mercoledì 20 gennaio 2010

Lunedì scorso: lefebvriani e vescovi francesi, tutti in Vaticano

Leggiamo con estremo interesse - e piacere - questo articolo fazioso, indisponente e mistificatorio, de La Croix, l'organo della Conferenza Episcopale Francese. Ci conforta sapere che quel giornale ha sempre meno lettori: prima farà fallimento, meglio sarà per il cattolicesimo. In ogni caso, l'articolo ci dà almeno tre notizie interessanti: che i colloqui con la FSSPX procedono come previsto; che la questione tradizionalista rappresenta un incubo e un gravissimo problema per l'episcopato francese (che, contraddicendosi, si copre di ridicolo quando ripete come un mantra che le domande per la Messa di Sempre sono poche e di scarso peso); infine che i vertici della conferenza episcopale transalpina, andati a lamentarsi di ciò in Vaticano, ne han ricavato un'udienza col Papa di mezz'oretta senza che (citiamo) "il problema sia stato compreso, se non molto debolmente". Ecco l'articolo, con i nostri commenti interpolati in rosso


Un anno dopo, la questione integrista preoccupa sempre la Chiesa


Il 21 Gennaio 2009, Benedetto XVI revocava le scomuniche gravanti sui vescovi integristi. Un anno dopo, ha ricevuto i responsabili della Conferenza dei vescovi di Francia, che hanno così potuto tirare un primo bilancio.

Un anno fa, con grande sorpresa generale, Benedetto XVI annunciava la revoca delle scomuniche gravanti sui vescovi della Fraternità S. Pio X, ordinati da mons. Lefebvre. L’8 luglio, dopo diversi mesi di polemica avvelenata dall’affaire Williamson, egli affidava alla Congregazione per la Dottrina della fede la cura delle discussioni dottrinali con la Fraternità San Pio X, il cui ordine del giorno è stato così fissato in ottobre in occasione del primo incontro: Vaticano II, libertà religiosa, ecumenismo, dialogo interreligioso.

Secondo l’Agenzia I.Média, una seconda riunione ha avuto luogo lunedì 18 gennaio nel più grande segreto. I teologi della Chiesa cattolica e della Fraternità S. Pio X si sono ritrovati ancora una volta negli uffici della Congregazione per la dottrina della fede, il 18 gennaio 2010.

Benedetto XVI ha ricevuto la Presidenza della CEF

Le due parti hanno "cominciato ad approfondire i temi elencati nell’agenda di queste discussioni dottrinali" volute da Benedetto XVI, ha indicato uno dei partecipante a I.Média... Nello scorso dicembre, il vescovo Galarreta, che conduce le discussioni per la FSSPX, aveva indicato a La Reja che questa riunione si sarebbe incentrata sulla liturgia. Una prossima riunione è prevista durante la seconda quindicina di marzo.

Ogni volta, questi dibattiti, dietro porte chiuse e di cui nulla filtra, vengono registrati in video.…L’obiettivo di Roma è di riportare una porzione degli integristi nella Chiesa, pur restando ferma sulla natura non negoziabile del Vaticano II [La Croix non riesce ad afferrare che il Vaticano II non è un blocco 'prendere o lasciare'...]

E’ in questo contesto che lunedì 18 gennaio, la Presidenza dell’episcopato francese è stata ricevuta in tête-à-tête per trenta minuti da Benedetto XVI. Erano presenti il suo Presidente, il card. André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi, il suo Vicepresidente, mons. Hippolyte Simon, Arcivescovo di Clermont e il suo Segretario generale, mons. Antoine Hérouard.

Un retroterra ideologico e politico vicino a Maurras

Un appuntamento tradizionale che avviene dopo ogni riunione plenaria, ma che ha permesso questa volta di evocare un anno caratterizzato da una serie di crisi che hanno scosso la Chiesa. Benedetto XVI è stato attento, mostrando una vera conoscenza delle questioni. Ovviamente sono state discusse le conseguenze della revoca delle scomuniche. I vescovi francesi si sono rammaricati di non essere stati informati che fortuitamente. "Se preavvertiti, avremmo potuto preparare il terreno" essi sostengono oggi [recte: “Se preavvertiti, avremmo potuto far mattane per impedirlo”. Non vi ricorda Erode: "quando lo troverete, ditemi dov'è affinché anch'io possa adorarlo"?]

Se le domande di celebrazione nel rito straordinaria (preconciliare), autorizzato dal motu proprio Summorum pontificum, non sono esplose [rectius: non vengono neanche prese in considerazione: solo a Parigi sono molte decine, tutte respinte e indirizzate verso i ghetti già esistenti], dei gruppi tuttavia utilizzano questo testo, praticando un rilancio sistematico e aggressivo, con strumenti militanti, richiamandosi al papa [sempre minuscolo in originale, n.d.t.]. I vescovi, fornendo gli esempi delle diocesi di Strasburgo e di Versailles, particolarmente colpite, ne hanno parlato lunedì 18 a Benedetto XVI [il che significa che gli ‘strumenti militanti’ disturbano e ‘interpellano’ e vanno perciò proseguiti e intensificati!]. “Se si tratta di piccoli gruppi isolati da riportare nell’ovile, bisogna trattarli con rispetto – dicono i vescovi – ma se cercano di fare del proselitismo a detrimento del rito di Paolo VI, è diverso[Che straordinaria mala fede: fingono di ignorare che il motu proprio è, principalmente, per i sacerdoti e i fedeli rimasti all'interno della Chiesa, che semplicemente non ne possono più di quel ‘rito di Paolo VI’ che subiscono da 40 anni: proprio come noi]. Un cardinale di curia francese è stato malmenato pubblicamente da giovani integristi, a Bordeaux e a Lione [chi e quando? non ci risulta affatto].

In fondo, nota un vescovo, “l’attitudine di questi gruppi discende dal moderno relativismo: scelgono l’autorità alla quale si sottomettono, richiamandosi al papa, che è lontano, a scapito dei vescovi, che sono vicini" [frase assolutamente illuminante e rivelatrice della divaricazione, e ostilità, di questi vescovi rispetto al Papa: se essi obbedissero al S. Padre, non si porrebbe certo il problema di ‘scegliere’ un’autorità che dice qualcosa di diverso da loro – e che per inciso è il Vicario di Cristo, che vale ben più di questi felloni]. Tuttavia, i Vescovi sono nominati dal papa e sono in comunione con lui. L'approccio dei gruppi contestatori trova radice, secondo i Vescovi, in un retroterra ideologico e politico vicino al maurassismo. Ma "Maurras è poco conosciuto in Vaticano…." [ed è anche poco conosciuto tra i tradizionalisti francesi, vivaddio, anche perché in maggioranza giovani e quindi ignari di questo ateo monarchico degli anni 20-30: ma i vescovi francesi, loro, vivono nel passato].

Il problema della Chiesa di Francia è stato poco percepito

Benedetto XVI lo ha ribadito ai Vescovi: non esiste che un unico rito romano con due formule, ordinaria e straordinaria. Il suo motu proprio non concerne a priori che un piccolo numero di persone familiari col latino, tormentate dal passaggio rapido al rito di Paolo VI [se Benedetto XVI ha detto davvero quest’ultima frase ai vescovi, allora questo è un blog dedicato al ferromodellismo… Ricordiamoci che nella lettera accompagnatoria egli ricorda che sono numerosi i giovani tradizionalisti, nati quindi dopo quel ‘passaggio rapido’]. Per Benedetto XVI l’unità della Chiesa passa per il riconoscimento della ricchezza del suo patrimonio liturgico, prima e dopo il Vaticano II, in una continuità cui è molto legato.

Ma con questi gruppi militanti, i Vescovi francesi si trovano di fronte alla rivendicazione di una nuova liturgia [nuova??!!]. Essi ricordano che il papa stesso celebra ogni giorno, in comunione con i vescovi del mondo intero, secondo il rito di Paolo VI. E che in questi affari, custode della liturgia nella sua Diocesi è l’autorità del vescovo [capito dove si va a parare? "e questa è casa mia, e qui comando io..."].

Questo clima generale spiega la vivacità dei vescovi francesi vescovi sull’affare brasiliano [la bambina di Recife violentata dal patrigno e fatta abortire], tre mesi dopo la revoca delle scomuniche. Sommersi di reazioni, "non potevamo rimanere in silenzio!", spiegano. Ma a Roma, questo non è stato compreso [leggete tra le righe: questa excusatio significa che il Papa li ha sonoramente cazziati]. Analogamente, la presenza integrista essendo bassa in Italia, questo problema che ha imperversato in Francia [ossia il problema 'integrista'; c'era già qualcuno che negli anni Trenta aveva inventato l'espressione 'il problema ebraico'] è stato a malapena percepito.

36 commenti:

  1. Mi ero illuso che il nefasto periodo napoleonico avesse portato almeno un risultato positivo: la scomparsa dei vescovi gallicani. Leggendo questo articolo devo invece ricredermi. In Francia, dopo oltre due secoli, ci sono ancora molti vescovi sia galli sia cani.

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  2. ....ed entrambi hanno abilmente cavalcato le "aperture" del Concilio, cominciando dal collegialismo, e finendo al il "rito di Paolo VI", che da essi è ritenuto l'unico valido, secondo la loro interpretazione autoritaria (proverbio: "tanti galli a cantare...etc.").
    Ma quanto ci vuole per capire che tutto è cominciato con l'abbattimento del principio di autorità sia logica, sia teologica, sia gerarchica, già in sede di Concilio ?)

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  3. <span>....ed entrambi (galli-cani) hanno abilmente cavalcato le "aperture" del Concilio, cominciando dal collegialismo, e finendo con l' imporre come dominatore assoluto della Liturgia il "rito di Paolo VI", che non ammette "rivali" o concorrenti,  anzi da essi è ritenuto l'unico valido, secondo la loro interpretazione autoritaria (proverbio: "tanti galli a cantare...etc.") di tutti i documenti del Magistero, compreso il MP.
    Ma quanto ci vuole per capire che tutto è cominciato con l'abbattimento del principio di autorità sia logica, sia teologica, sia gerarchica, già in sede di Concilio ?)</span>

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  4. io direi allora "galli canori", tutti impegnati ad alzar la voce, di modo che non si fa mai giorno per i semplici fedeli che ancora dormono da oltre 40 anni il placido sonno dell'ingenua sottomissione all'"autorità": quale autorità ?
    QUANTE autorità? a chi dare retta?
    Chi è portavoce della Verità? .....
    :(

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  5. scusi, egr. Andria, lei dice "in Francia"....
    ma perchè, lei crede che in Italia abbiano meno arroganza e prosopopea? forse più "fair play", nel doveroso sorrisetto condiscendente tipo "tutto bene, Santità!", riscontrabile da certi discorsi che si sentono facilmente nei circoli parrocchiani e diocesani.....
    ah già...ma lei vive nell'isola (felix?...ne dubito);
    beh, allora, venga, venga pure nel "continente", a vedere come siamo messi:
    altro che Francia !

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  6. Filippo Burighel20 gennaio 2010 09:12

    Parole sante, Andrìa, parole sante!

    Certo che se l'autore di quest'articolo su La Croix non si prendesse sul serio, sarebbe quai da pensare che stia usando una buona dose di puro "non-sense". Che gente!

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  7. Ma questi vescovi non pensano che, in particolar modo nel loro paese, le chiese (Novus Ordo) rimangono vuote, le messe pressoché deserte, il clero è in estinzione ???
    L´eclissi del sacro in Francia (in tutta l'Europa) è irreversibile dal momento che l´esistenza dei credenti, anche dei praticanti, non è più scandita da un calendario sacro come accadeva nei millenni trascorsi.

    Diceva Giovanni Paolo II che non solo i vescovi, ma anche i battezzati hanno il compito di 'interpretare alla luce di Cristo la storia di questo mondo'. Pensare ad un rilancio del cristianesimo in Francia (e in Europa) senza un loro reale coinvolgimento, senza dare spazio alle loro richieste per la Messa Straordinaria, a come vedono l´etica, la morale e il messaggio cristiano i veri Cattolici praticanti, alla lunga non sarà possibile.

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  8. Quello che è sconvolgente è la disinvoltura con cui i modernisti fanno strazio della dogmatica cattolica e del messaggio biblico, "congedando" i dogmi e le dottrine che non sono di loro gradimento. Ad esempio Jean Delumeau ( in effetti un grande "storico della mentalità" ) in "Guetter l'aurore", scritto per dare speranza sul futuro del Cattolicesimo, si libera del Peccato Originale riducendolo ad attrito della materia in fase di ricomposizione ( verso il "punto Omega" di Teilhard ?). Jacques Duchesne, cattolico di lungo corso  ( n. 1930 ) autore di " Les Catholiques francais sous l'Occupation" e di "La Gauche du Christ", smonta l'idea del sacrificio del Calvario come "sostituzione vicaria", liberandosi di San Paolo col dire che aveva raccattato le categorie mentali ( pagane ) disponibili ai suoi tempi. Questo nel libro "il vero Dio di Gesù", che nella copertina dell'edizione italiana ( edizioni Piemme 1998) porta la dicitura trionfale "il vero Dio di Gesù non avrebbe lasciato morire suo figlio sulla croce". Da una recensione in bella vista sul retro:" Il merito più grande di D. è di smontare pietra dopo pietra la cattedrale cristiana, riportandone alla luce le fondamenta sane... distinguendo tra la vera fede di Gesù e le costruzioni filosofico-mistiche dei suoi seguaci". Questi personaggi non si rendono conto che è meglio un onesto agnosticismo misticheggiante
    che una dogmatica "fai da te". Bisognerebbe ripetere loro: la fede cattolica è questa; prendere o lasciare.

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  9. Quello che è sconvolgente è la disinvoltura con cui i modernisti fanno strazio della dogmatica cattolica e del messaggio biblico, "congedando" i dogmi e le dottrine che non sono di loro gradimento. Ad esempio Jean Delumeau ( in effetti un grande "storico della mentalità" ) in "Guetter l'aurore", scritto per dare speranza sul futuro del Cattolicesimo, si libera del Peccato Originale riducendolo ad attrito della materia in fase di ricomposizione ( verso il "punto Omega" di Teilhard ?). Jacques Duchesne, cattolico di lungo corso  ( n. 1930 ) autore di " Les Catholiques francais sous l'Occupation" e di "La Gauche du Christ", smonta l'idea del sacrificio del Calvario come "sostituzione vicaria", liberandosi di San Paolo col dire che aveva raccattato le categorie mentali ( pagane ) disponibili ai suoi tempi. Questo nel libro "il vero Dio di Gesù", che nella copertina dell'edizione italiana ( edizioni Piemme 1998) porta la dicitura trionfale "il vero Dio di Gesù non avrebbe lasciato morire suo figlio sulla croce". Da una recensione in bella vista sul retro:" Il merito più grande di D. è di smontare pietra dopo pietra la cattedrale cristiana, riportandone alla luce le fondamenta sane... distinguendo tra la vera fede di Gesù e le costruzioni filosofico-mistiche dei suoi seguaci". Questi personaggi non si rendono conto che è meglio un onesto agnosticismo misticheggiante
    che una dogmatica "fai da te". Bisognerebbe ripetere loro: la fede cattolica è questa; prendere o lasciare.

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  10. Quello che è sconvolgente è la disinvoltura con cui i modernisti fanno strazio della dogmatica cattolica e del messaggio biblico, "congedando" i dogmi e le dottrine che non sono di loro gradimento. Ad esempio Jean Delumeau ( in effetti un grande "storico della mentalità" ) in "Guetter l'aurore", scritto per dare speranza sul futuro del Cattolicesimo, si libera del Peccato Originale riducendolo ad attrito della materia in fase di ricomposizione ( verso il "punto Omega" di Teilhard ?). Jacques Duchesne, cattolico di lungo corso  ( n. 1930 ) autore di " Les Catholiques francais sous l'Occupation" e di "La Gauche du Christ", smonta l'idea del sacrificio del Calvario come "sostituzione vicaria", liberandosi di San Paolo col dire che aveva raccattato le categorie mentali ( pagane ) disponibili ai suoi tempi. Questo nel libro "il vero Dio di Gesù", che nella copertina dell'edizione italiana ( edizioni Piemme 1998) porta la dicitura trionfale "il vero Dio di Gesù non avrebbe lasciato morire suo figlio sulla croce". Da una recensione in bella vista sul retro:" Il merito più grande di D. è di smontare pietra dopo pietra la cattedrale cristiana, riportandone alla luce le fondamenta sane... distinguendo tra la vera fede di Gesù e le costruzioni filosofico-mistiche dei suoi seguaci". Questi personaggi non si rendono conto che è meglio un onesto agnosticismo misticheggiante
    che una dogmatica "fai da te". Bisognerebbe ripetere loro: la fede cattolica è questa; prendere o lasciare.

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  11. Andrea Carradori20 gennaio 2010 09:21

    Buon giorno a tutti.
    Ho ascoltato sempre le "campane" dalla parte nostra, comprese le testimonianze, certamente non edificanti di amici e di sacerdoti che risiedono in Francia.
    Ho voluto sentire anche le altre campane.
    In un lungo colloquio telefonico con il Vicario Generale di una grande Diocesi italiana, dove il Motu Proprio è applicato, il monsignore non ha nascosto la sua preoccupazione per i tradizionalisti locali " Si lamentano di tutto e sono diffidenti. Non vogliono integrarsi con il resto della Diocesi".
    Io ho cercato di spiegare che il nostro è un terreno difficile perchè siamo stati abbandonati da 40 anni... ne abbiamo subite ( e ne subiamo) di tutti i colori. Ovvio che siamo guardinghi e diffidenti ! Ho anche aggiunto " Sono sicuro che il suo Cardinale Arcivescovo non la pensa come lei..."
    Il quadretto che ho riassunto sinteticamente potrebbe essere esteso e moltiplicato alla vicina Francia dove la situazione è paradossale.
    Parroci che non concedono le chiese , chiuse da anni, alle comunità, rigogliose, che sono costrette a celebrare in garages oppure sagrestani che mirano con il centimetro alla mano se l'altare nuovo è stato rimesso esattamente al suo posto dopo essere stato spostato per la messa antica.
    L'uno guarda all'altro con diffidenza.
    L'uno pensa che l'altro odi la Chiesa e la vuole annientare o sottomettere.
    Dalla morte di Paolo VI si stanno delineando questi due schieramenti.
    Giovanni Paolo II riuscì a anestitizzare con la sua persona tutti i virus che si stavano moltiplicando all'interno della Chiesa.
    Papa Benedetto XVI, fin troppo buono e prudente, sa che prima o poi la malattia provocata dai virus esploderà .

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  12. Andrea Carradori ( parte seconda )20 gennaio 2010 09:21

    Per ora godiamoci questo Pontificato, che talvolta pare un "sogno" ricordate come stavamo prima del 7 luglio 2007 ?
    Ora dobbiamo gettare le basi per un nostro "modus operandi" futuro : nella buona o nella cattiva sorte.
    Finora si moltiplica nei nostri vescovi la politica di " non scrivere nulla" , non mettere nulla per iscritto.
    Una telefonatina al parroco... ( magari fatta fare da un monsignore di curia) al delegato dell'ordine cavalleresco... all'assessore... .... persino al comandante dei CC , in cui si dice : " il vescovo non gradirebbe ..."
    provocando l'imbarazzo, il dubbio e la costatazione che la Chiesa è divisa ( come effettivamente è ).
    Ci fu anche un Arcivescovo che nel 2007 sconsigliò un politico di prendere parte al Pontificale a Loreto del Card. Castrillon, accolto nella chiesa sotterranea, mentre la basilica superiore era vuota, dicendogli " Tanto da quelli che frequentano la Messa in latino non prenderai alcun voto" ( testimonianza documentata di un Consigliere Regionale in carica , che venne lo stesso).
    In Francia almeno sono leali nel disprezzo reciproco in maniera palese. In Italia i Vescovi lo fanno subdolamente con le telefonatine, da parte dei loro impiegati, e con le battutine fra una tartina ed un crodino.

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  13. Bravo Carradori!
    Le cose stanno proprio così: viva la franchezza che toglie il salame dagli occhi di chi dice "Tutto va bene qui da noi!"
    In Italia è regina l'Ipocrisia, ancella dell'imperatrice Menzogna...

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  14. aprutium dolens20 gennaio 2010 09:27

    ottimo, Carradori !
    =-X

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  15. aprutium dolens20 gennaio 2010 09:30

    ottimo, Carradori !
    =-X

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  16. senza dimenticare l'efficientissima colf Ignoranza, assunta a tempo pieno e indeterminato,
    in servizio attivo 24 ore su 24 !

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  17. ...ma quando leggeremo un titolo di cronaca come questo:
      .....vescovi italiani,  tutti in Vaticano !

    sarebbe un gran giorno per la Chiesa, non vi pare ?

    :)

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  18. <p><span>Da tempo non considero più il giornale La Croix un giornale cattolico.</span>
    </p><p><span>Contestazione sistematica del Santo Padre con parole dure anche offensive, esaltazione della religione fai da te in tutte le sue forme.</span>
    </p><p><span>Il giornalista che ha firmato l`articolo è il vaticanista che ha un blog sul giornale, nemmeno fra le righe è facile capire dove vanno le sue simpatie. </span>
    </p><p><span>Ci sono in quell`articolo delle parole che dovrebbero far reagire chiunque ha ancora un minimo di buon senso e intelligenza: "liturgia nuova"..."proselitismo"..."vescovi in comunione con il Papa"....</span><span></span>
    </p><p><span>La descrizione  da parte  di quei vescovi dei fedeli che domandano l`applicazione del SP è caricaturale, menzognera, offensiva e vergognosa.</span>
    </p><p><span>Ma è sopartutto rivelatrice dei sentimenti e dei pensieri che albergano nei cuori di quei pastori così lontani dalla generosità che il Santo Padre aveva chiesto loro nella lettera di presentazione del Motu Proprio. </span>
    </p><p><span>  </span>
    </p>

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  19. <span>

    <span>Da tempo non considero più il giornale La Croix un giornale cattolico.</span>
    <span>Contestazione sistematica del Santo Padre con parole dure anche offensive, esaltazione della religione fai da te in tutte le sue forme.</span>
    <span>Il giornalista che ha firmato l`articolo è il vaticanista che ha un blog sul giornale, nemmeno fra le righe è facile capire dove vanno le sue simpatie. </span>
    <span>Ci sono in quell`articolo delle parole che dovrebbero far reagire chiunque ha ancora un minimo di buon senso e intelligenza: "liturgia nuova"..."proselitismo"..."vescovi in comunione con il Papa"....</span><span></span>
    <span>La descrizione  da parte  di quei vescovi dei fedeli che domandano l`applicazione del SP è caricaturale, menzognera, offensiva e vergognosa.</span>
    <span>Ma è sopartutto rivelatrice dei sentimenti e dei pensieri che albergano nei cuori di quei pastori così lontani dalla generosità che il Santo Padre aveva chiesto loro nella lettera di presentazione del Motu Proprio. </span>  
    </span>

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  20. desidero solamente aggiungere due cose

    ho assistito la Domenica dopo l` Epifania alla Messa celebrata da MONS FELLAY a ST NICOLAS DU CHARDONNET . Si e` pregato e si prega per il Papa .

    Ieri entrando per caso in  S. NICOLAS du CHAMPS sempre a PARIGI , ho assistio all` esposizione del SS SACRAMENTO . In una chiesa semideserta , alla presenza di sei persone me compreso , e` arrivato il sacerdote con il solitoo camice da infermiere , ha preso il SS dal tabernacolo per esporlo nell ` OSTENSORO .  Appena con una genuflessione , senza incenso , piviale , appena un breve canto e ........... fatto  un inchino e messa L` OSTIA nell` ostensorio bellissimo , dopo  questa fatica , preso ,  se ne e` andato ...... in tutto 50 , 60  secondi !!!!!!!!!!!!! ..... a suon d` orologio .......

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  21. Non sarei così netto nell'esprimere un giudizio negativo sulla figura politica di C. Murras e dell'Action Française.

    Vero è che questo movimento politico fu condannato da Pio XI il 26 Dicembre 1926, ma vero è anche che esso fu riabilitato da Pio XII nel 1939, quando ormai era stato così snervato da non poter più dispiegare un'azione politica rilevante.
    Secondo il mio parere, sebbene il fondatore fosse personalmente agnostico, tuttavia il movimento si richiamava a principi autenticamente cristiani e proclamava il valore irrinunciabile delle "radici cristiane" dello stato francese. Certo, agli occhi di Pio XI, strenuo difensore della dottrina della regalità sociale di Cristo (cfr. Enc. Quas primas, 1925) nella sua integrità, la posizione dell'AF poteva apparire troppo debole e lacunosa, ma oggi non può più essere compresa in questi termini: in un epoca in cui il Papa deve combattere affinché le "radici cristiane" siano semplicemente nominate nella Costituzione europea e in cui le alleanze con gli uomini di buona volontà (atei devoti) sono bramate come il pane (cfr. Ratzinger-Pera)...penso che il giudizio sull'AF non dovrebbe essere più così netto: secondo il giudizio dato da Pio XI il movimento peccava per difetto, non per eccesso.
    Già all'epoca della condanna vi furono reazioni di protesta. Il Card. Luis Billot, gesuita, docente alla Gregoriana e stimato teologo, ritenendo che il Papa fosse stato mal consigliato, elevò il suo "silenzioso grido" di protesta rinunciando alla Sacra Porpora, unico esempio nel XIX secolo (e anche dei secoli precedenti, io credo). Si consideri che Billot non fu un "esaltato integrista nazionalista"; prova ne è il fatto che ebbe parole di dissenso con il Card. Desiré-Félicien Mercier, arcivescolo di Bruxelles e filosofo, il quale, all'indomani dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, in una lettera pastorale, esaltò il sacrificio della vita offerto dai Militari sull'altare della Patria paragonandolo al Martirio. 

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  22. Tutto perfettamente vero Reverendo! A ciò sarebbe da aggiungersi che, come ebbe ad ammettere lo stesso Pio XII, uno dei motivi principali della sconfessione dell'Action Française fu la pressante insistenza in quel senso esercitata dal Governo francese nei confronti della Santa Sede. Quest'ultima aveva ritenuto di dover accondiscendere a tale desiderio nella speranza che, attraverso l'adozione di una tale misura, si venissero ad attenuare le pulsioni laiciste ed anticlericali della politica praticata da quello Stato d'oltralpe; in questo senso, l'assoluta inutilità  degi esiti di quell'operazione, poi, sono a tutt'oggi sotto gli occhi di tutti ...  

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  23. Una cosa mi ha particolarmente colpito: se è vero che, soltanto a Parigi, vengono ignorate decine e decine di richieste di fedeli tradizionali che chiedono la Messa VO, questa è cosa gravissima! Il Motu Proprio parla chiaro e non ammette deroghe laddove impone (non "auspica") che parroci e vescovi devono concedere la Messa antica dove ci sia un gruppo di persone che ne fa richiesta . Mi chiedo: l'Ecclesia Dei non ha il compito di  soddisfare queste richieste in caso di inadempienza dell'episcopato locale? Perchè non si attiva? Certamente non si potrà dire che mancano i sacerdoti adatti, dal momento che in Francia ci sono centinaia di preti appartenenti alle società tradizionali.
    Inoltre, è inutile piangere sull'infedeltà dell'episcopato francese nei confronti del Papa: se Roma nominasse vescovi diversi, magari di stampo tradizionale, questa insubordinazione non ci sarebbe! E' a Roma che si decide chi nominare vescovo, non altrove. Chi è causa del suo mal pianga se stesso!

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  24. parole...e solo belle parole....

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  25. Sconforto e desolazione. Qua si devono muovere le congregazioni dei vesconi e del culto Divino per rimettere le cose a posto. Con certa gente non bastano i motu proprio e le paterne esortazioni. Ci vogliono ordini ben precisi. Celebrazione ad Deum, dignitosi paramenti, applicazione alla lettera delle rubriche, cittadinanza piena per il VO. Chi ci sta bene, altromenti destituzione e alloggio in convento di clausura, a pregare. Ai vescovi fracesi accomuno il Card, Sepe di Napoli che ha tolto il Santissimo alla cappella dell'aeroporto di Capodichino  per farne una cappella ecumeninica. Ringraziamo il San Tosubito per averlo fatto cardinale  e mandato a Napoli, una delle diocesi più importanti d'Italia. A riparere i danni di questo portporato non basterà nemmeno San Gennaro.

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  26. <span>è inutile piangere sull'infedeltà dell'episcopato francese nei confronti del Papa: se Roma nominasse vescovi diversi, magari di stampo tradizionale, questa insubordinazione non ci sarebbe! E' a Roma che si decide chi nominare vescovo, non altrove. Chi è causa del suo mal pianga se stesso!</span>

    Mons.Re sta per essere messo - finalmente - in pensione, il Santo Padre sicuramente mettera' una persona di sua fiducia per vagliare le nomine dei futuri Vescovi, ed allora la musica cambiera'...

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  27. Il Cardinale di Napoli e' un ottimo Vescovo.Sono nato e cresciuto in questa citta'.Molti se non tutti i partecipanti a questo blog non conoscono la mia citta' ne' il Card.Sepe.Voi non vi rendete conto del male che fate a voi stessi continuando con questo fanatismo e intolleranza.Vi proponete come difensori della tradizione ma nei fatti la state distruggendo.Vi state mettendo in un angolo da soli.C'è chi parla di restaurazione,riforma della riforma.Ma credo che vi illudete.Il Summorum Pontificum ha avuto uno scarsissimo seguito.Pochissimi Vescovi  e Sacerdoti sono intressati alla Messa antica,ancora meno sono i laici.Questo lo sapete bene per questo cercate di elevare il tono dello scontro e vi fate sempre piu' arroganti.Il Papa voleva metetre pace nella Chiesa ma ahime' sotto questo punto di vista ,fino ad oggi mi sembra alquanto fallimentare.Basta leggere i commenti sprezzanti che si leggono su questo blog per rendersene conto.il Papa puo' liberalizzare la Messa antica ma non potra' mai obbligare nessuno a celebrarla.Stiamo asistendo ad un impazzimento generale,ad una moda passeggera.Speriamo solo che questa parentesi si chiuda presto.

                                                                                                 Pasquale Troisi 

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  28. "il Papa puo' liberalizzare la Messa antica ma non potra' mai obbligare nessuno a celebrarla.Stiamo asistendo ad un impazzimento generale,ad una moda passeggera.Speriamo solo che questa parentesi si chiuda presto"   
    quindi il Papa non avrebbe potuto promulgare la Messa nuova né avrebbe mai potuto obbligare nessuno a celebrarla. Sì, stiamo davvero assistendo ad un impazzimento generale, ad una male passeggero. Speriamo solo che questa parentesi si chiuda presto.  

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  29. DANTE PASTORELLI20 gennaio 2010 19:56

    Non ho tempo, in questi giorni, per consultar libri, ma credo di ricordar che la condanna dell'AF da parte di Pio XI era già stata preparata nel 1914, ma poi si volle soprassedere.
    Più volte i cattolici dell'AF chiesero a Pio XI che fosse loro tolta la condanna. I giornalisti cattolici del giornale dell'AF si rivolsero a Pio XII nel 1939 chiedendo perdono per accuse, offese al Papa e alla Gerarchia, alla Chiesa e rigettavano ogni tesi contraria al Magistero.
    Il Papa perdonò costoro: ma non è una riabilizaione del movimento o del pensiero dell'AF, con le sue basi positivistiche: infatti le opere del Maurras, del Daudet e d'altri rimasero all'Indice. Furono perdonati solo i collaboratori cattolici del giornale.

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  30. A dire il vero è stato confermato domenica che il Vaticano è fermo sulla non negoziabilità del CVII.

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  31. La Messa  antica non e' una moda ma una esigenza vera e profonda anche per chi non l'ha vissuta. Assistendo a quella nuova, capisco che manca qualcosa e che sarebbe giusto avere la possibilita' di innestarmi nel fiume che ha alimentato generazioni.
    Una moda???  Pensate a quanti hanno sopportato l'esclusione, e la sopportano ancora, per difendere questa Verita'.
    Non si fanno sacrifici cosi profondi per le  mode....

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  32. Caro pasquale. Chi è il fanatico. Il Cireneo che porta la Croce o chi la croce la butta via?
    Chi è il fanatico. Chi chiede che il tabernacolo non venga "crocifisso" o chi lo vuole eliminare e lo elimina? Chi nega ieri o chi dice che noi possiamo leggere l'oggi incarnandolo con lo ieri? basta con gli slogan! Iniziare a pensare non è opzionale. il card. sepe si è comportato come un satrapo, come un feudatario, come un papetto...ha bestemmiato lo Spirito Santo perchè ha negato la presenza reale di Cristo che converte, ha negato l'onnipotenza di Dio, ha ucciso di nuov Cristo sostituendolo con un io umano. La notte si fa bianca, il mistero è umanizzato! La Chiesa come un perfetto acquario gioachimita! Bisogna pregare e ripare...ma soprattutto pregare per il cardinale che rinsavisca e che ritrovi la via della resipiscenza. E questi sono i maestri!
    Che SCHIFO! Erodiadi e farisei insieme diceva oggi il Vangelo. Appunto, ne abbiamo la conferma!
    Matteo Dellanoce

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  33. Secondo Wikipedia Maurras sarebbe stato devoto a Santa Teresa di Lisieux :

    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=1&ved=0CAoQFjAA&url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FTeresa_di_Lisieux&rct=j&q=Santa+Teresa+di+Lisieux&ei=z5xXS5zdLJij_AaHq8n5Aw&usg=AFQjCNFVeKtkeoQOuZr9RHlGR9wK52_c7g

    Charles Maurras: fondatore e dirigente del partito fascista francese noto con il nome di "Action Française" e collaborazionista del governo filo-nazista di Vichy. Portava sempre con sé alcune reliquie della monaca carmelitana donatole dalla sorella della santa. Al concludersi della sua carriera di politico e statista venne condannato a morte poi mitigata nel carcere a vita allorché la resistenza francese riprese possesso del territorio francese restituendolo alla libertà e alla civiltà. Ancora adesso gli studiosi della vicenda di Thérèse Martin, che come si vede si presta anche a contraddittorie interpretazioni, sono in attesa della pubblicazione dell'epistolario intercorso tra il dirigente politico e la madre priora del carmelo di Lisieux che era anche sorella di Thérèse. Tali lettere sono ancora custodite nell'archivio segreto del monastero di Lisieux. Questa inoltre, allorché il Papa emanò la scomunica dell'Action Française, intervenne presso di lui per revocarla, cosa che di lì a poco avvenne.

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  34. Non era mia intenzione fare un processo di beatificazione di C. Maurras. Ho detto che si richiamava a principi autenticamente cristiani, non che ne facesse un uso costantemente corretto. D'altronde senza la grazia  (egli era agnostico) né si può conoscere né si può amare la Verità nella sua interezza. Ciò non toglie che l'attitudine della Chiesa odierna è quella di tentare un dialogo col mondo sulla base del valore culturale del Cristianesimo. Faccio un esempio: si dice che la Croce deve essere esposta nei luoghi pubblici perché è rappresentativa della tradizione culturale italiana, non perché Cristo è Re e dunque deve regnare. Certo, personalmente non condivido quest'attitudine, ma di fatto oggi è così. In tal senso volevo  solo rilevare come oggi Maurras non verrebbe più condannato in quanto un agnostico non può accostarsi con fedeltà ai valori del Cattolicesimo, ma piuttosto per quelle idee politiche che, secondo la diffusa sensibilità attuale, sono riconducibili all'estrema destra e dunque ipso facto "fasciste, filo-naziste, etc...". Ora quest'imputazione è talmente delicata, che sarei un folle se tentassi di esprimere anche solo timidamente il mio pensiero su ciò...ergo, de hoc satis!

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  35. Interessante nell'articolo è il familiare tete a tete!!!!
    In merito all'affermazione sul Papa che non celebra. Non ricordo se lo ho postato da voi.Ma persone affidabilissime mi hanno detto ( non ho motivo di dubitarne perchè non hanno interessi nel merito e nel metodo) che alcuni cardinalvescovoni hanno detto chiaramente al Papa che se farà in pubblico una celebrazione tridentina daranno vita ad uno scisma ufficiale. Quello ufficioso è già in corso, va da sè!
    Matteo Dellanoce

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  36. DANTE PASTORELLI21 gennaio 2010 21:17

    DON LUCA, io mi sono limitato a fare soltanto una precisazione necessaria perché i giovani non si formassero idee sbagliate: siccome parlavi di riabilitazione, ho voluto che fosse chiaro che Pio XII perdonò soltanto i giornalisti cattolici del giornale dell'AF. Tutto qui. Il resto è opera del tuo pensiero, non mio: infatti, dove affermo che volevi beatificare o comunque approvare Maurras? Insomma te la suoni e te la canti.


    Stamattina ho dato un'occhiata a qualche lkibro, tra cui l'Enciclopedia Cattolica: leggo proprio quel che ho scritto, quindi ricordavo bene.

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