quanto basta per capire la loro FALSITà....) si legga una volta per tutte anche le risposte finali e DEFINITIVE DELLE ORE   00:12:57
      E DELLE ORE   00:13:30
    Può bastare, Simon ?
    .....o dobbiamo tornare tra 5 giorni a ripetere le stesse false (sue) smentite e le medesime nostre precisazioni, già  STRARIPETUTE E ampiamente documentate   urbi et orbi  ?
    solo perchè lei ritiene che siamo tutti malati di amnesia  ?
    *DONT_KNOW*

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  63. Simon de Cyrène25 maggio 2011 21:19

    Ma quanta disonestà intellettuale!
    Caterina non si ricorda dove, quando e su che emttente ha sentito l'intervista! Perdipiù il cardinale parlava in polacco che Caterina non cpaisce e la sola informazione è quella di una traduttrice (cioè traditrice, come ben si sà).
    Invece il link che vi ho dato è ufficiale colla presa di posizione ufficiale del detto cardinale solo testimone oculare ad essersi espresso ufficialmente su un media ufficiale, rintracciabile e verificabile.
    E sì, Mustafa Ceric ha mentito! probabilmente non sapendo di mentire ma basandosi su una leggenda di cui si è ampiamente dimostrato che sia stata inventata negli ambienti ultra-tradi americani e ripresa ben due a tre anni più tardi da certi media filo-islamici per ovvie ragioni di propaganda. Tradiprotestantesimo e fanatismo islamico: stessa lotta contro la Santa Chiesa ed il Suo massimo Rappresentante , il Vicario del Cristo. 
    Ubi Petrus Ibi Ecclesia. I.P.

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  64. Simon de Cyrène25 maggio 2011 21:20

    Ma quanta disonestà intellettuale!
    Caterina non si ricorda dove, quando e su che emttente ha sentito l'intervista! Perdipiù il cardinale parlava in polacco che Caterina non cpaisce e la sola informazione è quella di una traduttrice (cioè traditrice, come ben si sà).
    Invece il link che vi ho dato è ufficiale colla presa di posizione ufficiale del detto cardinale solo testimone oculare ad essersi espresso ufficialmente su un media ufficiale, rintracciabile e verificabile.
    E sì, Mustafa Ceric ha mentito! probabilmente non sapendo di mentire ma basandosi su una leggenda di cui si è ampiamente dimostrato che sia stata inventata negli ambienti ultra-tradi americani e ripresa ben due a tre anni più tardi da certi media filo-islamici per ovvie ragioni di propaganda. Tradiprotestantesimo e fanatismo islamico: stessa lotta contro la Santa Chiesa ed il Suo massimo Rappresentante , il Vicario del Cristo. 
    Ubi Petrus Ibi Ecclesia. I.P.

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  65. Simon de Cyrène25 maggio 2011 21:24

    E, caro memory..... aldilà delle sue ciancie, mi mostri il comunicato originale in cui si parla per la prima volta del bacio del corano: dopottutto io vi ho dato i promi due siti che hanno inventato tutto ciò e anch espiegato come hanno fatto. Allora è facilissimo smentirmi: basta dare il link della fonte originale....   ;)   Buon lavoro! Ubi Petrus Ibi Ecclesia, Beato Giovanni Paolo Magno, ora pro nobis!

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  66. Simon de Cyrène25 maggio 2011 21:28

     E chi sarebbe questo signore?

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  67. sì sì...ora pro nobis, dopo che noi avremo pregato per lui, cercando di correggere nella nostra mente di milioni di cattolici quelle svariate affermazioni disseminate nei suoi discorsi, non esattamente ortodosse, oltre al meeting ecu-sincretista Assisi1, oltre a  tanti gesti inaccettabili con cui ha umiliato l'altissima dignità di Vicario di Cristo, come questo  :

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  68. marduneo il cicisbeo25 maggio 2011 22:19

    Ma no, Memory...cosa tira fuori ! Si vede benissimo che quella foto è una montatura. la sacerdotessa di Shiva in realtà sta facendo una benedizione alla folla induista. Hanno sovrapposto la figura del papa alla folla e falsificato l'immagine...mi trovi dove è stata scattata l'immagine e vedrà quindi che è un falso anche questo.. :-D ;) ;)

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  69. marduneo il cicisbeo25 maggio 2011 22:27

    "ambienti ultra-tradi americani e ripresa ben due a tre anni più tardi da certi media filo-islamici per ovvie ragioni di propaganda. Tradiprotestantesimo e fanatismo islamico: stessa lotta contro la Santa Chiesa ed il Suo massimo Rappresentante , il Vicario del Cristo. "  PERBACCO SIAMO IN PIENO COMPLOTTISMO ! REDAZIONEEEEEEE !  Qui c'è complottismo simoniaco ! :-P ;)   

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  70. marduneo il cicisbeo25 maggio 2011 22:58

    8-) :-P

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  71. Ippolito è stato canonizzato

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  72. detesto la Siccardi. Sta annacquando Mons. Lefebvre.

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  73. Simon de Cyrène26 maggio 2011 19:38

    Che ci azzecca questa foto? Chi è la signora? Cosa fa? Quale testo originale, quale didascalia l'accompagna?
    Per me può benissimo essere una brava cattolica (il che sembrerebbe lasciar supporre il contesto) che fa un gesto di benvenuto secondo una tradizione locale: come saperlo senza testo?
    Può essere sufficiente per un mardunorbo che tanto si crogiola nella patummiera stravaccandosi nelle calunnie coem un volgare sedevacantista o tradiprotestante, ma di certo no per una persona seria. I.P.

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  74. Simon de Cyrène26 maggio 2011 19:41

    Vedo e noto che nessuno è mai capace di rendere conto di un'origine differente di quella bufala del bacio del corano altra che quella da me dimostrata della sua origine ultra-tradi americana.
    Le menzogne hanno le gambette molto corti...
    Beato Giovanni Paolo Magno, prega per noi. I.P.

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  75. Tenuto conto dei sacrilegi cui il N.O. espone Gesù (in particolare alla Comunione in mano) mi viene da augurarmi che la Presenza Reale NON ci sia. 

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  76. Simon de Cyrène26 maggio 2011 19:46

    Concordo: anzi penso che bisogna invocare in primis chi fu il suo Pastore, il Beato Giovanni Paolo Magno, per intercedere presso il Giudice Supremo e accordare allo scismatico e defunto prelato la grazia della salvezza anche se dopo un lungo purgatorio.
    Ubi Petrus Ibi Ecclesia. I.P.

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  77. giusto, anche Benedetto XVI in realtà non ha partecipato al culto in un tempio luterano e secondo la litrugia luterana, in realtà stava promugando la riforma della riforma in una nuova chiesa cattolica di Roma

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