domenica 1 marzo 2009

Resa pubblica la lettera dei vescovi lefebvriani di ringraziamento al Papa


FRATERNITA’ SACERDOTALE SAN PIO X

A Sua Santità Papa Benedetto XVI

SantissimoPadre,

E’ con profonda gratitudine che desideriamo esprimere alla Santità Vostra la nostra profonda riconoscenza per l’atto della Sua paterna benevolenza e del Suo coraggio apostolico per mezzo del quale Ella ha reso inoperante il provvedimento che ci aveva colpito vent’anni fa a seguito della nostra consacrazione episcopale. Il Suo decreto del 21 gennaio 2009 riabilita in qualche modo il venerato fondatore della nostra Fraternità sacerdotale, S. Ecc. Monsignor Marcel Lefebvre. Pare a noi che, rendendo giustizia ai sacerdoti ed ai fedeli di tutto il mondo i quali, legati aIla Tradizione della Chiesa, non saranno più ingiustamente stigmatizzati per aver voluto mantenere la fede dei propri padri e che questo fatto procuri anche un gran bene alla Chiesa stessa.

Ed è in ragione di questo combattimento di fede che noi assicuriamo alla Santità Vostra , come Ella stessa Si augura, di «non risparmiare alcun sforzo per approfondire nei necessari colloqui con l’Autorità della Santa Sede, le questioni ancora aperte». Desideriamo, in effetti, cominciare appena possibile con i rappresentati di Sua Santità i confronti concernenti eventuali dottrine in opposizione con il Magistero di sempre.

Attraverso questo cammino ancora necessario proposto dalla Santità Vostra, confidiamo poter essere di aiuto alla Santa Sede nel portare il rimedio appropriato contro la perdita di fede all’interno della Chiesa.

La Vergine Maria Immacolata ha visibilmente guidato i passi di Vostra Santità a questo nostro incontro, ed Ella non ci priverà della Sua benevola intercessione. E’ con questa certezza che noi chiediamo, come figli, al Pastore Universale di benedire quattro dei Suoi figlioli, i più legati al Successore di Pietro e al Suo dovere di pascere gli agnelli e le pecorelle del Signore.

Menzingen, il 29 gennaio 2009, nella festa di San Francesco di Sales

+Bernard Fellay
+Bernard Tissier de Mallerais
+Richard Williamson
+Alfonso de Galarreta

19 commenti:

  1. "Nous désirons en effet commencer dès que possible avec les représentants de Votre Sainteté des échanges concernant des doctrines en opposition avec le Magistère de toujours."
    Sistemate la traduzione amici: avete messo un "eventuali" di troppo. I cari vescovi affermano che le dottrine sono proprio in opposizione. Auguri!!

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  2. E non parliamo della "perdita della fede all'interno della Chiesa". Che ci sia una crisi nell'adesione di molti alla fede è una cosa, ma che intendano perdita del contenuto della vera fede, come infatti intendono, è una vergogna intollerabile.
    Più che una lettera di scuse, mi sembra una bomba ad orologeria buttata in mezzo ai piedi del papa per continuare il contenzioso.
    Non è forse di fede la sottomissione al Romano Pontefice? E allora cosa aspettano i signori Vescovi?

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  3. Quel "des doctrines" può valere tanto "delle/alcune/certe dottrine" quanto "-/eventuali dottrine".
    La domanda è: trattasi di un'ambiguità dovuta solo alla lingua(ccia) gallica o di moto intenzionale?
    Nel dubbio assolviamo gli uomini (e condanniamo l'idioma).

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  4. Giovanni Paolo II ha parlato di apostasia all'interno della Chiesa, che, in altri termini significa propio "perdita di fede all'interno della Chiesa".

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  5. Sicuramente fr. A.R. non sarà chiamato a far parte della delegazione romana per i colloqui con la FSSPX.

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  6. A fr.A.R. non e' bastato il pollo sacrificato ad Assisi sull'altare di Santa Chiara(vedi Messori)al tempo del sincretismo woytiliano?Cosa vorrebbe, per ammettere l'apostasia,un messa satanica in piena regola sull'Altare del Bernini a San Pietro?Sarebbe una vergogna intollerabile dire la Verita'?Non e' piuttosto vergognoso negare la realta'?

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  7. DANTE PASTORELLI1 marzo 2009 20:33

    L'acrimonia dei commenti di fr. A.R., (Carneade, chi era costui?) è tipica dei novatori che in nome della fedeltà ad un presunto spirito del concilio, dopo aver devastato la Chiesa, intaccato i dogmi e distrutto la sacra liturgia, voglion continuare, con picconate alla nostra santa dottrina, a praticar l'ecumenismo con tutti fuori che con la Fraternità S. Pio X.
    Che nei documenti conciliari ci siano affermazioni che appaiono in contrasto con l'insegnamento tradizionale, non è certo una novità. I seguaci di mons. Lefebvre vedono nella DH, nella Nostra Aetate, nella Dei Verbum ( che cancella l'inerranza assoluta della Sacra Scrittura) e nella Lumen Gentium (il problema del "subsistit in") delle innovazioni in contrasto col magistero precedente. Lo hanno sempre affermato. I colloqui teologici devono chiarire questi punti e dare l'esatta interpretazione, l'interpretazione ufficiale della Chiesa. Perché, ad es., proprio per quel disgraziato "subsistit in"
    i vandali novatori alla
    Murphy O' Connor parlano di una Chiesa in sé imperfetta e pertanto da perfezionare con l'apporto delle confessioni cristiane eretiche e scismatiche e persino delle religioni non cristiane. I guasti del post concilio da cosa derivano? L'analisi, impietosa, non l'ha fatta solo Lefebvre, ma anche l'attuale Papa: si pensi al discorso alla Conferenza Episcopale Cilena, al discorso ai conclavisti a tutti gli scritti sullo scardinamento della liturgia. "Lex orandi-lex credendi". Si pensi a Paolo VI ed al suo fumo di satana, a Giovanni Paolo II che parlava di diffusione nella Chiesa di eresie. Chi le diffondeva se non cardinali, vescovi, preti, teologi smaniosi di profane novità e ribelli al Magistero solenne? Chi ha adottato catechismi eretici e allontanato dalla chiesa milioni di persone?Questi colloqui Tra Fraternità S.Pio X e S. Sede servono, dunque, a poter giungere alla perfetta comunione. Il Papa li vuole.
    Allora cominci questo anonimo (che coraggio!)frate in fregola di inconcludente modernismo ad obbedire al Papa, pregando perché i problemi con la Fraternità si risolvano nella Carità e nella Verità. Che certamente il nostro fraticello (?) conosce e pratica in grado eroico.

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  8. Ricordo ai lettori che fr. A.R., padre francescano, è il curatore di uno dei blog più colti e belli in circolazione, Cantuale Antonianum (non si riescono a mettere link nei commenti, ma trovate il collegamento nella nostra pagina dei link).

    Non solo, la sua posizione è, osiamo dire, tradizionalista, nel senso che noi intendiamo, ossia di amante della tradizione della Chiesa. Come lascia intendere, d'altro canto, la sua graditissima presenza qui.

    I suoi commenti, quindi, non sono certamente dettati da acrimonia, ma da una posizione, che certo chiunque può criticare, ma che deriva da amore sincero e profondo per la Chiesa e quindi da dolore per sentire la Chiesa accusata di mancanze.

    Che, poi, queste mancanze ci possano essere... beh, caro fr. A.R., Ecclesia semper reformanda.

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Non vorrei essere pignola, ma "eventuali " può non essere considerato di troppo.
    In effetti, il testo dice "des doctrines" e non "les doctrines", il che significa che gli scambi porteranno sulle dottrine che potrebbero essere o sono in opposizione con il Magistero, "des" rispetto a "les" introduce una relativizzazione, se oso esprimermi così.
    "Les doctrines" significherebbe tutte le dottrine,
    "des doctrines" significa certe dottrine.

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  11. Mi fa piacere ricevere il conforto della francofona Luisa.

    Mi permetto di aggiungere che a me fr. A.R. non pare tanto acrimonioso. Forse è un po' irritato dai toni non sempre "concilianti" (oltre che poco "conciliari") dei Fellay & c., il cui subìto ostracismo e protratto esilio non deve avere contribuito allo sviluppo della altrove menzionata levità.

    Non parlerei però di bomba. Diciamo che più che apparire una lettera di ringraziamento al Pontefice può apparire almeno una lettera di ringraziamento alla Vergine. Il linguaggio dell'ostracizzato, tuttavia, va anche interpretato alla luce di attenuanti specifiche e generiche.

    F. Pernice

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  12. Iniziano le "acrobazie linguistiche".
    Ma i fatti intanto.....

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  13. DANTE PASTORELLI1 marzo 2009 21:38

    Cultura e bellezza non fanno Carità e Verità.
    "I cari vescovi affermano che le dottrine sono proprio in opposizione. Auguri!!" Questo è sarcasmo acrimonioso.

    "E non parliamo della "perdita della fede all'interno della Chiesa".
    "Che ci sia una crisi nell'adesione di molti alla fede è una cosa, ma che intendano perdita del contenuto della vera fede, come infatti intendono, è una vergogna intollerabile.
    Più che una lettera di scuse, mi sembra una bomba ad orologeria buttata in mezzo ai piedi del papa per continuare il contenzioso".

    Quando, come ricorda Ratzinger nella Conferenza all'episcopato cileno, e nel discorso ai conclaisti, nella Chiesa c'è chi nega il Primato di Pietro, la Verginità di Maria ecc. ecc. come si fa a sostenere che è intollerabile che si metta in luce questa tragica realtà? Intollerabile è non vederla e non denunciarla.

    Inoltre per me è intollerabile vedere nei tentativi di riconciliazione la malafede nei lefebvriani. Ognun dal proprio cuor l'altrui misura? O giudizio temerario?
    Io credo alla buona fede, sino a prova contraria.

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  14. Par ce chemin encore nécessaire qu’évoque Votre Sainteté, nous espérons aider le Saint-Siège à porter le remède approprié à la perte de la foi à l’intérieur de l’Église.

    Dov`è la vergogna intollerabile in questa frase?
    Desiderare e sperare aiutare la Santa Sede a portare il rimedio appropriato alla perdita della fede all`interno della Chiesa è vergognoso?
    Stanno forse sognando?
    Quando si sa che il 63% dei sacerdoti non crede più alla Presenza reale del Corpo di Cristo nell`Ostia consacrata e la conseguente ignoranza dei fedeli che si accostano alla Comunione, quando si assiste alle conseguenze disastrose del relativismo che ha invaso la Chiesa, compreso il relativismo liturgico, quando vediamo l`allontanamento della gente dalla pratica religiosa, quando leggiamo certi interventi di pastori che seminano confusione e divisione, e potrei continuare...come non essere preoccupati e sostenere l`impegno del Santo Padre che cerca di rieducarci o educarci ai principi fondamentali della nostra fede?
    Se la FFSPX può aiutarlo come non rallegrarsene?

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  15. In tutti i disastri della Storia l'animo umano ha avuto,da soggetto a soggetto,comportamenti dissimili,in esito alle differenze di carattere,storia personale,ecc.Prendiamo un esempio a noi arcistranoto:la Shoah.Ebbene,all'addensarsi della nube,ci fu chi,tra gli Ebrei,capendo la "mala parata",se ne scappo' dalla Germania e si salvo' cosi' la vita e ci fu invece chi,pure dentro il lager,si ostinava a ripetere "ma non e' possibile,non ci posso credere etc.".E' sempre stato cosi' e sara' sempre cosi'.Per venire a noi,di fronte al Disastro della Chiesa,ci sono persone come Dante Pastorelli e come fr.A.R.,tutti e due care persone,che esemplano bene i tipi umani del"lucido" e dell'"ottimista".Personalmente preferisco il primo al secondo,alla domenicana,ma non posso che provare sconfinata simpatia per il nostro caro Frate.C'e' bisogno e dell'uno e dell'altro.L'importante e' non essere ne' tra le"SS" ne' tra gli infami"Kapo".Cari saluti a tutti.Pietro

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  16. Cara Luisa,alcuni storcono il naso perche' pensano che l'ingresso nel bazar cattolico della FSPIOX possa alterare la "purezza della Fede"(sarebbe come se in un lazzaretto i malati avessero paura di essere contaminati dagli infermieri),altri,piu' straccioni dei primi, si scoprono inprovvisamente piu' cattolici di De Maistre e li vedi strapparsi le vesti di dosso(ti ricordi Caifa nel Vangelo?)e dire "Non c'e' piu' religione,questi qui invece di strisciare al bacio della Santa Pantofola,osano porre delle condizioni!"Hai letto il post della Redazione sul Santuario di Giuda Iscariota a Linz?Ti rendi conto la Romana Chiesa a che punto e' ridotta?E noi,stando in Italia tante cose non le vediamo!!!Nell'81 mi trovai per lavoro a Bruxelles ed andai alla Cattedrale con un collega:vedemmo nella Cattedrale confessionali self service!Hai capito perfettamente!Ora ti spiego meglio:tu entravi,c'era un disco e ti sfogavi,poi il disco riattaccava e ti riconciliava con Dio.Simpatico,no?Tu non hai idea delle cose dell'altro mondo che accadono nel mondo che fu cattolico ed ora non so piu' cosa sia.Dicono che i lefebvriani sono eretici perche' non accettano l'ultimo concilio.Ma ringraziassero Iddio chinati a terra che quelli li' ancora credono in noi e vogliono riappacificarsi con Roma.Visto come vanno le cose da noi,io temo che si corromperanno pure loro.E intanto qui da noi il buon Morselli ,a totus tuus,passa il suo tempo a disquisire su magistero solenne e magistero ordinario.....In questo sito si discetta su quanto e' continuo e quanto e' discontinuo....Su cattolici romani sul guardaroba del Papa...Come se non fosse successo niente.Mi ricorda la scena di Hitler nel bunker,gia' sotto gli stivaloni dei russi che studiava nuove strategie militari.Il mondo ci sta crollando addosso e non ce ne siamo ancora accorti.Le chiese sono vuote.I seminari pure.Sono stato giorni fa a San Pietro.Fila davanti all'ufficio filatelico,nemmeno una persona davanti ai confessionali.Se dovesse continuare questa sinfonia-che dura da troppo tempo-non ci resta altro che dire ciao a questa parodia di chiesa ed andare in massa dagli Ortodossi.Almeno li',tra gli altri pregi,non si parla dell'ultimo concilio,e ti pare poco?

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  17. E adesso basta per favore! Non se ne può davvero più di continuare a calcare
    la mano sul caso di mons. Williamson!
    Che le sue esternazioni siano state sbagliate e dannose lo abbiamo detto e
    ribadito tutti. Ora però non se ne può più!
    Il povero uomo ha già inviato due lettere di scuse, al Papa, al Superiore,
    ai parenti delle vittime del nazismo. Ha dichiarato di essersi formato la
    sua opinione su testi vecchi ed inattendibili, "non più ripubblicati
    recentemente". Ha lasciato, senza proteste il Seminario di La Reja e
    l'Argentina, ha accettato di farsi da parte. Cosa vogliono di più da lui?
    Credo che se mons. Fellay lo dovesse espellere mancherebbe gravemente al
    comandamento della Carità che, come si sa, si esercita preferibilmente nei
    confronti dei più deboli. Ora non vi è alcun dubbio che fra mons. Williamson
    e la lobby ebraica sia certo quest'ultimo il più debole.
    D'altra parte, come osservano giustamente Mario Palmaro ed Alessandro
    Gnocchi nel recente volume-intervista a mons. Fellay, di certo la Chiesa e i
    massmedia non avrebbero e non hanno mai riservato il medesimo linciaggio
    morale a chi nega o ha negato la strage di 40 milioni di cristiani
    sterminati dall'Unione Sovietica e nemmeno a chi non riconosce il genocidio
    dei cambogiani, degli armeni o dei sudanesi cristiani.
    Anzi, se non sbaglio, la S. Sede mantiene normali relazioni diplomatiche con
    la Turchia che non solo nega il genocidio armeno ma anzi mette in carcere
    chi osa affermare la verità su questo punto.
    E allora? Davvero facciamola finita con gli attacchi cattivi ed acidi contro
    mons. Williamson. Continuando così egli sta recuperando simpatie e
    considerazione al di là dei suoi reali meriti.
    Sembra proprio che l'unico dogma rimasto nella nostra Religione sia quello
    relativo al giudizio storico sulla persecuzione nazista contro gli Ebrei. Vi
    invito dunque ad essere più misericordiosi verso il povero mons. Williamson.
    L'arroganza dei potenti di questo mondo sta diventando davvero
    insopportabile.

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  18. Marco Bongi,grazie per il Tuo intervento,ispirato a logica, equilibrio,carita' e verita'.Aveva ragione il Tanqueray quando diceva che ciascuna virtu' ne richiama tutte le altre.Pietro

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  19. DANTE PASTORELLI2 marzo 2009 12:04

    Mons. Willimason, l'abbiamo detto tutti, ha arrecato gran danno all'immagine della Fraternità S. Pio X ed ha dato l'esca per gli attacchi furiosi di lobbies, media e di gran parte
    dell'episcopato e del clero in genere, non solo contro la stessa Fraternità ma anche conro il Papa, La prudenza non è proprio la sua virtù.
    Ha errato, quindi, gravemente e le critiche son giuste, tant'è vero che s'è reso conto del male che ha compiuto.
    Il Superiore gli ha chiesto il silenzio e lui continua a parlare, sia pure con una lettere di scuse che rivelano pentimento. Ora ascolti il superiore e si metta a studiar seriamente.
    Poi si vedrà l'esito di questi studi e, sulla base di essi, se la sua presenza è compatibile o meno con la posizione ufficiale della Fraternità. E questo non idipende da noi: sono faccende interne.
    Lasciamolo, allora, in pace. E cerchiamo nei nostri limiti di aiutare, anche se non ne siamo seguaci, la Fraternità in questo suo cammino verso l'abbraccio filiale col Padre comune.

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