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sabato 14 gennaio 2023

Con la morte di Benedetto XVI si approssima l’attacco finale alla Messa tradizionale?

Il Sito tedesco
Motu-proprio: Summorum-Pontificum, ripreso da Médias-Presse-Information, nonché da Stilum Curiae (il blog di Marco Tosatti), riferisce di voci romane che definire preoccupanti parrebbe eufemistico.

Vi proponiamo la nostra prima traduzione dell’articolo comparso lo scorso 13 gennaio, che potrete leggere qui in lingua originale; traduzione decisamente più artigianale del solito, per la scarsa dimestichezza della redazione e dello scrivente con la lingua tedesca.
Tamburo battente o mormorio di voci?

Il telegrafo della giungla romana, a cui siamo collegati tramite diverse stazioni, non funziona sempre in modo affidabile, per cui di solito ci tratteniamo un po' dal riprodurre pubblicamente le notizie che riceviamo. Non tutto vale la pena di essere riportato: che il capo delle autorità responsabili della liturgia, Arthur Roche, abbia reagito alla notizia della morte di Benedetto con le parole: "Ora possiamo finalmente firmare il documento!" ci è sembrato al massimo di interesse aneddotico.

Ora abbiamo notizie sulla forma e sul contenuto di questo documento - e stiamo lanciando l'allarme. Secondo le voci, si tratta di una nuova Costituzione Apostolica con la quale Francesco, molto insoddisfatto della lenta attuazione della Traditionis Custodes, vorrebbe finalmente porre fine alla vecchia Messa. Francesco avrebbe scelto la forma di Costituzione Apostolica per seguire la corrispondente Costituzione Missale Romanum di Paolo VI e per sottolineare l'uguaglianza delle sue attuali norme con la Legge del 1969.

Secondo le nostre informazioni, la costituzione prevista contiene 4 decreti principali:

- In nessuna chiesa (diocesana?) si può celebrare solo la vecchia Messa.

- Nelle chiese (diocesane?) il vecchio rito non può essere celebrato ogni domenica.

- L'uso dei libri del 1962 (con le modifiche ordinate da Francesco) è consentito solo per la celebrazione della Messa, ma non per l'amministrazione dei sacramenti e dei sacramentali.

- Ogni sacerdote è obbligato a celebrare (pubblicamente?) anche secondo il messale di Paolo VI

Questo è lo stato delle nostre informazioni il 13 gennaio. Stiamo tenendo d'occhio la situazione e un orecchio al telegrafo.

Va da sè che anche MiL sta seguendo la situazione: finora, le nostre fonti non sono state in grado di confermare le anticipazioni di cui sopra. Anzi, ci hanno riferito di non crederci. Tuttavia, come sappiamo, nel corrente pontificato tutto è possibile…

Per il momento, dunque, ci asteniamo da qualunque commento, in attesa di saperne di più (potete leggere, però, queste prime riflessioni di Shawn Tribe); considerando anche che, nel clima da basso impero che caratterizza l'attuale, surreale fase della storia della Chiesa, possono certamente circolare indiscrezioni infondate, quale speriamo sia quest’ultima.

ER