Post in evidenza

La Messa proteiforme: a modest proposal. Risposta e proposta al Prof. Grillo

Il Prof. Grillo ha voluto gentilmente confrontarsi (v. qui ) con il nostro commento critico alla sua intervista (in cui, lo ricordiamo, el...

giovedì 11 maggio 2023

Incredibile a Chieti: l’Arcivescovo continua ad imporre la comunione esclusivamente sulle mani

Abbiamo atteso alcuni giorni prima di pubblicare la notizia, perché abbiamo avuto necessità di verificarne la veridicità, tanto ci è parsa incredibile.
Con un comunicato del 20 aprile 2023 firmato da mons. Fabio Iarlori, Vicario episcopale per i religiosi e Referente dell’Area sacerdotale (liturgia e sacramenti) dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, e fatto giungere ai sacerdoti a mezzo messaggio sul telefono cellulare, si informava che "in aggiornamento alle attuali norme anti Covid, l’Arcivescovo ritiene opportuno che in ragione dell’attuale situazione, nella nostra Arcidiocesi si continuino a mantenere le seguenti prassi:
- la comunione eucaristica sia distribuita esclusivamente sulle mani;
- non si ponga l’acqua Santa nelle acquasantiere".
Non trovando tale documento pubblicato sul sito istituzionale dell’Arcidiocesi, è stata chiesta conferma con e-mail direttamente alla Segreteria arcivescovile, la quale ha risposto: "le confermiamo che il comunicato corrisponde al vero e che è stato inoltrato a tutti i sacerdoti qualche settimana fa per volere del nostro Arcivescovo".
Quando ormai l’Organizzazione mondiale della sanità (il 5 maggio) ha annunciato che il Covid-19 non costituisce più un’emergenza sanitaria pubblica (QUI) e poi, accodandosi diligentemente e servilmente, anche la Conferenza episcopale italiana (l’8 maggio) è giunta a segnalare "che tutte le attività ecclesiali, liturgiche, pie devozioni, possono tornare a essere vissute nelle modalità consuete precedenti all’emergenza sanitaria" (QUI; mentre la comunione direttamente in bocca fu già consentita il 10 aprile dello scorso anno: QUI), non si comprende l’ostinazione di mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, di insistere su misure inutilmente ed irragionevolmente (ma ben comprensibili ideologicamente) restrittive per i fedeli, ai quali viene ancora impedito di potersi accostare alla Santa Eucarestia secondo la modalità che ritengono più vicina alla loro sensibilità e di utilizzare l’acquasantiera.
Ci auguriamo che l’Arcivescovo possa presto rivedere la propria decisione (magari anche a seguito di sollecitazioni scritte ad arcidiocesi@diocesichieti.it) e porre fine a tale vessazione, per il bene dei propri fedeli ed in una ottica di autentica "inclusione" verso tutte le legittime sensibilità.

L.V.


36 commenti:

  1. Avrà i suoi motivi.
    Del resto, se frequentassi una messa tridentina, sarei obbligato a comunicarmi in ginocchio e sulla lingua.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda che non ti obbliga nessuno né a andare a Messa né a ricevere la Comunione. Se non ti piace, accomodati pure fuori.

      Elimina
    2. Infatti, la stessa cosa di cui si parla qui.
      Se non vuoi prendere la comunione in mano, non la prendere e vai fuori.
      Io sono per la libertà di scelta, ma se uno obbliga e ti va bene, non capisco perché non va bene se obbliga anche un altro.

      Elimina
    3. Per l'anonimo delle ore 15:56 del 11 maggio 2023. Guardi che il modo ordinario e corretto di ricevere la comunione è proprio in ginocchio e in bocca; questo è valido anche nella messa nuova, mentre quella in mano è un'imposizione arbitraria. Nella tridentina è un atto liturgico normale ricevere e amministrare la comunione in bocca e in ginocchio al pari di altri obblighi liturgici che ci sono nel novus ordo (e spesso non rispettati proprio dai sacerdoti che lo celebrano). La sua è una polemica sterile che muore da sola così come è nata, visto il livello di non senso che lei ha scritto.

      Elimina
    4. L’unica cosa sterile è la vostra cocciutaggine.
      Ricevere la comunione in mano è una pratica permessa dalla Chiesa. Non vedo perché nella forma straordinaria dovrebbe essermi precluso. Da un lato sostenete un’imposizione arbitraria perché confacente ai vostri gusti, mentre, dall’altra, prendete a male parole un vescovo che ha, per motivi sanitari, temporaneamente ristretto la modalità di ricezione delle Sacre Specie in un modo che a voi non piace. Non è la stessa chiesa? Non è, come disse Papa Benedetto, lo stesso rito?

      Elimina
    5. Anonimo ore 06:35 13.05.23. L'unica cocciutaggine che c'è qua, è la sua! E dimostra completamente di non conoscere la storia della comunione in mano; si documenti bene prima. Poi: nessuno qua sta prendendo "a male parole un vescovo che ha, per motivi sanitari, temporaneamente ristretto la modalità fivriceziine delle Sacre Specie in un modo che a voi non piace"; il provvedimento in questione è un abuso (e la invito a documentarsi bene, ma tanto lo so che non lo farà) sia dal punto di vista liturgico sia dal punto di vista sanitario (ancora più in particolare ora che già da un pezzo le restrizioni covid si erano ridimensionate parecchio e ancora di più con la dichiarazione OMS di cessazione emergenza pandemica).

      Elimina
    6. Per l'anonimo delle ore 06:35 del 13 maggio 2023. Le consiglio di leggere i libri di Mons. Laise e di Don Bortoli e scoprirà che la comunione in mano è un abuso vero e proprio, anche se la Chiesa la "permette" (leggere i libri per capire perché è tra virgolette). Così capirà che la sterilità delle sue argomentazioni non è collegata alla presunta cocciutaggine da lei avanzata. Si informi prima di offendere gli altri.

      Elimina
    7. Mi scusi, la Comunione in mano è stata per molti secoli la pratica normale della Chiesa, e in alcuni riti, come quello assiro-caldeo, il modo normale di ricevere l'Eucaristia.
      Ergo come può essere un abuso?

      Elimina
    8. Come può essere un abuso la comunione in ginocchio o in bocca?

      Elimina
    9. Per gsimy. E' stato già suggerito di leggere i libri di Mons. Jaun Rodolfo Laise ("Comunione sulla mano. Documenti e storia", ed. Cantagalli, 2016) e di Don Federico Bortoli ("La distribuzione della comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali", ed. Cantagalli, 2018) sull'argomento. Lì è spiegato tutto, compreso il perché la comunione in mano è un abuso; il tuo "è stata per molti secoli la pratica normale della Chiesa" è smentito dal contenuto di questi libri.

      Elimina
    10. Ma questi libri che dici tu, invece, sarebbero verità assoluta? E in base a cosa?

      Elimina
    11. Per l'anonimo delle ore 07:08 del 20 maggio 2023. I libri che dico io sono documentati, gli autori non hanno inventato nulla, non scrivono opinioni loro. Basterebbe leggerli senza pregiudizi per verificarne la veridicità.

      Elimina
  2. Risposte
    1. Sì, proprio ieri ho spedito il mio 730, destinando l'8 x 1000 all'edilizia scolastica dello Stato; anche se avessi scelto la casella Chiesa Cattolica, sarebbero stati comunque soldi per la dittatura statalista, promossa dalla CEIP (P=Patriottica).

      Elimina
    2. Lo stesso 8x1000 dal quale mangia anche chi celebra col vetus orso!

      Elimina
    3. Anonimo ore 00:00 14/5/23. Guardi che gli Ecclesia Dei non hanno mai preso un soldo dall'8×1000, vivono solo delle offerte dei fedeli.

      Elimina
    4. Per l'anonimo della mezzanotte di oggi 14 maggio 2023. Guardi che i diocesani che celebrano in vetus ordo vengono aiutati e sostenuti economicamente dai fedeli che fanno loro offerte e dai quali guadagnano pure di più della misera cifra ricavata dall'8×1000 dell'irpef dell'anno precedente di un singolo lavoratore. Per non parlare poi dei preti che sono sotto ricatto dalle proprie diocesi nell'essere sostenuti economicamente dalla Chiesa (che attinge anche dall'8×1000) se non si allineano ai desiderata modernisti di turno... (e parlo perché ne ho contezza diretta, visto che sono un sacerdote diocesano in questa situazione e che celebra anche in vetus ordo... e non sono l'unico in Italia e questo vale anche per chi celebra solo in novus ordo)... ma questa è una storia sconosciuta al grande pubblico che non vede e non può vedere questi aspetti, che purtroppo ci sono ma sono nascosti al grande pubblico. Se fossero conosciuti da tutti, altro che ironizzare sull' "8×1000 da cui mangia anche chi celebra in vetus ordo" come vergognosamente fa lei qui, ma se fossero realmente conosciuti, nessuno davvero darebbe più l'8×1000 alla C.E.I. (questo è l'organismo della Chiesa Cattolica che lo incassa, gestisce e amministra)!

      Elimina
  3. Finalmente un vescovo coraggioso che si prende le sue responsabilits a covid finito

    RispondiElimina
  4. Non ricordavo il nome di costui, ma quando ho letto Bruno Forte ho capito tutto, da un teologo che non conosce l'elementare Dottrina che cosa puoi aspettarti ?

    RispondiElimina
  5. Ma la Cei non interviene?

    RispondiElimina
  6. Quest’anno avrà 74 anni , è sulla fine

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Compiuti 75 anni si può andare in pensione il giorno dopo o dopo 4/5 anni.Vuolsi così colà dove si puote....

      Elimina
  7. Mons. Bruno Forte?? Quello che riportò, ridendo, la confidenza di Bergoglio su Amoris Laetitia:
    "Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati, questi non sai che casino ci combinano. Allora non parliamone in modo diretto, tu fai in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io".
    E così, grazie a questo "saggio" consiglio – ha proseguito Forte – le cose sono andate a "maturazione" ed è arrivata l'esortazione papale "Amoris laetitia". Nella quale i riformisti hanno trovato ciò che volevano.
    Quella di Forte non è una confidenza carpita a tradimento. L'ha detta dal palco del teatro della città di Vasto, di cui è arcivescovo, davanti a una platea gremita. "Tipico di un gesuita", ha poi commentato con un sorriso.
    Ecco il personaggio..

    RispondiElimina
  8. E' desolante leggere un comunicato da impiegato statale. Se questo è un pastore...

    RispondiElimina
  9. Personaggi mediocri che si vantano pubblicamente di fare il gioco delle tre carte per ingannare i fedeli.Questi i comandamenti li hanno già abrogati....

    RispondiElimina
  10. Si potrebbe consigliare l’Arcivescovo di pregare per i sacerdoti e per il vescovo Rolando che sta da mesi in una cella buia. Altra tempra di uomini.

    RispondiElimina
  11. Comunicazione di assoluto buonsenso e condivisibile.

    RispondiElimina
  12. Almeno il vescovo è coerente con la fede modernista che professa. Rito nuovo, usanze nuove. Speriamo che questo serva a far scappare i cattolici rimasti dalla catapecchia modernista.

    RispondiElimina
  13. Ma quali sarebbero "le attuali norme anticovid aggiornate in ragione dell'attuale situazione" che, a dire di Mons. Forte, sarebbero tali da rendere "opportuno" un provvedimento così insensato ed ideologico?!?!?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magari prova ad informarti, prima di sparare sentenze su internet.

      Elimina
    2. Anonimo delle 6,45 del 15.05.23. Con le tutte le cancellazioni delle restrizioni facilmente consultabili sul sito del Ministero dell'Interno e con quelle che sin già dalla primavera del 2022 la Cei aveva tolto, culminata poi in quella della settimana scorsa, secondo te... le sentenze in internet le sparerebbe chi pone giuste osservazioni ?!?!? Prova ad informarti tu piuttosto e vedrai che certe domande non solo hanno un senso, ma del tutto in linea con l'attualità.

      Elimina
    3. Errata corrige post ore 19:22 17.05.2023. Ministero della Salute (e non dell'Interno)... errore di battitura, scusate tutti...

      Elimina
  14. Spera così di ottenere il cardinalato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. É sempre stato il suo obiettivo da quando è stato ordinato vescovo, ora credo abbia perso un po' le speranze

      Elimina
  15. Il vescovo della mia diocesi...sempre più disgustato dal suo "operato".
    Bruno Forte è anche colui che ha letteralmente VIETATO la Messa Vetus Ordo nella sua diocesi.
    Quest'anno anche Chieti è stata infettata dal virus del gay pride, avevo intenzione di scrivere una lettere a Forte, ma mi sono detto "cosa gli scrivo a fare? questo sarà stato contento di avere il pride nella sua città".
    Detto questo le parrocchie nella città di Chieti si svuotano sempre di più e vengono accorpate per "risparmiare" parroci e non lasciare aperte troppe chiese.
    I parroci secondo me non hanno più l'assistenza dello Spirito Santo per sovvertire questo inesorabile declino e il vescovo sembra stare sopra le nuvole.
    L'anno prossimo saranno 20 anni di governo della diocesi di Chieti-Vasto...

    RispondiElimina