domenica 22 febbraio 2009

“Beati voi, quando vi perseguiranno e, mentendo, diranno male di voi per causa mia”


Ci giunge una interessantissima lettera, illuminante di una situazione, purtroppo frequente, di odiosa persecuzione che si protrae da anni. Sì, persecuzione: certo non sanguinaria; certo i cristiani in Iraq subiscono ben di peggio. Ma in una nazione che dovrebbe essere cristiana e dove grosso modo vige "la legge e l’ordine", come giudicate la calunnia, l’insulto pubblico, la negazione dei diritti contro i cattolici? In termini giuridici, si tratta di atti discriminatori, ai sensi del D.L. 26.4.1993 n. 122, conv. in L. 25.6.1993 n. 205 (un reato penale per cui noi di Messainlatino.it abbiamo già considerato in passato se sia astrattamente possibile presentare denunzie penali contro certi vescovi; il responso - sappiate - è affermativo).
E riportiamo quella lettera tanto più doverosamente in quanto il colpevole dell’inqualificabile comportamento sotto descritto, mons. Atzei, è oggi arcivescovo metropolita di Sassari ove, nonostante abbia concesso una Messa in forma straordinaria (ma proibendola di fatto in tutto il resto dell’arcidiocesi) continua a far danno. Possa egli, prima del redde rationem, convertirsi e apprendere che cosa significa pascere le pecorelle del Signore.



Carissimi Amici, ho visto che nell'elenco delle messe relativamente alla mia diocesi di Tempio-Ampurias indicate un laconico quanto triste "non pervenuto".
La richiesta della messa antica nella mia diocesi rimonta al 2002 quando il sottoscritto si fece promotore di una raccolta di firme (un centinaio) che vennero presentate all'allora nostro vescovo [Paolo Mario Virgilio ATZEI, 67 anni] il quale reagì in una maniera a dir poco scomposta; in risposta mi indirizzò una letteraccia con cui mi chiedeva di "convertirmi" (sic!); non pago di ciò, ordinò di dare pubblica lettura di quella lettera a tutte le messe della mia parrocchia, col chiaro intento di espormi ad una sorta di pubblica gogna e far terra bruciata intorno a me [A-L-L-U-C-I-N-A-N-T-E-!], riuscendoci molto bene, in quanto alcuni dei firmatari andarono dal vescovo a chiedergli perdono (!). La commissione Ecclesia Dei intervenne più volte ma il vescovo si irritò ancora di più per questi "rimproveri" romani e si irrigidì ancora di più nel proibire la messa antica. Nel 2004 il vescovo venne promosso a Sassari [che ciò sia potuto avvenire, nonostante quei precedenti, lascia sbalorditi. E’ vero che si era ancora nel crepuscolo del pontificato di Giovanni Paolo II, che sicuramente, malato com’era, non avrà potuto studiare il dossier. In effetti Atzei è stato raccomandato da Dzsiswicz, l'allora segretario del Papa, oggi arcivescovo di Cracovia] e la diocesi rimase vacante per circa due anni nei quali l'amministratore diocesano permise a sacerdoti della Fraternità san Pietro di venire abbastanza regolarmente per celebrare more antiquo; nei giorni feriali venivano a messa antica una media di 15 persone (mentre alla messa nuova celebrata più o meno alla stessa ora i fedeli erano in media 4 o 5; questo fatto indispose moltissimo il parroco che vedeva un pericolo enorme nel fatto che i fedeli preferivano la messa antica a quella nuova e fece di tutto per far cessare la celebrazione in rito antico).
Nel 2006 arrivò il nuovo vescovo [Sebastiano SANGUINETI, 64 anni] e fin da subito si mostrò acerrimo nemico del rito antico, facendo cessare il felice esperimento [idem come sopra, con l’aggravante che ormai si era nell’era Ratzinger e l'attenuante che era comunque già vescovo, a Ozieri]. Al nuovo vescovo venne più volte reiterata la richiesta di avere sia la messa antica che un sacerdote idoneo per celebrarla e questa richiesta lo irritò enormemente. Il 14 settembre 2007 un giovane sacerdote diocesano osò celebrare col messale antico e dovette subire tante e tali ire episcopali che il poveretto sta ancora tremando!!!
Nel 2008 per l'ennesima volta venne richiesta al vescovo la messa antica e che cosa ha fatto?Ha preso carta e penna ed ha scritto al mio parroco una lettera bellissima di condivisione del motu proprio, di riconoscimento dei nostri diritti e di quelli della messa antica ed annunciando la nomina di un sacerdote incaricato di celebrare more antiquo. Peccato che come sacerdote il vescovo abbia incaricato un giovane parroco lontano un'ora d'auto dalla nostra chiesa (dove dovrebbe celebrare la messa antica) e talmente oberato di impegni che in un anno non è riuscito a trovare il tempo per celebrare una volta sola; verbalmente poi il vescovo gli ha espressamente proibito di celebrare la messa antica di domenica!
Ciliegina sulla torta: se telefono a questo sacerdote incaricato dal vescovo mi risponde che devo mettermi d'accordo col mio parroco per il giorno e l'ora in cui dir messa antica; se parlo col mio parroco mi risponde che devo rivolgermi al prete incaricato! Insomma è un anno che si divertono a giocare a ping pong con noi e con la messa antica! All'Ecclesia Dei abbiamo già segnalato più volte tale situazione ma non ci hanno nemmeno risposto. In conclusione: in diocesi di Tempio-Ampurias la messa è stata richiesta ma, di fatto, ne è proibita la celebrazione.

Tanti cari saluti.

G. Nicola Lentini


Ed ecco il testo dell’odiosa e sprezzante lettera (già pubblicata qui) che il buon vescovo Atzei ordinò fosse letta a tutte le messe per gettare ludibrio su chi aveva osato richiedere la Messa antica. Si tenga presente che la lettera risale a prima del motu proprio, allorché vigeva il regime dell’indulto del 1988 che raccomandava ai vescovi che "dovrà essere ovunque rispettato l'animo di tutti coloro che si sentono legati alla tradizione liturgica latina, mediante un'ampia e generosa applicazione delle direttive, già da tempo emanate dalla Sede Apostolica, per l'uso del Messale Romano secondo l'edizione tipica del 1962". Pubblichiamo la fotocopia della lettera e, sotto, il testo della stessa con alcuni nostri commenti in rosso, perché non riusciamo ad astenercene.



Caro Gian Nicola,

ancora una tua lettera, stavolta con tanto di richiesta per la "celebrazione della messa secondo il messale del 1962".
Grato per il conforto dei documenti con i quali hai voluto corredare la richiesta, a scanso di equivoci, ti dico episcopalmente due semplici cosette [notiamo l’arroganza del tono: "ancora una tua lettera", per dire che lo scrivente è uno scocciatore abituale; il fastidio per il fatto che qualcuno osi rifarsi a documenti vaticani, ricordando di fatto al vescovo suoi elementari doveri di obbedienza; l’avverbio "episcopalmente" che equivale a voler usare il principio di autorità: stat pro ratione voluntas; infine le "due semplici cosette" con cui si pretende far tacere l’importuno]:

1. Manca il conforto del tuo Parroco, essenziale perché io possa capire e agire in comunione ecclesiale.

2. Non sarò mai il vescovo che né in diocesi, né tanto meno a Luras opera quella inversione di tendenza, forse auspicata da te e qualche altro del luogo, per un ritorno di tipo preconciliare. Né mai permetterò che altri in diocesi celebrino secondo quel Messale! [la seconda "cosetta" contraddice la prima: a cosa serve il "conforto del Parroco, se tanto la risposta sarà sempre: jamais jamais (la citazione è di quel ministro francese che, pochi anni prima di Porta Pia, assicurava che giammai giammai gli Italiani sarebbero entrati a Roma...)?]

Mi dispiace deluderti, ma, non so tu!, Luras certamente ha bisogno di ben altro!...[benaltrismo! Ci chiediamo di quali gravi problemi socio-economici di Luras, se mai ce ne sono, la celebrazione della Messa tridentina ostacoli il superamento]

Soprattutto avete bisogno di camminare nella Chiesa, come Chiesa, con la Chiesa per il suo Sposo e Signore Gesù Cristo [amen, qualunque cosa significhi. Ma significa qualcosa? I tradizionalisti non sono Chiesa? Auch wir (anche noi) Wir sind Kirche, eccellenza, come, e forse più, dei progressisti del medesimo nome]

Con una benedizione, perché tu e tutti i proseliti di "Una Voce Sardinia", se ce ne sono (?) [come dire: hai falsificato le firme], vi "convertiate" a camminare in comunione di fede, di culto, di disciplina con tutta la Chiesa [questo è il colmo supremo: chi è legato alla tradizione, è fuori della comunione e si deve convertire. Chissà se l’invito alla conversione non deve piuttosto rivolgerlo l’insultante a se stesso].


+ p. Paolo Atzei, Vescovo

39 commenti:

  1. Non v'e' persona piu buona e caritatevole del Fratello Nicola. Per primo Egli sfidando tutto e Tutti ( i Vescovi sardi disobbedienti)ha riportato la S. Messa di sempre in Sardegna. Ora paga il fio di tanta Obbedienza per la Santa Chiesa.Purtroppo la desistenza d' Autorita' della Santa Sede rende nei fatti lettera morta il Motu Proprio.
    Ti sono vicino nella preghiera amatissimo Nicola. Non praevalebunt.
    Maurizio- Cagliari

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  2. Caro Gian Nicola, ti sono vicino con la mia preghiera. Non posso aggiungere altro, si prova tanto dolore, lo so. In Sicilia, non osiamo nemmeno chiederla la Santa Messa. E' vero, A Palermo c'è, ad Acireale pure così come ad Agrigento (FSSPX), e nelle altre Diocesi? Guai a chiederla, guai!

    Spiritualmente ti abbraccio
    Bruno 64

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  3. L'era di Giovanni Paolo II andrebbe studiata e valutata al di là dei luoghi comuni che di norma si sentono allegare da chi ne parla con trasporto.

    Comunque stiano i fatti in questo caso specifico, il tono usato dal Pastore nella sua replica a Gian Nicola ci induce a spendere per monsignor Atzei (con la "z"?) tutta la nostra umana e cristiana compassione. E a Gian Nicola tutta la nostra umana e cristiana solidarietà.

    F. Pernice

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  4. Senza parole.
    Perchè non vengono presi provvedimenti nei confronti di certa gente e anzi vengono promossi?
    Che fanno le gerarchie?

    Penso che se non avessimo il conforto di queste parole di Nostro Signore, saremmo veramente disperati.

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  5. Questo Vescovo rispondera' del suo operato a Dio, per ora che si diverta pure ad agire in disobbedienza al Papa ed a contravvenire ai suoi doveri...

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  6. DANTE PASTORELLI22 febbraio 2009 21:02

    Purtroppo il caso presentato dall'amico Nicola non è l'unico.
    Noi di Una Voce abbiamo compilato e pubblicato a suo tempo un piccolo florilegio dei rifiuti persino del tutto immotivati
    (tipo "questa è la mia volontà") ad aderire all'indulto di Giovanni Paolo II.
    Gira e rigira si torna sempre al centro del problema: i vescovi. Chi li sceglie? Perché, se ribelli, non vengon condannati a giusta pena?

    Nicola non s'arrende, lo so, pur nell'amarezza: ma salvo intervento dall'alto la situazione non appare, almeno per ora, avviata a soluzione.

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  7. Tutta la mia accorata solidarietà all'ottimo e perseverante fratello Nicola.

    Un solo piccolo appunto alla valorosa redazione del sito (anticipatamente scusandomi, ma c'è chi nasce intelligente, chi simpatico e chi, purtroppo, come me, solo pignolo ...) all'esordio del "post", parlate di "reato penale"; ora, capita spesso di cogliere questa locuzione nei giornali, ma se me lo si permette, corrisponde ad una dizione erronea, a meno che (ma pur non essendo io specificatamente un penalista, non mi risulterebbe) si sia avuta ad affermare una nuova figura dogmatica per l'innanzi sconosciuta.

    Questo per il fatto che i "reati" sono, sempre e comunque, di indole penale: in tal senso, i nostri vigenti codici non contemplano nemmeno più la figura di ascendenza tardo-romanistica dei "quasi delitti" (in gran parte soppiantata dall' "illecito civile") ed il tentativo di una dottrina minoritaria degli anni '30 dello scorso secolo (mi parrebbe il Carrabba), volta a fondare la categoria del "reato civile" con specifico riferimento a talune figure degli istituti concorsuali, non è mai riuscita ad affermarsi nel mondo del nostro diritto.

    Pertanto, tutti i "reati" (sia i "delitti" che quelli di natura meramente contravvenzionale) sono d'indole penale e non apparirebbe, quindi, opportuna l'aggiunzione pleonastica del relativo aggettivo che porterebbe a supporre, all'interno dell'ordinamento, l'esistenza di ulteriori tipologie della figura, esorbitanti dalla classe dogmatica a noi nota.

    Cordialmente,

    Imerio

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  8. Ad Imerio: giusta osservazione, reato penale è pleonastico tanto quanto, ad esempio, comodato gratuito, che pure si legge spesso (un comodato oneroso non esiste: è una locazione; il comodato è essenzialmente gratuito).

    Tuttavia in una pubblicazione non giuridica come questo blog, il ridondante pleonasmo, pur sgradevole ad orecchie giurisperite, assolve una funzione di chiarimento per il lettore inesperto di diritto e di enfasi della gravità dell'illecito.

    Avremmo potuto scrivere tecnicamente "delitto", ma nel linguaggio comune il termine è legato a reati di sangue e, quindi, abbiamo evitato.

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  9. Vorrei che qualcuno mi aiutasse a capire perché questi anziani vescovi sono così categoricamente contrari alla messa tradizionale. A parte la senile fissazione in uno schema di quarant'anni fa, non vedo altre ragioni. Perché la messa tradizionale crea divisioni tra i fedeli, dice qualcuno. Ma non le creano allora anche iniziative - che penso avvengano più o meno in tutte le parrocchie - quali la "messa dei giovani", ritmata da bongos e maracas e sfuggita come la peste da chi ha superato il quinto lustro di vita? Se capissimo cosa si agita nelle loro menti, potremmo anche tentare di aiutarli...

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  10. che brutto personaggio, arrogante e prepotente, questo vescovo !

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    1. pensare che è il MIO vescovo. Uffa!

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    2. Ed è il MIO vescovo . . . UFFA !

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  11. l'arroganza e la prepotenza non appartengono solo al vescovo in questione che ha commesso l'errore di mettere per iscritto ciò che realmente pensava; quasi tutti i vescovi pensano le stesse cose, solo che agiscono con furbizia cercando di non lasciar traccia scritta di tale arroganza.
    E' più arrogante mons. Atzei che scrive ciò che pensa o mons. Sanguinetti che per iscritto dice una cosa e verbalmente dispone il contrario? In quest'ultimo caso c'è pure l'aggravante della malafede.

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  12. non dimentichiamo che è tutto il postconcilio con le sue riforme ad esser stato imposto con la stessa arroganza e la medesima prepotenza.

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  13. Lodisio da Varagine23 febbraio 2009 16:12

    Dopo qualche giro sul Vs. blog e sito si evince abbastanza chiaramente donde ne venite.
    Non essendo poi troppo lontano mi domando e Vi chiedo.
    Senza scomodare i proclami e le agenzie di stampa, com'è la situazione tridentina nella diocesi del Festival ?
    Leggo sul sito SOPPRESSA e comunicazioni imminenti ma mi pare sia già passato del tempo.
    Pareva che il vostro (per noi amato) Vescovo dovesse andare a Roma, invece parrebbe che ad andare a Roma (promoveatur ut moveatur) sarà forse quello della diocesi confinante !!!
    Ci sono lettori locali, o quasi, che seguono le vicissitudini del ponente ligure.

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  14. Un saluto cordialissimo a Maurizio e, per suo tramite, al valente Gian Nicola.

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  15. A furia di scrivere minchiate, la messa a Imperia ve la sognate.

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  16. C'è già, cortese e raffinato anonimo. Dal 14 settembre 2007.

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  17. Hai ragione, scusami. Dovevo dire Sanremo.

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  18. Abolire la SJ?

    Non esageriamo. Sebbene tutto ciò che venga dalla Spagna prima o poi assuma un fosco colore molto caratteristico (e qui l'elenco sarebbe lungo), i Gesuiti restano per molti aspetti l'élite intellettuale della Chiesa e hanno ancora qualcosa di buono da dire e da dare.

    E' però vero che tra le loro file albergano varie figure, diciamo così, controverse; come del resto tra le file dei francescani, per esempio. Ed è anche logico che sia così, dato che si tratta degli ordini numericamente più consistenti.

    No, non aboliamoli. Commissiariamoli.

    F.

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  19. Guarda, o Anonimo, che a Sanremo c'è già chi celebra in V.O., e anche se non lo fa coram populo, non lo fa nemmeno in totale solitudine.

    Ma credete davvero di potere fermare un fiume in piena? Di sbarrare la strada a Chi le strade le disfa e le fa come Gli pare?

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  20. E no, anonimi, a questo punto qualcuno deve venir fuori !!
    Ma non sentite la primavera (della Chiesa ovvio) ?
    Oggi il sole e il tepore vengono fuori prorompenti dalla Colla come dal Borello.
    Io attendo da 40 (quaranta - XL)anni e un ANONIMO mi dice che invece quello che aspetto lo avevo vicino a me ?
    Ma dove ?
    Facevo meglio a lasciarlo cadere quell'obelisco.
    Mi firmo

    Bresca

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  21. Lodisio sa Varagine dice:
    Pareva che il vostro (per noi amato) Vescovo dovesse andare a Roma, invece parrebbe che ad andare a Roma (promoveatur ut moveatur) sarà forse quello della diocesi confinante !!!

    ________
    A prescindere che si dice AMOVEATUR...

    Si stia tranquilli che per ora il Vescovo della diocesi confinante "Non va da nessuna parte". Lui Obbedisce perché ama la Chiesa! E questa obbedienza non può che essere gradita all'Altissimo che sapra ricompensarlo e proteggerlo dalle misere umane invidie.
    Per quanto riguarda il pastore Intemelio, che ha portato a spasso GPII, ne dovrà rispondere a Dio. Ci si guardi dall'effimera vanagloria umana!

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  22. GP2. Quanto ci sarebbe da dire su quel quasi-ventennio!

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  23. Caro Anonimo che celebri a Sanremo o circondario, che aspetti a metterti in contatto con noi?

    Garantiamo massima riservatezza (come negli annunzi porno...d'altronde per certi vescovi una Messa tridentina è peggio di un'orgia).

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  24. Ci voleva Benedetto XVI per far scoprire a tanti cattolici quanto si sentono autonomi gli Ordinari Diocesani con il "new deal".Adesso come si fara' a ridimenzionarli?That's the problem!

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  25. ....ridimensionarli...il presule AtZei ha attratto il mio calamo.Ne chiedo venia

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  26. Carissimo  Gian NICOLA leggo oggi queste nuve su internet. Io sono A roma e Per Grazia di Dio ..abito vicino al Priorato della Fraternità San Pio X ..Vogli dirti solo questo..andate avanti nel chiedere la Messa In Latino con il vecchio rito senza demordere ..che a Tempio  il Vescovo Sanguinetti dovrebbe guardare ben al tro nella sua Diocesi non questo .. comunque ci sono per qualsiasi cosa.

    lui-desimone@libero.it

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  27. Ciao sono di Sassari... andate in Duomo ad assistere alle funzioni con mons. Atzei... ci sono bonghetti, batterie, chitarre rock... altro che messa tridentina... 

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  28. nella lista nera va inserito anche mons. Giacomo Lanzetti, appena nominato vescovo della diocesi di Alba (grazie a Dio, perchè la diocesi di Alghero-Bosa non ne poteva proprio più!)

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  29. Enrico Pileri, Milano28 gennaio 2011 23:24

    Facile obbedire a testi "lontani"... meno facile obbedire al vescovo... vicino.
    Ma si sa, l'obbedienza è una bella virtù, si, ma per gli altri!
    Fate i bravi, Dio conosce tutte le lingue, ma soprattutto penso conosca tutti i cuori. E.P.

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  30. Che commento privo di senso! Un altro milanese

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  31. indignato speciale...7 settembre 2011 15:02

    Certo come no...

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  32. vorrei chiedere perche non facciamo pressione sulla Santa Sede affinche' ci sia in ogni chiesa la Santa Messa di rito Gregoriano come c'e' di diritto la Messa post-conciliare senza che qualcuno la chieda? Perche' per la Messa Gregoriana ci deve essere un gruppo stabile e la richiesta?

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  33. Il Santo Padre deve venire a conoscenza che noi siamo suoi figli e gli vogliamo un sacco di bene e preghiamo continuamente per Lui, ci ha dato la Summorum Pontificum e l'ha completata con l'Universae Ecclesiae e gliene siamo grati, pero' i sacerdoti ed i vescovi diocesani se non saranno obbligati non ci daranno mai la Santa Messa gregoriana come danno la messa post-conciliare. Poi visti i progressisti ci distruggerebbero. Ma il Santo Padre, non dice forse che la Santa Messa sono due forme diverse di un unico rito? Perche' dobbiamo essere visti come i primi Cristiani  che dovevano nascondersi nelle catacombe? In fondo professiamo la fede di Gesu' non abbiamo ne paura ne vergogna di dirci Cattolici.

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  34. <span>Chi è qui perseguitato e diffamato? </span>

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  35. Vi è anche da dire che a Sassari la permette solo la domenica e non più nei giorni di precetto. Ho provato a chiedere informazioni al riguardo (dato che trovo la cosa insensata) ma nessuna delle persone che ho trovato li nella chiesa alla fine della celebrazione mi ha saputo spiegare. Questa pure mi sembra un'ingiustizia.

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  36. Cari amici, questi Vescovi ( maggioritarii) diventeranno poi Cardinali e magari anche di piú....Possiamo solo pregare.

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  37. Bolla "Quo Primum" - Papa San Pio V

    "ordiniamo che nelle chiese di tutte le Provincie dell'orbe Cristiano [...] in avvenire e senza limiti di tempo, la Messa [...] non potrà essere cantata o recitata in altro modo da quello prescritto dall'ordinamento del Messale da Noi pubblicato"

    "da valere in perpetuo [...] stabiliamo e comandiamo, sotto pena della Nostra indignazione, che a questo Nostro Messale, recentemente pubblicato, nulla mai possa venir aggiunto, detratto, cambiato."

    "Noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l'Indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui dunque avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente."

    Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontà, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.

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