venerdì 29 maggio 2009

"Messa in latino? che palle!"


Girovagando in internet ci siamo imbattuti nel sito del reverendo don Giorgio De Capitani (nella foto) e ci ha colpito la sua prosa aulica dedicata alla Messa "in latino". La riportiamo di seguito, ad edificazione dei nostri lettori, precisando qualcosa dell'autore di quelle righe, come lo stesso si presenta: Giorgio De Capitani, nato a Santa Maria di Rovagnate nel 1938, è stato ordinato sacerdote nel 1963 nella diocesi di Milano. Ha esercitato il suo ministero pastorale a Introbio, a Cambiago, a Sesto S. Giovanni (Parrocchia di S. Giuseppe), è stato parroco a Balbiano e Culturano, e attualmente svolge incarichi pastorali presso la parrocchia di S. Ambrogio in Monte di Rovagnate (Lc). Questo il link al suo sito. Penso che lo metteremo tra i nostri preferiti. Vi troverete raffinate analisi teologiche ("Più che dal popolo in coma / la rivoluzione dovrà partire dai ministri / di quel Cristo radicale, che sta aspettando / la riscossa dei suoi profeti"), vera consapevolezza del proprio ministero sacerdotale ("La religione - la liturgia è al suo servizio - / divide l’uomo da se stesso, lo divide / dall’umanità, dalla sua realtà esistenziale"), devozione al Pontefice ("Pensavo: perché il Papa non se ne sta a casa, / lasciando che a parlare siano i suoi preti, /o meglio i ministri del Cristo radicale?") e in genere esortazioni pastorali di profonda spiritualità ("E non c’è scusa nemmeno per il popolo di Dio, / che tace, acconsente, obbedisce, /succube di una religione che sodomizza le coscienze. / Dov’è la voce dei profeti? / Dov’è il dissenso delle comunità cristiane? / Carlo Marx aveva lanciato l’urlo: “Proletari di tutto il mondo, unitevi!”, / perché anche noi non lanciare l’urlo: “Ministri del Cristo radicale, uniamoci!?"). Ma ecco quel che scrive il nostro in merito al motu proprio, in un messaggio illuminante datato 16.9.2008 (sottolineature nostre):


Messa in latino? Che palle!


Sinceramente non capisco la preoccupazione della Santa Sede di voler a tutti i costi imporre la Messa in latino o, meglio, di far sì che i Vescovi la permettano o addirittura la favoriscano. Qual è il motivo di questi interventi che denunciano i Vescovi inadempienti?A me sembra, leggendo l’articolo che segue [sull'opposizione dei Vescovi al motu proprio], che ci sia quasi una volontà di suscitare un problema che non esiste per far sì che il problema esista. Mi chiedo: sono proprio così numerosi i laici che desiderano ardentemente la Messa in latino? È proprio vero che i Vescovi e i preti rifiutano di farla celebrare o di celebrarla? A me sembra che ci sia invece una totale o quasi indifferenza, nel senso che la Chiesa locale ha ben altro da fare che perdere tempo in simili sciocchezze. Il mondo sta bruciando, ed ecco che stiamo qui a porre una questione del tutto marginale. Che cazzo me ne frega della Messa in latino, quando la gente non comunica più con la propria lingua perché ha perso il senso profondo delle parole che contano! Che fatica celebrare la Messa cercando di far capire ai fedeli il significato di una Parola che si è incarnata nella realtà esistenziale! Non è possibile - è una bestemmia al Verbo incarnato! - persistere in un ritualismo che è fuori tempo massimo. Perché perdere tempo con dei fissati la cui unica preoccupazione sembra quella di chiudersi al mondo moderno, solo per ottenere qualche consolazione da rubare ai ricordi dei bei tempi ormai passati?I Vescovi fanno bene a “ignorare” le disposizioni del “motu proprio” sulla Messa in latino. Il loro impegno è quello di ricuperare chi si è allontanato non perché è stato tradito dagli ideali del Vaticano II, ma da una Chiesa gerarchica sempre pronta a riformare la liturgia lasciando spegnere quelle speranze di cui l’umanità da tempo ha bisogno.

49 commenti:

  1. Ah, stimatissimi amici della redazione! Ah! Ma chi se ne frega invece di questo povero derelitto?
    Bastava mettere una richiesta di preghiere perché il Signore lo perdoni e lo illumini.
    Non stiamo a rincorrere queste misere mezze (ma forse anche meno) figure... roba vecchia: lasciamo che i morti seppelliscano i morti.
    E che pena vedere le volgarità in bocca a un (?) prete e di quell'età, che pena! Per non dire dell'idea che ha di Chiesa e del Papa, ma questo è da Legge Basaglia. Non cerchiamo il gusto dell'orrido; sursum corda e passiamo oltre!
    Andreas Hofer

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  2. ...si!!! passiamo oltre anche se mi fa una rabbbbbbbbbbbia.
    Non riesco a capire come possano esistere tanti preti di questo genere, vi assicuro che non è l'unico, tali volgarità le ho sentite in bocca anche ad altri ministri di Dio; perchè lo fanno?! solo per sentirsi a passo coi tempi.
    Che triste!!!

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  3. "Giuda, nonostante tutto, è un personaggio caratteristico, e fortemente simbolico. Ma è proprio per la sua carica simbolica che preferiamo vederlo appeso ad un albero. Condannato da tutti. Maledetto da Dio. Ma è proprio così? Quali sono i veri tradimenti del Vangelo?"

    Anche esegeticamente siamo messi maluccio... oremus.

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  4. una prosa forbita ed erudita, con argomentazioni che convincerebbero chiunque...

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  5. Il problema e' che di parroci che la pensano come lui ce ne sono molti. Il nostro si e' limitato a esprimere il proprio pensiero senza tentennamenti.
    Da qui si capisce come la battaglia per la Messa in latino sia di primaria importanza.
    Instaurare omnia in Christo. I preti come il nostro pensano di poter "far del bene" o "salvare l'umanta'" (nell'accezione piu' elevata), senza "Instaurare omnia in Christo", principio che si trova in senso reale e mistico magnificamente espresso nella Messa Tridentina.
    In altre parole direi che e' in allucinazioni come quella di questo povero parroco e di chi lo imita che si nasconde la tentazione dell'Anticristo dei nostri tempi.
    Cordialmente, F.d.S.

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  6. Ringrazio la Redazione per avermi fatto conoscere questo sito. Non c'è nulla di scandaloso in quello che dice, mi corrisponde molto.
    Se a voi vi interessa la chiesa di Gesù Cristo, dovete dimostrare che i vvostri argomenti sono migliori e più ecclesiali dei suoi.
    Non si può celebrare, sacerdoti e laici, in astratto
    dimenticando questo tempo e questo luogo.
    Fate così: domostrate di essere migliori.
    Che la vostra "tradizione" sia un giubileo continuo e che i lazzari non siano lasciati alle loro briciole e ai loro cani, mentre gli altri banchettano e si ingozzano.
    L'alternativa è tra "charitas" e "vanitas".

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  7. DANTE PASTORELLI29 maggio 2009 06:40

    Speriamo che Celestino V - povero santo eremita, si rigirerà nella tomba - abbia trovato il suo sito ed i suoi pari: così almeno una voce dì'ignoramza ed arroganza sparirà ds questo blog.

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  8. Non so dire della mia ignoranza, ma dove starebbe la mia arroganza?
    E' arrogante chi dissente?

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  9. Forse il Cristo "radicale" del nostro Reverendo sarà un "Cristo-Pannella"? Nel suo sito infatti ci sono anche arecchie prese di posizione contro il Magistero morale della Chiesa su divorziati, aborto, fecondazione artificiale ecc.

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  10. Strano.
    Mi pare di sentire le affermazioni di certi ecclesiastici locali e di un professore di religione cattolica che ha punito, con un bel rapporto sul registro di classe, un nostro ministrante 16nne colpevole di servire la Messa in latino...
    Che questo reverendo signore abbia dei cloni ?
    Comunque non importa : sono e saranno i giovani a portare avanti la Messa antica.
    I vecchi e gli anziani dovranno lasciare prima o poi ...
    Loro sono i vecchi e si sentono assediati.
    Andrea Carradori
    www.missaleromanum.it

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  11. di preti così che conosco: ce n'è uno anche qui ad Alessandria, noto liturgista e direttore dell'ufficio liturgico diocesano, coetaneo di don Giorgio De Capitani, che scrive su Famiglia Cristiana. E' detto tutto. Comunque codesto don Giorgio De Capitani si trova in uno stadio antecedente all'analfabetismo. E' un emerito PRE - ANALFABETA sia di teologia sia di liturgia. Alessandro

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  12. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  13. Io scommetto cento euro contro uno che, se il nostro Don ricevesse la visita di un gruppo di badanti ucraine e rumene che vivono nella sua parrocchia le quali gli inoltrassero richiesta di poter avere una chiesa per celebrare il loro culto, si farebbe in quattro per cedere loro un qualche edificio sacro "che tanto noi non usiamo più". Di più: sono convinto che se le badanti lo supplicassero di dir loro messa nel loro rito, perché non trovano un prete, le accontenterebbe e si metterebbe a studiare il paleoslavo. Poi magnificherebbe le meraviglie liturgiche dei "nostri fratelli dell'est europeo".
    O forse mi sbaglio e secondo voi risponderebbe alle badanti "non me ne frega un cavolo [diciamo così...] dei vostri riti vecchi come il cucco, la Chiesa del Cristo radicale ha ben altri problemi che dare retta alle nostalgie di quattro donnette che hanno del tempo da perdere"?

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  14. Il grosso problema è che questo soggetto (tale Giorgio Capitani), esaltato e quasi furioso nella sua follia marxista ed anticattolica è pienamente integrato nel clero della sua diocesi, avendo anche incarichi attivi. Nessuno si prende la briga di punirlo o di metterlo a tacere e, se del caso, ridurlo allo stato laicale. Se i vescovi dormono, Roma si trastulla in una realtà alternativa...a che pro l'anno sacerdotale? Non si può andare avanti solamente con la tecnica degli esempi. Nei casi radicali occorre tagliare

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  15. Per Jacopo: ho assistito a riti CATTOLICI di rito orientale (Divina Liturgia di S.Giovanni Crisostomo) e sono belli e pieni di Cristo tanto quanto il rito latino straordinario (se non di più).
    Un soggetto del genere è chiaro che vuole mettere al centro dell'attenzione se stesso e non Cristo, quindi immagino che anche alle sorelle dell'Est europa direbbe: "No, grazie, ho da salvare l'umanità".
    Cento euro persi, secondo me :)

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  16. Un appello a chi di dovere.
    Una bella sospensione a divinis,per non permettere a questo ......, di infangare la Chiesa,e spargere eresie.

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  17. Fedele Normale29 maggio 2009 10:14

    Gli ho lasciato questo commento nella speranza che lo pubblichi.

    L'utente che si firma Celestino V ("V" dev'essere l'iniziale del suo cognome) ci chiede dimostrazioni di argomenti ecclesially correct. Spero che il commento qui sotto possa bastargli.

    ***

    Mi riferisco al post "Messa in latino che palle" di don Giorgio.

    Il post contiene numerose inesattezze che tento qui di rettificare.

    Dato che il post ha utilizzato fin dal titolo un linguaggio non propriamente devoto, qui mi sento autorizzato ad utilizzare lo stesso tono.

    1) la Santa Sede non vuole "imporre" a nessuno la Messa in latino. Ha solo detto che non è mai stata abolita, dando ai preti libertà di celebrarla, entro certi limiti precisati dal Motu Proprio e dalla lettera di accompagnamento. Per don Giorgio (e per quelli meno coglioni di lui) non cambia niente: se qualche tuo parrocchiano te la chiede, puoi sempre chiamare in parrocchia qualche giovane prete che sa celebrarla.

    2) Se don Giorgio ha il terrore che la Santa Sede voglia "imporre" la Messa in latino allora ha bisogno di ricovero urgente per malattie mentali dovute all'età. Se fosse un'imposizione, bisognerebbe obbedire e basta. Ma non è un'imposizione: è solo una possibilità. Don Giorgio lotta contro una possibilità data agli altri.

    3) Un vescovo "inadempiente" alle decisioni del Papa va denunciato perchè mina l'unità della Chiesa. Ed anche perchè è un pirla che sputa nel piatto in cui mangia.

    4) Se, come dice don Giorgio, il problema non esistesse oppure se i laici e i preti che desiderano la messa in latino fossero veramente pochi, allora il Papa non avrebbe avrebbe promulgato nessun motu proprio. Perciò restano solo due ipotesi: o il Papa non capisce niente, o don Giorgio non capisce niente, con la seconda ipotesi infinitamente più probabile.

    5) Quel "Che Cazzo Me Ne Frega Della Messa In Latino" mostra che don Giorgio è anche peggio dei burini coatti di periferia. La sua orgogliosa ignoranza in materia liturgica è confermata dall'asserto successivo, secondo cui solo la messa in Italiano farebbe capire la "realtà esistenziale" e quella in latino no. Dunque la Chiesa avrebbe sbagliato per diciassette-diciotto secoli?

    6) La vera "bestemmia al Verbo incarnato" è quella del don Giorgio, un poveretto che detesta la liturgia (e perciò detesta anche Colui che l'ha comandata: "fate questo in memoria di me"). Tanto preso dal suo "sacro" furore, corre ad etichettare come "fissati" coloro che non la disprezzano come lui e si esprime nella maniera a lui più congeniale: "messa in latino, che palle, che cazzo me ne frega".

    Grazie, don Giorgio. Ci mancava, uno come te. Forse che il tuo "Cristo Radicale" sia Marco Pannella?

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  18. Da questo "degno" sacerdote con un fraseggio da osteria vorrei conoscere quanti ragazzi delle parrocchie da Lui amministrate sono entrati in seminario, quante ragazze sono entrate in monastero. IL Vicario di Cristo è l'unico deputato ha interpretare le Parole di Cristo gli altri sono teunti ad applicare quelle interpretazione tertium non datur. aldo

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  19. Sottoscrivo totalmente l'analisi di Fedele normale!!!

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  20. Caro Giovanni,
    Può darsi che nel caso molto particolare in questione perderei i cento euro. Ma la situazione presentata non è accademica. A Milano, capoluogo della diocesi del nostro don Giorgio, è stata data una chiesa agli ortodossi che ne avevano fatto richiesta. Intendiamoci subito: non ho niente in contrario e non sono affatto un detrattore della bellezza della liturgia ortodossa. Solo che le stesse persone che hanno concesso una chiesa agli ortodossi sbattono malamente la porta in faccia a chi chiede un vetus ordo missae sulla base di una disposizione del papa. Leggo anche i commenti di molte personalità legate alla Chiesa ambrosiana sulla bellezza della liturgia ortodossa, sulle meraviglie che ci porta questa società "multiculturale" eccetera eccetera eccetera. E sono ancora d'accordo, va benissimo. Ma perché poi le stesse persone sono schifate nei confronti del vetus ordo e fanno di tutto per boicottarlo? Se avessero un minimo di coerenza dovrebbero allora dire: "Ortodossi retrogradi, piantatela con questi riti dei tempi che Berta filava, ormai è canbiato tutto. Scoprite anche voi la bellezza delle messe nella lingua-che-tutti-capiscono e con la musica pop che piace tanto ai giovani, datevi una bella smossa!". Chissà perché invece con le messe altrui diventano tutti amanti della tradizione...

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  21. Suggerirei di mandare il tutto alla Congregazione per il Clero con le copie di quello che scrive

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  22. «La rivoluzione dovrà partire dai ministri di quel Cristo radicale…» (don Giorgio De Capitani).

    Ah! Basti ricordare la celebre lettera di Lenin a Massimo Gorkij in cui la religione è chiamata «un'infamia indicibile e la più ripugnante delle malattie»!

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  23. DANTE PASTORELLI29 maggio 2009 11:07

    Chi dissente dalla Chiesa in materia grave, dottrinale, è arrogante, superbo, affetto d'orgoglio spirituale ed è eretico-scismatico.

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  24. Caro Jacopo, sono daccordo con te.
    Nella diocesi in cui vivo (Foggia) ho la possibilità di assistere tutti i giorni alla messa in latino (anche se in una sola parrocchia su oltre 30) e già mi sento fortunato leggendo come viene "applicato" il motu proprio nella diocesi ambrosiana.
    Anche qui per un periodo è stata concessa una chiesa ai fratelli ortodossi. Persone che stimo perchè ad oggi fanno 120 km per arrivare alla loro chiesa più vicina (Bari). Ma certo fu salutato meglio quel gesto del vescovo allora, che l'attuale celebrazione del rito straordinario.
    E' da dire che il sacerdote che qui celebra in rito straordinario è anche lui fuori le righe come il personaggio milanese, anche se dal lato politico opposto, con estremi di millenarismo. La bellezza dei riti latino-gregoriano e bizantino, però, è anche che il sacerdote non è al centro del rito quindi certi "debordamenti" non intaccano il rito e il sacro.

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  26. il "don" giorgio ha perfino messo tra i link il "don" vitaliano (sì, vitaliano! chi lo ricorda?)

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  27. Processo pubblico al don.

    Certo c'è poco o nulla da difendere.

    C'è solo da appellarsi alla clemenza della Corte.

    Clemenza che la corte non ha.........

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  28. Ecco, appunto quel che vuole certa razzumaglia: il "martirio" mica quello vero -ché!-, quello che deriverebbe dalle nostre critiche attenzioni. Loro fanno la pira di legna e poi c'implorano o ci provocano a accendere l'innesco...
    Che Iddio usi clemenza con questo essere di nome Giorgio; rinnovo l'invito a non cedere a queste penose provocazioni degli ultimi dei moicani (scritto proprio così): lasciamo che i morti seppelliscano i morti e che il tempo spazzi via come foglie molto morte queste umane miserie.
    Andrea Hofer

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  29. DANTE PASTORELLI29 maggio 2009 13:15

    Non c' mica bisogno di roghi, per costoro:oltretutto inquinerebbero, e poi, che fetore!
    Basta deporli e via. A lavorar davvero. Cosa che mai han fatto, pagati dai nostri soldi.
    Oh, se ci fosse un Brunetta nella Chiesa!

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  30. "Chi dissente dalla Chiesa in materia grave, dottrinale, è arrogante, superbo, affetto d'orgoglio spirituale ed è eretico-scismatico."

    E se lo fa su Internet usando un linguaggio da trivio è anche IMBECILLE!

    Lesa.

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  31. codesto prete è un catto comunista. Lo svuotamento della fede per renderla solo intra mondana: è questo il suo obiettivo da propalare urbi et orbi. Per se stesso c'è già riuscito. Alessandro

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  32. Codesto prete non ha fatto nessuna dichiarazione di comunismo o cattocomunismo.

    Non si può qualificarlo cattocomunista senza darne prova.

    Ha invece fatto abbondanti dichiarazioni di cattocretinismo.

    Va sospeso a divinis per manifesta incompetenza e crassa ignoranza. Torni a chiedere di esercitare il suo ministero dopo che avrà dimostrato di conoscere bene ed amare almeno il Catechismo dei fanciulli..

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  33. Io avevo già tra i preferiti (si fa per dire...) questo don Giorgio, come anche don Vitaliano, il quale ultimo è persona più normale, se mi passate l'espressione, probabilmente a causa dell'età.
    Mi sono sempre chiesto se il Card. Tettamanzi (e il Card. Martini prima di lui) abbiano mai avuto notizia delle performances del nostro (vale anche per l'episcopo il detto secondo cui "chi tace acconsente"?), ma in fondo è meglio così, considerato che il vero obiettivo di don Giorgio è Berlusconi, finirebbe subito "in caciara"!
    Una notazione per Celestino V: capisco la poca accuratezza su internet (anch'io recito qualche mea culpa...), ma la V potrebbe stare per V elementare? Così si spiegherebbe il "Se a VOI VI interessa la chiesa di Gesù Cristo" del suo post delle 6.08!
    Rutilio Namaziano

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  34. Amici ho postato un ironico commento ad un video del povero don Giorgio sul mio sito www.fidesetforma.blogspot.com

    Un caro saluto alla redazione!

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  35. Sempre detto. Dai preti è sempre bene tenersi a prudente distanza. Se sono santi uomini sapranno aiutarci anche da lì, se sono biscazzieri dediti al turpiloquio, alla simonia, al meretricio e ad altre amenità altamente solforose, conserveremo attorno a noi aria pulita.

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  36. DANTE PASTORELLI29 maggio 2009 18:44

    Ma se la Chiesa non l'han distrutta loro, chi mai potrà vincerne ala forza?

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  37. Il luogo comune che ci siano cose molto più urgenti e importanti che stare a blaterare sul gregoriano, sull'orientamento, sul latino etc. etc.... è ormai trito e ritrito, oltre che frutto di una mentalità pragmatica, utilitaristica e miope. La ricerca dei "fatti", delle cose concrete, dei risultati visibili è propria del nostro secolo. Al contrario non riescono a vedere, costoro, come la liturgia sia fonte e culmine della vita cristiana (non sono parole mie ;) ) e che da essa (e indirettamente anche dal modo in cui essa è concepita e celebrata) deriva ogni frutto e ogni risorsa. Continuo a stupirmi che esistano preti così.....e mi chiedo perchè non sia un militante rivoluzionario piuttosto che un pastore di anime! Di certo voterà Pannella!

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  38. Amici di Messainlatino, non date a questi poveri relitti ideologici più visibilità in un giorno di quanta ne avranno mai in mesi di internet.

    L'unica è pregare e al limite studiare la situazione e vedere se sia il caso di adottare la pazienza di Giobbe e iniziare l'unico percorso giusto e prescritto dal Vangelo. Se ci sono mandare suoi parrocchiani o fedeli della diocesi a parlarci, con calma e vero desiderio di muovere i cuori. Se, come non impossibile, non funziona, andare dal vescovo. Se, come non impensabilie, nemmeno il vescovo giova, inviare una rispettosa (e concisa, con pochi aggettivi e molti fatti verificabili) documentazione alla Congregazione per il Clero e per conoscenza alla CDF e al Culto Divino, se possibile da qualcuno della sua diocesi. Che abbia un tono equilibrato e NON suggerisca provvedimenti. Non aiuta ad essere ascoltati in Curia il dare l'idea di voler insegnare loro il mestiere. Che abbia un tono equilibrato, sereno e rispettoso. Che sia BREVE, meglio se una sola facciata di A4 con tutti i link e riferimenti dopo una breve esposizione. Aiutate a lavorare e la gente lavorerà meglio, specialmente la gente che dovrebbe avere 100 aiutanti in più solo per catalogare la posta.

    Per il resto è inutile creare a questo povero traviato un pubblico che non avrebbe e indurre i meno pazienti a commenti comprensibili ma non opportuni che non aiutano la nostra immagine.

    Lasciatelo al suo deliquio tardosessantottesco e pregate per lui (che scriviate a Roma o no).

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  39. Non ti curar di lor...30 maggio 2009 00:09

    Grazie Quirinus sono daccordo con te....
    Forse tali preti sono così perchè pensano di avere visibilità in un mondo in cui si sentono ignorati e sensa senso...
    Forse se dei parrocchiani lo vanno a trovare lo ascoltano, per ore e poi magari dopo vari incontri cominciano a dirgli con amore la verità... forse potrà cambiare.
    Certo bisogna pregare per lui.
    Maggiore forse è la responsabilità dei suoi superiori che lo han laschiato fare e forse mai hanno dialogato con lui per aiutarlo...

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  40. La sapevate l'ultima???
    Dal sito in lingua inglese NLM si apprende che la Pont. Comm. Ecclesia Dei ha stabilito che il Motu Proprio Summorum Pontificum si applica anche al rito ambrosiano...
    Alla faccia del nostro don e del suo Card. Tetta.

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  41. e' vero quello che dice il sacerdote. nella mia diocesi con 800.000 abitanti, si celebra la domenica una sola messa in latino in città e vi partecipano circa 40 persone. E' una liturgia di nicchia di nostalgici derelitti. Per me sti tipi sono eretici. Fuori dalla chiesa chi tradisce il concilio e celebra ed ascolta la messa in latino...Eretici eretici...

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  42. DANTE PASTORELLI30 maggio 2009 16:27

    Che i fedeli frequentanti l'Antico Rito siano eretici, è davvero buona.
    Messa da nicchia? Ci sono state e ci sono ancor oggi Messe da catacomba.
    Se in una diocesi si celebra una sola Messa tradizionale, magari in un orario scomodissimo ed in una chiesa non parrocchiale e non agevolmente raggiungibile,
    significa che vogliono farla diventar Messa da nicchia. Ricordiamoci, però, ch'è meglio una piccola nicchia, che un grande circo.

    Ed ora vo ai Vespri, in latino, in una grande basilica.

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  43. E' divertente leggere certe idiozie, per giunta anonime.

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  44. Sento odor di troll anche qui... D'altronde, se i potenziali interessati alla tradizione (compresi gli impossibilitati a sobbarcarsi decine di chilometri per assistere a una messa...) fossero solo quaranta per diocesi, nessuno se ne preoccuperebbe e ne parlerebbe.

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  45. " Perché perdere tempo con dei fissati la cui unica preoccupazione sembra quella di chiudersi al mondo moderno, solo per ottenere qualche consolazione da rubare ai ricordi dei bei tempi ormai passati? "

    Pues sí, exactamente, y a mucha honra. ¡ Viva la Messa in latino !

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  46. per anonimo del 30 maggio 2009 12.58...noi eretici eretici, tu...STUPIDO, STUPIDO!

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  47. ¡¡ Molto bene, Anonimo 1 giugno 15,16 !! Io sono veramente d'accordo.

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  48. Carissimo Celestino V,

    "Se a voi vi interessa la chiesa di Gesù Cristo, dovete dimostrare che i vvostri argomenti sono migliori e più ecclesiali dei suoi"

    contiene un evidente errore grammaticale: "A voi vi" è come dire "a me mi". Non credo che tu possa invocare la figura retorica della "reduplicatio" a tuo scudo e baluardo.
    Un po' d'attenzione, prego!
    D. F. R.

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  49. Ahahahahahahahah! Fantastico...mi viene quasi da ridere...poi quando ricordo che è un sacerdote di Santa Romana Chiesa...mi adombro...e mi viene da piangere...

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