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venerdì 28 ottobre 2022

Aldo Maria Valli: il grande vaticanista analizza la situazione attuale #sumpont2022


Non occorre presentare Aldo Maria Valli, saggista e giornalista; apprendiamo di inedito, da chi l'ha presentato, che è pure allenatore di una squadra di minibasket. 

Per la sua professione, era presente quando Benedetto XVI raccontò ai giornalisti, in volo per Fatima, di persecuzione interna. E ci attesta che fu veramente il pontificato più avversato, criticato e osteggiato di quelli che Valli ha conosciuto. Perché quel Pontefice ha avuto il coraggio di porsi contro uno dei dogmi laici più forti, quello del 'Progresso'. Per cui tornare alla Tradizione è un tradimento e un'eresia, perché il cammino non può che essere lineare

verso un sempre maggior abbraccio dei 'segni dei tempi' e delle tendenze sociologiche della modernità.  Dimenticando, aggiunge il cronista, che chi sposa le mode si trova ben presto vedovo, come diceva Chesterton.

Il tema della relazione è la liturgia antica che, ci dice Valli, è una scoperta nuova per tanti, tranne per la minoranza che la può ricordare. Per i più giovani, e anche non più troppo giovani, è un tesoro ritrovato di cui ignoravamo perfino l'esistenza.

Tutti sentivamo che la Messa di Paolo VI ha poco da dire, anche se quel poco lo dice in lingua corrente, e quando abbiamo scoperto la Messa di sempre ci siamo chiesti perché ci fosse stato tolto quel magnifico e ricco tesoro, nella sua incredibile bellezza e commovente abbondanza di significato. 

La locuzione 'forma straordinaria' voleva indicare la sua marginalità; ma è un'espressione azzeccata perché, per una felice metonimia, esprime soprattutto l'eccellenza, l'essere fuori del normale (dell'ordinario, appunto), con quel volo d'ala che tanto la distingue dalla Messa ordinaria, banale, celebrara nel linguaggio di tutti i giorni; cioè in quella lingua volgare che, anche qui per metonimia, denota non solo la lingua corrente, ma anche qualcosa di basso, triviale, ben lontano dalle altezze celesti e iperuranie.

Nessuno si è mai convertito per aver letto gli atti di un sinodo dei vescovi, o di un programma pastorale. Ma molti si convertono a contatto con la liturgia. E ancora oggi succede: molti scrivono al nostro relatore (che gestisce un seguito ed apprezzato blog, Duc in altum, i cui post spesso riprendiamo) che è come ritrovare casa propria.

E' nel mondo fisico che l'intangibile ci incontra, disse un convertito americano (Thomas Howard). E aggiunse: prima della conversione credevo che la verità cristiana dovesse essere mantenuta incorporea, ma noi siamo uomini e corpo. L'occhio vuole la sua parte, dice l'adagio. Gli spiritualisti vogliono invece un uomo disincarnato semplicemente perché così pensano di poter far prevalere le loro idee novatrici.

I convertiti affermano essere impietoso il confronto tra la Messa di sempre e il nuovo rito, di cui lamentano la noiosa predica del presidente dell'assemblea; l'altare che non è più tale ma è divenuto una mensa; la comunione, ricevuta in piedi e sulla mano, è una stanca ritualità di cui non si comprende lo scopo. E il Vostro cronista dovrebbe aggiungere un suo personale spauracchio: la verbosa e noiosa preghiera dei fedeli.

Nella Messa di sempre non c'è bisogno di actuosa participatio, perché essa c'è già, anche nel silenzio; e tanto meno di 'animazione dell'assemblea'. C'è solo da inginocchiarsi davanti al mysterium tremendum, ma bisogna allora essere umili e sbarazzarsi di vanità e protagonismo, che invece dominano nel campo modernista, segnato dall'idea di 'rifare la chiesa'. Vuoto sentimentalismo, simbolismi inediti e inventati e spesso incomprensibili, sono il segno di un 'impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della S. Messa', come preconizzavano i Cardd. Ottaviani e Bacci nel loro Breve esame critico del novus ordo Missae.

Deus non irridetur: il terribile monito di Paolo è ancora attuale. E infatti i frutti del prurito di cambiamento sono sotto gli occhi di tutti.

Scriveva Giovannino Guareschi, l'autore di Don Camillo e grande oppositore della riforma giuridica, che il latino verrà abbandonato non per esigenze del progresso, ma perché nel futuro dei demagoghi e dei ciarlatani, pronti a propalare qualunque cosa, si vorrà un frasario approssimativo ed elusivo, con cui si potrà parlare per ore senza dire nulla; cosa impossibile per il latino, con la sua fissità incorrotta di significati, precisione di linguaggio, chiarezza di parole e di concetti.

Conclusione alata della relazione: preghiamo dunque con fervore per i modernisti, perché non sanno quello che fanno.

E se invece lo sanno, preghiamo lo stesso, perché la smettano.

 

Enrico

9 commenti:

  1. E ci spieghi perché sotto Benedetto era un fan di Martini, salvo poi mutare totalmente posizione

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  2. 'noiosa predica del presidente dell'assemblea' veramente una generalizzazione ingenerosa verso tutti i preti che tentano ogni giorno di fare prediche che suscitino qualcosa negli uditori, spesso riuscendoci


    l'altare che non è più tale ma è divenuto una mensa => ecco,qui dipende tanto da posto a posto

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    1. Da piccolo la mia mamma alle recriminazioni dei noi bambini molto spesso rispondeva :questo c'è e con questo dobbiamo fare.C'era ben poco allora se parliamo di commodità e non siamo messi meglio adesso se parliamo della Chiesa. Per fortuna il destino della Chiesa non dipende dagli uomini ma i problemi restano e sono tanti ed enormi.Una lunga serie di figure problematiche poste ai vertici del clero ha portato negli anni del post concilio così tanta confusione che ormai comportamenti discutibilissimi vengono accettati come normali.E questo riguarda tanti ambiti a partire dal modo di vestire trascurato o inappropriato ,al modo sciatto di celebrare i sacramenti,alla gestione economica spesso fallimentare e opaca, alla dottrina trascurata o discutibile se non eretica .Ciò premesso bisogna continuare ad amare la Chiesa,non ci sono alternative.

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    2. Gsimy: deve attaccare il più possibile e presentare la chiesa a tinte fosche. È una vecchia tattica che i tradizionalisti duri e puri usano da decenni, quella delle prediche cattive. Nella mia parrocchia, tutti i preti fanno sempre prediche splendide, concise e che aiutano a vivere la fede nel mondo di oggi. Non manca mai un pensiero, nemmeno nelle messe feriali, mentre i preti tradizionalisti riservano la predica (a sentir loro ponderata e ricercata, ma in pratica sempre la stessa) solo la domenica. E capita pure che duri venti minuti!
      Valli è diventato assolutamente illeggibile, da quando si è convertito sulla via del covid. Alcuni suoi libri li ho trovati ben fatti, per esempio quello su Cornacchiola…poi il baratro ed il cambio di fronte.

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    3. Ecco, non sia troppo duro neanche sui tradizionalisti, sanno anche loro predicare bene

      Comunque Valli è partito da ben prima del Covid, già nel 2018 è stato uno dei registi dietro il 'memoriale' di Viganò, e da lì è soli peggiorato.
      Ora pubblica senza ritegno i manifesti dell'arcivescovo che sono pieni tesi alla QAnon

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    4. Beh, ma anche Viganò all’inizio si limitava, lodevolmente, a segnalare episodi di immoralità nel clero…poi o si è montato la testa o, più semplicemente, ha visto che cavalcare quell’onda rendeva bene.

      Coi tradizionalisti sono fin troppo tenero. Ho vissuto situazioni allucinanti con preti prossimi all’analfabetismo pastorale fare più danno che altro, soffocando le anime in atteggiamenti farisaici ed oppressivi, in cui praticamente tutto è peccato tranne pregare, lavorare e andare a Messa. Non ti dico i consigli su matrimonio ed educazione dei figli…robe da denuncia!
      Poi certo, non sono tutti così, ma è un ambiente che sono stato felice di lasciare a gambe levate.

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  3. Condividi parola per parola l'intervento del dottor Valli. Standing ovation! La Messa di sempre è "la perla preziosa"; "il tesoro nascosto" di cui parla nostro Signore.

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  4. Al punto in cui siamo arrivati è difficile parlare di modernisti o di indietristi. Personalmente sarei già contento se ci fosse un prete normale per ogni parrocchia ,invece bisogna accorpare perchè di preti non ce ne sono a sufficienza .Purtroppo la coperta è corta e bisogna fare i salti mortali per riempire tutte le caselle.I risultati del cv2 si vedono e non è un bello spettacolo.

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    1. Forse però ci sono troppe parrocchie, circa il triplo dei comuni, e qualche fusione e accorpamento è necessario
      Faccio un esempio: nel mio paesello ci sono due parrocchie per circa 6.000 abitanti e le chiese parrocchiali sono a meno di un quarto d'ora di cammino l'una dall'altra. È normale che ci sia un solo parroco per entrambe

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La Redazione