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Pubblichiamo due importanti elenchi. QUI  un elenco coi vescovi contrari, quelli favorevoli e quelli con riserve. QUI  un elenco su  WIKIPED...

lunedì 18 dicembre 2023

Perché l’adorazione eucaristica è necessaria

Parliamo ai nostri parroci per aumentare le Adorazioni Eucaristiche nelle nostre chiese.
Madre Teresa di Calcutta scongiurava i sacerdoti di fare un'Adorazione Eucaristica pubblica almeno settimanale.
Luigi

ROBERTO DE MATTEI,  28 NOV 2023

Oggi voglio parlare di una importante pratica cristiana, l’adorazione al Santissimo Sacramento. Nel Santissimo Sacramento Gesù Cristo è presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Noi lo adoriamo nella Santa Messa, nella quale il momento centrale è quello della transustanziazione, in cui il Sacerdote pronuncia le parole che trasformano il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Gesù. Nel Sacramento dell’Eucarestia il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo sono presenti veramente, realmente, sostanzialmente.
La devozione al Santissimo Sacramento è imposta ad ogni fedele nella Santa Comunione che si riceve durante la Messa, ma il Santissimo Sacramento non va identificato con il Sacrificio della Messa. Per Santissimo Sacramento si intendono le specie eucaristiche conservate nel tabernacolo dopo la celebrazione della Messa. La Divina Eucarestia può essere esposta fuori del tabernacolo anche dopo la Messa, ad esempio nella pratica delle Quarantore, che consiste nel presentare all’adorazione dei fedeli il Santissimo Sacramento per un periodo di quaranta ore consecutive, generalmente all’inizio della Quaresima.

Ma l’adorazione eucaristica può essere fatta in ogni momento dell’anno, anche ogni giorno. I parroci più devoti e zelanti hanno l’abitudine di celebrare nelle loro chiese, di pomeriggio, l’adorazione del Santissimo, spesso della durata di un’ora, conclusa da una solenne benedizione. Sono innumerevoli gli ordini e le congregazioni religiose dedicate all’adorazione del Santissimo Sacramento. Al centro di Roma ad esempio vi è una chiesa dei sacramentini, un istituto religioso fondato nel 1856 da san Giuliano Eymard, che qui è sepolto. In questa chiesa si pratica l’adorazione perpetua al Santissimo Sacramento.

Gesù può essere adorato nelle esposizioni solenni del Santissimo, ma può essere adorato in silenzio ogni giorno, in ogni chiesa, davanti ai tabernacoli spesso abbandonati che contengono le specie eucaristiche. Può essere adorato infine nel nostro cuore, in ogni momento della nostra giornata, che diventa così un’adorazione perpetua al Santissimo Sacramento. Adorando il Santissimo adoriamo Gesù Cristo, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, ma adoriamo anche Dio stesso. L’Ostia infatti, come afferma il padre Faber, “è anche un’immagine dell’immensità di Dio. Iddio per la sua immensità è presente in tutto il mondo, Gesù in tutta l’Ostia; Dio è intiero in ogni parte del mondo, Gesù in ogni frammento dell’Ostia” (Il Santo Sacramento, Marietti, Torino-Roma 1922, p. 36).

Il messaggio di Fatima ci richiama alla necessità dell’adorazione, per riparare i peccati del mondo

Nel 1916, prima delle apparizioni della Madonna, Lucia, Francesco e Giacinta, i tre pastorelli di Fatima ebbero tre visioni dell’Angelo del Portogallo, o della Pace. Nella terza apparizione, che avvenne in una località detta Cabeço, vicino alla casa dei genitori di Lucia, i tre pastorelli videro l’Angelo con un calice nella mano sinistra e sospesa su di esso un’Ostia dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di sangue, Lasciando il calice e l’Ostia sospesi in aria l’Angelo si prostrò a terra vicino ai tre pastorelli e ripeté tre volte la preghiera: «Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze da cui Egli medesimo è offeso. E per i meriti infiniti del suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”.

Poi, sollevandosi prese di nuovo in mano il calice e l’Ostia, comunicò Lucia, Giacinta e Francesco, dicendo nello stesso tempo: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio”.

I bambini fecero così, in maniera miracolosa, la loro prima comunione.

Poi l’Angelo si prostrò di nuovo a terra e ripeté con i tre pastorelli la stessa preghiera alla Santissima Trinità e scomparve. Suor Lucia commenta: “Portati dalla forza del soprannaturale, che ci avvolgeva, imitavamo l’Angelo in tutto, cioè prostrandoci come lui e ripetendo le preghiere che lui diceva. La forza della presenza di Dio era così intensa che ci assorbiva e ci annientava quasi completamente”.

Nelle apparizioni dell’Angelo non c’è la dolcezza che caratterizzerà quelle della Madonna, c’è un grande serietà e quasi severità. Prostrandosi a terra l’Angelo ci ricorda il nulla della creatura e il tutto di Dio, il solo vero Dio, unico in tre persone. Il mistero della Trinità è il primo e il più grande della religione cristiana e ad esso non ci si può avvicinare che prostrandosi a terra. L’Angelo ricorda ancora che Gesù Cristo è presente e va adorato in tutti i tabernacoli del mondo in riparazione per i peccati dell’umanità. Spiega che i Cuori santissimi di Gesù e di Maria sono inscindibilmente uniti, e che devono trionfare sul peccato. La gloria di Dio è offesa, le anime si perdono, e la nostra riparazione con la preghiera e con il sacrificio è necessaria. La salvezza delle anime e la gloria di Dio devono essere al centro delle nostre preghiere.

La preghiera dell’Angelo non è solo un compendio di teologia, è anche una grande visione di teologia della storia, perché ci dice che viviamo in un’epoca, oggi molto più del 1917, in cui Dio è offeso, la sua legge è trasgredita, i suoi fedeli perseguitati, ma con l’aiuto di Dio e della sua santissima Madre, le colonne dell’Immacolata e dell’Eucarestia del celebre sogno di don Bosco, la Chiesa trionferà. La preghiera trinitaria dell’Angelo va ripetuta ogni giorno, ma soprattutto dobbiamo entrare nel suo spirito di adorazione. E non c’è modo migliore di farlo che in ginocchio, ai piedi del tabernacolo.