Con il sinodo sui giovani dal titolo "discernimento vocazionale" il Papa vuole arrivare a

domenica 8 marzo 2009

Un nuovo blog e il caso Wagner

Desideriamo segnalare un nuovo blog dal titolo promettente (Senza peli sulla lingua), gestito dal Padre barnabita Giovanni Scalese, poiché ci appare particolarmente interessante e ricco di spunti di approfondimento e riflessione. Nessun modo migliore per presentarlo se non quello di dare un assaggio della sua prosa incalzante. Prendiamo uno dei suoi ultimi post, dedicato alla nota questione Wagner (il rinunziatario vescovo ausiliare di Linz) e riportiamo il succo del commento di Padre Scalese, raccomandando di andare a leggere a questo link il testo integrale.


[..]
Anche questa vicenda dimostra quanto sia complicata la situazione della Chiesa odierna, specialmente in alcuni paesi europei. Si fa presto a invocare la scure; si fa presto a esigere un ricambio dell'episcopato; si fa presto a dire che il Papa dovrebbe intervenire. Ecco, vedete che cosa succede, quando solo prova a farlo? [..]. Si consideri inoltre che questo non è il primo tentativo di intervento della Santa Sede in Austria, e in altre Chiese in pericolo (specialmente l'Olanda): che cosa non ha fatto Giovanni Paolo II per recuperare queste Chiese locali? E che cosa ha ottenuto? Lo abbiamo sotto i nostri occhi. Gli è che, in certe situazioni, l'unica cosa possibile è "gestire" la situazione stessa, senza avere l'ambizione di cambiare tutto e subito, semplicemente perché non è possibile. Bisogna accontentarsi di navigare a vista, di salvare il salvabile. Ricordate Don Camillo? Quando arriva l'alluvione, che cosa può fare il contadino? Salvare il seme. Quando l'alluvione avrà fatto piazza pulita di tutto, allora il contadino potrà ricominciare a seminare (Don Camillo e Don Chichí). E questo, credo, Benedtto XVI lo sta facendo piú che egregiamente [illuminante questa spiegazione dello sforzo 'profetico' di Papa Benedetto]

2. La seconda riflessione riguarda la libertà della Chiesa. Noi pensavamo che la Chiesa avesse raggiunto la piena libertà nelle nomine episcopali, senza interferenze del potere politico. E voi, questa, la chiamate libertà? Il potere politico ha cambiato le sue forme: non si chiamerà piú re o imperatore; oggi abbiamo il potere dei media (dietro cui si nascondono altri, ben peggiori, poteri occulti). Almeno una volta sapevamo con chi dovevamo prendercela; oggi con chi ce la prendiamo? Anche qui un piccolo ammaestramento dobbiamo pur trarlo. Spesso ci si lamenta [..] delle "risorse umane" della Chiesa. Teoricamente è giusto; facile a dirsi. Ma come volete poi che certi posti vengano ricoperti da persone competenti, con la testa, di carattere? È ovvio che, con questo clima, il piú delle volte ci finiscano i mediocri.

3. La terza riflessione riguarda la persona del Santo Padre. È ovvio che questa vicenda costituisca per lui un ulteriore smacco. Non è il primo e, probabilmente, non sarà l'ultimo. Vediamo con piacere che, dopo tutto, non si lascia spaventare piú di tanto da queste vicende. Evidentemente sa che, in certi casi, bisogna accettare di fare un passo indietro, per poi farne due in avanti. In questi giorni i vaticanisti si sono sbizzarriti a chiedersi se il Papa è solo, lasciato solo, isolato, solitario o solista, e chi piú ne ha piú ne metta. Certo, una certa solitudine umana deve provarla, se lo ha candidamente confessato di fronte ai suoi preti (il clero romano); ma anche questo non mi sembra turbarlo piú di tanto: evidentemente sa che fa parte del mestiere. Nonostante ciò, e senza voler in nessun modo insegnare il mestiere al Papa, un ammaestramento generale, per tutti noi, dovremo pur trarlo da questa vicenda. Un superiore, chiunque egli sia, può decidere quel che vuole; ma è buona norma, prima di decidere, creare consenso attorno a quella decisione; altrimenti essa sarà rifiutata. Un buon superiore non è solo quello che decide bene, ma quello che coinvolge tutti nelle decisioni, in modo che abbiano l'impressione che siano stati loro a decidere. Capisco che è facile a dirsi, non altrettanto facile a farsi [P. Scalese, ci pare, fa proprie le critiche al sistema di comunicazione della S. Sede che, mettendo tutti dinanzi al fatto compiuto e mancando di fornire informazioni tempestive (per la revoca delle scomuniche non è stata nemmeno convocata una conferenza stampa) non ha efficacemente contrastato la marea mediatica. Certo, immaginare che per la revoca delle scomuniche il Papa potesse riuscire a dar l'impressione ai vescovi "che siano stati loro a decidere" è più che fantascienza: come dice il Padre, non facile (diremmo impossibile) a farsi]

4. L'ultima riflessione riguarda Mons. Wagner. Non ho il piacere di conoscerlo. Le uniche cose che so a suo riguardo sono quelle che sapete anche voi, le solite banalità ripetute fino alla noia dai media: è un "ultra-conservatore", ha affermato che l'uragano Katrina è una punizione divina e che Harry Potter è un'invenzione del diavolo. Ma vi rendete conto a che livello siamo arrivati? Vi rendete conto della serietà dei nostri mezzi di informazione? Semplificazioni piú idiote non si potrebbero immaginare. Come si fa a classificare una persona, con la sua storia, le sue opinioni, i suoi valori, i suoi drammi, in questi schemini che non sarebbero tollerati neppure per delle comari. [..] Non mi risulta che Mons. Wagner abbia formulato alcuna eresia. Ha solo espresso delle legittime (sí, lo ripeto per chi non lo avesse capito: legittime) opinioni personali. Altrettanto legittimo discuterle. Si tratta di diritti garantiti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (art. 18 & 19). I requisiti per diventare vescovo sono elencati nel can. 378: tra essi non figura l'accettazione del candidato da parte dei media, e non è previsto l'esame delle sue opinione personali. Dai miei studi biblici e teologici mi risulta che non si possa escludere l'intervento di Dio nei fatti storici. [..]

17 commenti:

  1. DANTE PASTORELLI8 marzo 2009 12:57

    La prudenza è una virtù, il navigare a vista è temerarietà che porta al naufragio.
    Non si può gestire l'esistente se è contro il bene e l'unità della Chiesa, contro le verità della Fede.
    Nessuno chiede tutto e subito: ma subito segnali concreti inequivocabili sì: come figli della Chiesa lo dobbiamo esigere.
    L'atteggiamento rinunciatario in attesa di tempi migliori non è cattolico.
    Cosa si farebbe in caso di persecuzione? mentre tanti santi vescovi vivono nelle catacombe o sono condannati ai lavori forzati o mandati a morte, in Europa o in America non si può sostituire qualche vescovo a monito di tutti gli altri? Si devono lasciare i fedeli in balìa di prelati eretici ed immorali?

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  2. Concordo con Pastorelli. Oltretutto, come insegnano gli avvenimenti delle scorse settimane, non è che adottando un basso profilo si evitino gli attacchi, anzi. La Chiesa è nel mirino comunque. Tanto varrebbe un po' più di decisione, a costo di scontentare i media.

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  3. A me risulta che il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede sia il cardinale William Joseph Levada, non altri.
    E non mi risulta nemmeno che abbia dichiarato prelati eretici ed immorali. Spetta a lui tale compito.

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  4. Mi perdoni l'amico anonimo delle ore 14,30, ma il suo commento mi parrebbe peccare, da un lato, di quel formalismo astratto proprio al "fariseismo" di evangelica memoria (oggi meglio ricompreso nell'accezione negativa di "clericalismo"), dall'altro sembrerebbe confortare quell'immagine del cattolico eticamente inane che, di recente, è stata riproposta anche da tal Odifreddi (se rammento bene il cognome).

    In altri termini, il commento in questione, parrebbe implicare un dovere di passività morale del cattolico, anche a fronte di espliciti atti e di inequivoche proposizioni assolutamente confliggenti rispetto al "sensum Fidei", quanto meno (si dovrebbe arguire) sino ad un'esplicita presa di posizione dei competenti organi ecclesiastici (se o quando avranno la possibilità o l'opportunità d'intervenire).

    Le mie vaghe reminiscenze di diritto canonico e di dottrina cattolica mi indurrebbero ad approdare a ben differenti conclusioni, in ogni caso, la "ratio" del commento in questione assai da vicino mi ha rammentato la posizione recentemente tenuta dal giornalista Travaglio, il quale, a fronte del caso di un "reo confesso", si ostinava ad affermare (in maniera astrattamente corretta) che, in mancanza di una sentenza passata in giudicato, il soggetto assolutamente non si potesse definire come "colpevole".

    Che il collega anonimo delle ore 14,30 sia lo stesso Travaglio?

    Cordialmente.

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  5. DANTE PASTORELLI8 marzo 2009 15:41

    L'Anonimo non sa quel che dice e, trattandosi di anonimo, forse non ricorda neppur il suo nome. Un prete che ha l'amante con cui convive (e lo dichiara pubblicamente), violando il celibato liberamente scelto, è un ribelle, un immorale ed un sacrilego, perché celebra i sacri misteri in stato di peccato mortale.
    Quindi io lo definisco immorale. pubblico peccatore e, pertanto, seminatore di scandalo. Uno di quelli che debbono mettersi la macina al collo. Il card. Levada qui non c'entra proprio niente.

    Quanto agli eretici, vescovi che affermano che la Chiesa cattolica non è perfetta e deve farsi perfezionare dalle altre confessioni cristiane, eretiche e scismatiche, o vescovi che si dicono più vicini ai luterani (eretici) che ai lefebvriani che nessuna verità negano), tanto per far due esempi riportati in questo blog di recente, ma ne potrei portar a bizzeffe, per me son eretici. Certo non ho la facoltà di fulminarli con la scomunica perché non sono né Papa né Levada: eretici lo sono per me e per i cattolici che ancora hanno una minima nozione della retta fede.
    D'altronde vorrei sapere chi, da 40anni a questa parte, è stato condannato per eresia?
    Ormai nella Chiesa si permette l'imperversare di macroscopici errori: e lo stesso Giov. Paolo II, e prima di lui Paolo VI, ha parlato di eresie nella Chiesa. Perché i Papi non colpiscono gli autori che le seminano?
    Che si aspetta, ad es., a scomunicar Mancuso che smantella le basi stesse del Cristianesimo quando afferma che il peccato originale è un mostruoso cancro creato lasciato in eredità alla Chiesa da S. Agostino? Che senso hanno l'Incarnazione, la Morte e Resurrezione di Cristo se non esiste peccato originale?

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  6. "Certo non ho la facoltà di fulminarli con la scomunica perché non sono né Papa né Levada"...

    Ecco, è questo il punto!

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  7. DANTE PASTORELLI8 marzo 2009 16:29

    Infatti non li fulmino. Ne denuncio le eresie. Il fulmine lo lascio a Roma, dove, però, non han più neppure le candele.

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  8. "...dove, però, non han più neppure le candele..."

    Sublime, Dante.

    Qui non si tratta di fulminare o giudicare qualcuno, non è compito nostro, ma di stigmatizzare come moralmente insostenibili certe posizioni, questo sì, perbacco!

    Hanno ragione Pastorelli, Jacopo e Imerio, qui è tempo di sottrarre i fedeli a pastori di anime i quali si comportano da bracconieri. A costo di alzare il profilo e di attirarsi accuse di oscurantismo.

    Quella di un oscurantismo che difenda i presidii elementari della dottrina, oltre che del buongusto e del buonsenso, sarebbe una ben luminosa oscurità.

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  9. DANTE PASTORELLI8 marzo 2009 19:39

    Leggere l'articolo su "La Civiltà Cattolica" del 2 febbraio 2008, quaderno 3783 di Corrado Marucci S.I. su Mancuso: si evidenziano le eresie del "teologo cattolico", come si definisce, che demoliscono una dozzina di dogmi, dal Peccato originale, all'inferno, all'apocatastasi, alla parusia ecc.
    I libri di questo sciagurato sono veleno che si diffonde nel gregge cattolico meno informato. E non lo si scomunica!
    Si tratta di gravissime colpe di omissione. Chi di dovere renderà conto di ogni anima che andrà perduta per questa culpa in vigilando e per il mancato intervento col potere coercitivo spirituale.

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  10. Summorum
    Caro Dante,
    dalle mie parti è passato il buon Mancuso a diffondere le sue "eresie", accolto trionfalmente dal clero di questa povera diocesi,in cui si sta all'erta se viene celebrata la "messainlatino" ma si abbandonano le anime alle perfide insinuazioni (per altro destituite di ogni logica dignità, basti leggere il libello)di questo spretato che continua a godere di prebende procurategli dalla Chiesa stessa ... il mondo s'è ribaltato!

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  11. Il testo integrale dell'articolo di Padre Marucci SJ è consultabile qui:

    http://www.laciviltacattolica.it/quaderni/2008/3783/Articolo%20Marucci.html

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  12. http://www.laciviltacattolica.it/quaderni/2008/3783/
    Articolo%20Marucci.html

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  13. DANTE PASTORELLI8 marzo 2009 22:42

    E la Chiesa che vive nel mondo ha dato di balta.
    Ma c'è anche la vera Chiesa, quella che va contro il mondo, come ordinato da Gesù.
    Cerchiamo di farne parte in modo degno e di aiutare, anche con severi richiami, la gerarchia a non soffocarla.

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  14. almeno avesse il buon gusto di farlo di nascosto e non dare scandalo ! e' talmente protervo da vantarsi pubblicamente di vivere in stato di concubinato. mi chiedo che vescovo sia quello che tollera una situazione simile..
    una connivenza del genere è ingiustificabile..

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  15. ps. mi riferivo al post successivo, quello del vicario...

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  16. Gianni ha detto:
    "mi chiedo che vescovo sia quello che tollera una situazione simile..
    una connivenza del genere è ingiustificabile.."
    Ma dove viviamo ?
    Potrei citare numerosi casi diocesani senza che non succeda nulla, e questo da tempo !!
    E' così purtroppo

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  17. DANTE PASTORELLI9 marzo 2009 12:50

    Di casi del genere ce ne son tanti, è vero: ma ammetterlo sfrontatamente in pubblico edichiarare che quello stile di vita scandaloso continuerà perché la coscienza ritiene consono alla morale cattolica, è troppo.

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