Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) fu da sempre deista (e panteista) convinto, anticlericale e segnatamente anticattolico. Quando, fuggendo in gran segreto da Weimar, diede inizio a un lungo e appassionato viaggio in alcune importanti città italiane (1786-88), la sua curiosità era attirata dai simboli e dalle rovine della classicità greco-romana, non certo dalla vita religiosa dei popoli d’Italia, dalle chiese rinascimentali e barocche e dalle liturgie che vi si celebravano.
Tuttavia, la bellezza dei riti della settimana santa riuscì a colpire la sua sensibilità, penetrando la corazza d’ironia e indifferenza con cui aveva preso ad assistere, nella basilica di San Pietro in Roma, alle cerimonie officiate da papa Pio VI.
Quando, dopo tre decenni (nel 1829), decise di pubblicare – col titolo Viaggio in Italia – gli appunti, le lettere e i diari del suo soggiorno nella penisola, ne lasciò una significativa testimonianza sotto la data 22 marzo 1788: grazie all’incontro con la liturgia cattolica, la sua idea del “bello” (fin allora tutta di derivazione winkelmanniana) era destinata ad arricchirsi in direzioni inaspettate:
«Le musiche della Cappella sono d’una bellezza indicibile: soprattutto il Miserere dell’Allegri e i cosiddetti Improperi, ossia i rimproveri che il Dio Crocifisso muove al suo popolo. Vengono cantati la mattina del Venerdì Santo. Il momento in cui il papa, deposta ogni magnificenza, scende dal soglio per adorare la Croce e tutti gli altri rimangono immobili nel silenzio generale, è una delle più belle fra tutte le bellissime funzioni. Delle funzioni ho goduto tutto ciò che era mio desiderio godere, e sul resto ho fatto le mie tacite riflessioni. (...) Ho ammirato ogni cosa perché nelle funzioni papali, segnatamente nella Cappella Sistina, tutto ciò che nei riti cattolici riesce di solito urtante avviene in una cornice di straordinario buon gusto e di perfetta dignità.»
[Del Viaggio in Italia sono facilmente rintracciabili in libreria diverse edizioni anche economiche.]
[Del Miserere di Gregorio Allegri e degli Improperia in canto gregoriano, basterà fare un’accurata ricerca su you tube. Per esempio:
http://www.youtube.com/watch?v=jZL3POaATn8
http://www.youtube.com/watch?v=rGxZpxtGOM8]
[Curiosità. Diciotto anni prima del soggiorno romano di Goethe, nel 1770, il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart s’innamorò perdutamente dello stesso Miserere di Allegri. C’è da dire che i pontefici erano talmente gelosi di quella meravigliosa partitura che ne avevano proibito la trascrizione, minacciando di scomunica chi la diffondesse fuori dall’archivio della Sistina, in cui era conservata. Raccontano che l’adolescente prodigio salisburghese riuscisse a ricostruirla integralmente dopo soli due ascolti. E si trattava di una partitura a nove voci!]
Giuseppe



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